lunedì 31 maggio 2010

La Chitarra alla Radio! Giovedì 3 giugno!


Giovedì 3 giugno alle ore 21 il Blog Chitarra e Dintorni sarà nuovamente presente su Radio Voce della Speranza in onda su Diapason programma dedicato alla musica colta con una puntata dedicata alla chitarra classica e contemporanea "La discoteca di Babele", ai microfoni come DJ invece che come blogger Andrea Aguzzi "Empedocle70",
ecco i brani che ascolterete:

1) Chiara Asquini plays Hika di Leo Brouwer
2) Giulio Tampalini plays Sequenza XI di Luciano Berio, cd Contemporary Guitar, 1997
3) Davide Ficco plays Canzone Veneziana di Carlo Mosso, cd Carlo Mosso Complete Works for Guitar
4) Giacomo Parimbelli plays Minuetto di Benvenuto Terzi, cd La Chitarra di Pietro Gallinotti
5) Rolf Lislevand plays Fantasia di Alonso Mudarra, cd Diminuito
6) Marco De Biasi plays Improvviso..dopo un sogno di Marco De Biasi, cd Fonocromie
7) Paolo Angeli plays Hyper-ballad di Bjork, cd Tessuti
8) Fennesz plays Rivers of sand, cd Venice
9) Mauro Tonolli plays Preludio di Gian Francesco Malipiero, cd Landscapes-classic guitar

Le stazioni RVS in Italia :
- Bologna: 105,3 Mhz
- Catania, Ragusa, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta, Enna: 97,5 Mhz
( Enna: 90,8 Mhz)
- Forlì, Cesena, Ravenna: 104,5 Mhz
- Conegliano Veneto, Treviso, Venezia: 97,9 Mhz
- Firenze: 92,4 Mhz
- Gaeta: 88,7 Mhz
- Palermo: 92,6 Mhz
- Roma: 104,8 Mhz
- Sciacca: 94,5 Mhz

Sarà possibile anche seguire la trasmissione via streaming
direttamente da internet:
http://www.radiovocedellasperanza.it/streaming/onair-fo.html

Vi aspetto alla radio!
Empedocle70

Duo Paolo De Stefano e Luigi De Leo: Biografia


Paolo De Stefano e Luigi De Leo iniziano i loro studi musicali sotto la guida di Marcello Serafini e Fabio Pellizzari a Varese. Sono ammessi successivamente al Conservatorio “G. Verdi” di Milano dove, nel 2004, conseguono il Diploma Accademico di I livello con il massimo dei voti sotto la guida del M° Francesco Biraghi. Nel corso dei loro studi partecipano a numerosi concorsi nazionali e internazionali, vincendo premi e borse di studio sia come solisti che in duo a Varese, Ispra, Stresa, Casarza Ligure, Mondovì (Cuneo) e Castelfidardo (Ancona). Nel 2002 vincono un’audizione presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano grazie alla quale partecipano alla V^ edizione del “Valsassina Festival” in provincia di Lecco. Da allora il duo si è esibito in diverse manifestazioni musicali tra le quali i “Concerti del Chiostro” del Conservatorio, stagione musicale del Museo Diocesano di Milano, “Festival Mediterraneo di chitarra” di Cervo d’Imperia “Festival del Ticino”, “Festival Cameristico della Val d’Esino” e altri ancora, conseguendo ovunque unanimi consensi di pubblico. Hanno seguito inoltre lezioni e corsi di perfezionamento con alcuni tra i maggiori esponenti del mondo chitarristico nazionale ed internazionale come Matteo Mela, Lorenzo Micheli, il duo di chitarre ungherese Peter e Zoltan Katona, Sèrgio e Odair Assad, Jeffrey Mc Fadden, Paolo Pegoraro, Stefano Viola e corsi d’interpretazione musicale con il violoncellista Enrico Bronzi (“Trio di Parma”). La collaborazione con il “Columbia College” di Chicago (USA) li porta ad esibirsi negli Stati Uniti nel maggio del 2004. Da anni fanno anche parte dell’orchestra di chitarre “Sextha Consort” di Varese, con la quale si sono esibiti in una tournè in Ungheria toccando città come Gòdollo e Budapest; con “Sextha Consort” nel 2005 hanno inciso un cd dal titolo “Shopso Troijno”. Parallelamente all’attività concertistica svolgono entrambi attività didattica presso numerose realtà musicali in provincia di Varese, Milano e Novara.

domenica 30 maggio 2010

Guitar Improvisation Project - Eugenio Becherucci - promo video

Presto la nuova realise di AlchEmistica per il Guitar Improvisation Project! Alla chitarra il Maestro Eugenio Becherucci!

http://www.alchemistica.net/ AlchEmistica Website

http://digilander.libero.it/eubec/ Eugenio Becherucci Website

Guitar Improvisation Project: Arturo Tallini on AlchEmistica Netlabel



Cari Amici, il 20 maggio ha avuto inizio l'avventura di AlchEmistica, la nuova net label dedicata alla musica classica e alla musica contemporanea con licenza Creative Commons. Siamo felici e fieri di invitarvi ad ascoltare e scaricare liberamente la prima realise del Maestro Arturo Tallini: tre improvvisazioni da lui realizzate e registrate durante il concerto a Mestre del 26 marzo 2010, è la prima uscita per il progetto Guitar Improvvisation Project. Buon ascolto!

http://www.alchemistica.net/home
http://www.alchemistica.net/releases/
http://www.alchemistica.net/artists

sabato 29 maggio 2010

Marco Ramelli in concerto 4 giugno Lodi


Recensione di “Electric Guitar Solo” di Mauro Franceschi, Arx Collana,


Questa recensione necessita di alcune precisazioni iniziali, chi scrive è da vent’anni fan scatenato di un chitarrista chiamato Bill Frisell. Mi sono innamorato del suono della sua chitarra alla fine degli anni ’80 quando riuscii ad ascoltare il vinile del primo disco dei Naked City, fu una illuminazione, Frisell mostrava un suono asciutto, tagliente e allo stesso tempo morbido come seta, con delle solide basi in termini di improvvisazione e di costruzione armonica e melodica. Non poteva essere diversamente, come avrebbe fatto altrimenti ad essere accettato alla corte del “Dittatore illuminato” John Zorn? All’epoca mi buttai alla ricerca dei suoi dischi solisti, alla ricerca di una conferma, con la volontà di riascoltare ancora quel suono così ammaliante. Non ne sono stato deluso, dischi come “Before we were born”, “Is that you?”, “Have a little faith”, le colonne sonore realizzate per i film muti di Buster Keaton e la partecipazione a “Masada Guitars” hanno sempre confermato una classe e una bravura eccellenti. Vederlo suonare in concerto poi, impressionante, uno non se lo dimentica un chitarrista così.
Ma che centra questo pistolotto iniziale con questo disco realizzato dall’italianissimo Mauro Franceschi? Centra, centra eccome, perché non appena si apre il cd nel retro del libretto che lo accompagna si vede una bella foto, in “relax”, di una chitarra Klein, una chitarra dalla forma inconfondibile, senza paletta e con un corpo che dalla forma ricorda quella di un pesce abissale, nera, lucida, che indovinate dove avevo già visto? Bravi, è la chitarra che suonava Bill Frisell le due volte che l’ho visto in concerto. Coincidenze? Forse, ma quando poi leggi che come effetti viene usato un Lexicon 500 e che nelle note del libretto si fa direttamente riferimento “al lavoro di Bill Frisell sul piano della ricerca timbrica come anche sul piano melodico” .. che diamine non serve Sherlock Holmes per cominciare a pensare che qui gatta ci cova. E il disco, infatti è una bomba.
Se il suono della chitarra è infatti facilmente riconducibile alle atmosfere e al chiaro scuro tipici del migliore Bill Frisell, qui le musiche suonate vanno in tutt’altra direzione, siamo lontani sia dal repertorio della downtown newyorkese sia dalla stesse idee di interpretazione dei brani stessi: in poche parole si sente che dietro a Mauro Franceschi esiste un diverso background e una diversa impostazione tecnica e interpretativa. Vediamo di chi sono le musiche che vengono qui eseguite a cominciare dal nome a me più conosciuto, Tim Brady (1956), compositore e chitarrista di Montreal, autore di due dei brani più belli del disco: "Invention #8 ... or Julie's Dance ... musica di un duetto per chitarra elettrica e danzatore caratterizzato da una trama sonora cangiante soffusa e la musica su nastro di Minimal surrace creata negli studi INNGRM di Parigi usando il sistema SYTER per manipolare suoni originati dalla chitarra elettrica.
Atle Pakusch Gundersen (1956) compositore e chitarrista norvegese, è autore di "Scintillation, brano simile ad un preludio dell'epoca romantica, caratterizzato dall’utilizzo di una tipica tecnica chitarristica denominata crosspicking, ossia l'uso in rapida alternanza di corde non adiacenti. Il suo secondo pezzo Daktylator, presenta la medesima tecnica strumentale, esplorando differenti aspetti modali e l’uso delle corde a vuoto.
Mark Howell (1952) chitarrista, compositore ed etnomusicologo newyorkese, ha fatto anche parte del Fred Frith Guitar Quartet. Cement, brano delicato e terso a dispetto del nome, è stato commissionato da American Dance Festival per Lynn Shapiro Dance Company.
Tom Johnson (1939) compositore, interprete e scrittore, è considerato un minimalista, sebbene ricorra a formule, permutazioni e sequenze non comuni alla scuola minimalista. Lascerei definire a lui stesso la sua musica Infinite Melodies Il: "La musica è infinita in molti modi. Esistono ad esempio un numero infinito di durate più lunghe di un secondo e più brevi di due secondi. Possiamo intonare una corda di violino in un numero infinito di toni e microtoni. E le possibilità di intonazione della voce umana, se vogliamo considerare porzioni infinitesimali, sono evidentemente maggiori di quelle di una corda di violino. Le Infinite Melodies lo sono nel senso che possono, e dovrebbero, propagarsi per un tempo infinito. Questo perchè si sviluppano secondo un processo logico che le rende eternamente cangianti."
Steve Mackey (1956) compositore, chitarrista e docente presso la Princeton University è l’autore di "Cairn” (un tumulo di pietre, usato per segnalare il luogo di una sepoltura) e di Grungy, pezzo allegramente rock, dal suono carico e distorto, un irrrestibile invito per fare “air guitar”.
Last but not least: Loren MazzaCane Connors (1949) è chitarrista e compositore newyorkese, forse il vero outsider di questa lista. Confesso che questa versione di Moonyean rappresenta per me il pezzo migliore del disco, la sua vena blues, il senso di attesa, la sospensione racchiusa nei suoni che escono dalla chitarra di Franceschi lo rendono un pezzo di grande atmosfera, lontano da certi narcisismi in cui, a volte, cade la sua musica.
Davvero un gran bel disco, se cercato un punto di partenza da cui iniziare l’ascolto della chitarra elettrica nella musica contemporanea non rimarrete affatto delusi. Tanto meno lo sarà chi ama Bill Frisell.

Empedocle70

venerdì 28 maggio 2010

Intervista a Mauro Franceschi, quarta parte


Ci consigli cinque dischi per lei indispensabili, da avere sempre con se. I classici cinque dischi per l‘isola deserta.. Che musiche ascolta di solito?

Per la chitarra classica mi porterei Phantasie di Silvia Cesco (mia moglie), perché contiene il brano di Franghiz Ali Zade – che da titolo all’album – un capolavoro, per me il capolavoro per chitarra classica, registrato in prima mondiale. Per la chitarra elettrica, la scelta è pìù difficile, ora opterei per Heavy Light di Steve Mackey. Tra tutto il resto… Borboletta di Santana, la prima cassetta che comperai, un disco di musiche per pianoforte non preparato di John Cage e uno con musiche per orchestra di Ligeti. Ascolto musiche di tutti i generi, ma non “di tutto”.

Quali sono invece i suoi cinque spartiti indispensabili?

Lo spartito di Invention #8 di Tim Brady, il primo che mi ha offerto la sensazione di suonare veramente una chitarra elettrica, ossia di sfruttarne a pieno le potenzialità. E poi In a Landscape di John Cage, Il Quartetto per la fine del tempo di Messiaen, gli Studi per pianoforte di Ligeti, e infine Cantus di Paert.

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli si sente di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Il solo consiglio che mi permetto di dare è quello di fermarsi a riflettere, per trovare una propria identità musicale, e poi condividerla con più persone possibile: in bocca al lupo.

Quali sono i suoi prossimi progetti? Su cosa sta lavorando?

In questi giorni ho finito di scrivere le musiche per una versione teatrale del Piccolo Principe, pianoforte a quattro mani, due voci recitanti e disegnatrice dal vivo. Ho appena iniziato a comporre per un nuovo progetto in duo con Carlo Schneider Graziosi, saxofonista romano docente al conservatorio di Salerno,

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

Domande che meriterebbero discussioni prolungate, ma cerco di rispondere in modo sintetico. Si suona (anche) per offrire un momento di gioia e serenità al pubblico. Il musicista non meriterebbe la situazione di precarietà che oggi gli è propria. La musica può contribuire in molti modi all’evoluzione della società, aumentando la produzione del latte delle mucche del Winsconsin come ricordava Baricco, ma pure dando forma a emozioni e pensieri, quali ad esempio la possibilità e utilità di molti punti di vista, l’attitudine e la capacità di innovazione, la curiosità verso altre culture, il piacere della condivisione. Che la musica offra un contributo positivo alla società non è scontato.

giovedì 27 maggio 2010

Concorso di Esecuzione del Festival "Città di Fiuggi"


Categorie

Cat. A (fino a 12 anni - programma libero* max 5 min.);
Cat. B (fino a 14 anni - programma libero* max 5 min.);
Cat. C (fino a 16 anni - programma libero* max 7 min.);
Cat. D (fino a 18 anni - programma libero* max 10 min.);
Cat. E (concertisti fino a 35 anni - eliminatoria: programma libero max 15 min. comprendente composizioni di almeno due epoche differenti; finale: 20 min. ed è permessa la ripetizione dei brani dell'eliminatoria);
Cat. F (amatori senza limiti di età . programma libero max 10 min.).

Musica d'insieme (duo, trio, quartetto, etc. di chitarra anche con altri strumenti)
Cat. G ( fino a 18 anni -. programma libero max 10 min.)
Cat. H (concertisti fino a 35 anni -. programma libero max 15 min.)

* un brano scelto tra le pubblicazioni di Roberto Fabbri

Premio Mario Gangi

I partecipanti alle differenti categorie possono inserire nel loro programma una composizione a libera scelta di Mario Gangi, la giuria assegnerà un punteggio a se stante all'esecuzione di questo brano. Al concorrente che avrà il punteggio più alto tra tutti, a prescindere dalla categoria di appartenenza, verrà assegnato il premio.

ORARI

Cat. E Eliminatoria: Sabato 24 ore 9:30

Cat. E Finale: Domenica 25 ore 17:00

Cat. A, B, C, D, F, : Domenica 25 ore 9:30

Cat. G, H: Domenica 25 ore 15:00


Classifiche e premi:

Cat. A, B, C, D, F, G

- votazione non inferiore a 95/100: diploma 1" premio;
- votazione non inferiore a 90/100: diploma 2" premio;
- votazione non inferiore a 85/100: diploma 3" premio;

a tutti gli altri partecipanti: diploma di partecipazione.

- al vincitore assoluto fra le tre categorie ossia quello che avrà ottenuto il punteggio assoluto più alto (non essendo previsti ex aequo) riceverà una Chitarra di liuteria, modello da concerto (VEDI IMMAGINE e CARATTERISTCHE), un accordatore elettronico; tre mute di corde La Bella, pubblicazioni Carisch.

- tutti coloro che avranno raggiunto una votazione superiore a 95 p. riceveranno una muta di corde La Bella e delle pubblicazioni Carisch.

Cat. E - Premi sezione concertisti

Tutti gli iscritti di questa categoria saranno elencati in questa pagina con foto e breve curriculum (max 150 parole da inviare dopo l'iscrizione).

Ai primi tre classificati (non sono previsti ex aequo):

I Classificato

- Diploma I premio;
- Chitarra Ramirez 125 Anniversario
Modello commemorativo della fondazione della fabbrica Ramirez, produzione limitata sino al 2012.
Tavola in cedro rosso massello.
Fasce e fondo in palissandro indiano.
Tastiera in ebano.
Diapason 650mm.
Astuccio rigido deluxe Ramirez.
Valore commerciale 2010 euro, donata dalla Carisch s.p.a. del Gruppo Monzino 1750
(VEDI IMMAGINE)
- Pubblicazioni Carisch.

- Tour Premio Ramirez-Carisch 2011: il vincitore sarà invitato a tenere nel 2011, con la Ramirez 125 Anniversario, quattro concerti (con rimborso spese - biglietto aereo solamente da e per direzioni europee) nei seguenti Festival Internazionali:

* Festival Internacional "Andres Segovia" di Madrid
* Festival Internazionale della Chitarra Città di Fiuggi
* Rassegna "Liuteria in concerto" - Roma - Museo degli strumenti musicali
* Festival Internazionale Della Chitarra Città di Todi

II Classificato

- Diploma II premio;
- Meccaniche professionali di precisione per chitarra classica Exagon
Sito Web: EXAGON Tuning Machine
- Mute di corde La Bella;
- Pubblicazioni Carisch.


III Classificato

- Diploma III premio
- Accordatore professionale per chitarra
- Pubblicazioni Carisch.

Cat. H - Premi sezione Musica d'insieme - concertisti

Tutti gli iscritti di questa categoria saranno elencati in questa pagina con foto e breve curriculum (max 150 parole da inviare dopo l'iscrizione).

Ai primi tre classificati (non sono previsti ex aequo)

I Classificato

- Diploma I premio;
- I vincitori saranno invitati a tenere un concerto nel 2011 (con rimborso spese - biglietto aereo solamente da e per direzioni europee) nel Festival Internazionale della Chitarra Città di Fiuggi
- Accordatore professionale per chitarra
- Mute di corde La Bella;
- Pubblicazioni Carisch.

II Classificato

- Diploma II premio;
- Mute di corde La Bella;
- Pubblicazioni Carisch.

III Classificato

- Diploma III premio
- Mute di corde La Bella;
- Pubblicazioni Carisch.

COSTI:

* L’iscrizione al Concorso della Categoria E è di 50.00 euro mentre della Categoria Ensemble H è di 25.00 euro a componente.
* Per le Categorie fino a 18 anni (A, B, C, D) l'iscrizione al concorso è: 30.00 euro; se allievi effettivi di Masterclass o Campus: 20.00 euro.
* Per la Categoria Ensemble fino a 18 anni G l'iscrizione al concorso è di 20.00 euro a componente; se allievi effettivi di Masterclass o Campus 15.00 euro a componente.
* Per la Categoria Amatori F l'iscrizione al concorso è: 40.00 euro; se allievi effettivi di Masterclass: 30.00 euro.


Termine ultimo per l'iscrizione: 15 Luglio

Intervista a Mauro Franceschi, terza parte


Quale significato ha l’improvvisazione nella sua ricerca musicale? Si può tornare a parlare di improvvisazione in un repertorio così codificato come quello classico o bisogna per forza uscirne e rivolgersi ad altri repertori, jazz, contemporanea, etc?

Credo non si debba dimenticare che Bach, Mozart, Beethoven e Chopin erano anche ottimi improvvisatori. Nella scuola organistica è ancora in uso lo studio di tecniche improvvisative. L’improvvisazione non è patrimonio jazzistico, o contemporaneo, è stata semplicemente lasciata in un angolo dalla tradizione colta europea per un poco di tempo, ma è ricomparsa nel secolo passato sottonuove forme, penso ad esempio alla Serenata per un satellite di Maderna, e nel frattempo non è mai scomparsa da molte altre tradizioni. Come detto prima, personalmente mi affascina “improvvisare con le note scritte”, come accade nell’interpretare IN C di Riley e nel repertorio chitarristico che prediligo, meno o nulla improvvisare su un giro di accordi.

Nel 1968 Derek Bailey chiese a Steve Lacy di definire in 15 secondi la differenza tra improvvisazione e composizione, la risposta fu “In 15 secondi la differenza tra composizione e improvvisazione è che nella composizione uno ha tutto il tempo di decidere che cosa dire in 15 secondi, mentre nell’improvvisazione uno ha 15 secondi” .. la risposta di Lacy era troppo ironica o corrisponde a verità?

E’ una risposta simpatica e in buona parte condivisibile, non si deve dimenticare però che in quei 15 secondi l’improvvisatore utilizza tutto il sapere accumulato a tal fine.

Qual è il ruolo dell’Errore nella sua visione musicale? Dove per errore intendo un procedimento erroneo, un’irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e inattese sorprese...

La sua domanda mi ricorda un bel momento della mia vita, non solo musicale. Ero a New York, avevo l’occasione di sottoporre a Scott Johnson le musiche che stavo scrivendo per una versione del Romeo e Giulietta shakesperiano, e imparare da lui. Le musiche che avevo composto per una scena erano corrette, gradevoli, ma nulla più. Johnson mi disse: “ Mauro, make the right wrong thing”, e ascoltammo il Romeo e Giulietta di Prokofiev, le sue melodie mozartiane e le sue armonizzazioni “really right wrong!”.

Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?

Moltissimo, ma voglio dire a quanti come me non ne sono capaci, di non demordere.

Come vede la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario? Tutta questa passiva tendenza ad essere aggiornati e di possedere tonnellate di mp3 che difficilmente potranno essere ascoltati con la dovuta attenzione non comporta il rischio di trascurare la reale assimilazione di idee e di processi creativi?

Concordo pienamente. Mi ricorda un simpatico allievo quindicenne che al secondo appuntamento mi presenta estasiato il suo nuovo I-Pod, pieno di tantissima musica: ma non sapeva cantare la melodia di più di un paio di hit, ne trascrivere a orecchio nessuno degli assoli dei suoi eroi. E’ l’effetto fotocopia, l’illusione di conoscere per il solo fatto di possedere.

continua domani

mercoledì 26 maggio 2010

Selezione Masterclass di Composizione di Carlo Carfagna


Master di Composizione di Carlo Carfagna: Il seminario di Composizione chitarristica prevede fino ad un massimo di 15 corsisti, chi volesse partecipare deve inviare una composizione per chitarra di semplice o media difficoltà della lunghezza massima di 2 pagine in formato PDF via mail all'indirizzo e-mail del festival, entro il 20 giugno 2010. E' gradito ma non necessario un file .mp3 del brano.
La composizione deve avere un titolo essere inedita e contenere tutti i dati del compositore.
L’associazione provvederà ad inviarle al maestro Carlo Carfagna per la selezione dei partecipanti.
Solo i selezionati a questo punto saranno invitati a regolarizzare l’iscrizione per partecipare al seminario.
Le composizioni di tutti i partecipanti verranno analizzate e sviluppate con il Maestro durante il seminario. Queste saranno pubblicate in un volume edito dalla Carisch, nell'ambito della collana Roberto Fabbri Signature Collection che avrà titolo: "Carlo Carfagna presenta quindici composizioni selezionate di: (nome degli autori selezionati)".
Il libro avrà una distribuzione internazionale e farà seguito a quello pubblicato nell'edizione 2010.
Al volume sarà allegato un cd contenente l’esecuzione di tutti i pezzi, che potrà essere curata dagli stessi autori qualora siano chitarristi.
Il volume contenente le composizioni selezionate per il festival 2010 verrà pubblicato e presentato nell'edizione del Festival Città di Fiuggi 2011 con un concerto durante il quale verranno eseguiti tutti i pezzi.

Informazioni
http://www.fiuggiinternationalguitarfestival.com/

Intervista a Mauro Franceschi, seconda parte


Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea. Come chitarrista lei quanto ritiene ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz?

Credo che il pensiero di Berlioz sia in buona parte veritiero. Distinguerei però lo strumento classico da quello elettrico. L’esiguità del repertorio pregevole della chitarra classica in ensemble credo sia legata anche a limiti propri dello strumento. Diversamente la chitarra elettrica, capace di sonorità imponenti e inusitate, è titolare ancora di poche opere di valore in parte a causa delle difficoltà individuate da Berlioz, in parte per il fatto di essere stata l’ìcona della musica giovanile, e come tale - nel recente passato – quasi ignorata dai compositori colti. Per utilizzare la chitarra elettrica come strumento monodico e con sonorità usuali il compositore non necessita di particolari competenze, diversamente, sia nel caso dell’utilizzo delle possibilità polifoniche dello strumento che degli innumerevoli “effetti” che gli sono propri , le parole di Berlioz rimangono pertinenti.

Sembra essersi creata una piccola scena musicale di chitarristi classici dediti a un repertorio innovativo e contemporaneo, oltre a lei mi vengono in mente i nomi di Elena Càsoli, Arturo Talini, Maurizio Grandinetti, Marco Cappelli e David Tanenbaum, David Starobin, Marc Ribot con gli studi di John Zorn … si può parlare di una scena musicale? Ci sono altri chitarristi che lei conosce e ci può consigliare che si muovono su questi percorsi musicali?

Io non sono un classico passato alla chitarra elettrica, ho solamente sostenuto l’esame di compimento inferiore in chitarra classica, strumento che ho poi abbandonato. Non conosco tutti i nomi che lei mi propone, io aggiungerei quelli di Marco Pavin, un virtuoso della classica e dello strumento elettrico che risiede a Padova, e di Seth Josel. Ho avuto talvolta occasione di ascoltare qualche interprete classico che si dedica alla chitarra elettrica, e spesso mi sono annoiato se non irritato, che la chitarra elettrica per me è altro che una classica, o acustica, amplificata. Credo che tra chitarra classica ed elettrica ci sia un rapporto analogo a quello che esiste tra fisarmonica popolare e pianoforte. Comunque, come diceva anche Niccolò Castiglioni “ognuno tira acqua al suo mulino”.

Parlando di compositori innovativi, che ne pensa di John Zorn, dei suoi studi Book of Heads e della scena musicale downtown newyorkese così pronta ad appropriarsi e a ricodificare di qualunque linguaggio musicale, dall’improvvisazione, al jazz, alla contemporanea, al noise, alla musica per cartoni animati?

Conosco in parte la musica di John Zorn, che avverto prossima ma al di fuori del mio mondo. Della scena newyorchese vorrei ricordare piuttosto Scott Johnson, il primo compositore che, con il CD John Somebody, abbia portato la chitarra elettrica ad un ruolo di protagonista nell’ambito della musica colta. Chitarrista e compositore, eseguito anche da Kronos Quartet, Johnson è ideatore di un linguaggio articolato e affascinante, in cui convivono elementi popolari, e forme elaborate.

Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione temporale” musicale?

Il rischio credo sia reale, soprattutto per le nuove generazioni.

continua domani

martedì 25 maggio 2010

Intervista a Mauro Franceschi, prima parte


La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il suo amore e interesse per la chitarra e con quali strumenti suona o ha suonato? Qual è il suo background musicale?

Avevo quindici anni e il mio migliore amico mi disse: ” Domani inizio a prenderelezioni da un maestro, se vuoi io poi insegno a te!”. Così ho cominciato, conuna chitarra classica Aria e un amico quale insegnante. Il primo ricordo di unaforte passione musicale è però di molti anni prima, quando ad una Messa dellascuola ascoltai per la prima volta il suono dell’organo. Credevo che tutti ibambini fossero stregati da quei suoni, ne ero così certo che non comunicai anessuno quei miei pensieri. Il mio background è composito: laurea DAMS con firmadi Franco Donatoni, studi alla Jazzschule di Zurigo e stage con Tim Brady, ScottJohnson e Laurence Casserley. Il mio Guitar Hero è stato Carlos Santana, cheancora apprezzo molto, ho comprato dischi e CD di musica antica econtemporanea, jazz e etnica. Il repertorio classico e romantico è poco rappresentato nella mia raccolta. Ai tempi dell’università, quando tornai a casacon un disco di musica taoista cinese, un amico che pochi giorni prima mi aveva fatto conoscere Einstein on the Beach di Philipp Glass, sorridendo mi disse:“tutto bene?”. Sono curioso. Ho suonato, nell’ordine, una Gibson Les Paul, una 335, una L4 e infine, da oltre dieci anni una Klein Electric Guitar costruita da Lorenzo German, modello BFcon microfoni Joe Barden.

Come è nato il suo interesse verso il repertorio contemporaneo e quali sonole correnti stilistiche nella quale lei si riconosci maggiormente? Il suodisco Electric Guitar Solo guarda palesemente verso forme musicali di stampo americano e newyorkese in particolare

La musica contemporanea mi ha sempre interessato. La realizzazione di unrepertorio di musica contemporanea per chitarra sola ha avuto una lunga gestazione. Prima del mio progetto solistico suonavo in piccoli ensemble prevalentemente musica mia. Poi conobbi la musica di Steve Mackey, la inserii nel repertorio, e quindi mi chiesi se esistesse altra musica contemporanea per chitarra elettrica sola, se fosse insomma possibile trovare repertorio per unintero concerto solistico. Attraverso internet, dopo una lunga ricerca, incontrai, prima virtualmente e poi realmente, Tim Brady, che mi aprì le porte verso questo mondo nuovo, con la sua musica, il suo insegnamento, e la sua retedi contatti. Così a Bolzano, grazie in buona parte ad un musicista di Montreal, è nato il mio Electric Guitar Solo, prima quale serie di concerti e poi come CDper ArxCollana, etichetta milanese diretta da Paolo Longo Vaschetto. Con la mia Klein mi piace suonare una musica che abbia le proprie radici nel rock, o comunque nella musica popolare, proponga una forma raffinata, sia accessibile ad un pubblico vasto, meglio ancora se lascia dello spazio per l’improvvisazione “con le note scritte”, ossia “Guided Freedom” secondo il mottodi Terje Rypdal.

Premesso che io stesso sono un suo fan e che adoro il suo modo di suonare, come è nato questo suo avvicinamento ai suoni di Bill Frisell?

Sono stato sempre affascinato dal suono, dalla tecnica e dalla musicalità di Bill Frisell. Al tempo, accanto a Tim Berne, leader di una band, oppure interprete di Gavin Bryars, suonava una chitarra Klein e, in modo naiv, decisidi farmi un grande regalo acquistando una chitarra simile alla sua, auspicando che lo strumento mi avrebbe accompagnato verso nuove musiche. Avvertivo che il jazz e la mia musica non mi avrebbero appagato per molto ancora, e così è stato.

continua domani

lunedì 24 maggio 2010

Mauro Franceschi



Intervista con Empedocle70


Di che musica sei? programmi da 24 al 28 maggio su Radio Voce della Speranza


Lunedì 24 alle 21.00
Di che musica sei?

Bardh Jakova

Si fa presto a dire "musica balcanica"
lasciando d'da parte mille e una sfumature che distinguono i ritmi e le melodie di ogni regione della penisola balcanica.
Bardh Jakova parla a nostri microfoni della sua esperienza come direttore della
Spartiti per Scutari Orkestra
Di sicuro scopriremo qualche sonorità perduta nei meandri dei luoghi comuni
Lunedì alle 21.00 su RVS


martedì 25 alle 21.00
La musica degli altri

La storia del jazz (terza puntata)
Prosegue il viaggio con Silvio Zalambani sui sentieri del jazz. Un percorso in quattro puntate dalla nascita di questa musica fino agli anni 40 del secolo scorso.

martedì 11 alle 20.00
Di che musica sei?
SU RVS

FIRENZE
FM 92.4

GAETA
FM 88.7

Replica del programma del lunedì 10 maggio.

M° Danilo Rossi

Ci sono invitati che non hanno bisogno di presentazioni.
Il lunedì 10 abbiamo avuto come ospite Danilo Rossi, prima viola solista della Scala di Milano, una conversazione con tante sorpresse

mercoledì 26 alle 21.00
Di che musica sei?

L’appuntamento di questo mercoledì sarà una Mission Impossible, la musica di Lalo Schifrin compositore del tema del omonimo film ci farà compagnia
in questa occasione con le interpretazioni dei due gruppi musicali creati dal musicista argentino nel 1962: Lalo Schifrin orchestra e Lalo Schifrin Sextet

giovedì 27 alle 21.00
Diapason

Mozart

In questa Puntata:

Serenata N° 9 in RE magiore K 320

Serenata Notturna in
RE magiore K239

venerdì 29 alle 21.00
La musica per lo spirito

Chiara Ricci e Cesare Ricciotti

Il 24 ottobre 2005 questi due artisti hanno presentato un recital di musiche e parole dedicato a Santa Clara, a distanza di cinque anni conserva ancora la sua forza spirituale.
Auguriamo un buon ascolto

Mauro Franceschi, Biografia


Mauro Franceschi (1960) è chitarrista e compositore di Bolzano. Ha suonato in gruppi cameristici e orchestre. È autore di musiche di scena per il teatro, di colonne sonore per documentari, di sigle radiofoniche, della sonorizzazione di spazi museali, nonché di brani per varie formazioni strumentali. Nel 1997 ha inciso il CD "Mauro Franceschi Band", dedicato alle proprie musiche. Nel 2000 come interprete ha inaugurato il programma solistico "Classical contemporary electric guitar", che ha presentato in concerti e masterclassess in Italia e, con il sostegno degli Istituti Italiani di Cultura e del Ministero per i Beni e le Attività culturali, in Germania e Argentina. Nel 2002 ha inciso questo programma per ARX Collana: il CD "Electric guitar solo" - distribuito da Materiali Sonori - é stato positivamente recensito anche da Il Giornale della musica, Rockerilla e Rumore. Con la stessa etichetta nel 2005 ha raccolto le proprie musiche scritte per il teatro e altri media nel CD "Quinte". Come interprete e autore ha registrato per RAI3 radio e televisione, Radio RAI international e Radio Clasica Argentina. E' laureato Dams. E' giornalista pubblicista dal 1995.

studi
Laurea con lode in musicologia presso l'Università di Bologna, relatore Franco Donatoni.
Chitarra jazz con Reiner Weber presso la Jazzschule Zürich (Svizzera).
Seminari di improvisazione jazzistica con Tomaso Lama e Jim Hall.
Stages con Tim Brady (Montreal) e Scott Johnson (New York).

concerti solistici
"Festival internazionale di musica contemporanea di Bolzano".
Stagione concertistica de "Scala de San Telmo" a Buenos Aires, Rassegna concertistica de "Universidad Nacional de Quilmes", Rassegna concertistica de "Universidad Nacional de Cuyo" (Argentina) con il patrocinio del Consolato d'Italia.
Festival Musica '900 di Trento.
Vivaverdi 2003 - Multikulti a Matera.
Oldenburger Kultursommer 2006 - Oh ton/ Kulturetage Oldenburg, con il sostegno dell'Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg (Germania).

concerti in ensemble
"Roccainmusica" a Modena e "Jazznote" a Bologna, con Clak Ensemble.
"24.Festival internazionale di musica contemporanea di Bolzano", con Leonard Lechner ensemble.
"Spectrum in Villach" (Austria) e "Jazz & Other" a Bolzano, con Mauro Franceschi Trio.

composizione
commissioni da:
Piccolo Teatro Carambolage - musiche di scena per "Midsummer Nightís Dream", "Alice in Wonderland" e"Il Romeo e la Giulietta dello scalo merci"
Rittner Freilichtspiele - musiche di scena per "Der widerspenstigen Zähmung"
Prisma - colonna sonora per i documentari "La Val de Morins" ( selezionato al 50° Filmfestival Internazionale Montagna Esplorazione Avventura "Città di Trento" ), "Gioie comuni - Ornamenti preziosi del Tirolo meridionale 1850-1950", "Tre architette" e "Per l'arte - Niccolò Rasmo"
RAI - sigle radiofoniche
Centro visite Maso Spilzi di Folgaria - installazione sonora permanente, in collaborazione con Tiziano Popoli.

Musiche per varie formazioni strumentali.

CD
1998 "Mauro Franceschi Band", musiche di Mauro Franceschi per chitarra elettrica, sax tenore e tastiere (Blindness - Arx Collana).
2002 "Electric guitar solo", opere di Brady, Gundersen, Howell, Johnson, Mackey e Mazzacane (Arx Collana).
2005 "Quinte", musiche di scena di Mauro Franceschi per sax tenore e digital delay, fisarmonica, pianoforte, rhodes piano, flauto, flauto basso e live electronic, doudouk, zufolo siciliano ed elaborazione elettronica, e per chitarra elettrica (Arx Collana).
"Lexucin & Boomerang" per chitarra elettrica, phrasesampler e delay di Mauro Franceschi é parte del CD "31° Festival di musica contemporanea di Bolzano" (Velut Luna).

insegnamento
Chitarra elettrica presso l'Istituto "Vivaldi" di Bolzano.
Masterclassess "Musica contemporanea per chitarra elettrica" presso i conservatori "Buzzolla" di Adria, "C.L.Buchardo" di Buenos Aires e "Universidad Nacional de Cuyo" (Argentina).

altro
Ospite come interprete e autore di RAI3 radio e televisione, Radio RAI International, Radio Clasica Argentina.
Autore del metodo per chitarra a plettro "Saggio senza opere, nuvole senza pioggia ", pubblicato dall'Istituto "Vivaldi" di Bolzano.
Relatore su " Interpretazione, composizione e arrangiamento con la chitarra elettrica " al meeting 2001 della SIEM (Società italiana per l'educazione musicale).
Collaboratore come giornalista con giornali e riviste.
Ideatore e conduttore di programmi dedicati alla musica contemporanea per radio RAI3.
Come interprete ha collaborato alla realizzazione del CD "a Propos de Nice " di Tiziano Popoli e di "Sentinelle del mattino" di Gregorio Bardini.

Sito internet:


domenica 23 maggio 2010

Nuccio D'Angelo al Conservatorio "G. Nicolini"


Conservatorio "G. Nicolini"
Piacenza
lezione concerto su alcune proprie composizioni
ven 22 ott. 2010, ore 10:00

Conservatorio "G. Nicolini"
Piacenza
Recital di chitarra classica con musiche di Nuccio D'Angelo e di altri autori
ven 22 ott. 2010, ore 20:30

Conservatorio "G. Nicolini"
Piacenza
da ven 22 a Lun 25 ott.:
Master class di chitarra e improvvisazione

Ipazia: Luciano Berio vs Emanuele Errante


Puntata particolare questa, la numero undici, di Ipazia. Parleremo di musica attraverso due percorsi separati:


- leggeremo alcuni brani dal bellissimo libro di Luciano Berio "Un ricordo al futuro"

- ascolteremo le musiche dell'ultimo lavoro di Emanuele Errante "Gouache", liberamente disponibile, ascoltabile e scaricabile sul sito della net label Laverna:



E' possibile scaricare l'ultima puntata "Duets: Franco Cerri e Elena Càsoli" direttamente dal podcast.


Per seguire IPAZIA basta collegarsi a http://chitarraedintorni.blogspot.com/ oppure su http://laverna.listen2myradio.com/.


Link Utili

sabato 22 maggio 2010

Clint Lutes and Maurizio Grandinetti playing John Cage

Festival Internazionale di Chitarra Classica “Progetto Mercatali” Gorizia – Borgo Castello dal 29 maggio al 6 giugno 2010


Festival Internazionale di Chitarra Classica “Progetto Mercatali”
Gorizia – Borgo Castello dal 29 maggio al 6 giugno 2010

Liceo Linguistico”Paolino d’Aquileia” e Auditorim “Fogar”
Sala del Conte - Casa Morassi - Sala musei provinciali, Borgo Castello

VII Concorso Europeo di chitarra “Città di Gorizia”
premio Enrico Mercatali (4-6 giugno 2010)
Tutte le categorie solisti - musica da camera con chitarra
Termine iscrizioni concorso 17 Maggio 2010

Concerti di chitarra - Mostra di pittura “Sei corde su tela” - Conferenza e video – Esposizione articoli per chitarra - Concorso Europeo di chitarra “Enrico Mercatali”
Tutti i concerti e le audizioni di concorso sono ad ingresso libero.

P R O G R A M M A D E L L E M A N I F E S T A Z I O N I

Sabato 29 Maggio 2010
Casa Morassi - Borgo Castello, Gorizia ore 17.00 ingresso libero
Inaugurazione della collettiva “sei corde su tela”
La mostra resterà aperta fino a domenica 6 giugno con orario 17.00 - 19.00.
Sala dei musei provinciali – Borgo Castello ore 18.00 ingresso libero
Concerto del chitarrista Marko Feri
Musiche di Granados, Bogdanović, Feri, Tortora, Dyens.

Domenica 30 maggio 2010
Ore 18.00 ingresso libero
Sala del conte - Castello di Gorizia
Gorizia Guitar Orchestra - “1990 -2010 - Vent’anni Insieme”
Concerto per il ventennale dalla sua fondazione
Direttore Claudio Pio Liviero
Solisti: Pier Luigi Corona – Sandro Brancaccio
Musiche di De Falla, Myers, Tortora, Boccherini, Rodrigo.

Lunedì 31 maggio 2010
Ore 17.00 Sala “Della Torre” – Fondazione Cassa di Risparmio - Via Carducci, 2
Conferenza sul tema: Gorizia Guitar Orchestra “1990 -2010 - Vent’anni Insieme”
a cura di Claudio Pio Liviero e Pierluigi Corona
Digital Aranjuez Fantasy:photomovie a cura di Paul Redfern dedicato alla Gorizia Guitar Orchestra.
Proiezione del film: “Los Romeros” - the royal family of the guitar.

Martedì 1 giugno 2010
ore 20.30 ingresso libero
Sala del conte – Castello di Gorizia
Concerto del chitarrista Adriano Del Sal
Musiche di Ponce, Sor, Rodrigo, Tarrega, Moreno-Torroba.

Giovedì 3 giugno 2010
ore 20.30 ingresso libero
Sala dei musei provinciali – Borgo Castello
Duo Violarra (Helfried Fister, violino – Johann Palier, chitarra) (Austria)
Musiche di Stupan Ehrenstein, Vivaldi, Schubert, Paganini, Garcia, Zebinger, Pujol

Venerdì 4 giugno 2010
Ore 9.00 Corso Verdi 4
Liceo Linguistico”Paolino d’Aquileia” ed Auditorim “Fogar”
Inizio audizioni Concorso
ore 20.30 ingresso libero
Auditorium “Fogar” - Corso Verdi 4
Concerto del chitarrista Marko Topchii (vincitore “Mercatali 2010” - categoria concertisti)
Musiche di Llobet, Mussorgsky

Sabato 5 giugno 2010
Ore 9.00 Corso Verdi 4
Liceo Linguistico”Paolino d’Aquileia” ed Auditorim “Fogar”
Inizio audizioni Concorso
Ore 19.30 ingresso libero
Auditorium “Fogar” - Corso Verdi 4
Premiazioni e concerto I e II giornata di concorso - Finale categoria IV

Domenica 6 giugno2010
Ore 9.00 Liceo Linguistico”Paolino d’Aquileia” e Auditorim “Fogar” – Corso Verdi 4
Inizio audizioni Concorso
Ore 20.30 Ingresso libero
Auditorim “Fogar” - corso Verdi 4 – Finale categoria concertisti
Premiazioni III giornata di concorso - assegnazione premio “Mercatali 2010”

venerdì 21 maggio 2010

Elena Càsoli, Februry 2010. Milano Palazzina Liberty, Court Theatre-Villa Reale

Recensione di Playing Guitar: Symphony #1 di Tim Brady


Il Signor Timothy Wesley John Brady (nato il 11 luglio 1956 a Montréal) è un compositore e chitarrista canadese. E’ un compositore di musica classica e principalmente contemporanea e sperimentale, che nelle sue composizioni utilizza una varietà di stili spaziando dal serialismo al minimalismo, spesso incorporando strumenti moderni più utilizzati nella musica popolare come le chitarre elettriche e sintetizzatori o campionamenti elettronici, mediando il tutto con una forte espressione personale.
Esempio perfetto ne è questo disco intitolato Playing Guitar: Symphony #1, inizialmente concepito come un concerto e poi mutato in una sinfonia dove la chitarra (elettrica) e l’orchestra dialogano tra loro in modo integrato e univoco, senza assistere a una separazione tra le parti: la chitarra è l’orchestra e l’orchestra è la chitarra. Si tratta di un lavoro in cinque movimenti, ciascuno dei quali prende il suo carattere fondamentale dall'atto di "suonare la chitarra", mentre il suono della tromba, del flauto, del violino e del pianoforte sono modificati dall’elettronica in modo da creare un ponte, un collegamento tra il suono acustico del Nouvel Ensemble Moderne e il suono elettrico – elettronico che esce dalla chitarra e dai campionatori.
Interessante è il infatti il ruolo dei diversi sampler elettronici utilizzati volti a moltiplicare con un lavoro di certosina sovraincisione il suono della chitarra creando una specie di aura sonora eletttrica che gioca in contrasto con il suono dell’Ensemble, generando come delle estinzioni tonali e delle vere e proprie texture. Brady riesce così a superare i limiti tecnici di estensione della chitarra e allo stesso tempo a poter suonare senza doversi preoccupare di avere tutti gli effetti sotto controllo durante l’esecuzione della sinfonia, come scrive lui stesso nelle note accompagnano il cd “Besides, once we hit the stage, I did not want to spend my time programming electronics or worrying about missed patch changes or fussing with digital menus. I wanted to be doing what I like doing best when on stage, that is, simply playing guitar.”
L’elettronica e i campionamenti svolgono un ruolo fondamentale anche nel pezzo che chiude il disco “Frame 1 – Resonance” un duo chitarra elettrica pianoforte dove la chitarra si comporta come una specie di grande, elettronico risonatore per la parte suonata dal pianoforte, diventando una sorta di grande, sostenuto pedale elettroacustico. Una intuizione davvero interessante.
Davvero un bel disco che diversamente da tanta musica contemporanea non risente di una certa pesantezza strutturale accademica che può rendere difficile e complicate l’ascolto, le musiche di Tim Brady sono davvero godibili e piacevoli, lasciatevi conquistare dalla sua musica, diventerete rapidamente dei fan delle sue idée musicali.

Empedocle70

giovedì 20 maggio 2010


LIBRERIA CHIARITO -
MONOPOLI (BA) -
VENERDI 21 MAGGIO ore 21.00

Chiara Liuzzi: voce
Francesco Massaro: sax baritono, clarinetto, flauti
Adolfo La Volpe: oud, elettronica
Valerio Daniele: chitarra elettrica, elettronica

ELICA

è un progetto che fonda le sue radici su una dimensione percettiva del suono attraverso un approccio olistico. Le varie fonti sensoriali che concorrono alla percezione del suono prima e alla produzione dello stesso dopo, sono state considerate come le pale di un’ELICA. L’associazione tra i due termini di paragone è stata suggerita dalla forma stessa dell’ELICA, le cui pale da ferma sono perfettamente distinguibili, mentre in movimento creano un circolo confondendosi l’una nell’altra.Guardando un colore, ascoltando un suono, assaporando un alimento, annusando una fragranza, sfiorando un oggetto e cercando di andare al di là della sua veste esteriore e della sua corporeità, ci imbattiamo in un universo emozionale che difficilmente risulta traducibile a parole. Io ed i miei compagni di viaggio ci siamo impegnati a farlo con i suoni, spinti da una necessità interiore che si è rivelata essere comune.
Il prodotto di questo cd è frutto di una ricerca sinestetica e multisensoriale della materia, intesa in senso lato. Ogni musicista ha trasformato individualmente la percezione di quest’ultima comunicandola in interplay attraverso l’improvvisazione.

Mi sembrava che l'anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l'inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita. Sentivo a volte il chiacchiericcio sommesso dei colori che si mescolavano; era un'esperienza misteriosa; sorpresa nella misteriosa
cucina di un alchimista.

V.Kandinsky, Lo spirituale nell’arte

Elena Càsoli in concerto a Modena il 21 maggio



Tadini, Pisati -Quanti Animali Parlanti-, Reich -Electric Counterpoint-, le Songs di Takemitsu e Lou Harrison!

Recensione di Mauro Giuliani Complete works for Guitar Duo di Claudio Maccari e Paolo Pugliese, Brilliant


Piano, piano, lentamente, continuo la mia opera di recensione dei dischi presente nella mia discoteca, oggi è il turno del triplo cd del Duo Maccari Pugliese, a cui ho già dedicato uno speciale con intervista e altre recensioni. A colpire la mia attenzione come sempre l’estrema cura e perizia con cui i due chitarristi continuano il loro personale percorso artistico interamente dedicato all’esecuzione e registrazione del repertorio chitarristico ottocentesco, eseguito filologicamente con strumenti vintage d’epoca.
Oggetto della loro attenzione e della loro bravura le musiche per duo di uno dei campioni di questo repertorio: Mauro Giuliani. Sono ben ventidue le composizioni per un totale di 55 tracce suddivise in tre cd, un’operazione discografica quindi decisamente importante volta a mettere in luce e “censire” un repertorio magari non molto conosciuto e apprezzato, si sottolinea in particolare l’apprezzamento di Giuliani per la arie operistiche rossiniane, vista la presenza di quattro trascrizioni per chitarra tratte dalle opere La gazza Ladra, L’Assedio di Corinto, Elisabetta Regina di Inghilterra e La Cenerentola, assieme alla Sinfonia nell’opera Il Pirata di Bellini, L’Ouverture de l’Opera La Vestale par M° Spuntini, l’Ouverture de La Clemence e il de Titus di Mozart.
Sono presenti anche il Gran Pot-Pourri op.67, l’op. 16a, l’op. 55, l’op. 75, l’op. 80, l’op. 92, l’op.94, il III Rondo op.66, Le Avventure di Amore op.116, la Tarantella del Sig. Lanza, le Variazioni Concertanti op. 130, le Gran Variazioni Concertanti op. 35, le Tre Polonesi Concertanti op. 137 e La Lira Notturna op. 69.
Come vedete la carne al fuoco è tanta e di ottima qualità, così come lo è la bravura dei musicisti che si dedicata a questa fatica discografica, mi permetto solo di aggiungere che vista la qualità questo disco, così come le altre incisioni recensite nel blog di questo Duo davvero eccezionale non dovrebbero mancare nella discoteca di ogni studente di chitarra classica. Se a preoccuparvi è il possibile costo di questo mini cofanetto, vi rassicuro subito: l’ho pagato (tutti e tre i cd) 12,40 € alla Feltrinelli Ricordi, direi che vale davvero la pena di rinunciare a qualche aperitivo con gli amici per portarsi a casa quest’opera. Qualità: cinque stelle.

Empedocle70

mercoledì 19 maggio 2010

Masterclass del Maestro Giovanni Grano a Ponti sul Mincio dal 23 al 30 luglio 2010


Masterclass: dal 23 al 30 luglio 2010

M° Giovanni Grano (chitarra e musica da camera con chitarra )

costo del corso € 250 (inclusivo di tassa d’iscrizione )
www.seicorde.it/Grano

I corsi si terranno a Ponti sul Mincio, cittadina a ridosso del lago di Garda,
nel borgo medioevale e presso il pittoresco agriturismo “ Vojon “. Il costo
dell’alloggio in stanza doppia è di €25 al giorno inclusa la colazione, fino ad esaurimento disponibilità.
E’ stata inoltre stipulata una convenzione per il pranzo e/o la cena pari ad € 10
per un pasto completo . La pensione completa costa € 50.
A tutti i partecipanti verrà rilasciato un diploma di partecipazione finale valido
ai fini previsti dalle legge. E’ previsto un concerto finale degli allievi partecipanti
nel giorno di chiusura del master.

Per informazioni sugli alloggi e prenotazioni:
www.agriturismovojon.it tel: 0376-88189 opp. 349-4952591 ( Silvana)


Per informazioni sui corsi: 340-7825424 328-9728043


Come raggiungere Ponti sul Mincio :

In auto: Autostrada A4 - Uscita Peschiera del Garda poi SP 19 fino a Ponti (3 km.)

In treno: Stazione FS di Peschiera del Garda –Linea Apam Peschiera-Mantova
( fermata Ponti S/M a soli 3 km. dalla stazione di Peschiera)

In bicicletta : ciclabile Peschiera -Mantova lungo il fiume Mincio fino a Ponti S/M)

Chitarra classica: un timbro "caldo" è matematicamente migliore di Giuseppe Chiaramonte terza parte



La dimostrazione
In accordo con quanto ho detto sopra, l’intensità di ogni singola armonica caratterizzante il timbro di un suono diminuisce, man mano che il suono si propaga, secondo una legge matematica che vale per tutti i suoni armonici.
Riprendendo la descrizione in frequenza, il suono “caldo” ha la nota fondamentale e le armoniche più vicine ad essa più ampie rispetto al suono “metallico”. Il suono di tipo “metallico” ha invece le armoniche a più alta frequenza caratterizzate da una maggiore ampiezza rispetto al suono “caldo”.
La conseguenza di ciò è che la stessa energia per produrre i due suoni viene distribuita in modo diverso nel dominio delle frequenze. In entrambi i casi il grosso dell’energia usata per produrre il suono è concentrato attorno alla nota fondamentale. Nel caso del suono “metallico” però, una parte di questa energia si distribuisce alle frequenze alte più di quanto invece avviene nel suono “caldo”. L’effetto di questa distribuzione è evidente al nostro orecchio e ci permette di distinguere i due diversi timbri.
A parità di energia impressa alla corda, l’energia che nel suono “metallico” si “spalma” alle alte frequenze viene ad essere, per così dire, sottratta alla fondamentale e alle frequenze a essa vicina.
Ogni armonica si estingue nello spazio secondo una legge inversamente proporzionale al quadrato della distanza dalla sorgente, come detto sopra. In questo modo, le armoniche ad alta frequenza, che già hanno una ampiezza inferiore alla fondamentale in qualunque tipo di suono, raggiungono in brevi distanze un livello di intensità così basso da non essere più udite.
Prima conseguenza di ciò è che un suono “metallico”, se ascoltato ad una certa distanza, appare meno metallico, perché scompaiono le componenti ad alta frequenza. Mentre sopravvivono ancora (benché attenuate) le componenti attorno alla fondamentale.
E non è tutto. Nel suono “metallico” la componente più vicina alla fondamentale risulta di intensità più bassa rispetto al suono “caldo” già in partenza, perché una più ampia fetta di energia è ceduta ai suoni armonici.
Contrariamente, un suono caldo ha già in partenza un contenuto di armoniche superiori di bassa ampiezza. Ciò significa che pochissima dell’energia usata per produrre il suono è andata frammentandosi alle alte frequenze. Come conseguenza, il suono non disperderà nello spazio lo stesso numero di componenti ad alta frequenza così come accade per suono “metallico” e il timbro apparirà più uniforme alle diverse distanze dalla chitarra. Questo perché già in partenza il suono è più robusto nelle componenti attorno alla fondamentale e i suoni armonici non sono udibili. Quindi, le componenti armoniche prossime alla fondamentale, poiché l’energia non è stata “sprecata” nelle armoniche superiori, saranno udibili con intensità maggiore a distanze maggiori rispetto al suono “metallico”, nonostante siano comunque soggette alla stessa legge matematica di estinzione dell’intensità.
Conclusioni
Come affermato all’inizio dell’articolo, quindi, un suono “caldo” è più uniforme nello spazio ed è udibile con maggiore intensità a maggiori distanze rispetto al suo equivalente “metallico”.
Dalla mia esperienza, chi ascolta un suono “caldo” lo definisce anche “bello”, o “più bello” di un suono “metallico”. Ma la bellezza è sempre soggettiva.

Giuseppe Chiaramonte

martedì 18 maggio 2010

Spring in Duo in concerto


SPRING IN DUO
Sabato 22 Maggio, ore 18,30
Latina, Associazione Culturale Stoà
MARIA TERESA BATTISTESSA, Clarinetto e Corno di bassetto
ALESSANDRA NOVAGA, Chitarra

PROGRAMMA

Paolo Fontana dagli Otto Pezzi (9')
In fondo al mare mosso
Il pagliaccio della sagra
Rimpianto di un esiliato
Spiccando il volo

Alessandro Cerino Bagliori di altri cieli (8')

Giancarlo Facchinetti Fantasia Breve (7')

Antonio Eros Negri Fantasia sul Fandango (13')
Aria di Fandango
Berceuse
Fuga

Laurent Boutros Amasia
Métisse (13')

Fantasia Breve di Giancarlo Facchinetti è stata composta nel Febbraio 2010 per lo Spring In Duo e, in questa occasione, verrà presentato in prima esecuzione assoluta.

La Fantasia sul Fandango di Antonio Eros Negri è stata composta per lo Spring In Duo

Laurent Boutros ha dedicato Métisse allo Spring In Duo.

SPRING IN DUO
Fondato nel 2006 dalla clarinettista Maria Teresa Battistessa e dalla chitarrista Alessandra Novaga, Spring In Duo è nato dal desiderio di unire le singole esperienze in un progetto comune nonché dalla curiosità di esplorare i mondi sonori che i due strumenti potevano creare insieme.
Duo singolare quello del clarinetto con la chitarra, ma ricco di sorprese. Il repertorio originale si è rivelato da subito insufficiente a garantire un percorso ricco e soddisfacente. Qualcosa esisteva nella letteratura dell'Ottocento, qualcosa si è potuto trascrivere, ma dal suo esordio a oggi si è delineato un profilo del tutto inaspettato. Il repertorio del Duo infatti, ormai include solo opere contemporanee di compositori con cui le due musiciste sono in stretto contatto. Quasi tutto quello che suonano è stato eseguito da loro in prima esecuzione; a volte si è trattato di musiche tenute nel cassetto per più di trent'anni, come per i Tre Pezzi del compositore bresciano Giancarlo Facchinetti, a volte si è trattato di un'opera scritta per loro, come nel caso di Fantasia sul Fandango che il compositore Antonio Eros Negri ha dedicato al Duo. A questo punto del loro lavoro il progetto futuro è volto a cercare collaborazioni con nuovi compositori al fine di ampliare il repertorio e di sondare le possibilità di questa formazione.
Il Duo ha registrato per la Rai Radio Tre e prossimamente uscirà il primo disco per l'etichetta Preludio.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.springinduo.com

Maria Teresa BATTISTESSA si è diplomata in clarinetto presso il Conservatorio di Novara sotto la guida del M° Primo Borali e ha conseguito il Solisten Diplom con merito presso il Conservatorio di Berna; si è inoltre perfezionata con Hans Deinzer (Corsi Internazionali di Bobbio) e con Kurt Weber a Berna.
E’ stata vincitrice di concorsi Nazionali e Internazionali; ha collaborato con il Piccolo Teatro di Milano, l’Orchestra Civica di fiati di Milano, il Concertino Basel, l’O. de Chambre de Neuchatel, i Pomeriggi Musicali di Milano e il Teatro alla Scala.
Ha partecipato alla registrazione dei seguenti CD : “Ta Matete Living music” (A.Cerino/M.Iannelli 2003 corno di bassetto, voce), “Un soffio soltanto”(G.M.Liuni 2004 clar.corno di bassetto), “Taran’sax (C.Castiglione 2005 sax alto), “Conversation with Africa” (G.M.Liuni 2006 corno di bassetto).Accanto all’attività concertistica svolge attività didattica

Alessandra NOVAGA ha compiuto i suoi studi sotto la guida di Stefano Grondona e di Oscar Ghiglia al Conservatorio di Vicenza e alla Musik Akademie di Basilea. Ad Atene ha avuto un importante incontro con Paul Galbraith, una delle figure che più la ha ispirata. In questi anni ha suonato sia in formazioni da camera che da solista in molte città italiane e europee, ricordando, tra le altre, Milano, Roma, Londra e Vienna. Con l'ensemble di chitarre “Nova Lira Orfeo” diretto da Stefano Grondona, ha inciso il cd Homenaje pubblicato dalla Stradivarius. Ha avuto anche esperienze teatrali suonando in scena per lo spettacolo Le muse orfane al Teatro dell'Elfo di Milano e collaborando con l'attrice Elena Russo Arman con cui da anni mette in scena Platero y Yo, il melologo di Mario Castelnuovo Tedesco. Ha registrato per la Rai Radiotre.

Note dei Compositori

Paolo Fontana Otto Pezzi per Clarinetto e Chitarra
Gli Otto Pezzi sono dei piccoli quadri descrittivi e brillanti, composti lasciando andare le mani sulla tastiera della chitarra e immaginando il suono di un clarinetto che completi le esigenze espressive. In fondo al mare mosso è l'animo irrequieto in continuo movimento. Un arpeggio della chitarra che non trova pace, incastrato a terzine serrate del clarinetto che sfociano in una melodia dal sapore antico, a simboleggiare come in fondo ai moti disperati dell'animo umano ci sia sempre una causa sostanzialmente semplice, che però viene amplificata dalla nostra naturale tendenza alla complicazione. Il pagliaccio della sagra. Il compositore, desideroso di tranquillità, affittò una piccola casetta a Barbarano Romano, un paesino in provincia di Viterbo. Nel periodo delle feste patronali si imbatté in un anziano saltimbanco che, armato di trampoli e birilli, intratteneva il pubblico in cambio di qualche spicciolo. Il brano lo descrive alternando a momenti goffi e caricaturali una melodia semplice e colma di tenerezza. Rimpianto di un esiliato, dedicato al grande amico Andrea Graziano, col quale l'autore è cresciuto che, per cause di lavoro, è stato costretto a trasferirsi a Brescia lasciando la sua amata Roma. Egli si definiva appunto un esiliato, essendosi trovato lontano, suo malgrado, dai legami e dagli affetti. Il canto desolato del clarinetto è sostenuto da un accompagnamento minimalista della chitarra, la quale esplode in un solo rabbioso destinato però alla rassegnazione. Spiccando il volo. Ossequio al Maestro Claudio Scozzafava al quale l'autore deve la sua prima formazione e il gusto per le belle cose. L'autore utilizza il simbolo del pulcino di aquila che, ormai cresciuto e preparato dai sicuri insegnamenti, è pronto a lasciare il nido da solo, spiccando il volo verso la propria vita. Il brano è costruito su una piccola cellula melodica ispirata al compositore trecentesco Francesco Landini, che viene variata e inserita in ritmi complessi con continui spostamenti d'accento.

Antonio Eros Negri Fantasia sul Fandango
Fantasia sul Fandango è una composizione di grande difficoltà esecutiva per corno di bassetto, clarinetto e chitarra destinata a due esecutori. La grande forma si articola in tre movimenti: “Aria di Fandango”, “Berceuse” e “Fuga”; il cambio di strumento da parte del clarinettista, tuttavia, non coincide con l’articolazione strutturale del brano. Ciò crea alla vista, ancor più che all’udito, la sensazione di una scansione formale diversa da quella determinata dalla tripartizione. Sebbene all’ascolto emerga un linguaggio evocativo e intelligibile, l’analisi mette in luce caratteristiche compositive inaspettatamente prossime alla serialità: il primo tempo è infatti imperniato su otto dei dodici suoni della scala cromatica, mentre il secondo tempo è costruito solo sui quattro suoni rimanenti. Altro punto in comune con il distante mondo delle neo-avanguardie della fine del secolo scorso è il radicale utilizzo dei limiti estremi della tessitura degli strumenti. Dal punto di vista della sonorità emerge una ricerca chiaramente improntata sia alla compenetrazione timbrica fra corno di bassetto (o clarinetto) e chitarra, sia alla copiosità di gesti strumentali tipicamente caratteristici dei singoli strumenti. Tali gesti strumentali nel corso del brano sono tuttavia assunti dall’altro strumentista in una sorta di scambio di ruoli.

Laurent Boutros Métisse
Mi piace muovermi tra due universi stranieri ma vicini per le loro sensibilità. Métisse è un esempio di musica ispirata da due universi opposti. Contaminazione è la parola? In francese è métissage. Il primo universo è l'occidente (Cuba, i Caraibi, con suoi ritmi caratteristici spesso presenti nel brano) l'altro è l'est o il medioriente con le sue caratteristiche melodie e scale caucasiche.

Chitarra classica: un timbro "caldo" è matematicamente migliore di Giuseppe Chiaramonte seconda parte



Una sintetica descrizione del contenuto in frequenza
Il timbro è uno dei tre fondamentali caratteri distintivi del un suono. Fisicamente, due suoni di una stessa corda vibrante ma pizzicata in maniera diversa si distinguono in base al contenuto in numero e ampiezza delle armoniche. Le armoniche sono componenti del suono ad una frequenza multipla della fondamentale. Immaginiamo di poter descrivere un suono come un polinomio di infiniti termini, ognuno contenente una sola informazione: la frequenza. Ora immaginiamo di moltiplicare ogni singolo termine per un coefficiente. Adesso il polinomio è la somma di termini, ognuno dei quali si distingue dagli altri per il contenuto in frequenza e per il coefficiente che lo moltiplica. Il coefficiente moltiplicativo si chiama ampiezza.
In questo modo abbiamo scritto un suono come una combinazione lineare di un’infinità di suoni armonici semplici. Nella realtà un suono non contiene una infinità di armoniche semplici, ma la scrittura polinomiale è ancora valida perché basta porre a zero alcuni coefficienti per eliminare le frequenze che non interessano. Se volessimo farlo in pratica, sarebbe impossibile misurare l’esatto contenuto armonico di un suono perché ci sarebbero sempre alcune armoniche con una ampiezza così bassa da non poter essere registrate con gli strumenti attualmente disponibili.
I nostri due suoni di uguale energia, di uguale nota fondamentale, prodotti dalla chitarra nelle condizioni sopra descritte, e che io sto chiamando “caldo” e “metallico”, semplicemente per convenzione, si potranno descrivere con due diversi polinomi. Se avessimo a disposizione un potente strumento (diciamo una evoluzione moderna del risuonatore di Helmholtz) potremmo registrarli, graficarne lo spettro nel dominio delle frequenze e scoprire il valore dei singoli coefficienti, con l’approssimazione data dalla risoluzione e sensibilità dello strumento di misura. Solo così potremmo distinguere e descrivere i due diversi suoni. Qui non abbiamo a disposizione né lo strumento né i suoni, ma chiunque è invitato a immaginare un suono dal carattere “caldo” e un suono dal carattere “metallico”, entrambi prodotti da una chitarra classica: ognuno con la propria esperienza può farlo.
In linea teorica, un suono “caldo” differisce da un suono “metallico” sia per il numero di coefficienti moltiplicativi diversi da zero sia per l’ampiezza degli stessi. Poiché, però, stiamo considerando suoni provenienti dalla stessa corda, stessa chitarra etc., si può ragionevolmente semplificare la trattazione assumendo che entrambi i suoni abbiano un identico numero di coefficienti diversi da zero ma con diversa ampiezza. Quindi lo stesso numero di suoni armonici sovrapposti alla fondamentale, ma con ampiezze diverse, ovvero con una diversa distribuzione nelle frequenze dell’energia contenuta nei suoni stessi.
La propagazione del suono
Un’ultima ed importante asserzione. Ѐ noto dalla fisica che nell’aria tutti i suoni si propagano alla stessa velocità, la velocità del suono, appunto!, indipendentemente dalla loro frequenza. Quindi tutte le armoniche contenute in un suono si propagano alla stessa velocità. Mentre si propaga, però, il suono si smorza, ovvero la sua intensità diminuisce, e lo fa col quadrato della distanza.

parte prima
parte seconda
parte terza

lunedì 17 maggio 2010

Concerto di Oliena - World Premiere


22 Maggio 2010 - Ore 21.00
May 22, 2010 - 9PM

Prima esecuzione mondiale del nuovo Concerto per Chitarra e Orchestra
"Concerto di Oliena" di Angelo Gilardino

Orchestra Sinfonica di Asti diretta da Silvano Pasini
Chitarrista: Cristiano Porqueddu

Enti organizzatori: Associazione Musicare in collaborazione con Associazione Tempo Vivo

In collaborazione con:
Agustin Barrios International Guitar Competition 2010
chitarraclassica.eu - Network Italiano per la Chitarra Classica

Si ringrazia:
Atelier de la Guitarra - Guitart.it
SuonareNews - Suonare.it
Seicorde magazine - Seicorde.it

Programma
Prima parte
Angelo Gilardino (1941)
Da 'Studi di Virtuosità e di Trascendenza'
. Capriccio sopra la lontananza
. Embarquement pour Cithere
. Omaggio a Sergeij Prokof'ev
. Ophelie
. Jondo
. Toccata (dalla suite "Tombeau de Maurice Ravel")

Seconda Parte
Angelo Gilardino
Concerto di Oliena
per chitarra e orchestra
Direttore: Silvano Pasini
Orchestra Sinfonica di Asti
Image

Ingresso:
Interi: 10,00 EUR Ridotti: 8,00 EUR

Info:
http://www.associazionemusicare.com/
http://www.tempovivo.it
Tel. 0141-590064 orario d'ufficio

Chitarra classica: un timbro "caldo" è matematicamente migliore di Giuseppe Chiaramonte prima parte



Breve introduzione
Scrivere sul timbro della chitarra è impegnativo perché l’argomento è quanto mai delicato e si è spesso prestato alle più svariate interpretazioni. Premetto dicendo che l’oggetto di questo articolo non è la policromaticità della chitarra, discussa ampiamente nei trattati. Userò il risultato di principi fisico-matematici, ma non introdurrò equazioni o grafici per non appesantire la discussione. Mi servirò anche di considerazioni estetiche ed empiriche, perché non c’è altro modo (a meno di comparare lo spettro delle frequenze) per mettere a confronto due o più timbri diversi.
Per il loro carattere, alcuni timbri chitarristici vengono percepiti come “caldi” o “scuri” o “belli”. Esagerando, ma non troppo, “pianistici”. Altri “metallici”, “duri”, “spigolosi”, e così via. Addirittura “meno belli”.
Considero inconcludente ogni tentativo di discussione sulla bellezza dell’uno o dell’altro timbro che abbia come scopo la soluzione del dilemma. Anzitutto perché non esiste una distinzione netta tra i due timbri. Inoltre, la chitarra è originale proprio per l’enorme ventaglio di colori sonori che può manifestare. Nella mia idea, però, ogni chitarrista ha un timbro base, una “tinta” prevalente, dalla quale si discosta per necessità interpretative. E non potrebbe essere altrimenti, in quanto l’iter di apprendimento porta inevitabilmente ad avere una posizione della mano, una articolazione dei movimenti ed una forma delle unghie prevalenti.
Da qui in poi parlerò di un timbro “caldo” e di un timbro “metallico”, sapendo già di essere capito. Tralasciando volutamente qualsiasi riferimento a come ottenerli e a quale sia la causa fisica che produce l’uno o l’altro effetto.
La tesi
Voglio dimostrare che un suono “caldo” ha una maggiore uniformità spaziale e una proiezione a distanze maggiori rispetto ad un suono “metallico”. E per farlo introduco innanzitutto delle condizioni al contorno.
Alcune condizioni al contorno
Intendo entrambi i suoni da confrontare prodotti dalla stessa chitarra, dalla stessa corda e sulla stessa nota (poniamo il MI cantino a vuoto). Pizzicata nello stesso punto.
I due suoni, per essere confrontati, devono contenere la stessa energia. In termini più rigorosi, l’integrale su tutto lo spettro in frequenza di entrambi i suoni, registrati nello stesso punto nello spazio (qualsiasi, ma identico per entrambi gli esperimenti) deve essere lo stesso. A questo punto non occorrerebbe aggiungere altro, ma voglio precisare che intendo la corda avente la componente vibrante principale contenuta nello stesso piano per entrambi gli esperimenti (questo per rendere il suono indipendente dai diversi modi di vibrazione della tavola armonica).
Per rendere gli esperimenti indipendenti da effetti ambientali quali riflessioni, rimbombi, eco etc. poniamo di essere all’aperto e senza ostacoli.
Stessa unghia, o unghia con identiche proprietà meccaniche.
A parità di tutto cambierà la forma che la corda deformata assumerà al momento di essere rilasciata.

venerdì 14 maggio 2010

Masterclass di Andrea Dieci


Masterclass di Andrea Dieci

Date: 1 - 6 Luglio 2010
Sede: Villa Chaminade - Pallanza (VB)

La IV Masterclass di interpretazione chitarristica si svolgerà presso Villa Chaminade, situata in una splendida location, in prossimità della sponda piemontese del Lago Maggiore.
Concerti e lezioni individuali
Soggiorno in camere singole e pensione completa

PROGRAMMA
1-6 luglio 2010
svolgimento della Masterclass
2 Luglio 2010 h 21Villa Giulia(Pallanza)
CONCERTO INAUGURALE
Duo Andrea Dieci (chitarra) - Piercarlo Sacco (violino)
Programma: musiche di Giuliani, Rodrigo, Corigliano

3 luglio 2010 - Chiesa di San Remigio (Pallanza) - h 15
LEZIONE-CONCERTO DI ANDREA DIECI
Il Nocturnal di B.Britten

3 luglio 2010 - Villa Chaminade (Pallanza) - h 17
CONFERENZA-LEZIONE DEL LIUTAIO MAURIZIO FOTI
Ombre e luci a confronto nell’arte della manutenzione della chitarra

3 luglio 2010 - h 21 Villa Giulia(Pallanza)
CONCERTO MARTA DOLZADELLI, chitarra SIMONE DRAETTA, violino
Musiche di Bach. Mozart, Giuliani, Tarrega, Barrios, Ohana

4 luglio 2010 - h 21
CONCERTO dei partecipanti della Masterclass

Per maggiori informazioni:
http://www.masterclasspallanza.it/index.php

Duo Dinapoli-Lioy - Raffaele Bellafronte - Preludio (Suite n.1)

giovedì 13 maggio 2010

“ Liuto Chitarra Mandolino a Bergamo ”

la serata del 15 maggio presso : Comune di Mornico al Serio (BG)

in collaborazione con
Associazione Bergamo Chitarra - Centro Studi e Ricerche “La Chitarra”- Archivio Chitarristico Italiano p r e s e n t a
“ Liuto Chitarra Mandolino a Bergamo ”
percorsi di storia e cultura musicale in terra bergamasca
Terza edizione - itinerario: aprile-dicembre 2010

sabato 15 maggio, ore 20.45
Chiesa “Vecchia” B.V. Addolorata, Piazza della Libertà


“Chitarra inCanto Lirico nell'epoca di Mayr e Donizetti”

Preludio al Concerto
Temi originali per chitarra sola di Benvenuto Terzi, Giacomo Parimbelli, chitarrista

Ivan Pellegrinelli (*) : Tre preludi di H.V. Lobos
Jacopo Parisi (*) : Tema e variazioni sulla Follia di Spagna, Op. 45 di M. Giuliani
Gregorio Manenti (*) : Danza Mora e Capriccio arabo di F. Tarrega

(*) allievi della scuola chitarristica bergamasca del M°. Gianluigi Artina

Concerto
Lucia Eusebi, soprano - Massimo Agostinelli, chitarra classica

prima parte

M. GIULIANI Sei Lieder op.89
G. S. MAYR Canzone in la maggiore
W.A. MOZART - W.T. MATIEGKA Lied Das Veilchen

seconda parte

M.A. SOLA Sei canzoni francesi
F. SCHUBERT - J. K. MERTZ Lied Standchen
G. DONIZETTI Aria “Raggio d’amor parea”
G.ROSSINI - M. CARCASSI Tarantella

Profilo degli Artisti della serata

Lucia Eusebi
risiede attualmente ad Ancona. Nata a Brescia, nel 1982 inizia a studiare pianoforte, e nel 1992 comincia a collaborare con diversi cori polifonici in qualità di corista.
Nel 1997 intraprende lo studio del canto lirico.
Allo studio del canto lirico ha affiancato lo studio specifico del repertorio vocale da camera.
Nel 2001 ha iniziato l’attività solistica e da allora ha partecipato a numerosi concerti in diverse città delle Marche e dell’Emilia Romagna, e successivamente in tutta Italia, eseguendo musiche da camera, oratori e arie d’opera di molti autori fra cui Mozart, Rossini, Ponchielli, Schubert, Brahms, Mendelssohn, Debussy, Ravel, Fauré, Benedetto Marcello, Salieri, Frank, Adam, De Falla, Villa Lobos. Nel luglio 2006 ha debuttato nell’opera lirica, cantando in “Dido and Aeneas”.
Nell’ottobre 2004 ha conseguito il diploma in canto presso il Conservatorio “G.B.Pergolesi” di Fermo, dove attualmente frequenta i corsi per conseguire la laurea specialistica in Discipline Musicali, indirizzo canto.
Ha svolto attività didattico-musicale in varie scuole di Stato, e dall’ottobre 2004 è docente di canto presso la scuola di musica “Zonamusica” di Ancona.

Massimo Agostinelli
di Ancona, si è laureato in chitarra con il massimo dei voti al Conservatorio S.Pietro a Majella di Napoli, sotto la guida di Bruno Battisti D'Amario.
Ha dato inizio alla sua attività professionistica nel 1982, esibendosi in circa settecento concerti solistici e cameristici nelle principali città italiane ed europee, ospite di prestigiosi enti ed associazioni musicali. E' risultato vincitore assoluto di vari concorsi nazionali ed internazionali di chitarra.
Ha tenuto vari stages di perfezionamento ed interpretazione presso i Corsi Internazionali di Musica di Urbino, l'Ottocento Festival di Saludecio, i Seminari di Orta S.Giulio (NO), ed in altri centri italiani. Attivo anche nell'ambito della ricerca, ha curato ultimamente la revisione di opere chitarristiche di W. T. Matiegka e S.Molitor.
E' direttore artistico dell'Associazione Musicale Ottocento, ed ha predisposto la catalogazione analitica delle musiche per chitarra dell'Ottocento nelle biblioteche italiane ed europee. Impegnato nel campo della saggistica, scrive regolarmente nelle principali testate giornalistiche per chitarra e in riviste specializzate internazionali, e tiene conferenze sulle tematiche musicali ottocentesche.
Ha realizzato incisioni discografiche, in prima mondiale, per chitarra sola, di opere di Matiegka, Sola, Paganini e Molitor, per le etichette Agorà Musica di Milano, Master Studio di Sarnano e Inedita di Roma. E’ inoltre laureato in Economia presso l’Università di Urbino.

direttore artistico Giacomo Parimbelli
email: g.parimbelli@alice.it
info 347 . 88 94 703

iniziativa di cultura artistica storico musicale ad ingresso libero

Rosso Improvviso - un concerto sull'improvvisazione


Recital di Arturo Tallini.


19 maggio 2010 alle ore 21.00

Conservatorio di Santa Cecilia - Sala Accademica


Musiche di Pisati, Marco, Ginastera, Stockhausen, Maderna, Bach. Spiral di K. Stockhausen è stato realizzato in collaborazione con Federico Scalas, della classe di Musica Elettronica del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.

Intervista a PierPaolo Dinapoli di Leonardo De Marchi, terza parte


I chitarristi che leggono se lo saranno chiesti sicuramente... che corde usi?


Mi dispiace per loro, ma non so ancora dare una risposta precisa... sono ancora alla ricerca delle corde ideali. Mi piacciono bassi profondi e cantini piuttosto scuri, ma pare sia difficile trovarli scuri e contemporaneamente “vivi”, non spenti. Attualmente uso una combinazione di Hannabach, tutte “silver” ad eccezione del si e del sol, che sono Hannabach Goldin.


Quali sono i tuoi progetti a medio-lungo termine? Pensi di continuare ad investire molto nella musica da camera?


Sicuramente portare a termine i miei studi nel miglior modo possibile, sia in campo musicale che in matematica. A dir la verità nel 2010 mi piacerebbe concentrarmi molto sull'attività concertistica, ho in testa un paio di programmi interessanti da proporre, vedremo... Quanto al duo, stiamo allestendo nuovo repertorio e riceviamo nuovi stimoli da compositori, che si cimentano con questa “strana” formazione e ci propongono le loro opere... speriamo presto di poterne proporre qualcuna in concerto.


Ci sono dei concerti in cui ti sei particolarmente divertito, o dei quali per qualche motivo porti dei ricordi gradevoli?


Premetto che ogni concerto per me è un evento unico e quando sono sul palco mi sento a mio agio a suonare ciò che più desidero, ma ricordo con molto piacere un concerto che abbiamo tenuto con il duo chitarra-violoncello durante gli scorsi Seminari Musicali Internazionali di Vasto (un appuntamento fisso oramai), nella splendida cornice del teatro “Rossetti”. E' stato bello vivere l'attesa e il dietro le quinte del teatro, l'impatto proprio con il legno del palcoscenico e quello con il pubblico. E' stato davvero emozionante... spero di aver potuto ricambiare le belle emozioni regalatemi dal pubblico con una bella performance!


Voglio farti un'altra domanda: quali sono i cinque spartiti e le cinque registrazioni che vorresti portare nell'isola deserta?


Partiamo con gli spartiti, che scegliere le registrazioni sarà durissima:
1- Douze Etudes – Villa lobos
2- Sonata omaggio a Boccherini – Castelnuovo tedesco
3- Sonata n.2 – Dusan Bogdanovic (o una qualsiasi sua composizione)
4- Opera Omnia delle suite per Liuto di Bach
5- Tres piezas espanoles – Rodrigo
anche se purtroppo così facendo lascio fuori Ponce, Turina e tantissimi altri...
Quanto alle registrazioni...
1-J. S. Bach: “Variazioni Goldberg”
2-Concerto in Sol di Ravel suonato da Martha Argerich
3-Sinfonia n.6 “Patetica” di Tchaikovsky
4-I più bei pezzi tra Pink Floyd, Led Zeppelin, Deep Purple, Queen
5- Un bel cd contenente vari concerti per chitarra ed orchestra dove infilerei il Concerto del Sur di Manuel Ponce, il Concerto op.99 di Mario Castelnuovo Tedesco, il Concertino di Alexander Tansman, e il Concierto di Heitor Villa-Lobos.
Un sentito grazie a Leonardo De Marchi per questa intervista!
Empedocle70