martedì 22 novembre 2011

Spillane … quasi 25 anni dopo - seconda parte


Ogni scheda si riferisce a qualche aspetto specifico del lavoro di Spillane, al suo mondo, i suoi caratteri, la sua ideologia. Il passo successivo è stato ordinare le schede di archiviazione, mettendole nell’ordine perfetto per creare una struttura che abbia un senso, che riveli una funzione, un progetto sottostante, e poi farla eseguire da un gruppo di musicisti scelti appositamente per essa: “Sometimes I bring in written music and I run it down to the players, layering and molding it as it is being played. Other times I'll simply say something like, "Anthony, play some cheesy cocktail piano." Or, "Bill, go and improvise My Gun Is Quick" (an early Mickey Spillane novel), and we'll do take after take until we're all happy that every note is perfect.” (Qualche volta io preparo musica scritta ed io lo giro in giù ai musicisti, la modello e la modifico mentre viene suonata. Qualche volta io dirò semplicemente qualche cosa tipo, "Anthony suona un piano cocktail scadente." O, "Bill, va ed improvvisa “MyGun is a Quick" (uno dei primi romanzi di Michael Spillane), e noi faremo prove su prove finché non saremo del tutto felici che ogni nota è perfetta.)

Questo però non significa adottare un metodo democratico o rinunciare ad avere il controllo effettivo sull’intera opera (cosa in comune con Frank Zappa): “I do have a reputation for being a tyrant. In pieces like Spillane, I control the complex matrix of the structure, the detail in the arrangements and orchestration. This is clearly my world ultimately I have the final say, But the collaborative spirit is still very, very strong, and with different players, the individual moments of the piece would obviously sound quite different. “ (Io ho la reputazione di essere un tiranno. In pezzi come Spillane, io controllo la matrice complessiva della struttura, il dettaglio nelle sistemazioni e l’orchestrazione. Questo è chiaramente il mio mondo e ho l’ultima parola, ma lo spirito collaborativo è ancora molto, molto forte, e con strumentisti diversi, i singoli momentidel brano ovviamente suonerebbero in modo diverso.)

In questo contesto la scelta dei musicisti diventa cruciale, spesso una persona da sola può esaltare o distruggere un brano. Ci troviamo di fronte a uno dei paradossi dell’agire zorniano, paradosso per chi soprattutto proviene dalla musica classica: Zorn compone musica per musicisti improvvisatori. Musicisti eccezionali, talenti incredibili che Zorn gestisce al meglio (la sua sembra essere una sorta di maieutiva vicina a quella di Miles Davis, altro grande dittatore), trovandosi nella necessità di dover imbrigliare i talenti di questi musicisti, approfittando al massimo del loro potenziale mettendoli in contesti che facciano volare alta la loro ispirazione. L’attenzione qui sta più nella struttura e nella forma che non nel contenuto che viene modellato istante per istante nello studio di registrazione.

L’attenzione per i collabori è totale, scrive Zorn sempre nelle note del disco “"What exactly does a composer do?" Over the past 40 years, many of the great composers have worked with collaborators. Ellington had Billy Strayhorn as well as his amazing band. John Cage had David Tudor and Takehisa Kosugi. Stockhausen has depended on the Kontarsky brothers, Harold Boje, his son Markus, and Susanne Stephens, among others. Mauricio Kagel's group included Vinko Globokar, Christoph Caskel, Edward Tarr, etc. Philip Glass and Steve Reich work closely with their ensembles.

The collaborative aspects of the recording process make this even clearer. When the Beatles put together sgt. Pepper with George Martin, or Frank Zappa worked with the Mothers of Invention on the early Verve records, the collaboration helped produce a musical statement greater than the sum of the individuals involved.("Cosa fa precisamente un compositore?" Durante il corso dei 40 anni passati, molti dei grandi compositori hanno lavorato a stretto contatto coi loro collaboratori. Ellington aveva Billy Strayhorn così come la sua incredibile band. John Cage aveva David Tudor e Takehisa Kosugi. Stockhausen dipendeva dai fratelli di Kontarsky, Harold Boje, il suo figlio Markus, e Susanne Stephens, fra altri. Il gruppo di Mauricio Kagel includevaVinko Globokar, Christoph Caskel, Edward Tarr ecc. Philip Glass e Steve Reich lavorano a stretto contatto coi loro ensemble.

Gli aspetti collaborativi del processo di registrazione hanno fatto ulteriore chiarezza anche in questo senso. Quando i Beatles misero insieme Sgt. Pepper con George Martin, o Frank Zappa lavorava con le Mothers of Inventions sui primi dischi usciti per la Verve, la collaborazione aiutava a produrre una creazione musicale più grande della somma degli individui coinvolti.)





- prima parte

- seconda parte

- terza parte

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