sabato 30 aprile 2011

Walter Prati a Ca Foscari 2 maggio

vi comunico che lunedì 2 maggio, a partire dalle ore 20:00 al Teatro Ca' Foscari a Santa Marta, ci sarà l'ultimo incontro dedicato al Laboratorio di Improvvisazione Musicale.

L'incontro sarà a cura di:

Walter Prati: violoncello, basso elettrico e live electronics

Compositore ed esecutore, svolge un'attività di ricerca musicale, da sempre orientata verso l'interazione fra strumenti musicali tradizionali e nuovi strumenti elettronici, frutto dell'applicazione informatica al mondo musicale. Questo percorso lo ha portato - già nel 1987 presso il Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova - a utilizzare il "sistema 4i", uno dei primi elaboratori per la sintesi e la trasformazione del suono in tempo reale.
Significative le collaborazioni con Evan Parker, Paul Lytton, Berry Guy, con il chitarrista americano Thurston Moore (Sonic Youth), con il cantante inglese Robert Wyatt e con il compositore e strumentista Giancarlo Schiaffini con il quale ha composto e suonato in diverse installazioni sonore e teatrali.

Info e ascolti:

www.myspace.com/walterprati

www.mmt.it


Il Laboratorio:

Pensato per riflettere sulla cosiddetta improvvisazione - parola molto usata ma poco pensata - senza esclusione di linguaggi, generi e pratiche musicali, il laboratorio vuole da un lato aprire un dibattito sul tema e, dall’altro, costituire un gruppo di pratiche dell’improvvisazione.
Durante ogni incontro gli interpreti invitati dimostreranno praticamente, tramite esecuzioni dal vivo, e verbalmente, tramite riflessioni ed esempi tratti anche dalla propria esperienza personale, in che modo intendono l'improvvisazione musicale.


Luogo incontri: Teatro di Ca' Foscari a Santa Marta
Il laboratorio è gratuito e a libero accesso.

13th GUITAR FESTIVAL KRAS


Concerts

Friday, May 27, Kosovelov dom, Sežana (Slovenia)
SOLODUO (Matteo Mela-Lorenzo Micheli)

Saturday, May 28, Stalno Slovensko Gledališče-Teatro Stabile Sloveno, Trieste (Italy)
ELIO – Gian Burrasca
Corrado Giuffredi, clarinet/Cesare Chiacchiaretta, accordeon
Giampaolo Bandini, guitar/Enrico Fagone, double bass/Danilo Grassi, percussions
in collaboration with SSG and Miela Theatre

Friday, June 3, Tartini Conservatory, Trieste (Italy)
Dušan BOGDANOVIĆ – Bor ZULJAN
in collaboration with Tartini Conservatory

Saturday, June 4, ZKB Hall, Opicina-Trieste (Italy)
Marko FERI, guitar – Sebastiano ZORZA, accordeon

Thursday, June 30, Prosvetni dom, Opicina-Trieste (Italy)
GITARSI
in collaboration with SKD Tabor

Thursday, August 18, Bita, S.Croce-Trieste (Italy)
GORNI KRAMER QUARTET & MARTINA FERI
in collaboration with Mediateam

Thursday, August 26, Sgonico-Trieste (Italy)
VLATKO STEFANOVSKI ELECTRIC TRIO
in collaboration with Mediateam

venerdì 29 aprile 2011

Programma della 5a giornata della chitarra classica

dotGuitar, il nuovo WeBlogMagazine italiano dedicato al mondo della chitarra (aprile 2011


Incontri Mauro Tamburrini: Giampaolo Bandini (intervista, disco, youtube, recensioni, prossimi concerti)http://www.dotguitar.it

Novità discografiche scelte P.Viti: Duo C.Maccari - P.Pugliese http://www.dotguitar.it/zine/novcd/mac_pugl_giuliani_coste1.html
Didattica di base G.Signorile: J.K.Mertz Notturno n. 1 http://www.dotguitar.it/zine/dida_base/mertz_notturno1.html
Analisi di repertorio P.Viti: J.Rodrigo - Concierto de Aranjuez (3a parte) http://www.dotguitar.it/zine/analisi_rep/rodrigo9.html
Analisi di base V.Causa: H.Villa-Lobos - Studio n. 8 (1a parte) http://www.dotguitar.it/zine/analisi_base/vlobos_s8_1.html
Approfondimenti P.Bonaguri: Intervista a Paolo Ugoletti http://www.dotguitar.it/zine/approfondimenti/ugoletti1.html
Approfondimenti M.Bazzotti: Storia della chitarra in Russia (6a parte) http://www.dotguitar.it/zine/approfondimenti/storiarussia11.html
Approfondimenti G.Vanità: La tecnica delle sei corde da Angelo Gilardino a John Petrucci (1a parte)http://www.dotguitar.it/zine/approfondimenti/vanita1.html
Attualità M.Villa: Omaggio a Mario Gangi - Napoli http://www.dotguitar.it/zine/attual/omagangi.html
Trascrizioni A.Altieri: Cumparsita http://www.dotguitar.it/zine/trasc/cumparsita.html
Attualità A.Ruggiero: Premio L.Fricchione - http://www.dotguitar.it/zine/attual/premiofri.html
Liuteria R.Del Prete: Intervista a G.Giussani (4a parte) http://www.dotguitar.it/zine/liuteria/giussani_4.html


Staff dotGuitar
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Foto del Concerto di Diego Vio allo Scarpon Live Club di Mestre, 12 aprile 2011






Foto di Laura Caldana

martedì 26 aprile 2011

Masterclass di Simone Massaron, Favaro Veneto 13 maggio


Siamo felici di avvisarvi della Masterclass per chitarra preparata, live looping e libera improvvisazione che Simone Massaron terrà a Favaro Veneto (Venezia) il 13 maggio 2011.
Il seminario si terrà presso la Liuteria di Marco Maguolo (Via San Donà 312 int.4 - 30174 Favaro Veneto (Ve). Il costo della Masterclass è di euro 50.

Simone Massaron

"simone massaron is an inventive improviser and highly skilled guitarist, is a unique voice among a new generation of musicians literate in both the improvising traditions of derek bailey/fred frith and rock/free jazz, working towards a new language of the guitar".
Marc Ribot

Simone Massaron nasce a Milano nel 1971. Quando aveva quattro anni ha iniziato a studiare pianoforte con il padre Sergio, che è stato direttore d'orchestra. Nei suoi primi quindici anni suona diversi strumenti (pianoforte, chitarra, batteria) suonando in diverse band locali creando così lo sfondo per un poli-talento strumentale che gli permetteranno, in seguito, di meglio diffondere le sue idee musicali . A sedici anni si concentra sulla chitarra e se ne va all'estero a fare concerti in tutta Europa con una rock band locale. Gli anni successivi sono poi dedicati al jazz solo, frequentando masterclass con Pat Metheny, Bill Frisell, Mick Goodrick, Marc Ducret e John Scofield. Il suo primo cd "Breaking News" esce per l'etichetta milanese Longsong Records, registrazione effettuata insieme con il suo eroe Elliott Sharp, e gli darà anche la possibilità di mescolare le sue chitarre con Nels Cline, Marc Ribot e di eseguire diverse altre registrazioni. Il suo stile sullo strumento mostra tutto il suo eclettismo e il suo piacere di muoversi attraverso i generi, come l'improvvisazione radicale, la musica avant-garde, il looping e live electronics, ma anche il blues, le sountracks in diretta su film muti, 60's Lounge.

Tutto questo è possibile grazie alla grande tecnica strumentale che gli consente di vagare in zone sconosciute del repertorio della chitarra. Simone Massaron è una delle migliori fretless guitar in Italia e ha partecipato nel 2006 al "Fretless Guitar Festival" a New York.

"Dandelions on Fire", il secondo disco a suo nome per Longsong Records nel 2008, con Carla Bozulich, viene acclamato della critica ed è votato come uno dei migliori dischi dell'anno da molte riviste musicali. In estate si esibisce anche dal vivo con Marc Ribot come duo. Dal 2008 membro del collettivo "El Gallo Rojo".

Ha suonato con musicisti come Marc Ribot, Elliott Sharp, Nels Cline, Carla Bozulich, Tiziana Ghiglioni, Steve Piccolo, Gak Sato, Xabier Iriondo, Giovanni Maier, Tiziano Tononi, Daniele Cavallanti, Jenny Scheinman, Zeno de Rossi, Massimo Pupillo, Giorgio Pacorig, Alfonso Santimone, Emanuele Parrini, Piero Bittolo Bon, Carlo Garofalo, Achille Succi, Carlo Virzì, Craig Green, Scott Amendola.


Per informazioni:

email: chitarraedintorni@gmail.com
cell: 347-6489990

Ipazia on video quarta puntata: playlist del mese



Ipazia è un programma dedicato alla chitarra contemporanea realizzato per:

Il mio libro: 121 Cd per la Chitarra Contemporanea:http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=559795

Blog Chitarra e Dintorni Nuove Musiche: http://chitarraedintorni.blogspot.com/

AlchEmistica netlabel: http://www.alchemistica.net/home.php

Oggi parliamo di questi cd:

- Pierluigi Potalivo: Spirito di una Sonata
- Stefano Barone: particolare#uno
- Sergio Altamura: Aria Meccanica
- Pino Forastiere: Forastiere Live
- Guitar Republic: Guitar Republic
- Pablo Montagne, Giacomo Mongelli: Cruditè
- Simone Massaron: The Big Empty
- Simone Massaron: Forlksongs From The Empty House

Video realizzato con un deck Onosendai Cyberspace 7

sabato 23 aprile 2011

BATTITI DAL VIVO: MARCO CAPPELLI ACOUSTIC TRIO


Questa sera ore 24.00

BATTITI DAL VIVO: MARCO CAPPELLI ACOUSTIC TRIO con KEN FILIANO e SATOSHI TAKEISHI
- Impro
- Le Commissaire sur les nuages
- Le Second
- Le policier désarmé
- Oncle et neveu
SATOSHI TAKEISHI with SHOKO NAGAI "VORTEX", Floating World, da cd di prossima pubblicazione
KEN FILIANO & QUANTUM ENTANGLEMENTS, Dog Days, da "Dreams From A Clown Car" - Clean Feed CF207CD
MARCO CAPPELLI ACOUSTIC TRIO con KEN FILIANO e SATOSHI TAKEISHI, La morsure d'araignée, da "Les nuages en France" - Mode Avant 07
Marco Cappelli, chitarra
Ken Filiano, contrabbasso
Satoshi Takeishi, percussioni
JOHNNY THUNDERS (New York, 15 luglio 1952 - New Orleans, 23 aprile 1991)
NEW YORK DOLLS, Jet Boy - 7' Mercury 6160 008
HEARTBREAKERS, Born Too Loose, da "L.A.M.F." - Track Records ZPLTR 34025
HEARTBREAKERS, One Track Mind, da "L.A.M.F." - Track Records ZPLTR 34025
JOHNNY THUNDERS, Cool Operator, da "Que Sera, Sera" - Jungle Records CD FREUD 9

Concerti dell'Accademia Regondi - Stefano Sanzogni


venerdì 6 maggio · 21.30 - 22.00

Palazzo Trivulzio, Sala Vallaperti
Dante, 2
Melzo, Italy

I concerti dell'Accademia Chitarristica "Giulio Regondi" - Stefano Sanzogni

Fernando Sor (1778-1839) - Introduzione e variazioni sull'aria "Oh cara armonia" dal Flauto Magico di W. A. Mozart, op.9

Hans Werner - Henze Drei Tentos
(1926)

Alexandre Tansman - Quattro tempi di Mazurka
(1897-1986)
_______________

Giacomo Girolamo Cocchi - Tre Studi (da "Sei studi" per chitarra)
(1953)

Alexandre Tansman - Variations sur un Theme de Scriabine
(1897-1986)

Mario Castelnuovo-Tedesco - Variations à travers les siècles
(1895-1968)


Ingresso Libero

Per maggiori informazioni:

http://www.accademiaregondi.com/
http://www.accademiaregondi.com/volantino2.pdf

venerdì 22 aprile 2011

Intervista al Bach Guitar Duo, quarta parte


Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

F.B. Perchè si fa musica? Prima di tutto perchè la si ama, e anche perchè non se ne può fare a meno. Perchè si soffre e si gode della musica come di una parte fondamentale della propria esistenza. Per me non è stata una scelta, ma una specie di vocazione. Forse la musica ha colmato in modo meraviglioso il mio vuoto esistenziale. Semplicemente la musica si è rivelata il mezzo più efficace per esprimere me stesso.
Riguardo alla seconda domanda credo che il posto della musica nella nostra società sia estremamente rilevante, essendo essa presente in ogni momento e in ogni luogo. Nel mondo tecnologico e virtuale nel quale viviamo il suono rappresenta un veicolo di comunicazione primario. L'estrema varietà e ricchezza di generi e modi di essere della musica permea completamente la vita artistica e costituisce diversissimi segmenti culturali che, insieme ad altre esperienze artistiche, arricchiscono il nostro mondo culturale in modo più ampio rispetto ad un passato in cui generi e forme erano più standardizzati. Lo sviluppo esponenziale della comunicazione ha favorito il generale consumo musicale e la continua espansione di un panorama sonoro molto complesso e articolato. Panorama del quale confesso di conoscere ben poco, immerso come sono nelle musiche del passato. Però, come dice il grande Jordi Savall, "non esiste musica antica, ma solo musica contemporanea". La musica antica, nel momento in cui è eseguita, è attuale. Anzi, è a volte più attuale della musica d'oggi, essendo intessuta di un'idea poetica che nei secoli è rimasta sempre in un'avanguardia emotiva. L'emozione si prova ascoltando Kurtag, è la medesima si ha con le grandi opere di Bach: il messaggio è sempre il medesimo, uguale a se stesso, identico e profondamente umano. Chi o cosa siamo, qual'è lo scopo, il significato della nostra esistenza, quali sono i valori fondanti dell'essere? Tutte le risposte, non traducibili in termini razionali, le troviamo in una vera opera musicale di qualsiasi epoca. E dunque chiedo, infine: qual'è il posto riservato alla musica, oggi? Quello di sempre: accompagnarci nella nostra esistenza, ricordandoci chi siamo.
Venendo alla terza domanda: stiamo sicuramente meglio in un mondo in cui la musica si può liberamente esprimere in ogni forma e genere. La musica può veicolare qualsiasi emozione e anche farsi portavoce di una protesta, di un disagio. Come ogni arte può essere messa a servire una causa, oppure può risultare un piacevole sfondo, oppure infondere coraggio, speranza, gioia e alleviare la sofferenza. Il suo ruolo dipende sempre dall'utilizzo che se ne fa. Il mercato tende a svilire l'aspetto etico e la qualità dell'arte musicale, ma può essere necessario per garantire una sussistenza ai molti operatori che vivono della musica. La cosa più importante è che il fine non sia "vendere" un prodotto musicale, ma sempre e comunque, comunicare, emozionare, parlare con sincerità a quella parte di noi stessi che riesce ad ascoltare.

V.N. Si fa musica perché non potremmo vivere senza la musica. Viviamo immersi nella musica ed essa ha un ruolo primario nella società.
Per quanto mi riguarda, posso dire di aver “respirato” musica fin da piccolo, anzi, fin da prima della nascita, avendo una mamma amante del canto, ed in particolare della musica lirica e del canto corale. La musica è dunque sempre stata dentro di me e, crescendo, il fare musica si è rivelata una cosa del tutto naturale e spontanea, che sgorgava dalla parte più profonda del mio essere appagandomi completamente.
Rispondendo alla seconda domanda, credo che il ruolo di chi fa musica sia molto importante nella nostra società contemporanea. In effetti, il musicista, attraverso la sua arte, può trasmettere emozioni, bellezza, conoscenza, tradizione e cultura, contribuendo così all'elevazione dell'essere umano.
Con quest'ultima frase, penso di aver anche risposto, almeno in parte, all'ultima domanda.
In effetti, ho sempre pensato che la musica, in tutte le sue forme e generi, sia un ottimo strumento per affinare ed educare l'animo umano.

V.N. e F.B. Ringraziamo molto gli amici di Alchemistica per l'opportunità che ci hanno offerto di poter ancora una volta esprimere le nostre idee, sia attraverso questo scambio di opinioni, attraverso la nostra musica.

giovedì 21 aprile 2011

Intervista al Bach Guitar Duo, terza parte


I brani che voi presentate sono tutte trascrizioni. La chitarra sembra soffrire, almeno per chi esegue un repertorio classico, di una repertorio ristretto soprattutto se paragonato a quello di altri strumenti, per molto tempo le trascrizioni hanno rappresentato una soluzione ideale, assieme a quella di richiedere a compositori contemporanei nuove musiche, per allargare questo repertorio. La musica barocca, lo abbiamo già visto nel caso del vostro cd dedicato a Bach, sembra essere particolarmente prodiga di soluzioni interessanti per chi vuole trascriverla, come mai questa efficace possibilità di “conversione” verso nuovi strumenti e .. forse “trascrivere” non vuol dire anche “riscrivere”? Rileggere? Tradurre?

F.B. E' vero: soffriamo di una certa limitatezza nel repertorio, ma non certo riguardo alla quantità! Piuttosto è relativamente alla qualità che sorgono alcuni problemi. Ma questo non è certo vero nell'ambito della musica contemporanea, dove la messe di opere chitarristiche di altissimo livello è davvero interessante. Nella musica dei secoli scorsi, dove la presenza della chitarra come strumento solistico è confinata alle composizioni di chitarristi, a volte si avverte un evidente salto di qualità fra le varie opere, non sempre di altissima ispirazione compositiva pur se ben scritte. Tutti i compositori che noi abbiamo proposto, sia in registrazioni, sia in concerto, non hanno mai scritto per chitarra. Non riesco ad immaginare che Bach potesse scrivere per chitarra, come non l'hanno fatto i suoi contemporanei, per la semplice ragione che la chitarra era estranea al mondo musicale di certa musica "ufficiale", sacra o profana. Pur esistendo, in veste strumentale differente da quella odierna, e avendo una vasta platea di estimatori, la chitarra viveva di musiche considerate più "leggere" e vicine ad una sensibilità artistica più accessibile. Solo oggi si sta parzialmente superando questo concetto "ghettizzante", che vede il nostro strumento a volte escluso da quella che da alcuni viene considerata la musica con la M maiuscola. Segovia fu l'artefice dell'avvìo di questo superamento, ma ricordiamoci che ancora molta strada deve essere percorsa. Poi la chitarra, nelle sue varie forme, vive in una miriade di diversi mondi musicali, che ne formano la ricchezza e la diffusione in tutto il mondo, forse più di qualunque altro strumento.
Ora trascrivere musica che un tempo sarebbe stata inconcepibile sulla chitarra per il Bach Guitar Duo è un'operazione non priva di tranelli. Il primo rischio è quello del voler ad ogni costo produrre un brano filologicamente aderente all'originale: è un errore grave, poichè la trascrizione inevitabilmente muta l'originale in qualcosa d'altro. Il brano è "tradotto" in un idioma diverso, e come ogni buona traduzione, deve essere in parte adattato per suonare bene nel nuovo idioma. Credo che la trascrizione migliore sia quella che risulta quasi più convincente nel nuovo allestimento strumentale che in quello originario. Non è un'operazione filologica, e noi ne siamo consapevoli. Chiediamo solo a noi stessi: è credibile il brano in questa versione per due chitarre? Se la risposta è affermativa è un successo: non abbiamo tolto nulla a Bach o a Telemann, ma abbiamo aggiunto qualcosa alla musica, una nuova possibilità, una diversa chiave di lettura.

Entrambi svolgete attività di insegnamento, com’è la situazione nel mondo del Conservatorio dopo la riforma Gelmini? E’ cambiato qualcosa?

F.B. Importante, oltre che riformare, sarebbe "investire" nel mondo della cultura. Non mi sembra che finora questo venga fatto. Comunque i Conservatori stanno subendo un lungo processo riformatore che è iniziato molto prima dell'attuale Ministro, e che sta vedendo solo ora un suo sviluppo. Una gestazione che è stata lunga e travagliata, ma che speriamo non risulti negativa o tale da far rimpiangere il "vecchio" ordinamento. Ora il Conservatorio diventa una sorta di università della musica, con un triennio, seguito da un biennio, al quale si accede dopo la maturità. Non sono ancora del tutto definiti i percorsi di preparazione al nuovo Conservatorio, che si stanno predisponendo in questi mesi, cioè l'area "pre-accademica". Faticosamente e con qualche ineliminabile intoppo si sta comunque procedendo, nella speranza di mantenere comunque alto il livello dell'istruzione musicale nel nostro paese. Sicuramente è cambiato qualcosa: i docenti sono ora chiamati in prima persona a gestire il cambiamento, con nuovi programmi, nuove discipline, nuove strategie didattiche. Se tutto questo sarà positivo lo potremo valutare solo fra qualche anno, alla luce dei primi risultati della riforma. Se la preparazione degli studenti risulterà più completa ed efficace rispetto al passato concluderemo che i nuovi cicli di studio dei Conservatori riformati sono stati cosa buona e giusta...

V.N. Insegno nei corsi ad Indirizzo musicale nella Scuola Media, ora denominata Scuola Secondaria di 1° grado. Purtroppo, non in tutte le province d'Italia vi è un liceo musicale per cui, all'alunno che volesse continuare il percorso, verrebbe preclusa l'opportunità di continuare lo studio dello strumento. E' quindi auspicabile la creazione di un numero adeguato di nuovi licei su tutto il territorio nazionale, per far sì che il percorso non venga interrotto e possa proseguire fino al Conservatorio, nei trienni e bienni.

mercoledì 20 aprile 2011

Flavio Cucchi in concerto


Associazione Culturale e Musicale De Falla
presenta

2° CONCERTO DELLA RASSEGNA CHITARRISTICA 2011

DEL CHITARRISTA

FLAVIO CUCCHI

Giovedì 28 Aprile 2011, ore 21
presso Hotel Sheraton - Bari
musiche di

F. Carulli: L. Moretti - M. Ponce -

O.R. Casares - A. Lauro - S.L. Weiss - Haendel - Kreisler
( ingresso 10 € )


Per Informazioni

Info Tel : 347.60.52.769
Info Mail : orchestradefalla@fastwebnet.it
Visita il Sito : www.orchestradichitarredefalla.it


Flavio Cucchi
Definito dalla critica come uno dei più noti e ammirati chitarristi italiani sulla scena internazionale, Flavio Cucchi ha tenuto centinaia di recital  in America, Europa, Asia  e Australia partecipando a trasmissioni radiotelevisive delle più importanti emittenti del mondo (BBC, RAI, ZDF, Bayerischer Rundfunk, Televisa Mexico, Television Corporation of Singapore, Radio Praga e altre).
Come solista ha suonato in più di trenta città europee e nei piu

’ importanti teatri italiani, dal Teatro alla Scala di Milano al Comunale di Firenze, Regio di Torino, Regio di Parma ecc.È regolarmente invitato dai maggiori festival chitarristici internazionali.Specialista di musica contemporanea ha eseguito la prima mondiale della Sestina d’Autunno di Petrassi e ha partecipato a numerose opere del ‘900 di Berio, Henze, Boulez, Bussotti e altri.Ha collaborato anche con artisti di aree diverse (teatro, letteratura,) come l’ attore Carmelo Bene con cui ha tenuto un recital al Palazzetto dello sport di Milano e il poeta americano premio Pulitzer per la poesia Yusef Komuniakaa che gli ha recentemente dedicato  “Ode alla chitarra” Molti compositori gli hanno dedicato le loro opere: tra questi il grande pianista Chick Corea, che ha scritto in una rivista americana: "Ascoltando un musicista abile e creativo come Flavio, sono stato ispirato a scrivere per lui e la sua chitarra... E' molto eccitante per me ascoltare il risultato, vedere la mia idea realizzata con un'arte di cosi' alto livello" Dal 1986 è titolare della cattedra di chitarra presso L’Istituto di alta cultura “Mascagni” di Livorno, tiene inoltre Masterclass in tutto il mondo (Italia, USA, Giappone, Messico, Russia, Singapore ecc.)È direttore artistico della Guitar Media Collection. Ha al suo attivo oltre 15 CD e recentemente è uscito il suo primo DVD .
www.flaviocucchi.com - www.youtube.com/flaviocucchi

Intervista al Bach Guitar Duo, seconda parte


Obstinatum è la prima realise che AlchEmistica realizza dedicata esclusivamente solo alla musica classica, come appassionato di musica e come co-fondatore della netlabel devo dire di essere rimasto semplicemente impressionato dalla qualità audio delle vostre musiche, so che siete degli appassionati del “suono” ma confesso comunque che davvero raramente e comunque mai sul formato mp3 ho potuto godere di una tale perfezione sonora, le chitarre sembrano muoversi nello spazio, come avete registrato questo lavoro? Credo che gli appassionati siano interessati a conoscere che microfoni avete usato e chi ha seguito il lavoro di mastering e registrazione, che se non erro è di Marco Gasperini …

F.B. Grazie! La registrazione è avvenuta nell'atrio dell'Auditorium comunale di Belluno. Mentre la sala dell'Auditorium ha un'acustica secca e estremamente pulita, l'atrio antistante ricorda la generosa risonanza di certe chiese. Per di più questo spazio è abbastanza isolato dai rumori cittadini. I microfoni sono una coppia di Neumann estremamente precisi e "spietati", la scheda audio è una Motu. Marco Gasperini ci ha posizionato sapientemente di fronte ai microfoni e questa è forse la chiave dell'equilibrio sonoro. Non è stato aggiunto alcun effetto sonoro al suono originale. Marco ha fatto un lavoro di qualità assoluta che credo abbia conservato nel modo migliore il nostro suono. Una piacevole conferma è stata la riuscita introduzione, per nulla problematica, della chitarra "quartina" (accordata in La) che ora utilizziamo per ampliare e migliorare la trasparenza delle trascrizioni. Il suono è comunque equilibrato fra i due strumenti: ci premeva che non ci fossero timbri che non si amalgamassero fra loro, e infatti sembra esserci una buona coerenza sonora.

V.N. Grazie. Abbiamo registrato nell'atrio dell'Auditorium comunale di Belluno. Sembra incredibile ma l'acustica di questo ambiente è fantastica, molto simile a quella di una chiesa, e si presta benissimo a due strumenti come la chitarra. Poi, gli ottimi microfoni Neumann e la professionalità di Marco Gasperini hanno consentito di ottenere un prodotto finale con una qualità del suono delle due chitarre naturale ed equilibrata.

Nel saggio scritto da Michele Del Prete che si trova nel file zippato assieme alle musiche è scritto che “la forza ipnotica di ciaccona e passacaglia è quella della vertigine continua di un moto che si pretende inarrestabile. Questo porta a considerare una particolare concezione barocca del problema stesso del procedere (ovvero del dispiegarsi continuo di un’energia liberata), che si manifesta nel modo più alto nella dottrina – anche cartesiana – della creatio continua. “ e in effetti ascoltandovi suonare sono incredibili sia l’incastro virtuoso che le vostre chitarre sono riuscite a creare (a volte non si capisce addirittura quante chitarre stiano suonando), sia il loro muoversi nello spazio, sia proprio la sensazione di energico e inarrestabile “trascinamento” che la musica sembra evocare, le ciaccone e le passacaglie erano delle forme di danza e mi sembra che voi siate riusciti a ricreare la sensazione energica del ballo accompagnandola a una forma musicale elevatissima…

F.B. e V.N. In effetti è proprio questa la forza di questo tipo di composizioni. L'ostinato produce un motore sotterraneo che spinge la successione delle frasi con una spinta continua, come in una sorta di lungo e inarrestabile crescendo. In questo modo è già garantita l'efficacia delle composizioni, e la regolarità dell'iterazione ne semplifica la percezione. Ma nel dispiegarsi dei periodi musicali vengono messi in atto sofisticati e dotti procedimenti armonici e polifonici che consentono anche una seconda, più profonda lettura. Dietro l'apparente semplicità si cela un codice nascosto, che in queste opere (e questo succede in sommo grado in Bach) crea delle specie di strutture parallele che garantiscono non solo la soddisfazione epidermica della implacabile pulsione ritmica e dinamica, ma anche il sottile piacere dei nascosti e raffinati intrecci, delle durezze e degli affetti, delle diminuzioni e degli ornamenti, dell'intreccio contrappuntistico e dei differenti caratteri espressivi del periodare. Hai proprio ragione quando dici che si tratta di musica "elevatissima": l'ostinato è forse un mero pretesto (pensiamo ad alcune emblematiche composizioni bachiane come la Passacaglia in do minore, o la già citata Chaconne), un motore ideale, che fa muovere itinerari sonori infinitamente vividi e suggestivi.
La nostra vera scommessa sta in questa domanda: è credibile questo repertorio suonato con due chitarre? Agli ascoltatori l'ardua sentenza...

martedì 19 aprile 2011

Intervista al Bach Guitar Duo, prima parte


OBSTINATUM Chaconnes & Passacalles è il vostro secondo lavoro in duo, dopo il cd dedicato alle musiche di Bach, solo che questa volta non avete scelto il formato del cd ma quello del download gratuito con licenza creative commons sulla netlabe AlchEmistica. Come mai questo “cambio” di formato e come mai proprio la scelta di AlchEmistica?

F.B. Ritengo che il futuro della fruizione musicale stia su Internet, vuoi per ragioni di costo dei normali CD, vuoi soprattutto per ragioni di diffusione a livello internazionale. La via della musica condivisa gratuitamente, con licenza creative commons, è sicuramente interessante per divulgare, far condividere e far conoscere il proprio lavoro, ed è certamente una sfida più importante di quella del tradizionale CD, offrendo una platea di ascoltatori davvero ampia. Fedeli a questa linea divulgativa, stiamo inoltre per intraprendere anche alcune registrazioni bachiane da inserire su YouTube.
AlchEmistica è giunta, molto naturalmente e quasi per caso, come una splendida opportunità, della quale non possiamo che essere grati ad Andrea Aguzzi e Lorenzo Isacco, e di cui abbiamo colto la valenza e l'importanza. La vera sfida sta comunque nel divulgare un prodotto di qualità, che nel tempo faccia lievitare i valori e le idee che sono frutto di intenso lavoro e impegno.

V.N. La scelta di un formato diverso dal CD come, in questo caso, il formato audio mp3 concesso gratuitamente attraverso il download con licenza creative commons, è una bellissima idea e una grande opportunità nei confronti dell'utenza. Ormai Internet è diventato un importante canale di diffusione anche per la musica, e Andrea Aguzzi e Lorenzo Isacco, con l'impegno e la passione dedicati ad AlchEmistica, danno un notevole contributo alla sua divulgazione. Un plauso, dunque, per l'iniziativa intrapresa.

Il repertorio presentato in questo nuovo lavoro attinge sempre alla musica barocca ma non c’è traccia di Bach, come musiche, ma mi sembra che comunque la sua presenza aleggi comunque nell’aria, come mai la scelta di autori come Friedrich Christian Witt, Johann Caspar Ferdinad Fischer, Dietrich Buxtehude, Georg Philipp Telemann e Johann Pachelbel?

F.B. Prima di scegliere un repertorio trascriviamo e proviamo a leggere decine di opere potenzialmente interessanti. Inizialmente volevamo inserire nel programma anche Bach, ma l'esplorazione del repertorio di alcuni autori del periodo bachiano ci ha riservato piacevoli incontri con un repertorio di assoluta grandezza. Sembra che l'epoca di Bach sia stata contrassegnata da un esercito di più o meno noti organisti, compositori, maestri di cappella o direttori musicali, ciascuno dei quali poteva vantare una produzione musicale di tutto rispetto. Sappiamo che Bach non visse in un deserto artistico, al contrario fu il sommo prodotto di un vasto e ricco mondo musicale. Sapendo della sua venerazione per Buxtehude abbiamo iniziato da lì e, il fatto che Obstinatum contenga due sue opere, una Ciacona e una Passacaglia, è sintomatico di quanto ci abbiano affascinato le sue musiche. Witt è stato scoperto indirettamente, poichè la sua Passacaglia in varie partite l'avevamo affrontata credendo fosse opera di Bach: una ricerca seguente ci ha fatto scoprire che l'opera era stata attribuita, come in altri casi, a Bach e restituita in tempi più recenti al suo vero autore. Effettivamente lo stile di Witt non è affatto "bachiano" e qualche dubbio ci aveva già sfiorato. Questa sua Passacaglia è uno dei brani forse più idiomaticamente adatti alla trascrizione chitarristica, vuoi per la relativa essenzialità della scrittura, vuoi per l'estensione non così ampia. Pachelbel, Fisher e Telemann sono più conosciuti e avevamo a disposizione una marea infinita di composizioni a cui attingere. Dovendo in qualche modo restringere il tema o il campo musicale abbiamo scelto di limitarci a brani "ciclici" come ciaccone e passacaglie, da qui ha origine il titolo Obstinatum. Ora le ciaccone e passacaglie di Bach ci sembravano troppo lontane nella loro veste strumentale originale per rischiarne una traduzione convincente. Non è escluso (ed è un'idea molto sollecitante) che si arrivi a proporre la celeberrima Chaconne per violino in una versione per due chitarre con il Bach Guitar Duo.

lunedì 18 aprile 2011

Concerti dell'Accademia Regondi - Carlo Mattiuzzo


venerdì 29 aprile · 21.00 - 22.30

Palazzo Trivulzio - Sala Vallaperti
via Dante, 2
Melzo, Italy

I concerti dell'Accademia Chitarristica "Giulio Regondi" - Carlo Mattiuzzo

John Dowland - Lachrimae Pavan
(1563-1626)

Francesco Corbetta - Caprice de Chaconne
(1615-1681)

Johann Sebastian Bach - Suite BWV 996
(1685-1750)
_______________

Leo Brouwer - Canticum
(1939)

Alexandre Tansman - Cavatina e Danza Pomposa
(1897-1986)

Leo Brower - Elogio de la Danza


Ingresso Libero

Per maggiori informazioni:

http://www.accademiaregondi.com/
http://www.accademiaregondi.com/volantino2.pdf

BACH GUITAR DUO: biografie


BACH GUITAR DUO

Il Bach Guitar Duo è nato dall’idea di proporre pagine clavicembalistiche e organistiche bachiane e di autori coevi utilizzando le risorse dinamiche, timbriche ed espressive di due chitarre. Il senso di questa operazione si giustifica con l’esito musicale delle trascrizioni che risultano accresciute di una vivezza sonora resa possibile dal contatto diretto delle dita sulle corde. Oltre ad aver intrapreso un felice percorso concertistico il Duo ha pubblicato il CD Bach, Preludi, Fughe & Corali (Velut Luna, gennaio 2009) che sta riscuotendo lusinghieri apprezzamenti dalla critica specializzata.

Florindo Baldissera

Ha iniziato lo studio della chitarra, con Giuseppe Della Libera prima e poi con Vincenzo Saldarelli. Si è diplomato in chitarra con il massimo dei voti e la lode nel 1985, presso il Conservatorio di Mantova, e si è successivamente perfezionto con Alberto Ponce. Sempre accolto da generosi consensi dal pubblico e dalla critica ha tenuto concerti sia come solista che come solista con orchestra o in formazioni cameristiche, esibendosi con successo in prestigiosi teatri e sale da concerto, ospite di importanti Festival e Rassegne in vari paesi del mondo. Ha eseguito in prima assoluta opere di Gerald Garcia, Rosario Mirigliano, Vincenzo Saldarelli, Mauro Castellano, Massimo Sgargi, Giorgio Pressato, Marino Baldissera e Corrado Pasquotti, di cui ha registrato il CD monografico Silentia lunae con la flautista Federica Lotti e il pianista Mauro Castellano. Ha registrato per RAI-3, Sud-Deutsches Rundfunk, e 1° e 2° TV Duna Budapest. Ha pubblicato i “Tres Libros de musica” per vihuela di Alonso Mudarra per la casa editrice “Ut Orpheus” di Bologna. Nel 1997 ha ricevuto il premio alla personalità artisticaTeatro Cadore. Suona in Duo con Jeanne Christée, violinista tedesca con cui ha inciso 2 CD dedicati a musica italiana dell'Ottocento (Eisenkolb Musicproduction, Dresda). Suona inoltre nel Fandango Guitar Quartet e collabora con le soprano Pamela Hebert e Liana Maeran e con la flautista Federica Lotti. Svolge attività anche come vihuelista. E’ docente di chitarra al Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia e in corsi di perfezionamento.

Vittorino Nalato

Ha studiato chitarra con Giuseppe Della Libera e, successivamente, con Gianfranco Volpato, diplomandosi con il massimo dei voti presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV). Ha seguito corsi di perfezionamento, in qualità di allievo effettivo, con Alirio Diaz, Josè Tomas e Ruggero Chiesa. E’ risultato vincitore al concorso nazionale di Abbiategrasso (MI) ed ai concorsi internazionali di Maccagno (VA) e Stresa (NO). Svolge attività concertistica, riscuotendo ovunque unanimi consensi di pubblico e di critica. Ha collaborato con diversi compositori (D. Anzaghi, P. Beraldo, L. Mosca, M. Peguri, D. Zanettovich) per la realizzazione di opere originali e trascrizioni per il proprio strumento. Con il Quartetto chitarristico F. Moreno-Torroba ha inciso due CD (Rivo Alto-Ducale). Il primo, “Colori e Danze del Novecento” (1993), ha ottenuto positivi consensi dalla critica specializzata italiana ed estera. Il secondo, “Cantares Populares” (2000), è stato effettuato in collaborazione con la soprano Francesca Scaini (vincitrice del V Concorso Internazionale “Maria Callas”) e la voce recitante Carlo Scalco. E’ di recente pubblicazione il terzo CD monografico di opere del compositore ungherese Ferenc Farcas (Nuova Era). Collabora con la flautista Luisa Nalato e con il poeta Pierluigi Svaluto Moreolo. E’ inoltre fondatore e direttore artistico del Coro C.A.I. di Belluno, con il quale ha inciso il CD Sui scalin... (Eco). E’ titolare della cattedra di Chitarra alla Scuola Secondaria di Primo Grado ad indirizzo musicale “S. Ricci” di Belluno ed insegna presso la Scuola Comunale di Musica “A. Miari” (Dipartimento provinciale del Conservatorio di Vicenza) della stessa città.

domenica 17 aprile 2011

OBSTINATUM (Chaconnes & Passacalles) by BACH GUITAR DUO è liberamente disponibile su AlchEmistica netlabel


Ci siamo! AlchEmistica ha il grande piacere di presentare una realise interamente dedicata al mondo della musica classica. Scopo della nostra netlabel è infatti quello di presentare musiche legate al mondo della musica contemporanea e della musica classica.
Il Bach Guitar Duo, ovvero i Maestri Florindo Baldissera e Vittorino Nalato, hanno scelto AlchEmistica per la loro seconda uscita discografica. Dopo l'eccellente cd dedicato interamente alla musiche di Bach, sono tornati a registrare trascrizioni di musiche per duo di chitarra classica, la loro attenzione sempre concentrata sulla musica barocca.
Come potrete ascoltare i compositori coinvolti sono Friedrich Christian Witt, Johann Caspar Ferdinand Fischer, Dietrich Buxtehude, Georg Philipp Telemann e Johann Pachelbel.
Ascoltando i brani noterete quale attenzione è stata posta sull'importanza della trascrizione per lo sviluppo del repertorio della chitarra classica e sulla qualità del suono.
Vi invito anche a leggere il saggio di Michele del Prete che troverete allegato nel download.
OBSTINATUM (Chaconnes & Passacalles) rappresenta un momento molto importante per la nostra giovane netlabel.

Buon ascolto!
Andrea Aguzzi

sabato 16 aprile 2011

Recensione di Guitar Republic, Candyrat Records


L’ho cercata a lungo sui mappamondi e sulle mappe di mezzo mondo, questa Repubblica delle Chitarre. Alla fine l’ho trovata sua una carta redatta dalla Candyrat Records vicinissima a quei territori indistinti e dai contorni incerti indicati come “hic sunt leones” e “finis Africae”.

Eppure la Repubblica è ben organizzata, ha un suo “GR Airport” dove tra i terminal si sentono ritmi ed echi brasiliani, una “Republic Avenue” ampia e distesa, un "Radio Republic" dove il blues è di casa, un "Luna Park Republic" che risuona di flamenco e perfino un “Ghetto Republic” dove volano degli slide taglienti e affilati.

La gestione di questa Republic è affidata a Pino Forastiere, Stefano Barone e Sergio Altamura, ciascuno titolare di un dicastero a sei corde. Diversamente da quello che avviene in altri stati in cui spesso e sovente i ministri operano ciascuno per conto proprio, nella Guitar Republic i tre amministratori della “res pubblica” lavorano gomito a gomito, sempre in stretto contatto innovando, creando, promuovendo .. in una parola suonando le loro chitarre.

Si tratta di tre musicisti perfettamente affiatati e ben integrati tra loro, a ciascuno un compito, a ciascuno una voce, che cambia, si modifica, si rinnova, si muove assieme alla altre costruendo i pilastri sonori di questa Repubblica ideale.

Ciascuno di loro porta il suo stile e, pur non rinunciando a sopprimere la propria identità, riesce allo stesso tempo ad amalgamarlo e a farlo risaltare all’interno dei brani che compongono il cd. Cosa davvero non da poco.

Empedocle70

Recensione di Forastiere Live di Pino Forastiere, Candyrat Records 2010


Un consiglio personale, quando aprirete questo disco. Dentro ci troverete un cd e un dvd, per favore ascoltate prima il cd. Sia ben chiaro: le registrazioni audio e video sono perfette e la chitarra acustica di Pino Forastiere “canta” come un usignolo, la sua tecnica è eccellente, funambolica, la sua musica accogliente, trascinante, sognante e piacevole, la sua timbrica pulita e squillante, ma per favore prima ascoltatevi il cd.
Saprà conquistarvi ve lo assicuro. Se siete gente come me che ha nella sua discoteca i vinili e i cd di gente come Michael Hedges e Alex De Grassi della Windham Hill o di personaggi come John Fahey e Robbie Basho della Takoma .. vi troverete a casa.
Forastiere attinge a piene mani da questa tradizione consolidata di Rag, Blues e Bluegrass rivistandoli alla luce della sua formazione di musicista, di chitarrista classico diplomato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, e di chitarrista jazz e rock.
Questo Live fondamentalmente appartiene a quella categoria che una volta nelle recensioni indicavano come “disco della maturità”, un po’ come se uno a un certo punto della sua vita artistica decidesse di “tirare una riga” e di scattare una istantanea di ciò che è a questo istante e la registrazione di un concerto è senz’altro la soluzione migliore.
Forastiere è davvero un mago, qui da fondo a tutto un repertorio stilistico di tapping, slap, colpi percussivi sulla cassa e sul manico, accordature aperte e giochi di mano destra e sinistra che ad ascoltarlo ci si domanda quante siano le chitarre e le mani impegnate in questo cd. Ecco perché dovete prima ascoltare e poi vedere, perché quando guarderete il dvd e lo vedrete suonare rimarrete a bocca aperta. Ma non lasciatevi ingannare: Forastiere non è un istrione, uno che usa che usa cheaps tricks per un pubblico che si accontenta del fumo e disdegna l’arrosto, la sua “forma musicale” è perfettamente congegnata per la “funzione” e la “sostanza” e le sue musiche non sarebbero tali, non vi sarebbe quel bellissimo incastro di suoni, quell’equilibrio quasi contrappuntistico tra ritmica e melodia che rende i suoi brani apprezzati anche da chi non ha la minima idea di cosa sia la chitarra acustica.

Provate, guardate ma soprattutto ascoltate.

venerdì 15 aprile 2011

ARANCIO / SAEGESSER


TONUS-MUSIC LABOR
KRAMGASSE 10, 3001 BERN
SA 16. APRIL 2011, 19:00 - 02:00 UHR

BRUCHSTÜCKE VON BLAU / ARANCIO, SAEGESSER
Virginia Arancio (g, voc,performance),
Marcel Saegesser (comp, electronics).

„Ist Dir schon Mal aufgefallen, wie irrsinnig zerstückelt die Gegenwart ist, wenn man einen Augeblick auseinander nimmt in seine einzelnen Bestandteile und sie dann neu zusammenfügt?»
R.D. Brinkmann

Fünf Bruchstücke aus stehendem Bass / Textfragmenten / Gitarrenobertönen / schepperdem Holz / und Groove reihen sich - in zufälliger Computergenerierter Abfolge - unzählige Male aneinander und bilden eine poetische Klanglandschaft. Mittels Reduktion, Repetition und Variation entfalten sich Klänge und Stimmungen über sieben Stunden. Wiederholtes Besuchen der Installation ist empfehlenswert.

www.marcelsaegesser.com

Pino Forastiere -- RagTapBoom

Intervista a Pino Forastiere, quarta parte


Come vede la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario? Tutta questa passiva tendenza ad essere aggiornati e di possedere tonnellate di mp3 che difficilmente potranno essere ascoltati con la dovuta attenzione non comporta il rischio di trascurare la reale assimilazione di idee e di processi creativi? Le faccio questa domanda anche il relazione al fatto che lei ha realizzato diversi dischi con l’etichetta america Candyrat Records.. come viene curata la loro distribuzione?

Generalmente parlando non mi piace pensare che ieri era meglio di oggi anche perché l’unica cosa che mi interessa davvero è il domani, e quindi se oggi i supporti di registrazione sono cambiati e si usano formati compressi, bisogna lavorare facendo in modo che tali supporti suonino bene. Io lavoro molto sulla qualità del suono. Se un disco è registrato bene, suonerà bene anche in mp3… beh, forse un po’ meno, ma tant’è.
Circa il rischio di perdersi nei grandi numeri sono d’accordo, ma da un mondo che afferma la superficie come ideale cosa ci si può attendere? Io non riesco a fermarmi alla superficie delle cose perché mi annoio. Non ho moltissimi dischi a casa, mi piace ascoltare e riascoltare ma anche avere un sano vuoto da cui poter ripartire.
La mia etichetta discografica, la Candyrat Records, produce quasi esclusivamente musica per chitarra acustica. Ha uno dei canali più visitati su Youtube (48esimo tra i canali musicali di tutto il mondo), vende i propri artisti attraverso il proprio sito che ha centinaia di migliaia di iscritti, quindi lavora fondamentalmente in rete, e anche tramite i maggiori distributori digitali come Amazon e ITunes.

Ci consigli cinque dischi per lei indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta.. Che musiche ascolta di solito?

Non sono un grande divoratore di musica, quando compongo non amo ascoltare musica, preferisco rimanere concentrato sugli spunti la cui elaborazione mi impegna molto e ascoltare musica mi distrae. Generalmente parlando preferisco il silenzio, la parete vuota cui accennavo prima è lo scenario che scelgo. Quando ascolto mi piace spaziare: da Bach a Stravinsky passando per i King Crimson e Charles Ives, un po’ di sano rock non manca mai, di jazz (Coltrane e Bill Evans) e anche qualche canzone pop ( Björk, REM). Ascolto poco i chitarristi e la musica per chitarra. Cinque dischi da avere con me? Onestamente non saprei... forse Glenn Gould che suona le Variazioni Goldberg, Stravinsky che dirige Stravinsky, Charles Ives (Central Park in the Dark, Three Places in New England), Ligeti (Atmospheres e Lux Aeterna ), Steve Reich (Music for 18 Musicians). Una volta sull’isola potrei pentirmi di molte dimenticanze ma questi sono i primi che mi sono venuti in mente!

Quali sono invece i suoi cinque spartiti indispensabili?

Le partiture della musiche comprese nei dischi di sopra!!

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli ti sente di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Non smettere mai di studiare, analizzare, leggere quanto più è possibile di filosofia, di fisica, riflettere in silenzio sulla natura umana e riconoscere con onestà intellettuale i propri limiti, cercando non tanto di superarli quanto piuttosto di trasformarli in peculiarità personali, in elementi originali, in una voce unica. Non avere paura di usare il libero arbitrio per affermare la propria personalità, e non una immagine sbiadita fatta solo per compiacere.

Quali sono i suoi prossimi progetti? Su cosa sta lavorando?

Ho avuto un anno molto intenso dal punto di vista dei concerti (tour in UK, Canada e Stati Uniti) che continuerà così fino alla metà del 2012. Sto lavorando su nuova musica per chitarra che probabilmente sarà edita all’inizio del 2012. Stiamo iniziando a pensare ad un nuovo lavoro con Guitar Republic con Sergio Altamura e Stefano Barone per l’anno prossimo. In testa mi balena ogni tanto lo spunto per un nuovo brano per chitarra elettro-acustica e orchestra con un organico diverso da “Why Not?”, ma è solo un flash che ogni tanto si accende... vedremo.

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

La musica è vita, la musica è la mia vita. E’ la voce dello spirito. Onestamente non so se la musica possa aiutare l’uomo. L’uomo fa cose terribili contemporaneamente a cose meravigliose, eppure queste ultime non riescono a mitigare la natura distruttiva che è insita nell’essere umano. Non so se l’uomo potrebbe essere peggiore di quello che è senza le arti, musica compresa; immagino di si, ma non ne ho la prova. Io intanto continuo a inventare musica che è comunque meglio che costruire e vendere armi. O no?

Decisamente! Grazie Pino!
Andrea Aguzzi

giovedì 14 aprile 2011

Clint Lutes, Maurizio Grandinetti and some music of John Cage


4 maggio · 19.30 - 22.00

Box - Kulturbezirk 2
Sankt Pölten, Austria

Festspielhaus Sankt Pölten
Tänzer Clint Lutes und Gitarrist und Artist in Residence Maurizio Grandinetti, die sich beide in einer ersten gemeinsamen Arbeit bei Joachim Schloemers Eröffnungsfest der letzten Saison kennengelernt haben, setzen ihre gemeinsame Reise fort. In einer Recherchephase in seiner Heimatstadt Trumansburg in den USA, während der er sogar seine Familie in die Arbeit am Stück mit einbezog, beschäftigte sich Clint Lutes mit den immer wieder aktuellen und spannenden Themen Heimat und Herkunft. Die Suche nach dem inneren und äußeren Zuhause wird untermalt von Grandinettis Improvisationen für Gitarre, die auf Kompositionen von John Cage basieren.

Mitwirkende: Clint Lutes Tanz. Maurizio Grandinetti Gitarre

Uraufführung!

Eine Produktion des Festspielhaus St. Pölten mit Unterstützung von Le Pacifique|CDC Grenoble.

Im Anschluss an die Veranstaltung, Box: Künstlergespräch mit Mitwirkenden der Veranstaltung

Pino Forastiere - Why Not? - www.candyrat.com

Intervista a Pino Forastiere, terza parte


Assieme a gente come Beppe Gambetta, Franco Morone, Sergio Altamura, Stefano Barone (con cui lei ha realizzato il notevole cd Guitar Republic) sembra essersi creata una via italiana per la chitarra acustica influenzata dal bluegrass, dal blues e dalla tradizione americana ma che attinge anche alla musica classica e tradizionale europea e credo che i chitarristi italiani non abbiano nulla da invidiare dai loro concorrenti esteri, per il resto com’è la situazione italiana? Si è creata una scena musicale? Ci sono dei festival, dei punti di riferimento, dei locali dove poter suonare?

Oh si, la via italiana esiste, peccato non sia percorribile in Italia!

Prima accennavo al cd Guitar Republic realizzato con Sergio Altamura e Stefano Barone, un bel lavoro che mette in risalto non solo la vostra abilità con la chitarra ma anche i vostri diversi stili, in particolare mi ha colpito il vasto repertorio di sonorità e di suoni che i vostri strumenti riescono a produrre, come è nato questo progetto?

Con Sergio e Stefano ci conosciamo da anni. Sergio l’ho conosciuto intorno al 2005. Mi ha sempre affascinato il suo modo visionario di concepire la composizione per chitarra ed ho sempre apprezzato i suoi show emotivamente coinvolgenti. I sui studi sui suoni, il suo modo di pensare la chitarra come fonte di suoni e le sue stratificazioni timbriche elaborate attraverso la loop-machine sono chiari elementi di una continua ricerca e di una personalità forte. Stefano è stato mio allievo dal 2003 al 2008. Quando ha iniziato a studiare con me suonava già molto bene la chitarra ma ignorava il mondo della “nuova chitarra acustica contemporanea”. Ha lavorato molto duramente perché mosso da una grande curiosità e da un enorme talento. L’ho aiutato a capire alcune tecniche meccaniche, l’ho iniziato alla composizione per questo strumento. Oggi Stefano ha una sua voce personale, chiara negli intenti, impeccabile nelle esecuzioni. Sono davvero felice di aver contribuito a questo.
Guitar Republic è il risultato di un rapporto tra tre amici che rispettano ognuno il lavoro degli altri e che si sforzano di pensare alla musica prima ancora di dimostrare le proprie capacità. Certo, sono intrinseche ai singoli ma vengono usate solo per ottimizzare il risultato finale che è la musica. Il nostro è un lavoro profondo fatto sull’ego di artisti solisti destinati ad accentrare la attenzione sempre su di sé, quindi è una continua terapia votata a togliere piuttosto che a sommare. Siamo musicalmente e chitarristicamente molto diversi tra di noi ma l’alchimia consiste proprio nella convivenza di queste diversità. La nostra idea nascosta tra le righe della nostra musica ha una chiave di lettura politica volta a dimostrare la possibilità di armonia tra elementi a volte antitetici.

Qual è il ruolo dell’Errore nella sua visione musicale? Dove per errore intendo un procedimento erroneo, un’irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e inattese sorprese..

Adoro sbagliare perché la presunta inesattezza mi ricorda quanto ci sia di nuovo oltre ciò che posso aver imparato. Che tristezza una vita esatta, che noia le certezze. Non mi piacciono le religioni con i loro dogmatici approcci alla perfezione, io mi sforzo di seguire lo spirito, l’essenza delle cose ed entrambe le cose si muovono per linee poco chiare perché non sono in superficie. Per afferrarne il senso hanno bisogno di pensiero, meditazione, vuoto ed errori.

Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?

Penso sia importante avere una visibilità nel mondo della musica. Oggi il raggio è ampio: si va dai quotidiani, alle riviste di settore, ai network video e audio e alla rete... evidentemente bisogna essere presenti ovunque, ma io non sono capace di star dietro a tutto questo e se non fosse per lo straordinario lavoro di mia moglie Stefania probabilmente non sarei presente da nessuna parte, o sicuramente lo sarei molto meno. Capisco che il marketing è una cosa importante, ma confesso il mio bassissimo profilo nel prodigarmi in tutto ciò. Per avere una risposta più esaustiva forse dovrebbe parlare con mia moglie...

mercoledì 13 aprile 2011

Leonardo De Marchi in Concerto il 26 Aprile 2011 Scarpon Live Club




LAAM, AlchEmistica e Blog Chitarra e Dintorni Nuove Musiche sono fieri di annunciare: martedì 26 aprile Concerto di Leonardo De Marchi presso Scarpon Live Club a Mestre, Venezia.

Programma

Luys Milan - Fantasia I (3')
Luys de Narvaez - Fantasia del quarto tono (3')
Fernando Sor - Studio op. 29 n. 17 (5')
- Sonata op. 15b (7')
Dionisio Aguado - Rondò brillante op. 2 n. 1 (13')
Giovanni Sparano - Pieghe (5'30")
Frank Martin - Quattro Pezzi Brevi

LEONARDO DE MARCHI
Nato a Padova nel 1989, studia chitarra sotto la guida di Giuseppe Pepicelli e Florindo Baldissera al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia, dove attualmente frequenta è diplomando. Ha seguito come allievo effettivo corsi e masterclass con Claudio Maccari e Paolo Pugliese (musica dell'ottocento e prassi esecutiva su strumenti d'epoca), Arturo Tallini, Carlo Marchione, Elena Papandreou, Oscar Ghiglia, Giulio Tampalini, Elena Càsoli (repertorio tardo-romantico e contemporaneo). Ha partecipato a concerti in varie città del Triveneto (Venezia, Belluno, Bolzano e altre località) e nell’ambito dell’XI e della XIII edizione del corso chitarristico “Dalla musica al gesto alla musica” di Montemonaco (AP). Nel 2006, selezionato tra allievi delle scuole di chitarra dei principali conservatori italiani, è stato invitato a suonare come solista alla I edizione del Festival chitarristico internazionale “Città di Monterotondo”. Nel 2005 ha vinto il primo premio alla rassegna chitarristica “Levrone-Sacchi-Arpiè Bottero” di Mondovì nella categoria d’età 15-18 anni (con menzione speciale “per l’elevato livello tecnico e musicale raggiunto”). Nel 2008 è risultato vincitore della categoria di musica da camera del concorso "Musica insieme" di Musile di Piave (VE), in duo con Giacomo Costantini. Nel 2009 è risultato primo classificato nella sezione chitarristica dei concorsi "Musica viva" di Piombino (LI) e "Musicainsieme" di Musile di Piave (VE). Si è diplomato col massimo dei voti lo scorso anno presso il Conservatorio Benedetto Marcello.


SCARPON Live
Via Don Tosatto, 115
Mestre Venezia
davanti all’Auchan

Pino Forastiere - Rito - (rite)

Intervista a Pino Forastiere, seconda parte


Ascoltando la sua musica ho notato la tranquilla serenità con cui lei si approccia allo strumento, indipendentemente da quello che lei suona (nel cd/dvd “Forastiere Live” si vede chiaramente) lei dimostra sempre un totale controllo sia tecnico che emotivo, quanto è importante il lavoro sulla tecnica per raggiungere a questo livello di “sicurezza”? In una sua intervista una volta Robert Fripp rispose alle critiche di certa stampa punk chiedendo se fosse più schiavo della tecnica chi non ne aveva affatto o chi ne aveva troppa … Fripp è stato troppo sofista o aveva ragione?

Affinché possa esserci solo la musica è fondamentale lasciarla fluire per ciò che è. Il resto non deve interessare. Se traspare tensione o sforzo, la musica si blocca. La musica si muove nell’aria e l’aria, che io sappia, non ha forma e non ha ostacoli. La musica, come l'aria, è in una strada vuota, larghissima, dove può e deve muoversi agile e prendere le forme che ognuno decide di darle. No, tutto questo non può essere fatto con sforzo alcuno. Ovviamente tra i 12 e i 25 anni ho studiato 10 ore al giorno perché la leggerezza e la consapevolezza del vuoto hanno un prezzo. Spesso rifletto sul fatto che se conosco 100 parole posso farmi capire, ma se se ne conosco 1000 posso farmi capire meglio. Ovviamente in un discorso non è necessario usare sempre 1000 parole, ma tra queste si possono scegliere le 10 migliori e forse la maturità di un artista si misura con la sua capacità di usare ciò che serve piuttosto che dimostrare ciò che sa.

A proposito di composizione per chitarra, Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea. Lei che ha attraversato il mondo classico ritiene che ci sia ancora qualcosa di veritiero nella frase di Berlioz o che alla fine sia solo un comodo alibi?

Negli ultimi decenni la tecnica chitarristica si è enormemente sviluppata rispetto al tempo in cui Berlioz forse pensava di scrivere cose che nessuno poteva suonargli. Moltissimi chitarristi sono in grado oggi di eseguire partiture molto complesse perché la tecnica si è evoluta, i limiti meccanici si sono ampliati, la tecnologia ci permette di rendere udibili sfumature interessanti che fino a pochi anni fa non era possibile sentire se non nel salotto di casa suonando per cinque amici possibilmente con le finestre chiuse. Tutti i compositori conoscono in linea di massima le prassi esecutive di ogni strumento esistente, le estensioni, i timbri, non credo quindi che sia più difficile scrivere per chitarra piuttosto che per violoncello. E comunque, un compositore può affiancarsi ad un chitarrista per farsi spiegare ciò che è tecnicamente possibile fare sullo strumento. Il mondo della chitarra è però ancora troppo autoreferenziale. I chitarristi parlano di chitarra e poco di musica e questo di certo non suscita la curiosità dei compositori. Sarebbe anche interessante che i chitarristi-compositori studiassero la musica al di fuori della chitarra, facessero un po’ di analisi delle partiture, studiassero composizione e ascoltassero i suoni piuttosto che le sole vibrazioni delle corde. Questo approccio potrebbe aiutare ad ampliare il repertorio in termini musicali piuttosto che chitarristici, e forse avvicinerebbe i compositori alla chitarra.

Sentendola suonare ho avuto l’impulso di tirare fuori dalla mia discoteca i vinili della Windham Hill di geni musicali come Alex de Grassi, Michael Hedges, i cd della Takoma school, Robbie Basho, John Fahey, Sandy Bull Peter Walker e di chitarristi più recenti come il compianto Jack Rose, Glenn Jones, James Blackshaws … queste musiche, questi chitarristi hanno influenzato le sue scelte musicali? E se sì come?

Senza Michael Hedges non mi sarei mai avvicinato al mondo della chitarra acustica. Degli altri che citi non conosco in maniera approfondita l’opera e quindi riaffermo Hedges come mio faro in questo mondo in continua evoluzione.

Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?

La confusione genera confusione, e probabilmente le nuove generazioni sono confuse anche perché troppo informate. I fatti di cui hanno l’illusione di essere protagonisti sono troppi, e ho la sensazione che la brama di esserci, di apparire sia più importante di isolarsi a pensare. La profondità terrorizza, si preferisce confondersi nella moltitudine piuttosto che rischiare di rimanere soli con i propri pensieri. Ma senza il vuoto dentro non è possibile capire il senso delle cose, se tutti i nostri spazi sono già pieni a priori, non lavoreremo mai abbastanza per riempirli. Oggi il mondo mi appare come una parete piena di quadri ed io ho sempre preferito le pareti vuote da poter riempire io stesso, piuttosto che la passiva attitudine a rimirare immagini appese da altri. Non mi spaventa tanto quella che lei chiama “visione uniforme”, quanto la miopia con cui le anime assorbono la confusione in atto senza ragionare, criticare, inventare, sbagliare. Questo mondo mi appare così passivo, una parete stracolma appunto di quadri dove si rischia di non discernere tra valore e non valore. L’arte oggi deve fare i conti con la mediocrità dilagante e questo mi spaventa molto di più di qualcuno che antepone Beethoven a Bach.