mercoledì 29 agosto 2012

Recensione di Deviations di Dominic Frasca, Cantalupe Music, 2005



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Può un disco di chitarra, un disco di musica contemporanea, avvincere come un disco di musica rock? La risposta è sì se a suonare sono musicisti come Dominc Frasca. Disco uscito nel 2005 per la casa discografica dei Bang on a Can, questo Deviations è un disco che avvince al primo ascolto. Ma forse il mio è un giudizio parziale, questo disco infatti attinge a piene mani alle strutture e alle musiche di stampo minimalista e per uno che come me adora Steve Reich e Philip Glass non è decisamente difficile innamorarsi di queste musiche e delle loro sonorità.
Mi permetto con sicurezza di dire però che Dominic Frasca è un chitarrista davvero molto bravo. Le note del disco dicono con orgoglio che tutte le musiche sono eseguite senza l’intervento di sovraincisioni o altri trucchi da studio di registrazione, ed è difficile credergli dato che si sentono note da tutte le parti, con degli intrecci contrappuntistici che fanno immaginare Dominic lavorare a quattro mani la tastiera della sua chitarra.
Già il primo brano “Dometude” di Marc Mellis è semplicemente trascinante, Frasca martella la tastera della sua chitarra classica meglio di quanto potrebbe fare Eddie Van Halen (citato nei ringraziamenti) ma tutti gli altri brani non sono da meno. Dominic firma due tracce: Forced Entry e Deviations, mentre firma gli arrangiamenti di tutti i restanti brani, tutti composti sempre da Marc Mellis con l’eccezione di Two Pages targato Philip Glass, davvero molto bello.
Sono contento di essere riuscito ad acquistare questo cd, è da tempo esaurito e l’ho rintracciato solo dopo un paziente attesa su ebay, ma il collezionista sa aspettare e, come sempre, alla fine è sempre ben ripagato. Se amate ascoltare (e magari suonare) Electric Counterpoint questo disco fa per voi.

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