lunedì 3 settembre 2012

Recensione di Triple Quartet di Steve Reich, Nonesuch 2001


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Siamo nel 2001 e all’eta di 65 anni Steve Reich non ha ancora finito la sua continua esplorazione nel labirinto del contrappunto e del phasing, e lo dimostra con questo disco che raccoglie quattro tra le sue più felici ispirazioni.
Si comincia con Triple Quartet, composizione scritta nel 1998, commissionata e dedicata al Kronos Quartet, che l'ha suonata per la prima volta il 22 maggio 1999 al Kennedy Center, a Washington DC. Come suggerisce il nome stesso, triple quartet è scritta per tre quartetti d'archi e viene eseguito dall’ensemble che suona su due tracce preregistrate, una per ciascun quartetto.
Steve Reich stesso ha dichiarato:

« The piece is in three movements (fast–slow–fast) and is organized harmonically on four dominant chords in minor keys a minor third apart—E minor, G minor, B-flat minor, C-sharp minor—and then returning to E minor to form a cycle. The first movement goes through this harmonic cycle twice with a section about one minute long on each of the four dominant chords. The result is a kind of variation form. Rhythmically, the first movement has the second and third quartet playing interlocking chords while the first quartet plays longer melodies in canon between the first violin and viola against the second violin and cello. The slow movement is more completely contrapuntal, with a long, slow melody in canon eventually in all 12 voices. It stays in E minor throughout.
The third movement resumes the original fast tempo and maintains the harmonic chord cycle, but modulates back and forth between keys more rapidly. The final section of the movement is in the initial key of E minor, and there the piece finally cadences. »

"Electric Guitar Phase" esisteva già sotto il nome di "Violin Phase", composto nel 1967. Questa versione, trascritta e eseguita da Dominic Frasca,  si basa su quattro parti per chitarra elettrica progettate per andare in phasing. La melodia iniziale (che suona con lo stesso attacco di un pezzo di Van Halen) è raddoppiata da una seconda chitarra, poi gradualmente accellera così che la seconda chitarra si trova su un’ottova superiore rispetto la melodia originale. Man a mano che si aggiungono le altre parti, la melodia cambia in mondo sottile e impercettibile generando un processo affascinante in cui si alternano momenti di stasi e di evoluzione. "Music for Large Ensemble" è originariamente dato 1977 e strettamente avvicinabile a "Music for 18 Musicians" (che è dello stesso periodo) e composto per un ensemble di 30 persone. "Tokyo/Vermont Counterpoint" è originalmente del 1981 (titolo Vermont Counterpoint) ed è eseguita da un solo musicista, il percussionista Mika Yoshida. Se la versione originale era per flauti e ottavini questa è per MIDI marimbas e xilofoni, una soluzione originale e ironica che evita l’eccessiva sovrapposizione dei suoni. Questo disco non presenta, a parte le interessanti trascrizioni di Frasca e Yoshida, delle novità nel repertorio minimalista di Reich, ma le musiche sono davvero belle e chi ama suonare cose insolite e originali per la chitarra elettrica non dovrebbe trascurare  "Electric Guitar Phase".
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