giovedì 4 ottobre 2012

Recensione di Moontower di Craig Green + David King, Long Song Records 2012



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Una decina di anni fa i King of Convenience fecero uscire un disco di easy listening molto curato (ammiccavano paurosamente verso Simon & Garfunkel) intitolato “Quiet is the new loud”. Questo titolo mi è rimbalzato in mente ascoltando il secondo disco uscito nel 2012 per la Long Song Records del duo Craig Green e David King, seguito ideale del loro disco omonimo uscito nel 2009 sempre per la stessa casa discografica italiana. Il titolo (e solo quello) del disco dei nordici King of Convenience spiega molto bene la tensione latente a questo nuovo lavoro che esprime un flusso di coscienza musicale ininterrotto per più di 45 minuti tra percussioni, chitarre e elettronica.
Sono già giunti i tempi per un recupero delle sonorità post-rock (Tortoise, Trans Am, David Pajo …) della seconda metà degli anni ’90 o Green e King attingono allo stesso “serbatoio” emotivo musicale di no wave, improvvisazione radicale, jazz targato ECM, Ennio Morricone e colonne sonore anni’50?
Tutto è possibile ma comunque questo disco è l’ideale colonna sonora per un viaggio notturno in macchina nel deserto, con la luce della luna che illumina debolmente i contorni delle cose che passano attorno a noi e i fari della macchina che rischiarano l’asfalto. O l’ascolto ideale in una umida serata di pioggia autunnale o per far correre l’immaginazione dopo una giornata pesante davanti a un televisore spento.
Forse “Nulla di nuovo sul fronte occidentale” è vero, ma molto molto bello.
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