lunedì 11 marzo 2013

Recensione di Metissage di Spring in Duo, Preludio Records, 2013




Il cd oggetto di questa recensione potrebbe tranquillamente non esistere. Diversamente da altri generi musicali (in particolare il jazz, lo swing e la musica kletzmer) sia la musica classica che la contemporanea hanno finora evitato di interrogarsi sulle possibilità offerte da un duo chitarra clarinetto.
Quali possono essere le cause di una tale assenza di repertorio? L’assenza di interpreti adeguati? Non credo. La presenza dei due strumenti in ambiti e generi più popolari? Possibile, difficile superare una coppia come Charlie Christian e Benny Goodman, difficile anche però che un compositore contemporaneo conosca a fondo questi due musicisti. Difficoltà nella gestione di questi due strumenti? Non credo, se è possibile in altre forme musicali non vedo perché non sia possibile anche nel mondo della classica e della contemporanea.
Avanzo un’ipotesi un pochino maliziosa … forse che nel mondo contemporaneo europeo la presenza assieme di due strumenti dal carattere così melodico e popolare come il clarinetto e la chitarra non potesse dar luogo a qualche alzata di sopracciglia?
OK, come non detto. Alla fine forse … bastava chiedere, forse nessuno ci aveva pensato prima di Maria Teresa Battistessa (clarinetto) e Alessandra Novaga (chitarra), ovvero Spring in Duo che hanno realizzato questo bel cd che in pratica racchiude tutto il repertorio disponibile per un duo di chitarra classica e clarinetto.
I compositori coinvolti nel gioco sono Paolo Fontana con i suoi “Otto pezzi per chitarra”, Laurent Boutros con i brani “Amasia “ e “Metisse”, Antonio Eros Negri con la “Fantasia per un Fandango”, Alessandro Cerino con “Bagliori di altri cieli” e Giancarlo Facchientti con due composizioni, i “Tre Pezzi” (originariamente composti nel 1979 per Oscar Ghiglia e Giuseppe Garbarono e mai eseguiti) e “Fantasia Breve” scritto appositamente per Spring in Duo.
Fondamentalmente tutti i pezzi giocano con le possibilità di accompagnamento e ritmiche offerte dalla chitarra, lasciando al clarinetto il ruolo di svolgere la parte più melodica, con forse l’unica eccezione dei “Tre Pezzi” dove il compositore bresciano gioca un po’ a nascondere le parti e parti. In ogni modo si tratta di brani dove alla componente melodica e armonica viene lasciato prendere il sopravento rispetto a dissonanze o a strutture più rigidamente contemporanee e questo fa sì che le musiche siano sicuramente godibili e piacevoli. Le due interpreti sono sicuramente brave e confermano tutta la loro bravura. Un cd che dimostra come, a onta dei pessimisti, in musica ce ne sono ancora di nicchie e di possibilità inesplorate e che basta andarsele a cercare. Buona anche la qualità di registrazione.
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