lunedì 25 novembre 2013

Recensione di Le Stagioni del Commissario Ricciardi di Marco Cappelli Acoustic Trio, 2013, Tzadik



Era notte fonda e cadeva un pioggia fredda sulla città. I pochi passanti si affrettavano cercando di raggiungere il più in fretta possibile la sicurezza delle loro case. Case che sembravano congelate sotto la pioggia autunnale, quasi come se anche loro fossero cadute in letargo. Il Commissariato non faceva eccezione. Anzi, si erigeva in una triste e vuota imponenza, le imposte chiuse, le poche luci che filtravano, i passi trascinati nei corridoi semibui.
Mi fermai con calma sulla soglia dell'unico ufficio illuminato. Alla scrivania un uomo dai capelli brizzolati esaminava con attenzione, anzi , con feroce determinazione alcune carte e foto, intravvidi un corpo disteso e scomposto in bianco e nero. Rimasi in attesa, finché l'uomo si accorse di me e alzò il capo con fare seccato.
- E lei che desidera?
- Scambiare due parole con lei Commissario .. su un comune amico?
- Amico?
- Diciamo così ..
Il Commissario rimase a guardarmi per qualche secondo.
- Non ho tempo da perdere.. se ne vada.
Non risposi. Presi dalla tasca del mio impermeabile il cd  "Le Stagioni del Commissario Ricciardi" e, entrando nel suo ufficio, lo lanciai direttamente sulla sua scrivania.
Il Commissario fece quasi un salto sulla sedia, poi guardò la confezione del cd col suo ritratto, trasalì e mi fissò con intensità mentre con studiata indifferenza mi sedetti davanti a lui.
- Cos'è questa roba?
- E' un cd .. una cosa che viene dal futuro .. dal 2013 .. come me ...
- Dal futuro? Non dica fesserie ...
- Quello che lei vede è l'equivalente tecnologico tra ... 80-90 anni del vostro ultimissimo 78 giri  e se non mi crede che viene dal futuro lo guardi, lo tocchi e mi dica se ha mai visto una cosa simile prima .. è stato realizzato oltre oceano a New York.
Il Commissario lo prese in mano, lo fissò, lo apri, si specchio nel disco di metallo lucente, rilesse due o tre volte sibilando il nome del trio, poi lo posò di nuovo sulla scrivania.
- Marco Cappelli .. ho già sentito questo nome ma...
- E' un chitarrista napoletano ...
- Ah ecco ...
- Nascerà nel 1967, nel 2012 leggerà i suoi romanzi, ne trarrà ispirazione e col suo trio, assieme a Ken Filiano al contrabbasso e a Satoshi Takeishi alle percussioni realizzerà delle musiche che con la tecnologia del futuro registrerà su questo oggetto che lei ha davanti.
Il Commissario sembrò accasciarsi sulla sua sedia.
- I .. i miei romanzi..?
Sospirai.
- Commissario .. lei nella realtà non esiste .. lei è il frutto della fantasia di uno scrittore, il Signor Maurizio De Giovanni. Lei nella realtà non esiste .. come me ..
- Anche lei esce da un romanzo?
- Non esattamente .. da un blog .. una specie di romanzo giornaliero che si farà ..
- Nel futuro ..
- Esatto.
Rimanemmo a guardarci negli occhi, in silenzio, per diversi secondi mentre la pioggia continuava a battere contro le finestre del suo ufficio.
- E .. perchè è qui allora?
- Per un atto di giustizia.
Il Commissario mi fissò con aria interrogativa.
- Vede Commissario .. io ero presente al concerto a Mestre in cui Marco Cappelli ha presentato e provato prima di registrarle queste musiche .. sono davvero belle sa? Ottimi musicisti, grandi talenti e .. la rappresentano in pieno, hanno la sua malinconia, la sua decisione, la sua umanità .. nascosta dalla sua riservatezza e dal suo carattere e dalla durezza della sua professione ... e così, quando ho comprato questo cd, ho pensato di venirla a trovare e di portarglielo, così, per darle una soddisfazione, per rompere un po' la monotonia della sua professione, per mostrarle uno spiraglio ...
- Ma io queste musiche non le posso ascoltare.
- Metta la mano sul cd e pensi di ascoltarlo.
Ricciardi lentamente obbedì, mentre il suono di una chitarra lenta riempiva la stanza. Rimanemmo in silenzio ascoltando tutto il disco, tutti e nove i brani.
- Non ne capisco niente di musica .. ma .. mi piace ...
- Da delle buone emozioni vero?
- Sì ...
Rimanemmo ancora un po' in silenzio. poi guardai l'orologio.
- Si è fatto tardi ... è stato un piacere Commissario.
- Buona notte, allora.
- Buona notte a lei e .. auguri per le sue indagini, non sembra un caso facile.
Riccardi mi lanciò un 'occhiataccia.
- Lei ovviamente sa già come andrà a finire..
- Ovviamente ...
- E allora perchè dovrei portarla a termine?
Sorrisi.
- Perchè questo il suo destino, Commissario, il suo destino come uomo, come pubblico ufficiale e come personaggio dei suoi romanzi.
Mi voltai e usci dal suo ufficio e dal Commissariato. Giunto in strada mi girai verso le finestre del suo ufficio. Una silhouette si stagliava contro la luce delle finestre osservandomi. Mi allontanai sotto la pioggia battente. Alla prossima Commissario.
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