sabato 31 agosto 2013

Pablo Montagne - The Sharp Edge on AlchEmistica Netlabel



Free Download e libero ascolto su: http://www.alchemistica.net/releases/alfd001.html

AlchEmistica è davvero felice di presentare il primo lavoro sulla lunga distanza realizzato per la nostra netlabel dal chitarrista pugliese Pablo Montagne. Il suo titolo “The Sharp Edge” non lascia alcun dubbio sulla musica che andrete liberamente ad ascoltare e scaricare: è tagliente, spigolosa, viva, carica di energia pulsante e liberatoria. Pablo fa sfoggio di tutto il suo virtuosismo dimostrandosi completamente a suo agio nella selva di chitarre che lo circondano sul palco e con le quali dialoga in continuazione passando dalla chitarra classica a quella acustica a quella elettrica alla baritone charleston, kazoo, percussioni, pick-up, voce....etc.... in un flusso incessante di suoni e di musiche nuove, frizzanti, che posso lasciare sconcertati ma sicuramente non indifferenti.
Come leggerete dalla sua biografia Pablo Montagne è un musicista e un compositore dalle idee interessanti e coinvolgenti e dalla ampia visione musicale e artistica, nonché un chitarrista davvero fuori dal comune. Questo “disco” che esce sempre sotto la licenza Creative Commons è stato interamente registrato dal vivo, in presa diretta e senza nessun lavoro di overdubbing o di correzione successivi il 30 aprile 2010 nella Chiesa di S.S. Pietro e Paolo a Monopoli, all'interno della "VII esposizione biennale di liuteria chitarristica". Questa è la musica di Pablo Montagne: sincera, viva, forte e .. anarchicamente intelligente e intransigente, proprio come lui. Siamo fieri di averlo con noi.
AlchEmistica “Make People Listen”

venerdì 30 agosto 2013

Festival LesDigitales a Lugano - trio The Rome Em

Festival LesDigitales a Lugano
31 Agosto 2013

Parco Panoramico di Guidino

trio The Rome Em

THE ROME EM

  • The Rome Em
    CH / IT / DE
  • Un computer è il cuore della musica elettronica minimalista con strumenti dal vivo del trio The Rome Em. Tre strumenti, chitarra, flauto dolce e generatore analogico, creano un ricco spettro sonoro. Il computer ne registra frammenti e li organizza secondo una struttura ritmica. Un pulsare minimale, bassi profondi ed un tessuto sonoro delicato evolvono in una atmosfera forte e profonda. The Rome Em combina strumenti classici con l'estetica della contemporanea Electronica, tra performance dal vivo e musica sintetizzata, tra concerto e club.
    I tre musicisti, con background tanto diversi come la musica barocca, sperimentale, elettronica e contemporanea, condividono l'intenzione di superare i cliché esistenti e reinventare da zero l'idea musicale e la sua espressione sul palco. Quasi impossibile catalogare The Rome Em. I membri del gruppo lavorano anche su strutture improvvisative avanzate. Marcel, compositore, si concentra sulla programmazione di strutture ritmiche matematiche mentre Virginia e Teresa arricchiscono il progetto di una esperienza strumentale di alto profilo.
    Virginia Arancio – chitarra (I)
    Teresa Hackel – flauto dolce (D)
    Marcel Saegesser – elettronica, composizione (CH)

Guitar Improvisation di McGuffin Electric on AlchEmistica Netlabel



Free Donwload e libero ascolto su: http://www.alchemistica.net/releases/al007.html

Rieccoci con un nuovo Guitar Improvisation Project! La settima uscita per le chitarre che improvvisano è firmata da Matteo Fiorini, in arte McGuffin Electric, che firma una release dove la sua chitarra vola attraverso otto improvvisazioni rarefatte, dilatate, quasi baileyiane nella loro forma– assenza di forma.
È jazz? È avanguardia? È contemporanea? È una nuova possibilità? È solo confondere le acque? È così grave pensare e provare che la composizione deve abbandonare certe sue posizioni e scendere a valle?
McGuffin Electric è uno dei tanti figli del suo tempo che cerca di esprimere le sue idee, la sua creatività con una sei corde elettrica. AlchEmistica è fiera di presentare questo nuovo lavoro e di allargare così ancora di più la schiera del Guitar Improvisation Project! Grazie Matteo!

giovedì 29 agosto 2013

Review of refugio by Laboule, Long Song records, 2013



And so it seems that .. here we comes Folks! The long shadow of weird folk has also reached the Italic suburbs. In 2011 Gino Dal Soler wrote the book "The circle is unbroken" where he sniffed inside 40 years of psychedelic visionary folk music and talked about the courageous recovery that some "probes" of fans were doing on a sporadic, uneconomical and discontinuous basis trying in the meantime to broaden the frayed borders.
And though most of them appear and disappear in the vast sea of possibilities offered by a market that has now reached uncontrolled dimensions, some of them have, in the course of years of patient and persistent work, consolidated a solid reputation earning them the right to continue on the roads begun by their heroes.
Laboule is his first album but the "meat" that puts the focus here is so great, excellent quality and very tasty. The references are those of Robbie Basho, visionary guitarist who managed to fuse together with his guitar 12-string acoustic blues, Indian music and pre war american folk/blues music.
Open tunings, a genuine and sincere approach, whispered songs, a sense of “space expansion” around his strings that fascinates and charms me .. time left suspended between the strings of an acoustic guitar.
Registered in the mountains, in the peace and solitude of the Rifugio Menaggio this record captures the size and the empty space of the Valtellina’s valleys, Laboule aka Paolo Novellino, born in Milan, demonstrates an impressive artistic maturity. Yes, references are Basho, Fahey and primitive guitar but Novellino metabolizes and revises this glorious past by refusing to let himself be imprisoned by it and stretches his look in the valleys and over Milan.
Highly recommended

mercoledì 28 agosto 2013

Saitensprung Gitarrenfestival - Liestal 31. August/ 1. September



Guitar Improvisation di Sergio Sorrentino on AlchEmistica Netlabel


Free Download e libero ascolto su: http://www.alchemistica.net/releases/al006.html

Di ritorno dopo il suo “Impro - Interferenza sull' Inno Nazionale” uscito il 17 marzo 2011 su AlchEmistica, Sergio Sorrentino partecipa al Guitar Improvvisation Project con un lavoro sofisticato e articolato in ben otto tracce che lo vedono suonare sia la chitarra elettrica che la classica. Sergio firma quindi la nostra sesta uscita per improvvisazioni chitarristiche dimostrando come questa forma musicale stia lentamente ma irresistibilmente conquistando ormai anche ambiti che finora le erano alieni come la musica classica e la contemporanea. Musica cinematica, fluida, coinvolgente e allo stesso tempo interessante, innovativa proiettata nel presente ma con un forte legame col passato come dimostra l'” Hommage à Maderna”. A noi resta il grande piacere di continuare nel nostro lavoro di proposta e di presentazione di musiche e di musicisti innovativi, a voi la possibilità di ascoltarli mentre ci presentano il loro mondo, fatto di note, di silenzi, di atmosfere. Grazie Sergio.
Sergio Sorrentino - Guitar Improvvisation Project

1) Prologo
2) Dots
3) Alchemistica
4) Bells in a foggy landscape
5) Hommage à Maderna
6) Solo with rain
7) Touch
8) Epilogo

Recorded in Italy by Luigi Pisanti Music Zone (tracks 1-8), Andrea Ferraris (tracks 3-4-6),Sergio Scusello (tracks 2-5-7). Mastering by Andrew McKenna Lee, Brooklyn, New York City (tracks 1-8).

lunedì 26 agosto 2013

Recensione di The First Four Albums di Barney Kessel, Avid Jazz 2008



Lavoro di ristampa davvero eccellente questo doppio cd realizzato nel 2008 dalla Avid Jazz che condensa i primi 4 Lp realizzati dal grande jazzista Barney Kessel tra il 1953 e il 1956 per la Contemporary Records dai titoli: Vol. 1: Easy Like, Vol. 2: Kessel Plays Standards, Vol. 3: To Swing or Not to Swing e Music to Listen to Barney Kessel.
Lavoro prezioso che ci da la possibilità di ricordare uno dei più grandi innovatori della chitarra jazz, un musicista finissimo dallo swing semplicemente irresistibile. Nato nel 1937 Kessel ha praticamente attraversato tutta la storia del jazz suonando semplicemente con chiunque e dimostrandosi uno dei migliori eredi di Charlie Christian.
Io ho personalmente di lui un bellissimo ricordo. Milano, agosto 1990, concerto all’aperto … non ricordo in che piazzetta. Poca gente, tutti appassionati. Inizia il concerto addirittura Giorgio Gaslini che per 45 minuti suona ininterrottamente musiche di Albert Ayler, poi sale sul palco, cortesemente invitato dallo stesso Gaslini, questo gentiluomo elegantissimo con in mano una Gibson a cui era stato accuratamente cancellato il logo. E suona. Da solo. Per un’ ora e mezza. Cancellando il respiro alla gente. Giuro, si poteva sentire cadere uno spillo per terra e eravamo all’aperto, a Milano, a fianco di una strada. Non avevo mai sentito suonare be-bop con la chitarra ed era la prima volta che ascoltavo un concerto in solo di chitarra jazz. Non sapevo neanche cosa fosse uno standard. Ero lì solo perché avevo letto una sua intervista su un numero di Lugio/Agosto di Guitar Club ed ero curioso di conoscere una leggenda.
Ricordo ancora le sue versioni di All the things you are e di Laura. Kessel univa un suono stupendo a una costruzione di accordi incredibile, ogni nota, ogni passaggio erano pura eleganza e fluidità con in più uno swing che ti spingeva immediatamente a batter il piede. Commovente. Bellissimo. Struggente. Fu un concerto fantastico. E in più alla fine riuscii a farmi autografare quella rivista da lui, fu gentilissimo e rispose senza scomporsi alle mie emozionate e ingenue domande. Senza nessun problema ci mostrò la sua strumentazione, un vero gentiluomo.
Così adesso riascoltare questi 46 brani suddivisi su questi due cd unisce la commozione del ricordo al dispiacere che lui non sia più con noi. Davvero sfortunato Mr. Kessel, prima un ictus nel 1992, poi un tumore al cervello nel 2004 ci hanno privato di Mr. Swing e della sua squisita eleganza … speriamo stia suonando con Charlie Christian e tutti gli altri grandi musicisti che hanno fatto la storia del jazz. Davvero imperdibile questo doppio cd che viene venduto a un prezzaccio a dir poco economico, ogni brano è un esercizio di stile e Kessel da prova di un lirismo semplicemente unico, lasciatevi conquistare nella penombra della sera di questa calda estate.

domenica 25 agosto 2013

Guitar Improvisations di M Tabe su AlchEmistica Netlabel


Free Download e libero ascolto su : http://www.alchemistica.net/releases/al005.html

Marco Tabellini, in arte M Tabe, sembra avere il dono della tempestività: riesce infatti a siglare la decima realise con AlchEmistica, il quinto Guitar Improvisation Project e a festeggiare contemporaneamente il primo anno di attività della nostra netlabel. Decisamente non male!

Lo fa con un Guitar Improvisation Project con sette tracce dai nomi e dai gusti orientali, discreti. Con una musica che lascia parlare il suono, lascia spazio alle risonanze evanescenti della chitarra, e utilizza alcuni elementi ricorrenti per disegnare degli spazi, dei momenti di oblio, di quieta apparente staticità. Inutile soffermarsi a parlare di musica tonale o atonale, di pieni o di vuoti, piuttosto parliamo di spontaneità. Questa sembra essere la parola d'ordine, l'elemento chiave non per definire ma per entrare all'interno di questo mondo musicale, alla fine così semplice e allo stesso tempo complesso.

sabato 24 agosto 2013

Guitar Improvisations di Lucia D'Errico su AlchEmistica Netlabel


Free Download e libero ascolto su: http://www.alchemistica.net/releases/al004.html

Quarto capitolo del progetto Guitar Improvisation. Lucia D'Errico propone due improvvisazioni realizzati il primo con chitarra elettrica ed il secondo con chitarra classica e MacGuffin.
 Un insieme di suoni poco chitarristici e più figli dell’evolversi della tecnologia per l’uomo e per la musica: un immergersi in un universo che lega il ricordo ancestrale amniotico con i suoni tecnologici e futuribili. Il concetto di tecnologia, di meccanismi, di meccanicità si riflette anche nel secondo brano, suonato con strumenti più classici, ma che incalza con un ritmo ostinato di decostruzione progressiva di una proiezione di una sorta di disco music ancestrale.
Ineccepibile e divertente, intenso ed ispirato: un lavoro maturo, un lampo dell’improvviso.. Anche in questo quarto appuntamento, Guitar Improvisation Project rimarca tratti di innovazione e di suoni fuori dal comune sentire.

venerdì 23 agosto 2013

Guitar Improvisations di Angelo Mirante su AlchEmistica Netlabel


Free Download e libero ascolto su: http://www.alchemistica.net/releases/al003.html

E’ Angelo Mirante a siglare il Guitar Improvisation Project di AlchEmistica.
Angelo raccoglie quindi il testimone da parte di Arturo Tallini e di Eugenio Becherucci consegnando in licenza Creative Commons due improvvisazioni create con la sua chitarra classica.
 n sottile gioco di equilibri tesi tra le sei corde del suo strumento regolano queste improvvisazioni. Angelo Mirante sembra dedicare una totale attenzione alla tavolozza di colori musicali che la sua chitarra riesce a generare giocando coi silenzi lasciando i suoni uscire dal suo strumento con studiata precisione e perizia. Impossibile trovare un tratto in comune con le due precedenti uscite su Guitar Improvisation Project pur essendo Angelo Mirante stato allievo di Becherucci.
Impossibile tracciare dei paralleli con altre forme improvvisative legate al jazz o a altre contemporaneità. Il Guitar Improvisation Project continua a confermare unicità e individualità di linguaggi e non potrebbe, forse, essere diverso. Là fuori, specialmente per chi viene dal Conservatorio c’è un intero mondo da (ri)scoprire.

giovedì 22 agosto 2013

Review of La Guitare et L’Organiste, Laura Mondiello plays Cèsar Franck, Stradivarius 2013



This is a curious record, this one played by Laura Mondiello with a strange title: what the guitar has to do or has in common with the horgan?
Or perhaps I should say, with the Harmonium, also called Orgue espressif, an instrument in vogue in the second half of the nineteenth century.
Wikipedia informs us that Cesar Franck was a composer, organist and music teacher born in Belgium and he was is one of the most important figures in French musical life in the second half of the nineteenth century. About organ music his most important pieces, twelve scores, were composed between 1860 and 1890, and they are:

- Six Pièces pour Grand-Orgue (1. Fantaisie en do majeur, op. 16 2. Grande pièce symphonique, Op. 17 3. Prélude, Fugue et Variation, Op. 18 4. Pastorale, Op. 19 5. Prière , op. 20 6. Final, op. 21)
- Trois Pièces pour Grand-Orgue (1. Fantaisie en la majeur, 2. Cantabile 3. Pièce Héroïque)
- Trois Chorals (1890) (1. Choral en mi majeur 2. Choral en si mineur 3. Choral en la mineur), his last work.

About a dozen other works for organ were published posthumously including a collection of very short and elementary scorse known as "the organist".
This album sees the classical guitar by Laura Mondiello protagonist of a new repertoire of songs specially arranged for her, all organ compositions arranged for classical guitar, a work directly inspired by the arrangements made by Segovia, who first sensed the expressive potential of these musics for his guitar.
Compared to Segovia Laura Mondiello plays 31 passaged of Franck, embracing a broader time horizon, creating a series of delightful music miniatures.
This project also tests the collaboration with tha italian virtuoso Giuseppe Carrer , thanks to which it was possible to enrich the project with the famous triptych Prelude, Fugue et Variation, Op. 18, part of the collection of the Six pieces pour Grand Orgue, which ideally close the CD.
Another excellent recording work proposed by the independent Italian label Stradivarius and another confirmation of the musical skills of Laura Mondiello that, again for Stradivarius, played in a beautiful Humoresque registered with Stefano Grondona.
I mention too the excellent  recording and editing made by Andrea Dandolo and Giuseppe Carrer.

mercoledì 21 agosto 2013

Guitar Improvisations di Eugenio Becherucci su AlchEmistica Netlabel


Free Download e libero ascolto su: http://www.alchemistica.net/releases/al002.html

“Improvisation enjoys the curious distinction of being both the most widely practised of all musical activities and the least acknowledged and understood. While it is today present in almost every area of music, there is an almost absence of information about it.” Derek Bailey, Improvisation Its nature and Practice in Music. 

Continua l’idea della net label AlchEmistica dedicata al mondo dell’improvvisazione con il programma “Guitar Improvisation Project (GIT)” con l’obiettivo di mettere in risalto una prassi sempre più in uso da parte di chitarristi devoti alla musica contemporanea ma di chiara estrazione accademica: quella della libera improvvisazione. Come ricordava Derek Bailey, grande maestro della musica improvvisata e autore del bellissimo libro “Improvisation Its nature and Practice in Music”, a cui questo progetto è giustamente dedicato, grande è la carenza di informazioni e di documentazioni sull’improvvisazione, AlchEmistica con questo progetto vuole cercare almeno in parte di iniziare a colmare questa lacuna: tutte le musiche sono registrate con la licenza Creative Commons che ne permette il download e lo scambio gratuito esclusivamente per fini culturali e NON commerciali, ma allo stesso tempo lasciando ai musicisti la proprietà delle musiche stesse che possono ritirare, registrare con licenza SIAE e fare uscire presso una casa discografica tradizionale in qualunque istante. Il Maestro Eugenio Becherucci ha voluto anche lui partecipare a questa iniziativa registrando con la licenza Creative Commons tre improvvisazioni con la sua chitarra classica. Dai titoli particolari e allusivi: “on_e”, “take_without_overdub” e “the_harmonics_rite” questi tre brani costituiscono la seconda uscita per la netlabel AlchEmistica, la “sorella” della netlablel Laverna, dedicata al mondo della musica classica e contemporanea che realizza uscite discografiche con licenza Creative Commons.

martedì 20 agosto 2013

Guitar Improvvisation di Arturo Tallini su AlchEmistica Netlabel



Free Download e libero ascolto su:  http://www.alchemistica.net/releases/al001.html

“Improvisation enjoys the curious distinction of being both the most widely practised of all musical activities and the least acknowledged and understood. While it is today present in almost every area of music, there is an almost absence of information about it.” Derek Bailey, Improvisation Its nature and Practice in Music.

L'idea di improvvisazione risale agli albori della musica ed è praticamente certo che la pratica improvvisativa, nella tradizione occidentale, fosse massicciamente presente (e forse costituisse la parte dominante dell'esecuzione musicale) nell'epoca che va dalle origini alla codifica gregoriana della musica sacra. Anche nei secoli seguenti la pratica improvvisativa fu sempre presente: ad esempio, certe forme musicali classiche sono basate sull'improvvisazione, come i preludi, le toccate, le fantasie (la Fantasia e fuga in sol minore - BWV 542) o la fuga a 3 che apre l'Offerta musicale (BWV 1079) di Johann Sebastian Bach sono probabilmente improvvisazioni trascritte successivamente su spartito. La grande battuta d’arresto avviene dal 1800 in poi quando nella musica colta occidentale l'improvvisazione comincia ad essere considerata secondaria rispetto alla fedeltà dell'interpretazione di quanto scritto nelle partiture. Addirittura il giornalista e saggista inglese David Toop segnala maliziosamente questa coincidenza con la nascita dell'editoria musicale e la diffusione di massa presso la nascente borghesia mercantile e industriale dell'educazione musicale come fenomeno culturale distintivo. La musica contemporanea, l'avanguardia si sono riavvicinati progressivamente a questo concetto musicale, che nel frattempo non aveva conosciuto crisi negli ambiti della musica popolare e nel jazz, per cui ora anche negli ambienti accademici si sente sempre più parlare di improvvisazione e nei Conservatori italiani cominciano a istituirsi cattedre appositamente dedicate. E’ in questo clima, in questa nuova rinascita che la net label AlchEmistica lancia l'ambizioso programma “Guitar Improvisation Project (GIT)” con l'obiettivo di mettere in risalto una prassi sempre più in uso da parte di chitarristi devoti alla musica contemporanea ma di chiara estrazione accademica: quella della libera improvvisazione. Come ricordava Derek Bailey, grande maestro della musica improvvisata e autore del bellissimo libro “Improvisation Its nature and Practice in Music”, a cui questo progetto è giustamente dedicato, grande è la carenza di informazioni e di documentazioni sull'improvvisazione, AlchEmistica con questo progetto vuole cercare almeno in parte di iniziare a colmare questa lacuna: tutte le musiche sono registrate con la licenza Creative Commons che ne permette il download e lo scambio gratuito esclusivamente per fini culturali e NON commerciali, ma allo stesso tempo lasciando ai musicisti la proprietà delle musiche stesse che possono ritirare, registrare con licenza SIAE e fare uscire presso una casa discografica tradizionale in qualunque istante.

Il Maestro Arturo Tallini ha voluto coraggiosamente accettare questa nuova sfida e iniziare con noi questo progetto concedendo ad AlchEmistica la possibilità di pubblicare tre sue improvvisazioni registrate nel corso del suo concerto tenutosi a Mestre presso il Centro Culturale Candiani il 26 marzo 2010.

lunedì 19 agosto 2013

Recensione di Jesce Sole La canzone popolare napoletana di Valentina Mastrangelo e Francesco Langone, guitart 2013



Credo che la canzone popolare napoletana rappresenti un “curioso oggetto stilistico” o, meglio, sia un buon esempio di quel che si può definire un’occasione culturale storica mancata.
Diversamente da altri generi popolari strettamente legati a una particolare cultura o ambito geografico (il blues del delta del Mississippi, il jazz di New Orleans …) la canzone partenopea non è, a mio modesto parere, riuscita a trasmettere in maniera coerente le sue caratteristiche essenziali senza a”annacquarle” in una palude pseudo-pop di scarsa rilevanza artistica. Se cioè il blues è riuscito a rinnovarsi continuamente proponendo sempre interpreti di grande levatura tecnica e stilistica che ne portano avanti la tradizione (documentata ormai in modo eccellente) alla canzone napoletana sono mancati volti e voci nuove in grado di salire sulle spalle dei giganti del passato (vedi Roberto Murolo) e proseguire un percorso artistico che vanta una longevità semplicemente impressionante. Negli anni ’60 e ’70 ci avevano provato Pino Daniele e James Senese ma ormai tutto è stato sommerso dalla piatta marea dei cantanti neomelodici che hanno annacquato e banalizzato questo patrimonio. Insomma non ci si può dispiacere se uno, dopo essersi imbattuto in Nino D’Angelo,  Anna Tatangelo, Mario Merola  e Gigi D’Alessio decida di cambiare ascolti e non si può sempre evocare Renzo Arbore per recare di riparare certi guasti nefasti.
Questo disco, “Jesce sole”, compie un percorso radicalmente diverso da quello evidenziato prima. Parte dalle origini, dal brano omonimo composto nel secolo XIII, fino ad arrivare al “Te voglio bene assaje” di Sacco e Campanella del 1839, tracciando un ideale percorso evolutivo di questo genere musicale e mostrandone le influenze e gli scambi con la musica classica in particolare attraverso i brani “La serenata di Pulcinella” di Domenico Cimarosa e la “Canzone marinara” di Gaetano Doninzetti. Gli interpreti, Valentina Mastrangelo (soprano) e Francesco Langone (chitarra) creano un ponte ideale tra la tradizione popolare e il virtuosismo e la sensibilità di chi ha un curriculum di studi classici, ottenendo il meglio dagli arrangiamenti originali di Pino Racioppi. Forse non tutto è perduto. C’è un patrimonio ricchissimo da approfondire, studiare e recuperare a disposizione di un pubblico di proporzioni vastissime. La canzone popolare napoletana è una delle nostre tradizioni musicali più conosciute all’estero sarebbe davvero ora farla conoscere con una vesta nuova che ne metta in risalto le grandi doti melodiche e passionali.

lunedì 12 agosto 2013

Video: Laboule - Refugio

Recensione di refugio di Laboule, Long Songs Records, 2013



E così sembra che ci siamo, l'ombra lunga del weird folk ha raggiunto anche le periferie italiche. Nel 2011 Gino Dal Soler scrisse il libro "The circle is unbroken" dove raccontava 40 anni di folk visionario e psichedelico e del coraggioso recupero che alcuni "manipoli" di appassionati stavano facendo in modo sporadico, anti economico e discontinuo cercando di allargarne nel frattempo le frontiere.
E se la maggior parte di essi appare e scompare nel mare magnum delle possibilità offerte da un mercato che ha ormai raggiunto dimensioni incontrollate, alcuni di essi sono arrivati nel corso di anni di lavoro tenace e paziente a consolidare una solida reputazione guadagnandosi il compito di proseguire sulla strada iniziata dai loro eroi.
Laboule è al suo primo disco ma la "carne" che mette qui sul fuoco è tanta, di ottima qualità e decisamente gustosa. I riferimenti sono quelli di Robbie Basho, visionario chitarrista che riuscì a fondere tra di loro con la sua chitarra acustica a 12 corde blues, musica indiana e pre war folk.
Accordature aperte, un approccio genuino e sincero, canzoni sussurrate, un senso di dilatazione dello spazio attorno alle sue note che affascina e ammalia .. il tempo lasciato sospeso tra le corde di una chitarra acustica.
Registrato in montagna, nella  pace e solitudine del rifugio Menaggio questo disco cattura le dimensioni e gli spazi delle valli della Valtellina, Laboule ovvero Paolo Novellino, milanese di nascita, artista di adozione, dimostra una maturità artistica impressionante. Sì, i riferimenti sono Basho, Fahey e la primitive guitar ma Novellino metabolizza e rielabora questo glorioso passato rifiutando di lasciarsi imprigionare e allunga il suo sguardo nelle valli e oltre Milano.
Consigliatissimo

venerdì 9 agosto 2013

Video: DEREK BAILEY - Playing For Friends on 5th Street

Review of Standards by Derek Bailey, Tzadik


How many things do happen on Christmas time? We are in 2001, in New York, Derek Bailey and his wife are in the big apple, the British guitarist has come here specifically to buy a new archtop guitar, what better than to call John Zorn and Ikue Mori for a traditional Christmas dinner?

You know how these things go, a new guitar, some nice glass of wine, the pleasant company ... Derek began playing for his guests. No anti-idiomatic improvisation, it's Christmas, but some standards, of course, revisited in his own way. Zorn, who knows how things goes, takes the ball. A few days after Bailey enters the recording studio and record the seven pieces that were published in 2007 for the Tzadik label.
Derek Bailey is in great shape, a true gentleman who manages with the acoustic instrument to paint small charms, to reinterpret old songs giving them a new and exciting form and showing their own, very strong, expressive autonomy and that are the most important exciting that you can ask to a fearless explorer of music and the instrument as was the great Bailey.

Sure ... we can ask ourselves if we had to wait for Bailey and a blessed Christmas night to understand that a standard can tell us more about itself than the normal 32-bar structure and the usual harmonic-melodic-time traditionally played?

Bailey plays to hide, to cut, grind in every harmonic molodica, timbre fiber, with its improvisational form that is at the same time, primitive and refined, giving us almost an hour of great music and great ideas.

Sir Bailey ... I miss you ...

mercoledì 7 agosto 2013

Review of Agustin Barrios Medallon Antiguo by Enea Leone, Stradivarius 2013



Enea Leone is back with a new record devoted to classic guitar's music, produced by the italian indipentent label Stradivarius. After the beautiful cd Souvenir dedicated to the romantic music by Coste and Regondi, released in 2011, here he plays a  new work entirely dedicated to the music of Agustin Barrios, now considered one of the greatest guitarists composers of his era.
This CD shows 15 of his passages, all of great value and all characterized by the simultaneous presence of different styles and influences. Barrios compositions are inspired both by the classic european models, baroque, romantic European and both by folk music, songs and dances of Latin America.
With a  curious "Amarcord" effect even Maestro Leone chose to be portrayed on the cover of the CD with a old color photos showing him in a pose very similar to those published in the CD and the booklet that comes with it , all vintage photos by Barrios himself.
I would not want that this purely iconographic choise (and still a pleasant effect) would generate in the listener the belief of being in front of a  falsely languid or nostalgic record type, none of this Enea Leone moves Barrios with ease in the modern repertoire  demonstrating not only considerable technical and stylistic quality (already amply demonstrated in Souvenir CD), but also the ability to interpret this music without having to prove a particular nostalgia for the past. I know that it is no longer fashionable, but I want to congratulate not only the performer but also the sound technicians Andrea Dandolo, Luca Maria Burrocchi and Daniele Marinelli. Years ago evaluating a disc meant also to given an assessment at the recording quality and the work done in the studio, and CDs, especially those of classical music, was acquired taking into account their sonic performance and not just the beauty of interpretation, I would like to take up this healthy habit too hastily shelved by the "ear sonic plateux" generated from listening too many mp3s.

lunedì 5 agosto 2013

Recensione di La Guitare et L’Organiste, Laura Mondiello plays Cèsar Franck, Stradivarius 2013



Disco curioso questo di Laura Mondiello dal titolo particolare: che c’entra la chitarra con l’organo?
O forse sarebbe meglio dire per Harmonium, detto anche Orgue espressif, strumento in voga nella seconda metà dell’Ottocento.
Wikipedia ci informa che Cèsar Franck è stato un compositore, organista e docente di musica belga. È una delle figure più importanti della vita musicale francese nella seconda metà del XIX secolo. Nell’ambito della musica per organo i suoi pezzi più importanti, in numero di dodici, sono stati composti tra il 1860 e il 1890, e sono:

- Six Pièces pour Grand-Orgue (1. Fantaisie en do majeur, op. 16; 2. Grande pièce symphonique op. 17; 3. Prélude, fugue et variation op. 18; 4. Pastorale, op. 19; 5. Prière, op. 20; 6. Final, op. 21)
- Trois Pièces pour Grand-Orgue (1. Fantaisie en la majeur; 2. Cantabile; 3. Pièce Héroïque)
- Trois Chorals (1890) (1. Choral en mi majeur; 2. Choral en si mineur; 3. Choral en la mineur), l'ultima sua opera.

Una decina di altri lavori per organo, di forma e lunghezza variabile, vennero pubblicati postumi tra cui una raccolta di brani molto brevi ed elementari nota col nome di "l'organiste".
Questo disco vede la chitarra classica di Laura Mondiello protagonista di un nuovo repertorio di brani per lei appositamente arrangiati, tutte composizioni per organo riviste per chitarra classica, un lavoro direttamente inspirato dagli arrangiamenti eseguiti da Segovia, che per primo ne aveva intuito il potenziale espressivo affidandole alla sua chitarra.
Rispetto a Segovia Laura Mondiello esegue ben 31 brani di Franck, abbracciando un orizzonte temporale più vasto, creando una serie di deliziose miniature musicali
Questo progetto si avvale anche della collaborazione del Maestro Giuseppe Carter, grazie al quale è stato possibile arricchire il progetto con il celebre trittico Prelude, Fugue et Variation op. 18, entrato nella raccolta dei Six pieces pour Grand Orgue, che chiudono idealmente il cd.
Un altro eccellente lavoro discografico proposto dalla etichetta indipendente italiana Stradivarius e un’altra conferma delle doti musicali di Laura Mondiello che, sempre per la Stradivarius, aveva suonato nel bellissimo Humoresque registrato assieme al Maestro Grondona.
Sempre eccellente il lavoro di registrazione e editino curato da Andrea Dandolo e Giuseppe Carter.
Qualcuno dirà che li sto lodando troppo spesso ... 

domenica 4 agosto 2013

Video: Prairie Musicians; Tim Sparks

Extensive praise from all corners of the music world have followed this award-winning acoustic fingerstyle guitarist. From the early traditional country blues and gospel music he learned in the Blue Ridge Mountains to the integration of Jazz, Be Bop, and Classical music, Tim thrives to challenge and trill audiences. Tim hails from the town of Frazee, Minnesota where he is active in the musical community, although he continues to tour across the U.S. and Europe.


sabato 3 agosto 2013

Video: Giacinto Scelsi: Canti del Capricorno n. 4 - Michiko Hirayama and Arturo Tallini

2013 April 30th: Santa Cecilia Conservatory, Rome.
The piece was composed by Scesi for voice and doublebass: this version by Arturo Tallini is for voice, syntesizer and classical guitar


venerdì 2 agosto 2013

Review of Yaron Hasson, Diwan Suite, 2000 ZuTa Music


Yaron Hasson is an Israeli classical guitarist with a solid cultural and technical training. His discography includes recordings of music by Bach and traditional Spanish classical. On this cd he discexplores his origins playing Yemenite Jewish devotional music derived from tradition.

All songs on this fashinated CD have been composed by him,although sometimes I got the feeling listening to, that Hasson almost improvises his music by combining a myriad of themes and ideas. The result is a nice, sophisticated, melodic and poignant music.
Yaron Hasson is a great guitar player and he knows both how to search and create a new repertoire and to point out his skill and his classical training.

Complicated instrument the classical guitar, also grappling with a limited repertoire and looking for new spaces. Hasson springs from the source of his popular and traditional music to create new music for his instrument, music that can be heard as a pleasant sound carpet and at the same time may attract other musicians and push the boundaries of traditional repertoire. We are light years away from some tricky contemporary music. The music here is nice and catchy and I think that if played live would be perfectly capable of attracting the attention of an audience unaccustomed to classical music.


Keep in mind.