lunedì 10 febbraio 2014

JOE MORRIS UN GENIO DEL FREE JAZZ di Sergio Sorrentino - prima parte


JOE MORRIS
UN GENIO DEL FREE JAZZ
di Sergio Sorrentino - prima parte

Joe Morris (1955) è uno dei più grandi chitarristi del free jazz e della free music. Ha al suo attivo numerosi album (per importanti etichette quali Leo, Aum Fidelity, ECM, Rare Noise) e vanta collaborazioni prestigiose (Matthew Shipp, William Parker, Joe e Mat Maneri, Butch Morris, e tanti altri).
Il suo stile è molto personale. Joe unisce varie ispirazioni (tradizionali, classiche, d’avanguardia) in un unico ed ininterrotto stream improvvisativo sempre affascinante ed altamente espressivo. Il suo fraseggio è sempre coinvolgente e geniale. E non possiamo non essere d’accordo con Gary Giddins quando scrisse che “se Ornette Coleman fosse Jim Hall, sarebbe Joe Morris”.

Per gli amanti del Free Jazz, Joe Morris costituisce senza dubbio il loro assoluto ed inimitabile guitar hero.
Sia in veste elettrica, sia in quella acustica, Joe Morris riesce a creare libere improvvisazioni efficaci e coinvolgenti, dall'alto di una tecnica davvero invidiabile.

Ciao Joe, il tuo stile è davvero unico. Usi scale particolari, patterns, arpeggi?

Uso tutto. Mi esercito tuttora con scale e arpeggi.
Il mio obiettivo per quanto riguarda il fraseggio è quello di ottenere una melodia ed impiegare le mie idee melodiche come un template che ispiri a sua volta nuove idee. Nelle mie giornate no, il fraseggio procede nella versione “default”, ed è costituito da tutto ciò che ho già acquisito tramite la mia volontà di creare melodie.
Nelle mie giornate migliori, invece, nel mio fraseggio c’è qualcosa di nuovo che a sua volta entrerà a far parte del mio playing di default.
Dunque ho creato il mio fraseggio semplicemente suonando.

Hai avuto anche influenze importanti per il tuo fraseggio?

Oh...tantissime! Innanzitutto ho grandi debiti verso molti sassofonisti come Jimmy Lyons, Ornette, Dolphy, Coltrane, Braxton, Roscoe Mitchell, Archie Shepp, Albert Ayler, ed anche Cecil Taylor, Monk, Don Cherry, Sirone, Fred Hopkins, Alhaji Bia Konte (il maestro della “kora”), Django Reinhardt, field recordings di musica africana, Olivier Messiaen, Ives, Jimi Hendrix, Rev. Gary Davis, Blind Lemon Jefferson, Baden Powell, John McLaughlin, Derek Bailey, Evan Parker Lowell Davidson ed altre migliaia di musicisti.

Usi particolari esercizi per il tuo virtuosismo?

Ho creato alcuni esercizi sugli intervalli e clusters da impiegare anche nei soli, ma va a finire sempre che improvviso tutto. Non voglio che gli esercizi rimpiazzino la musica. Voglio essere sempre espressivo e per far questo ho bisogno di suonare bene a tal punto da rendere credibile quello che faccio. Sono abbastanza critico verso il mio modo di suonare e non mi definirei un virtuoso. Sono sempre sorpreso e grato nei confronti di chi, come te, mi definisce un “virtuoso”.

continua domani


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