giovedì 31 luglio 2014

II° BOLOGNA "SAN GIACOMO" GUITAR FESTIVAL



SECONDA edizione del BOLOGNA SAN GIACOMO GUITAR FESTIVAL, a cura di Gian Marco Ciampa.

Dopo la fortunata prima edizione e il grande consenso del pubblico, diamo il via alla seconda edizione del BOLOGNA SAN GIACOMO GUITAR FESTIVAL: l’intento del festival è quello di proporre concerti di chitarra di alta qualità, per la diffusione e la conoscenza del repertorio chitarristico e allo stesso tempo la promozione di giovani concertisti e vincitori di importanti Concorsi Internazionali.


La splendida cornice che ospiterà l’evento è il Chiostro di Santa Cecilia in via Zamboni 15 a Bologna, punto di riferimento ormai per tutti gli appassionati di musica classica grazie alla sua intensa attività di concerti organizzati durante tutto l’anno da Padre Domenico.

I quattro concerti saranno ogni lunedì di Agosto, alle ore 21:00 con INGRESSO UP TO YOU:

LUNEDÌ 4 AGOSTO – FLAVIO NATI (Vincitore Concorso “Giulio Rospigliosi”) musiche di Bach, Scarlatti, Berkley.

LUNEDÌ 11 AGOSTO – DAVIDE TOMASI, musiche di D’Angelo, Walton, Josè.

LUNEDÌ 18 AGOSTO – FRANCESCO SCELZO, musiche di Ginastera, Llobet, Regondi.

LUNEDÌ 25 AGOSTO – GIULIA BALLARÈ, musiche di Tarrega, Mertz, Turina.

Per ulteriori info:

http://www.sangiacomofestival.it

www.facebook.com/gianmarcociampa

lunedì 28 luglio 2014

Intervista a Maurizio Oddone per il Blog Chitarra e Dintorni Nuove Musiche, di Andrea Aguzzi



La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il tuo amore e interesse per la chitarra e con quali strumenti suona o hai suonato?

Non so se è esatto per me, dire com'è nato l'amore per la musica perché è stato qualcosa di naturale. Qualcosa che avevo già dentro ed è affiorata a sei anni, quando mi aggrappavo al pianoforte di mio padre per pigiarne i tasti. Ho studiato questo strumento per nove anni e contemporaneamente violino, per sei anni. La chitarra la “scoprii” a otto anni, un pomeriggio di estate a casa di una mia cugina . Aveva, tra i giocattoli, una chitarrina di plastica, di quelle che allora vendeva ogni bancarella. Ricordo che presi a suonarla inventando brani. Mio padre si avvicinò e mi chiese se mi sarebbe piaciuto avere una chitarra vera. Non esitai a rispondergli un sì pieno di gioiosa eccitazione ed ebbi in dono una Pedro Martinez. Studiai da solo, con un metodo dell’ottocentesco Ferdinando Carulli e, dopo un anno, studiando da autodidatta, i miei mi proposero al Maestro Carlo Palladino e ne divenni allievo. Al primo appuntamento mi accompagnò mia nonna che voleva portare per me la chitarra -“Pesa”-diceva-, ma non avrei dato a nessuno la mia chitarra, per nessuna ragione al mondo. Ecco, forse scoprii quel giorno la passione che mi lega a questo strumento.

Senti … ti faccio una domanda .. sono un grande appassionato di Franco Cerri, so che tuo padre ha suonato con lui, tu l’hai mai incontrato?

Mio padre ha suonato per lunghi anni nella band di Franco Cerri. Era legato da profonda amicizia a Peppino Principe, grande fisarmonicista jazz, che lo presentò a Cerri. Loro e mio padre, anche lui fisarmonicista jazz nonché clarinettista e pianista, si riunivano spesso a casa mia anche solo per delle jam session, da prima che io nascessi. Così, quando a nove anni iniziai a studiare chitarra con il grande Maestro Carlo Palladino, Franco si divertiva a coinvolgermi nelle loro jam finché un giorno disse” Devi suonare anche l'elettrica”. Mi spronava sistematicamente così, infine, mio padre, dietro suggerimento di Franco, mi comprò una Egmund Jazz. Fu la mia prima chitarra elettrica, mi divertivo tantissimo... bellissimi ricordi, splendide persone e grandi artisti.

Diversamente dalla gran parte dei tuoi colleghi in ambito classico, tu hai dei trascorsi significativi nell’ambito della musica leggera e del rock, come sono nate queste collaborazioni?

La mia collaborazione nell'ambito della musica leggera è stata breve, potrei dire che si limitava a delle performances per me poco coinvolgenti pur essendo molto apprezzato come chitarrista. Ho fatto lavori di pregio con molti artisti ma è stato molto tempo fà.

So che hai suonato con delle divinità del rock come Steve Vai, Ian Paice e Buddy Miles, come li hai conosciuti? Confesso di essere particolarmente interessato a Miles, sai non capita tutti i giorni di conoscere qualcuno che ha lavorato così tanto con Hendrix …

Sì, è stata una grande esperienza il rapporto con la musica rock vissuta a livello internazionale. Sono musicisti che apprezzo molto e che ho conosciuto nel corso dei miei concerti o nelle sale di registrazione della BMG. Finimmo con il suonare insieme. Con Dave Mason in duo al Politeama di Genova, e ho spesso suonato anche con Jan Paice. Con Steve Vai fui anche ospite d'onore ad un suo seminario a Roma. L'incontro con Buddy Miles fu particolare. Ascoltò un mio arrangiamento per chitarra classica di Purple Haze che avevo caricato sul mio sito, nel 2003. Mi scrisse subito esprimendo grande apprezzamento per il mio lavoro, disse “ Tu sei colui che fa rivivere Jimi Hendrix”. Mi fece davvero un grande piacere. Con Buddy, immenso musicista, dopo una lunga e proficua corrispondenza e collaborazione via web, decidemmo di fare un concerto insieme, con arrangiamenti dei pezzi di Hendrix e relativo cd. Eravamo pronti e invitai Buddy a Genova, a casa mia avremmo lavorato sull'imminente concerto. Ricordo che improvvisamente non lo sentii più, nessuna email, il telefono squillava a vuoto. Mi chiamò un suo familiare per comunicarmi la tristissima notizia. Il mio splendido amico se n'era andato poco prima di incontrarci. E' stato un felice e significativo incontro nella mia vita, così come quello con Ravi Shankar che conobbi a Piacenza nel 1984, in occasione di un meeting internazionale per Maestri. Parlammo a lungo di musica e spiritualità e quando ci salutammo mi consegnò “Risveglio”, un brano che mi dedicava, mi disse “ Seven strings, seven levels of awareness”, sette corde, sette livelli di consapevolezza... aveva perfettamente compreso che per me, musica e spiritualità sono la stessa cosa.

Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea, per non parlare del successo nella musica leggera, dove chitarra elettrica è ormai sinonimo di rock ... in quanto musicista polivalente e trasversale… quanto ritiene che ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz?

Nulla di vero. La chitarra è come altri strumenti mentre, per quelli antichi, è necessaria l'intavolatura dato le diverse accordature, vedi il liuto barocco o la tiorba.

Luciano Berio ha scritto “la conservazione del passato ha un senso anche negativo, quanto diventa un modo di dimenticare la musica. L’ascoltatore ne ricava un’illusione di continuità che gli permette di selezionare quanto pare confermare quella stessa continuità e di censurare tutto quanto pare disturbarla”, che ruolo può assumere la ricerca storica e musicologica in questo contesto?

La conservazione del passato è un modo per dominare la musica. Per un conservatore è sempre stato così e sempre lo sarà perché è una questione soggettiva. La stessa cosa comunque vale anche in letteratura o in teatro- vedi Shakespeare e l'Amleto o la Tragedia greca, riproposti tutt'oggi in diverse chiavi di lettura- ciò sta a dire che si fa riferimento al passato perché insegna nel presente e getta premesse di rielaborazione per il futuro. Quindi il passato come conservazione va bene, come ricerca è essenziale, come musicologia lo dice il termine stesso: è pensiero, legame o, per dirla con Heidegger, logos come conservazione e dunque musicologia è conservare, raccontare per ascoltare. In ogni caso è un fatto soggettivo e a una mente aperta farà sempre seguito un atteggiamento innovativo. Per esempio, esiste una famosa composizione che è la Fantasia X di Mudarra con risonanze tipiche del XX° secolo come tanti brani rinascimentali. Ciò vuol dire che la musica è di per sé ricerca e non esiste una categorizzazione del tempo. Quindi, pur riconoscendo una verità a Berio, va detto che è una questione soggettiva che appartiene al proprio vissuto e dunque non vale per tutto e per tutti.

Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?

Si è vero, è facile mischiare autori di diverse epoche senza prestare attenzione alla prassi esecutiva, ma questo sta solo nella responsabilità di un interprete. Bisogna differenziare gli interpreti come “Interprete e non Interprete” ossia “Artista o macchina da concorsi” . Un bravo interprete difficilmente partecipa o vince molti concorsi perche la sua attenzione è rivolta al fraseggio e alla prassi esecutiva. Una macchina da concorsi non è interessata a questo, diciamo che suona con il metronomo in testa e basta.

Quest’anno sono usciti due tuoi dischi, “Maestri dell'ottocento chitarristico” e “Koyunbaba” dedicato a un repertorio più contemporaneo, come sono nati questi due progetti?
Come vedi la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario? A volte ho la sensazione che la possibilità di scaricare tutto, qualunque cosa da internet gratis abbia creato una frattura all’interno del desiderio di musica, una sorta di banalizzazione: insomma dov’è la spinta per un musicista a incidere un disco che con pochi euro riesci da solo a registrare e stampare quello che vuoi e chiunque può farlo? Alla fine diventa quasi un gesto quotidiano che si perde in un mare di download dove scegliere diventa impossibile … stiamo entrando in un epoca radicalmente diversa da quella che abbiamo vissuto finora? Come poter scegliere? Ti faccio queste domande anche perché ho notato che i tuoi dischi sono in vendita in formato elettronico su bandcamp … cosa non usuale per chi si occupa di musica classica…

“Koyunbaba” è una riedizione di un'incisione per la Sony del 1999 mentre “ Maestri dell'Ottocento” è di quest'anno. Il progetto nasce dal semplice desiderio di aver voluto approfondire la musica dell'800.

Riguardo il passaggio al supporto digitale ti dirò... Indubbiamente l'era digitale ha portato vantaggi rimarchevoli all'arte e alla musica e il fatto che ci sia possibilità di scegliere e ascoltare ciò che si vuole non è certo uno svantaggio. Certamente chiunque può incidere un disco e pubblicizzarlo come venderlo ma, nel mare di download alla fine, si sceglie solo chi veramente ci piace. Sono favorevole a questa “libertà” del web poiché credo che chiunque lo desideri debba avere la possibilità di proporsi. In ogni caso la gente sceglie se ha le idee chiare e, se non le ha, non saprebbe scegliere nemmeno senza internet...... ma internet c'è e, alla fine, è uno strumento importantissimo per promuoversi o pubblicizzarsi ad ogni livello. Lo fanno le grandi industrie in ogni settore, lo utilizzano grandi o modesti artisti , insomma addetti ai lavori e non, ed è per questo che io stesso ho scelto di farlo. I miei dischi li vendo e li lascio pure scaricare, sta nell'onestà di chi può acquistarli e chi no, di certo c'è che la musica è un patrimonio che non deve essere perduto. In definitiva, ben venga il download. Come dicevo, sta all' individuo non perdersi nella marea di musica a disposizione; in quanto alla vendita dei dischi penso che, comunque, il vero ascoltatore e l'appassionato siano sempre predisposti all'acquisto. Direi che il digitale in fondo è anche una buona carta d'identità per l'interprete, per promuoversi e anche per fissare un'opera in modo.... eterno. Nell'era digitale non si possono fare differenziazioni così nette tra i generi musicali. Tutto sommato non credo che internet banalizzi in questa direzione, è solo un'opportunità e va colta.

Ci consigli cinque dischi per te indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta..

Julian Bream, 20th Century Guitar; Segovia, Granada; GustavLeonhardt,Partite per violino trascritte per clavicembalo; Hopkinson Smith,Partite per violino trascritte per liuto barocco; Julian Bream e Peter Pearce, Britten e Walton.

Quali sono invece i tuoi cinque spartiti indispensabili?

Le sei Cello Suite trascritte da Yates, Bagatelle di Walton, Nocturnal di Britten, Suite compostelana di Mompou, Suite mistica di Asencio.

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli si sente di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Non criticare nessun Maestro né musicista o allievo o dilettante, non prendendo così esempio da coloro che usano la lingua come strumento piuttosto che la chitarra. Non giudicare mai un'esibizione perché è un dono che la persona offre agli altri indipendentemente dal risultato del concerto dato che lo scopo è sempre quello di arrivare al cuore e suscitare emozioni... in definitiva,come qualcuno ha detto, dove c'è musica non può esserci nulla di cattivo. Consiglierei inoltre senz'altro lo studio della filologia ma senza dimenticare il cuore e l'emozione. Sostanzialmente non crearsi il problema di essere istintivi e imparare ad improvvisare, senza nessuna nozione armonica e teorica e, contemporaneamente, rivolgere l'attenzione alla composizione e all'armonia. In proposito consiglieri due libri indispensabili: Lydian Concert di Russel e il Trattato di Armonia di Schönberg. E ascoltare Gustav Leonhardt.......

Con chi ti piacerebbe suonare e chi ti piacerebbe suonare? Che musiche ascolti di solito?

Sicuramente con un clavicembalista, in particolare “Introduzione Fandango” di Boccherini nella trascrizione di Julian Bream. Poi direi con John Mclaughlin e.. con il mio amico Buddy Miles che mi ha lasciato troppo presto. Ascolto molta musica ma sono piacevolmente calamitato dal Nocturnal di Britten, Variazioni e fuga sulla follia di Manuel Ponce e dalle Variazioni Goldberg di Bach trascritte da Eotvos.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Su cosa stai lavorando?

Oltre allo studio di interessanti autori dello strumento, lavoro ad un progetto per strutturare il classico alla storia del rock e, da qualche tempo sono calamitato dalla direzione d'orchestra, un progetto che mi stimola molto così come la stesura di una mia biografia strutturata come racconto, dove ricordare i Maestri e i colleghi ai quali sono molto legato e che apprezzo. Sarà ricco di aneddoti e storie. Uscirà per il 2015.

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?


Ti direi senz'altro che sono d'accordo con Sartre quando afferma che è l'uomo a manifestare la realtà poiché è il rivelatore dell'essere e che uno dei principali motivi della creazione artistica è “il bisogno di sentirsi essenziali nei confronti del mondo”. Perciò direi che l'arte è espressione dello Spirito perché la creatività è connaturata all'uomo, fare musica o ascoltarla è un bisogno insito nella dimensione umana. In quanto al ruolo di chi fa musica nella società contemporanea, partirei dall'ultima domanda. Ecco, dal momento che la musica come l'arte in genere sono elementi fondamentali per l'evoluzione e la crescita dell'individuo, la politica, italiana, ha pensato bene di appropriarsene facendole diventare strumento di propaganda autocelebrativa con un conseguente appiattimento. Il ruolo di chi fa musica quindi, non ha più una sua dialettica ma soggiace ad un sistema che promuove costantemente l'arte come strumento politico. Forse perché, sostanzialmente, l'individuo spiritualmente evoluto, che pensa con la propria testa, è oltre la politica, oltre i conflitti e ha una visione diversa del mondo. Va da sé che la musica è linguaggio universale e ciò che appartiene alla sfera delle emozioni, dello Spirito, non può essere traghettato in nessun'altro “schema”, pena la morte dell'arte. Insomma,l'arte, come dice Hegel, è verità, mediazione e conciliazione tra lo spirito e la materia... Forse è per questo che il ruolo dell'artista è diventato marginale..... rischiamo di creare troppa sensibilità intorno a noi.

sabato 26 luglio 2014

dotGuitar, il nuovo WeBlogMagazine italiano gratuito dedicato al mondo della chitarra (luglio 2014)


 
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sabato 19 luglio 2014

Guitars Speak puntate e podcast: III° anno

25/06/2014: ultima puntata del terzo anno di Guitars Speak Download Podcast

18/06/2014: La chitarra acustica di Jorma Kaukonen Download Podcast

11/06/2014: la Terra di Jonas Löffler Download Podcast

04/06/2014: la chitarra nordica di Stian Westerhus Download Podcast

28/05/2014: The Andres Segovia Archive,  Francia, Belgio e Gran Bretagna di Ermanno Brignolo Download Podcast

21/05/2014: The Andres Segovia Archive, Spagna e Colombia di Ermanno Brignolo Download Podcast

14/05/2014: The Andres Segovia Archive, Italia di Ermanno Brignolo Download Podcast

07/05/2014: The Andres Segovia Archive, Svizzera, USA e Polonia di Ermanno Brignolo Download Podcast 

04/05/2014: Guitars Speak Live: Alessandra Novaga e Elliott Sharp in Concerto Download Podcast

30/04/2014: i Soni Sfardati di Saqiya Download Podcast

23/04/2014: la chitarra jazz di Amanda Monaco Download Podcast 

16/04/2014: le Sonate del Maestro Umberto Cafagna Download Podcast

09/04/2014: Nico Soffiato e OST Quartet Download Podcast

06/04/2014: Guitars Speak Live: Massimo Di Gaetano in concerto Download Podcast

02/04/2014: Franz Schubert Winterreise, di Raphael Favre e André Fischer, Stradivarius 2013 Download Podcast

26/03/2014: A.Scarlatti, Clori, Ninfa e Amante Arias & Cantatas di Matteo Mela, Lorenzo Micheli, Massimo Lonardi e Renata Fusco Download Podcast

19/03/2014: Duo Resonances, Frédérique Luzy e Pierre Bibault Download Podcast

12/03/2014: Solo Duo (Lorenzo Micheli e Matteo Mela) in Metamorphoses Download Podcast

05/03/2014: Paolo Angeli e Sale Quanto Basta Download Podcast

02/03/2014: Guitars Speak Live: Bach Guitar Duo in concerto Download Podcast

26/02/2014: Eugenio Della Chiara e Rossini Download Podcast

19/02/2014: I drones chitarristici di Phill Niblock Download Podcast 

12/02/2014: Ero alle Porte dell'Est. Forse di Oronzo Persano e Francesco Silvestro Download Podcast

05/02/2014: John Zorn e Thurston Moore Download Podcast

02/02/2014: Guitars Speak Live: Silvia Cignoli in Concerto Download Podcast

29/02/2014: la chitarra jazz di Noël Akchoté Download Podcast

22/02/2014: Lieske Spindler Guitars play Albeniz Download Podcast

15/02/2014: le Stagioni del Commissario Ricciardi del Marco Cappelli Acoustic Trio Download Podcast

08/01/2014: Mario Castelnuovo Tedesco, Morning in Iowa Download Podcast

05/01/2014: Guitars Speak Live: Giuseppe Chiaramonte in Concerto Download Podcast

20/12/2013: la silenziosa commedia di Bill Frisell Download podcast

13/12/2013: la musica del Reverendo Gary Davis Download podcast

06/12/2013: Musica del Delphin di Pablo Marquez Download podcast

01/12/2013: Guitars Speak Live: Concerto di Eugenio Becherucci Download podcast

27/11/2013:  il raffinato swing di Barney Kessel Download podcast

20/11/2013: Jesce Sole, la canzone popolare napoletana  Download podcast

13/11/2013: le chitarre bretoni di Dan Ar Braz Download podcast

06/11/2013: Serenade di Heike Matthiesen Download podcast

03/11/2013: Guitars Speak Live: Lucia D'Errico in concerto Venezia 15 aprile 2013 Download podcast

30/10/2013: Pat Metheny e Ornette Coleman in Song X Download podcast

16/10/2013: La Guitare et L’Organiste, Laura Mondiello plays Cèsar Franck Download podcast

09/10/2013: la chitarra di Sandy Bull Download podcast

06/10/2013: Guitars Speak Live: Bach Guitar Duo in concerto a Laste di Roccapietore il 16/08/2013 Download podcast

02/10/2013: la chitarra jazz e il grande Django Reinhard Download podcast

18/09/2013: Refugio di Laboule  Download podcast

11/09/2013: At the Rebbe Table di Tim Sparks Download podcast

04/09/2013: Enea Leone plays Agustin Barrios Download podcast: 

giovedì 17 luglio 2014

10° Festival Chitarræ e concerto Voz & Violão



VOZ & VIOLÃO
voce e chitarra a 7 corde
25 luglio 2014 ore 21,30
Giardino della Biblioteca Comunale di Vaglia, Pratolino (FI)
in collaborazione con la sezione Pratolino Jazz della 67° Estate Fiesolana

Il progetto esplora le possibilità sonore e i delicati equilibri del duo composto da chitarra classica e voce nella musica brasiliana e nel jazz. Il repertorio abbraccia i grandi compositori della musica brasiliana, con un omaggio particolare a Baden Powell, passando attraverso la tradizione dei canti Afrosambas e includendo arrangiamenti propri di famosi evergreen del jazz tradizionale liberamente interpretati.

10° FESTIVAL INTERNAZIONALE CHITARRÆ

26 Luglio/2 Agosto 2014


contatti: info@chitarrae.com o via sms: 3474917247

Sette giorni di concerti, corsi di perfezionamento e atelier che animeranno ville, chiese, giardini e teatri delle belle e fresche Fiesole, Pratolino e Bivigliano con programmi poetici e sorprendenti grazie a ospiti e insegnanti d'eccezione.
Oltre a partecipare ai concerti, è possibile seguire le lezioni da uditori, prendere parte agli atelier (grande ensemble di chitarre e master di Johan Fostier e Pia Grees) e anche ricevere le prime lezioni di chitarra della vita dagli allievi dei corsi di perfezionamento... augurandosi che questo inizio speciale avvii una storia senza fine. Per queste attività o altre informazioni contattare l'organizzazione tramite e-mail o sms (
info@chitarrae.com 347 4917247)

Domenica 27 luglio ore 21,00
Bivigliano, Pieve di San Romolo
I MONDI DELLA CHITARRA
Recital di Flavio Nati
vincitore del primo premio assoluto del XX Concorso chitarristico Giulio Rospigliosi
ingresso libero

Un concerto che attraversa le potenzialità, i colori, i mondi che la chitarra nella sua grande versatilità riesce ad evocare. Musiche di Berkeley, Ponce, Albeniz, Scarlatti, Petrassi, Regondi.

Martedì 29 Luglio ore 21,30
Fiesole, Teatro Romano, in collaborazione con la 67^ Estate Fiesolana
ORIENT EXPRESS
Take Four Guitar Quartet
ingresso € 10 (intero) € 8 (ridotto)

Un’inattesa incursione per la chitarra in alcuni dei più belli scenari della cultura musicale dell’est europeo. La musica porta l’ascoltatore in paesaggi mistici e pianure sconfinate, dove danze folkloriche, ninne nanne nostalgiche e canzoni della terra e del fuoco hanno la loro origine.
Il concerto prevede arrangiamenti originali di musiche di Antonín Dvořák, Joseph Achron, Komitas Vardapet, Dmitri Shostakovitch, Aram Khachaturian.

Giovedì 31 Luglio ore 19,00
Villa di Bivigliano
CONCERTO PROMENADE
ingresso € 15 (adulti) € 5 (fino a 12 anni)


Passeggiata musicale alla luce del tramonto alla scoperta di questa suggestiva dimora storica, animata in ogni sua parte da un concerto di maestri e allievi dei corsi di perfezionamento (solisti e orchestra di chitarre). La passeggiata prevede anche un delizioso buffet e la mostra della pittrice Laura Lotti.

Il festival, diretto da Sara De Santis, è organizzato dall’Associazione Musicæ in collaborazione con l’Unione dei Comuni di Fiesole e Vaglia, l’Estate Fiesolana, la Banca del Credito Cooperativo del Mugello e diverse realtà locali e persone che ci sostengono da sempre con entusiasmo, tra cui il Camping Poggio agli Uccellini, Demidoff Immobiliare, Yoga Arte Studio, il dottor Giovanni Porciello e le famiglie De Santis e Pozzolini.

lunedì 14 luglio 2014

Interview with Manuel Mota by Andrea Aguzzi



The first question is always the classic one: how does it start your love and interest for guitar and what instruments do you play or have you played?

I’m not sure, sincerely. Like in a lot of important things that occur in my life, I just felt pushed towards it and went ahead. Anyway, I have always been more attracted to the sound and looks of the guitar, probably like most of the youngsters since the 50’s, no? I was just another one, nothing special about it. This interest and love just got stronger with time.
I had piano lessons with an old woman, a neighbor. That was boring but didn’t traumatized me, I guess. I was around 8 or 9 years old, then.

What was your musical training, with which teachers have you studied and what impression they left in your music? I asked for it because, I don’t know if it’s true, listening to you music I immediately think about Derek Bailey

My real teachers were the records I listened, records that made me think, that intrigued me, that helped me to develop as a musician and person. Later, my practice and experience.
I was fortunate to discover the music of Derek Bailey, and that is an essential source of inspiration and knowledge since then. I’d never be who I am without him, I’m sure.

I know that you have worked with Phill Niblock, I like his guitar drone music, how you met him?

He was connected to Ernesto de Sousa- an important portuguese experimental artist, pioneer in intermedia art- since the seventies. After Ernesto’s death, a fellowship was created by his widow, Isabel Alves, as a tribute to him, and that involved taking a young Portuguese artist to NY, to Experimental Intermedia, for a couple of months. I got this fellowship in 1995. We became good friends since then, never lost contact, and I’ve been glad to play his music
regularly for these already 19 (!) years.

What does improvisation mean for your music research? Do you think it’s possible to talk about improvisation for classical music or we have to turn to other repertories like jazz, contemporary music, etc.?

Only machines don’t improvise. Improvisation is dealing with the moment. So, if you’re playing an instrument, It will be always  present, just in different “dosages”.

What’s the role of the “Error” in your musical vision? For “error” I mean an incorrect procedure, an irregularity in the normal operation of a mechanism, a discontinuity on an otherwise uniform surface that can lead to new developments and unexpected surprises

Error is what you have wanted not to happen or exist? Something you regretted doing?
It’s part of life and makes you move forward on the pursuit to make/be better, I think.

I have, sometimes, the feeling that in our times music’s history flows without a particular interest in its chronological course, in our discotheque before and after, past and future become interchangeable elements, shall this be a risk of a uniform vision for an interpreter and a composer? The risk of a musical "globalization"?

A lot of music is easily available to everyone right now. It’s so complex. Each person deals with it on his own way or possibility. How it better suits oneself. Listeners, artists, theoreticians.

Let’s talk about marketing. How much do you think it’s important for a modern musician? I mean: how much is crucial to be good promoters of themselves and their works in music today?

If you speak about music, I don’t think marketing is relevant. But if one wants/needs to make money or get attention, or play a lot of shows, then being a good seller of oneself might be helpful.

Which composer (or which historical movement or genre) do you think is easiest for the non-musician listener to appreciate? Do you think they enjoy pieces that are more technically difficult or just more "flashy"?

I can’t put all the non-musicians in the same bag, so I can’t answer that. There’s audience for everything, I guess. And it depends on so many things… What’s the role of music in people’s
lives?  Some to grow as persons, some to study, some to be inspired, some to have fun, some to be alienated, some to be relaxed, and on and on… It depends, no?
Big festivals always have flashy, loud, technically difficult, circus-like music (and beer), so I guess a big majority is open to that combo.

Please tell us five essential records, to have always with you .. the classic five discs for the desert island ...

Billie Holiday – Lady in Satin
Laura Nyro - New York Tendaberry
Derek Bailey – Solo Guitar Volume 2
Berlioz – Requiem
Derek and the Dominos – Layla and Other Assorted Love Songs

What are your five favorite scores?

I don’t read music. Don’t know anything about it.

With who would you like to play? What kind of music do you listen to usually?

I don’t have any name to give you, despite being open to play with others.
I like to play solo and with my friends, to be honest. Some of them happen to be wonderful and inspiring musicians, so I’m privileged, I think. I just miss to play with them when it takes a long time.
I have a profound admiration for a lot of musicians, but wouldn’t specially dream about playing with them because of that. I don’t  listen to a lot of music nowadays. I live now near the sea
and I love to listen to it.

Your next projects? When we will see you playing in Italy?

My next project is a collaboration with Margarida Garcia and Bjorn Schmelzer’s Graindelavoix. We’ll work together for some time in a church in Maastricht, and play a concert in the end of July.
I hope I can be back in Italy next September or October. And hope to meet you then, Andrea!