sabato 29 novembre 2014

Intervista con Enea Leone, febbraio 2012


La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il suo amore e interesse per la chitarra e con quali strumenti suona o ha suonato?


L'amore per la musica possiamo dire che sia “di casa” nella mia famiglia; i miei genitori sono amanti della musica classica e mio papà è insegnate di chitarra; è stato lui a farmi avvicinare alla chitarra quando avevo quattro anni.
Oltretutto ho uno zio clarinettista ed un altro oboista, insomma, c'erano molte probabilità che mi avvicinassi alla musica!
Per quanto riguarda gli strumenti son stato molto fortunato: avendo iniziato appunto da piccolo, già ad undici anni avevo una chitarra da concerto, una Gioachino Giussani che ho tutt'ora oltre ad altre tre sue chitarre.
Inoltre utilizzo per il repertorio classico e romantico una copia di G. Fabbricatore e una Luis Panormo originale del 1838; una Francisco Simplicio del 1929 che uso soprattutto per le incisioni.



Di recente è uscito un suo disco “Souvenir” per la Stradivarius, con musiche di Regondi e Coste, in particolare ha eseguito due recenti riscoperte di musiche di Regondi, ce ne vuole parlare? Come è nata l’idea di questo disco?



Il tutto ha avuto inizio leggendo i due brani da poco riscoperti di Regondi, me ne sono innamorato da subito e ho capito che sarebbe stata una bella idea renderli il più possibile conosciuti al pubblico. Il passo successivo è stato proporre un progetto alla Stradivarius.
L'idea di un disco romantico è piaciuta e abbiamo deciso di affiancare a Regondi Coste, altro autore che secondo me aveva ancora dei lati “ombrosi” e poco conosciuti.
Il progetto finale ha cosi visto accostarsi, brani conosciuti, come la “Reverie” e “Introduzione e capriccio”, ad altri suonati meno di frequente come “Les Soirées d'Auteuil” o “Souvenir de Jura” a prime incisioni come appunto i due temi e variazioni che si rifanno a brani famosi di Mozart e Bellini.



Ascoltando la sua musica ho notato la tranquilla serenità con cui lei si approccia allo strumento indipendentemente dal repertorio, da con chi sta suonando, dal compositore, dallo strumento che lei adopera dimostrando sempre un totale controllo sia tecnico che emotivo, quanto è importante il lavoro sulla tecnica per raggiungere a questo livello di “sicurezza”?



È sicuramente FONDAMENTALE il lavoro sulla tecnica per acquisire sicurezza sullo strumento!
La cosa che mi preme però dire è che lo studio della tecnica dovrebbe esser “a se stante” ma in funzione di ciò che si va a suonare. Esempio: spesso vedo ragazzi che fanno tecnica con solo scale appoggiate molto veloci e virtuosistiche ma che spesso non sono applicabili ai brani o peggio applicano queste scale magari su Sor, Giuliani o Paganini!!questo per dire che si, è importante la tecnica ma è altrettanto importante quando e come applicare certe scelte.
La sicurezza nell'interpretare i brani quindi direi che deriva non solo dall'aspetto tecnico ma anche dalla conoscenza che si ha del repertorio che si va a suonare e dall'approfondimento musicale che si acquisisce non solo con la chitarra ma anche con l'ascolto e l'analisi di repertori per pianoforte, strumenti ad arco, fiato ecc....sarebbe un discorso molto lungo ed articolato ma secondo me estremamente interessante!


So che lei ha studiato con Lena Kokkaliari, RuggeroChiesa e Paolo Cherici, diplomandosi nel 1998 con il massimo dei voti, poi si è perfezionato con Emanuele Segre, Alirio Diaz e con Oscar Ghiglia .. che ricordi ha di loro, dei loro insegnamenti, della loro poetica musicale?


All'appello dei nomi dei miei insegnanti manca mio papà che mi ha avvicinato allo strumento ed avviato nei primi anni.
Se non mi avesse messo la chitarra in mano a quattro anni forse non saremmo ora qui a parlare!
Lui mi ha trasmetto la grande passione per questo strumento, il modo di affrontare la musica come un gioco, un divertimento e sempre con curiosità.
Degli insegnanti invece citati nella domanda conservo ricordi bellissimi ed ognuno di loro ha saputo trasmettermi qualche cosa.
Intanto farei una divisione tra chi mi ha seguito con costanza (Kokkaliari, Chiesa, Cherici e Ghiglia) e chi ho incrociato per una masterclass (Diaz, Segre).
Con gli ultimi due son stati incontri di una sola settimana ma devo dire che mi hanno arricchito sia sotto l'aspetto musicale che umano, esperienze che rifarei sicuramente!
Per quanto riguarda gli altri insegnanti ognuno merita qualche riga di attenzione.
Lena Kokkaliari è stata fondamentale per me: è l'insegnante ideale per ogni studente che desidera suonare bene e seriamente, il suo insegnamento non solo è nel mio modo di suonare ma si riflette molto anche nel mio modo di insegnare, ogni “gradino” che fa fare allo studente è accuratamente studiato e con una chiarezza assoluta nel percorso didattico, una vera guida e per me una persona unica! Auguro ad ogni studente di avere la fortuna di avere sulla propria strada una persona con le qualità di Lena perché non potrebbe che dare la svolta ad un percorso di crescita musicale e tecnica.
Ruggero Chiesa è stato un grande maestro ed ogni parola che potrei aggiungere io non sarebbe che superflua, lo ringrazierò a vita per avermi accolto in Conservatorio in una classe di allievi bravissimi ed avanti di livello; io ero il più piccolo ( 11 anni) ma ancora oggi ho di lui bellissimi ricordi, mi fece leggere moltissima musica e questo mi permise di acquisire una conoscenza del repertorio ed una facilità di lettura che ancora oggi mi permette di poter studiare vari repertori in breve tempo. Umanamente era un vero gentiluomo, raramente si arrabbiava e penso che la sua scomparsa prematura sia stata una grande perdita per tutto il mondo della chitarra.
Mi sarebbe piaciuto poter lavorare con lui di più e spesso quando termino un concerto,o un progetto, disco o altro, mi chiedo se gli sarebbe piaciuto e se avrebbe approvato le mie idee.
Quando è scomparso Ruggero Chiesa come classe di Conservatorio io e i miei compagni ci siamo trasferiti con Paolo Cherici; é una persona molto seria e preparata e mi ha aiutato a crescere invitandomi e spronandomi sempre ad approfondire al massimo i brani che studiavo. Ho sempre apprezzato la grande libertà che mi ha lasciato nella scelta del repertorio e la sua grande disponibilità nel confrontarsi con me su tutti gli argomenti che mi ponevano dubbi musicali.
L'ultimo maestro che ho avuto é Oscar Ghiglia. Lui per me incarna l'immagine dell'artista a 360°, è una persona unica e ritengo che mi abbia cambiato la vita.
Con lui, alla Musike-Akademie a Basilea, non si faceva lezione semplicemente ma era uno scorrere di idee, musica e pensieri all'ennesima potenza, un fiume in piena carico di notizie!!
Con il Maestro Ghiglia, ho approfondito l'armonia, le tensioni musicali, il fraseggio e la cosa fantastica è che il tutto si applicava sempre alla musica che si suonava, non era solo una cosa astratta.
Mi ha trasmesso la continua voglia di conoscere sempre più in profondità la musica e il desiderio di affrontarla come una materia viva e plasmabile.
Tutt'ora quando gli parlo (ed è una fortuna che mi capita spesso!!) trovo sempre nuovi stimoli e idee, insomma posso dire con certezza che devo a lui molto di quello che sono oggi come musicista!



A proposito di composizione per chitarra, Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea. Lei quanto ritiene che ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz?


Non vedo perché dobbiamo tirare in ballo Berlioz per giustificare la nostra mancanza di curiosità o il nostro cronico complesso di inferiorità rispetto agli altri strumenti.
Se prendiamo in considerazione il nostro repertorio ottocentesco, in realtà non vedo una quantità esigua di brani ma un repertorio in parte ancora da scoprire.
Basterebbe avere curiosità e coraggio per cercare e proporre brani meno conosciuti.
Per quanto riguarda poi il Novecento e i tempi nostri, c’è un infinità di possibili scelte per tutti i gusti e per tutte le tendenze.
Invece di lamentarsi bisogna darsi da fare. In conclusione potrei affermare di essere soddisfatto del repertorio per chitarra e molto curioso di conoscerlo fino all’ultima pagina!


Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?



Penso che questa sia un “dilemma” più per un compositore.
Da sempre negli anni si è usato fare riferimenti a musica passata sviluppandola e mutandola a proprio volontà e quindi una sorta di “globalizzazione” è sempre esistita.


Qual è il ruolo dell’Errore nella sua visione musicale? Dove per errore intendo un procedimento erroneo, un’irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e inattese sorprese...


Se si può chiamare “errore” direi che la poca coscienza nell'affrontare la musica potrebbe essere chiamata cosi.


Nel caso dello studio chitarristico ritengo la poca coscienza e la poca attenzione nell'uso della mano destra,spesso la totale casualità addirittura dell'uso delle dita, un errore che ho spesso riscontrato nello studio dei ragazzi.

Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?

Oggi è sicuramente importante il marketing ma possiamo dire che anche se in altri termini la stessa cosa esiste da sempre.
Leggendo una biografia di Vivaldi si scopre che era conosciuto ai suoi tempi non solo come musicista e compositore ma anche come organizzatore e promotore di eventi.
Stessa cosa rigurda Paganini che, a quanto ci risulta, era sicuramente un grande venditore di se stesso.

Come vede la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario? Tutta questa passiva tendenza ad essere aggiornati e di possedere tonnellate di mp3 che difficilmente potranno essere ascoltati con la dovuta attenzione non comporta il rischio di trascurare la reale assimilazione di idee e di processi creativi? Le faccio questa domanda perché vedo che chi si occupa di musica contemporanea e avanguardia ha già iniziato a reagire (autoproduzioni, net label, licenza creative commons) mentre per la classica non ho ancora colto segnali …

Penso solo che questa evoluzione, come dice lei “tonnellate di mp3 che difficilmente potranno esser ascoltati”, sta portando ad un avvicinamento alla musica sempre più superficiale e con meno qualità. Spero che ci sia un ritorno ad un ascolto meno “quantitativo” ma più “qualitativo”.

Ci consigli cinque dischi per lei indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta.. Che musiche ascolta di solito?

Sicuramente 1-2 dischi di Mozart, con brani che amo molto come la sonata 570, il concerto per clarinetto ed orchestra, il concerto per flauto-arpa ed orchestra o alcuni estratti fantastici dall'opera poco conosciuta ma bellissima che è lo Zaide..
Poi anche qualche disco di chitarra come il cd monografico su Ponce di O.Ghiglia o un cd con musiche varie di Albeniz e Granados di J.Bream.
Altro disco che vorrei portare sarebbe l'incisione di Scherherazade di Rimsky-Korsakov.
Questa e molte altre opere sinfoniche e cameristiche sono le musiche che ultimamente ascolto di più.

Quali sono invece i suoi cinque spartiti indispensabili?

Non ho cinque spartiti indispensabili ma spartiti e musiche che in un determinato momento ritengo “indispensabili” per il mio piacere di suonare e variano a seconda di progetti che ho col passare del tempo.

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli ti sente di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Il primo consiglio che darei è di sceglier di iniziare questa carriera solo se si è veramente convinti. Spesso non esistono vacanze e può capitare di lavorare durante Natale o Pasqua per una registrazione o fare concerti ed esser stanchi di girare come trottole continuamente. Questo per quanto riguarda la vita quotidiana.
Per quanto riguarda lo studio, consiglio di affrontare tutto con il massimo impegno, convinzione e determinazione.
Ultimo consiglio ma forse il più importante è quello di imparare ad ascoltare prima di suonare e studiare; a volte capita di vedere durante le Masterclass ragazzi che si presentano per la loro lezione e poi si dileguano quando è il turno dei loro compagni.
Ascoltare la lezione di un compagno di corso può essere spesso fonte di idee e suggerimenti da applicare sul proprio repertorio di studio.

Con chi le piacerebbe suonare e chi le piacerebbe suonare? Quali sono i suoi prossimi progetti? Su cosa sta lavorando?

Non ho particolari “fantasie” su eventuali musicisti con cui collaborare.
Ho svariati progetti, concertistici, discografici ed editoriali ma preferisco parlarne quando sono terminati, anche perché spesso subiscono cambiamenti mentre sono in fase di lavoro e costruzione.

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?


Una risposta assoluta a queste domande non penso esista ma nel mio caso, il fare musica per me è vita e penso che la musica possa contribuire alla crescita di una persona, accrescerne la cultura e aiutarne la sensibilità.

Review of Souvenir by Enea Leone, Stradivarius 2011


Very well. Lately the italian label Stradivarius had recorded several different executions for guitar, especially about contemporary music but it was some times (in 2011) that the indipendent label didn’t release anything about classical guitar music.
So I’m very glad to review this exit for the Guitar Collection: Souvenir by Enea Leone.
This Souvenir arrives from a musical journey in the XIX century with the music by Guido Regondi and Napoleon Coste. You will ask, why another recordings of the music of these two composers?
Standing the excellent artistic qualities of the interpreter, the excuse to purchase this new record is given by the presence of two "world premiere recordings" of compositions by Giulio Regondi: : “Air varié de l’opera de Bellini I capuletti e i Montecchi” and “Fantasie uber Mozart Don Giovanni” and "Imaginations uber Mozart Don Giovanni", recently discovered inside a manuscript by Josiah Andrew Hudleston, an English guitarist of same period. The notes on the book insice the cd informs us that in the same volume have been found, besides these two compositions never sights before, also the most ancient version of the Ten Studies, discovered in the 1989.
It don't think that these passages could “add”anything else to what we already know about guitar’s repertoire of that century: for classical guitar were composed transcriptions and reductions by the most famous Opera, to be able to be played in the good living rooms of the dawning industrial and merchant middle class, but their listening is however pleasant and well interpreted.
We can say the same about the other passages on this record: always by Regondi his "Introduction et Caprice op 23" and his "Nocturne Reverie op.19", by Napoleon Coste instead Enea Leone plays "Les Soirees of Auteuil op. 23", "Caprice You Cachcuca op.44" and Souvenirs de Jura op.44." A great beginning for Enea Leone to which we wish a long and happy career.

venerdì 28 novembre 2014

Egberto Gismonti full concert on Blog Chitarra e Dintorni


Egberto Amin Gismonti (born December 5, 1947 in Carmo, Rio de Janeiro, Brazil)[1] is a Brazilian composer, guitarist and pianist.[1]
He was influenced by Heitor Villa-Lobos, his works reflecting the musical diversity of Brazil. From the Amazon Indians' batuque to the Carioca samba and choro, through the Northeastern frevobaião, and forró, Gismonti captures the true essence of the Brazilian soul in a way that is primitive, yet sophisticated, and reflects it through his personal vision, elaborated by years of classic training and literacy in a wealth of musical languages in which jazz plays a significant role. 






mercoledì 26 novembre 2014

Guitars Speak: la chitarra blues di Son House


Download Podcast

Questa sera alle 21 in onda su Guitars Speak, programma radio dedicato alla chitarra: la musica di Son House (vero nome Eddie James House, Jr.) (Riverton, 21 marzo 1902 – Detroit, 19 ottobre 1988) è stato un cantante e chitarrista statunitense di musica blues. Figura predominante del genere delta blues, lo stile di House è risultato essere nel corso degli anni profondamente influente nel panorama musicale statunitense. Per lui una puntata monografica sul programma radio Guitars Speak.

This evening at 9PM on radio program Guitars Speak: the music of Son House (real name Eddie James House, Jr.) (Riverton, March 21, 1902 - Detroit, October 19, 1988) was an American blues singer and guitarist. Predominant figure for the delta blues, House's style was found to be over the years profoundly influential in the American music scene. For him, a monographic episode on Guitars Speak radio program.

http://radiovocedellasperanza.it/

martedì 25 novembre 2014

DIAMO VOCE AI COMPOSITORI 1: Intervista a Aurelio Samorì



Il SON Ensemble, formazione dedita alla diffusione della Nuova Musica, ha di recente dato il via una particolare iniziativa divulgativa: i compositori che collaborano con l'ensemble prestano la loro voce per una serie di interviste in cui parlano della propria poetica e si esprimono su vari temi dell'attualità musicale in Italia. 
La prima serie di video—interviste a cura del SON Ensemble ospita i compositori le cui opere sono state eseguite in concerto dallo stesso SON lo scorso 14 ottobre 2014: Aurelio Samorì, Andrea Toffolini, Giorgio Bussolin, Corrado Pasquotti. 
Il concerto e le interviste sono state effettuate nella cornice dei Corsi Musicali 2014 organizzati dall'Associazione Culturale “Ischia Musica”. 
 [l'intervista odierna è a cura di Leonardo De Marchi, mentre la trascrizione dell'audio è stata effettuata da Gabriele Soppelsa] 

Leonardo De Marchi: Per il canale Youtube del SON Ensemble abbiamo con noi oggi Aurelio Samorì. Buongiorno, Maestro. 

Aurelio Samorì: Buongiorno! 

 LDM: Aurelio Samorì, Faentino, classe 1946, è una delle figure più interessanti nel panorama della musica di ricerca in Italia. E’ legato in modo molto forte al Conservatorio di Pesaro, presso il quale ha studiato numerose discipline: composizione, strumentazione per banda, pianoforte e musica elettronica. Vorrei, visto il suo legame cinquantennale con il Conservatorio di Pesaro, cominciare facendole una domanda su uno dei suoi maestri, una figura importante nella sua formazione, Boris Porena, nome significativo nella musica di ricerca italiana. Ci vuole parlare di lui, di quello che ha studiato e ha avuto modo di approfondire? 

AS: Boris Porena l’ho conosciuto appunto al Conservatorio di Pesaro, quando ho terminato il corso inferiore di composizione e sono entrato nella sua classe al quinto anno. Per me è stato un maestro fantastico, nel senso che conosceva molto bene la letteratura del passato - ovviamente letteratura musicale - e mi ha spinto a scrivere e a comporre cose che non si facevano col maestro precedente. È stato perciò lui la molla principale per introdurmi alla composizione, non quella di studio ma quella libera. Quindi ho terminato con lui lo studio della composizione ed è stato una figura di notevole riferimento per quel periodo. Boris Porena, quando l’ho conosciuto io, era molto giovane, aveva 36 anni, era un compositore che veniva eseguito, aveva vinto concorsi; era poi una persona molto affabile con gli studenti, quindi mi ci sono trovato particolarmente bene. 

LDM: Ecco, un’altra figura centrale nella sua formazione è stata invece quella di Franco Donatoni. Vuole parlarci di qualche ricordo umano o professionale di quel periodo? Vorrebbe dirci inoltre quali sono secondo lei gli aspetti del pensiero musicale di Donatoni che più hanno inciso nella ricerca musicale dei nostri giorni? 

AS: Franco Donatoni l’ho conosciuto nel 1977, quando decisi di provare ad iscrivermi all’Accademia Chigiana a Siena. Ero abbastanza timoroso di poter entrare, perché so che lui era una persona molto esigente, non facile nel primo contatto coi ragazzi. L’esame d’ammissione consisteva nel presentare i lavori che uno aveva fatto, cosa che io feci: con grande mio piacere ho avuto l’ammissione. Frequentato il corso, i miei primi quindici giorni sono stati traumatici, perché i lavori che sottoponevo lui li demoliva, nel senso che voleva capire e voleva che spiegassi quasi nota per nota come avevo fatto a scrivere il pezzo. Siccome cercavo di avere un metodo, però lasciavo sempre le cose così, non dico al caso, però all’immaginazione (cosa che a lui non stava bene, nel senso che voleva che il ragionamento fosse portato fino in fondo e che uno acquisisse una tecnica per poter svolgere il materiale), ecco, sono stati quindici giorni abbastanza drammatici. Dopodiché, conoscendo anche gli altri studenti - che poi sono Luca Mosca, Paolo Ugoletti, Alessandro Solbiati, Ruggero Laganà - mi incoraggiarono e mi dissero “Ma guarda che è un pochino per tutti così, con Donatoni... bisogna capirlo, porta pazienza, bisogna lavorare...”. E così feci: iniziai a scrivere e dalle torture iniziali si passò a qualche accenno di “Massì, le cose cominciano ad andare benino” eccetera. Fatto sta che verso la fine del corso - che allora durava circa un mese e mezzo - io avevo terminato il mio pezzo, che era corto ed era per tre strumenti (clarinetto, violoncello e pianoforte). Nell’ambito dell’organico che avevo a disposizione io ho scelto questi tre strumenti. Ebbene, io, abbastanza contento, glielo sottopongo, perché poi c’era il saggio e se lui dava l'ok [il brano] veniva eseguito […] . E quindi ero speranzoso… lui lo guardò e disse: “Un po’ di cose si sono mosse, va bene... questa è una prima parte, continualo durante l’autunno e l’estate”. Al che rimasi fregato appunto, perché il saggio era “saltato” […] . Un altro episodio che ricordo abbastanza piacevolmente è stato un paio di anni dopo, nel '79. Allora avevo chiesto l’iscrizione a Roma all’Accademia Nazionale di S. Cecilia, e lui aveva avuto l’incarico in quell’anno, sostituendo Goffredo Petrassi. Anche lì mi andò bene perché mi accettò, e quindi iniziai a frequentare. Iniziammo a scrivere il brano, anche lì una cosa importante perché i brani che noi allievi riuscivamo a produrre venivano eseguiti da strumentisti dell’Orchestra della Rai […] . Poi ci aveva detto che molto probabilmente ci sarebbe stata la ripresa radiofonica e la successiva trasmissione: erano occasioni notevoli, e mi misi a scrivere. Parlo del '79, quindi erano già due anni che stavo sotto alle sue ali; iniziammo il corso, mi pare, a novembre e ci si vedeva ogni quindici giorni, e c’erano due giorni intensi di lezione. Fatto sta che, durante le vacanze di natale, decido di affrontare un viaggio, di andare in Africa, un mio desiderio fin da quando ero piccolo. Il brano fino ad allora era andato secondo le mie normali aspettative. Feci il viaggio: era stata tanta l’emozione di fare un safari fotografico, di vedere animali, la mia passione… una volta tornato, ho continuato il brano. Alla prima lezione sottopongo il lavoro, lui lo guarda sin dall’inizio (perché sfogliava sempre dall'inizio), voleva rendersi conto di come continuava. Ad un certo punto vedo che fa un gesto particolare e poi mi dice: “Ma cosa ti è successo, qui?”. Gli ho detto: “Maestro, ho realizzato il sogno della mia vita, sono andato in Africa a fare il safari fotografico”. E lui, appunto, mi fece notare che c’era una notevole differenza: ero arrivato a metà del brano e avevo chiarito molto le intenzioni musicali e le figure alle quali lui teneva molto. Erano molto più precise ed era tutto più dettagliato, e questo è stato un bel ricordo. È stata una svolta, così, cose che capitano; siccome diceva sempre che la musica è sempre legata alle nostre esperienze extra musicali, ho toccato con mano la verità di questa cosa. 

LDM: Quindi, complessivamente l’apprendistato con Donatoni è durato fino al… 

AS: ...fino all’81, quattro anni. 

 Il contenuto integrale dell'intervista è visibile al link sottostante:

lunedì 24 novembre 2014

12 - 13 - 14 Dicembre Masterclass Emanuele Segre


“ASSOCIAZIONE CULTURALE E MUSICALE DE FALLA”
Bari

CONCERTO E MASTERCLASS

 12 - 13 - 14 Dicembre 2014
CORSO DI PERFEZIONAMENTO CHITARRISTICO
( per solisti , ensemble e formazioni da camera )

Docente

EMANUELE SEGRE
  
Infotel: 347.6052769
Associazione Culturale e Musicale “DE FALLA - ”Bari 

Intervista con Stefano Alessandretti, Direttore Artistico del SON Ensemble


- Allora Stefano come procede l'attività del SON? L'ultima volta che ci siamo parlati è stata per l'intervista radiofonica per Guitars Speak... dicembre 2011, ne è passata di acqua sotto ai ponti ...

Buonasera Andrea e grazie dell'invito.
Si effettivamente è passato diverso tempo dalla nostra ultima chiacchierata!
L'attività del SON Ensemble procede molto bene, l'impegno costante di tutti i suoi membri continua a dare i suoi frutti e in questi tre anni trascorsi abbiamo lavorato a diversi progetti, tra cui la realizzazione di un concerto dedicato ad ARS Publica, la partecipazione all'evento Passenger della No Title Gallery, un concerto monografico dedicato a John Cage a 100 anni dalla sua nascita, la partecipazione alla Maratona degli Studi di Fonologia all'interno della 57ª Biennale Musica di Venezia, il concerto-conferenza per Discantus al Teatrino di Palazzo Grassi e numerose altre iniziative.

- Sbaglio o mi sembra che il gruppo di compositori che ruotano attorno all'attività dell'Ensemble sia cresciuto?

Si esatto, a partire da quest'anno abbiamo iniziato a commissionare nuove composizioni per il nostro organico. Il tutto è nato da un concerto in omaggio a Corrado Pasquotti (insegnante dei 3 compositori dell'ensemble) per i suoi 60 anni, organizzato durante i corsi estivi dell'Associazione Culturale Ischia Musica. I compositori coinvolti per l'occasione sono stati Aurelio Samorì, Giorgio Bussolin, Andrea Toffolini e lo stesso Corrado Pasquotti.
La riuscita del concerto e la bellissima esperienza di lavoro ci hanno dato una grande conferma su quello che era uno dei nostri intenti principali… concepire l'ensemble come un vero e proprio laboratorio in cui favorire lo scambio continuo di competenze tra esecutori (strumentali e informatici) e compositori; per cui vogliamo assolutamente proseguire su questa strada.

- Come proseguono i concerti e le attività che svolgete a Ischia? Ormai sembra che quell'isola sia diventata la vostra base operativa...

Effettivamente si, sta diventando una seconda casa per noi e vista la bellezza del luogo e dell'ambiente umano che si è creato in questi anni, aspettiamo sempre con impazienza di prendere parte a questo appuntamento ogni ottobre.
Tutto va davvero bene, il numero degli iscritti ai corsi musicali è costantemente crescente e l'ensemble è coinvolto in molte delle attività dell'associazione; in più la differente formula con la quale veniamo chiamati in causa ad ogni edizione ci da sempre nuovi stimoli professionali. Quest'anno per il corso di Composizione e Live Electronics l'ensemble è stato affiancato al maestro Davide Tiso, nel 2013 per lo stesso corso abbiamo lavorato con Alvise Vidolin mentre nei 2 anni precedenti abbiamo organizzato in autonomia un laboratorio di live electronics e un corso di motion capture per giovani compositori ed esecutori informatici.

- Parliamo un po' di questa vostra nuova iniziativa, questa serie di interviste video che verranno trasmesse sul vostro canale Youtube, come è nata questa iniziativa?

Tutto è nato in concomitanza delle commissioni ai 4 compositori nominati in precedenza; ci siamo resi conto che il nostro interesse nei riguardi della loro attività e la loro formazione poteva essere esteso al pubblico e la facilità con cui è oggi possibile condividere contenuti multimediali ci ha convinti velocemente ad iniziare questa attività parallela che abbiamo chiamato Diamo Voce ai Compositori.
Molto spesso capita di lavorare per l’esecuzione di opere di autori dei quali il pubblico ignora l’estetica, la formazione e/o i legami con altri autori, a causa della mancata divulgazione di certi aspetti… l’idea è quella di rompere queste barriere di informazione e aprire la nostra ‘officina’ non solo ai compositori ma anche al pubblico.
D’altronde siamo convinti che il lavoro dell’esecutore comprenda anche questo aspetto e visto che lo studio delle opere non può prescindere da una conoscenza approfondita dell’autore, non vediamo il motivo per il quale ciò non debba valere per l’ascoltatore!
Tutto ciò è fondamentale per la migliore comprensione possibile delle composizioni che noi stessi promuoviamo.

- Ultima domanda: cosa ha in serbo il SON per i chitarristi?

Ottima domanda! Beh intanto posso dirti che il nostro chitarrista, Leonardo De Marchi, ha da poco registrato audiovisivamente 2 opere, la Suite Op. 164 di Ernst Krenek e i miei Due pezzi laconici, entrambi reperibili sul nostro canale youtube; poi tra i diversi brani chitarristici che abbiamo in programma posso anticiparti l’uscita di un nuovo lavoro per 2 chitarre di Giovanni Sparano, 2 nuovi miei lavori per chitarra, uno dei quali prevederà l’utilizzo della preparazione dello strumento, l’esecuzione di Algo di Franco Donatoni (un brano che sta a cuore a tutto il SON!) e alcuni brani di Aurelio Samorì, per una e per 2 chitarre. Inoltre abbiamo in mente di riprendere in mano il repertorio per chitarra elettrica, che ultimamente siamo stati costretti a trascurare, e abbiamo in cantiere un progetto per chitarra e live electronics, ma di questo non posso ancora anticiparti nulla… magari potrebbe essere un pretesto per incontrarci di nuovo tra qualche mese!


domenica 23 novembre 2014

Domenica 23 Novembre @ Nicolaus/Bari : Orchestra De Falla & Di Modugno


Domenica 23 Novembre 2014, ore 20.30
Nicolaus Hotel & Events, via Ciasca n.27 BARI

ORCHESTRA DI CHITARRE DE FALLAdirettore PASQUALE SCAROLA
con il solista:  NANDO  DI  MODUGNO  (chitarra)

<< Dal Classico al Jazz >>

con  musiche di Vivaldi - Turina - Malats - Bellinati - Jobim - Azevedo 

 Orchestra di Chitarre De Falla
-          Nata oltre 10 anni fa vanta ormai circa 250 concerti in tutta Italia !
Nel suo genere è unica in Europa, e sta proponendo un nuovo modo di fare musica rivisitando, in chiave chitarristica, il repertorio  di svariati generi musicali : da quella Classica al Flamenco e al Jazz, fino a quella del giorno d’oggi (come i Beatles e i Queen), con particolare riguardo alle trascrizioni da altri strumenti, curate personalmente dal Maestro Pasquale Scarola e che costituiscono autentiche novità nel quadro della musica per chitarra.

NANDO  DI  MODUGNO
-          Appassionato alla letteratura delle varie epoche storiche del suo strumento, Nando Di Modugno è anche particolarmente interessato alle diverse forme di espressione musicale contemporanea: la sua versatilità e la sua curiosità musicale gli hanno consentito di collaborare con musicisti di varia estrazione e di condividere esperienze musicali disparate in Italia e all'estero (Francia, Svizzera, Germania, Ungheria, Svezia, Australia, Grecia). Ha suonato in orchestra sotto la direzione, fra gli altri, diEnnio MorriconeDaniele Gatti e di Jurg Henneberger.

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Secondo “main event” della
9^ Rassegna Chitarristica della Puglia - Stagione 2014
Nicolaus Hotel & Events, Bari    /    Auditorium E-Campus, Bari
Classica  °  Jazz  °  Flamenco  °  Folklore Sudamericano  °  Autori Moderni
Direzione Artistica a cura del M° Pasquale Scarola

Patrocinata dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo ;
Patrocinata dal Comune di Bari – Assessorato Marketing e Cultura ;
Cofinanziata dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale ;
Organizzata dalla Associazione Culturale e Musicale De Falla .

<< La particolarità di creare una Rassegna che pur appartenendo al mondo della musica classica, riesce a vantare un programma estremamente accattivante, innovativo ed eterogeneo, è l’ elemento vincente e alla base della sua crescita anno dopo anno, che riesce ad attirare e a far appassionare un pubblico vasto e dai più svariati gusti musicali, che non rimane mai deluso ! >>

NB: previste speciali convenzioni per CRAL, Scuole, Enti, o altre Associazioni Culturali…

Per visionare il programma completo della Rassegna visitate il sito web ufficiale:www.orchestradichitarredefalla.it

sabato 22 novembre 2014

Master Class Gitarre mit Tilmann Hoppstock



Liebe Gitarristinnen und Gitarristen
Wir freuen uns, Sie zu informieren über den
MEISTERKURS GITARRE
TILMAN HOPPSTOCK
20.-24.4.2015

Der deutsche Gitarrist Tilman Hoppstock hat sich als Konzertgitarrist, Kammermusiker und mit über 30 CD-Einspielungen einen Namen als hervorragender Interpret der Klassischen Gitarre gemacht.
In einer Boswiler Premiere findet erstmals unter seiner Leitung ein Meisterkurs für Klassische Gitarre statt, der sich den Standardwerken des Repertoires, aber auch Bearbeitungen von Johann Sebastian Bach und zeitgenössischer Musik wie Leo Brouwer, widmen wird. Er richtet sich an Berufsstudentinnen und -studenten und wird mit einem Schlusskonzert „Boswil Surprise“ abgeschlossen.

/Tilman Hoppstock is an internationally renowned guitarist as well as teacher. Besides teaching at the Akademie für Tonkunst in Darmstadt he has established a reputation as a superb interpreter of the classical guitar. This masterclass is open for professional students of music and includes the entire repertoire (also transcriptions) for guitar. Chamber music ensembles are welcome (vocal/guitar, guitar duos – quartets, duos with violin, flute, cello).

Kursdauer: Montag, 20. April, 14 Uhr Kursbeginn bis Freitag, 24. April 2015, nach dem Konzert.
Öffentliches Konzert, Boswil Surprise: Freitag, 24. April, 19.30 Uhr
Kurskosten: CHF 600.- inkl. Vollpension und Übernachtungen im Künstlerhaus Boswil. Max. 12 KursteilnehmerInnen. /CHF 600.–, including full board (breakfast, lunch and dinner) and lodging.
Weitere Informationen und Anmeldung:
Künstlerhaus Boswil, Ort der Musik
Tel. 056 666 12 85


giovedì 20 novembre 2014

Guitars Speak: Le chitarre di Paolo Angeli e Joe Morris e Chris Cretella

Download Podcast 

Questa sera in onda sul programma radio Guitars Speak. L'improvvisazione ricopre da sempre un ruolo importante nell'ambito delle musiche per chitarra. I due dischi che ascolteremo questa sera: Deghe del duo Paolo Angeli e Hamid Drake e Storm del duo Joe Morris e Chris Cretella sono due importanti esempi di improvvisazione contemporanea. Più melodico e legato alla musica etnica mediterranea il lavoro di Paolo Angeli e Hamid Drake, più legato alle forme sviluppata e New York tra Free jazz, new radical music e musica contemporanea nel caso del cd Storm. Puntata per improvvisatori.

This evening on Guitars Speak radio program. Improvisation has always played an important role in the field of guitar's music. Wednesday We will listen to two interesting records: "Deghe" by the duo Paolo Angeli and Hamid Drake and Storm by another duo: Joe Morris and Chris Cretella. Two different records that are two important examples of contemporary improvisation. More melodic and linked to the Mediterranean ethnic music the work by Paolo Angeli and Hamid Drake, more tied to the forms developed in New York between Free jazz, new radical music and contemporary music for the Storm cd playes by Joe Morris and Chris Cretella. All for improvisers.

http://radiovocedellasperanza.it/



Rafael Toral playlist on Blog Chitarra e Dintorni



Rafael Toral plays electronic music today as a jazz musician would play his instrument, applying jazz discipline and working practices to his abstract electronics. The result is truly evolutionary music, once described as "a brand of electronic music far more visceral and emotive than that of his cerebral peers". Melodic without notes, rhythmic without a beat, familiar but strange, meticulous but radically free, it is riddled with interesting paradox. Toral has developed a musical system to physically play experimental electronic instruments and puts it to practice with large-scale project Space Program — a complex network of recordings and performances to deliver music that is full of clarity and space, articulating silence and sound in a thoughtful, yet physical way.


http://rafaeltoral.net/about



Review of WaveFields by Rafael Toral, Moikay 1995



Rafael Toral is a Portuguese electronic engineer with the great passion for music. His sounds tutelar numis are John Cage and Brian Eno: parallel convergences? In a certain sense yes, from both oh them he draws the ideas of music as a process, as pure sound in itself, as an opposition between noise and silence, as the use of an instrument as generator of possibility.
Accomplice the fact to work at those times in a radio network, he begins to think to as to combine among them these influences and to produce a new idea of ambient music. He starts playing an electric guitar Fender Jaguar and starts to record long traces of microtonal ambient. The meeting with Jim O'Rourke makes the rest, Jim produces his first records and introduces him in the New York’s environment. Toral starts to collaborate with Phil Niblock and Rhys Chatham and meet the sonic youth that in that years statred its sonic fly. More. He helps to create a new scene in Portuguese avant-garde, a group of musicians and laptop’s player that really in that years begins to move the first footsteps under the careful eye of The Wire magazine (what will also publish an interesting compilation).
Three the passages in this cd, microtonal ambient we said, layer of sounds produced through the interaction of an ebow and his guitar, blankets of feedback and white noise mixed among them for a sound that becomes substance. Toral has been able to free himself from certain ideas of casualness by Cage however and to overcome the concept of music as "wallflower", as background of Eno’s idea, proposing a personal and interesting project, developed then with other cd and a definitive conversion to pure electronic music.
Very, very beautiful.

martedì 18 novembre 2014

Festival Internazionale di Chitarra Città di Monterotondo

Inizia sabato 22 Novembre la IX Edizione del
 
 
Festival Internazionale di Chitarra
Città di Monterotondo


Giuseppe Chiaramonte's playlist on Blog Chitarra e Dintorni


Born in Italy in 1985, Giuseppe Chiaramonte debuted as a classical guitar concert artist at the age of 15 and has performed many concerts throughout Italy and Germany, meeting with a notable audience and critical success everywhere he has played. 
Among these, he played as solo at the prestigious International Guitar Festival "Brescia Chitarra", at the International Music Festival “Infinitamusica”, at the International Festival Gitarrentage Vaihingen (Germany) and with the Microkosmos Orchestra at Museo Diocesano in Milan. He debuted in Berlin in May 2014 at KunstSalon Maja & Friends and he performed a successful solo recital in the "Giuseppe Verdi" concert hall in Casa Verdi  in Milan, in October 2014, with a Romantic repertoire played on an original Gaetano Guadagnini guitar (Torino 1827). 
Invited in special radio programs dedicated to him, he performed a series of solo concerts with live radio broadcast.
As a winner of the "Sony Classical Talent Scout", his interpretation of Johann Kaspart Mertz's Elegie, live recorded during Sony Talent Scout at the Madesimo Music Festival 2013, will be included in a compilation-CD by SONY CLASSICAL label. 

http://www.giuseppechiaramonte.it/


lunedì 17 novembre 2014

Interview with Enrico Bettinello (Teatro Fondamenta Nuove's Leader) by Andrea Aguzzi


















Since 2003, the Teatro Fondamenta Nuove in Venice is managed by the Cultural Association Vortice The Vortice Association is active since 1998 in the city, especially for music activities, organizing events like “Risonanze” ("Resonance") and “La Costruzione del Suono” ("The Construction of Sound") and carving out a central role in the proposal for a contemporary arts through different sounds and music experiences, from jazz to avant-garde rock, from electronics to musical theater, exploring the relationships with other disciplines and multimedia. The music program, which in the past has often found its place in the space of the Teatro Fondamenta Nuove, is the initial “backbone” of the project management, even if in the intentions of the Association there is the strong will to use the theater as a space, a "place" for productions and shows that also include other forms of art, dance [for which the theater was originally designed with the decennial activities organized by Gennaro Labanca] theater and also seminars, workshops, conferences becoming a possibile cultural model for the city and its creative potential. Located right at the end of the Fondamenta Nuove, overlooking the north of the lagoon, the theater - with a fascinating structure built with bricks and woods - can accommodate up to 200 spectators.

This Interview was made in April 2009

What’s the history of this theater? From how much time is operative for the Venetian cultural events?

The Theater is active from the first half of the nineties and was "born" as a stage for dance, but years after years it’s been increasingly characterizing itself as a "place" for contemporary art in a city where, Biennale excluded, doens’t give so many opportunities for comparison for these kind of events. After having organized several nice concerts at the Theater, since 2003 the Association Vortice directly manages the “place” and has found in these recent years a central role in the Venetian cultural landscape.

What are its main characteristics? What shall you offer to the artists, whether they are engaged in dance, theater, music or multimedia?

The theater has a very simple and "post industrial" structure, with a rectangular plan and a big stage: the characteristics are the brick walls, which often fascinate artists and companies, which create a set with a simple design but with great emotional impact. The technical department, which is managed by a high quality staff, has a wide technical sheet [yuo can read it on our website], and of course, allows artists many very different technical possibilities, even if compatible with the space of the stage. How many people work for the theater’s organization? There is an organizational staff of four people, plus interns and external collaborators, while the technical department has, in addition to the managment, a variable number of people with different expertise [lights, sound, set design, drivers ...]
How is made your events organization? What’s more important for you?

Originally both Massimo Ongaro - who was director until the spring of 2008 - and I come from interest and professional fields related to music and the work of Vortice was born with "Risonanze" events, which is still the pride of our programming. In later years we expanded to dance and theater, creating a program where different and various proposals permit a fascinating journey into contemporary culture. Currently the season is made, along with "Resonance", by "danzedautunno" - in collaboration with Arteven - and "Movimenti – gesti di teatro necessario", in collaboration with OperaEstate Festival from Bassano, but also by appointments like "Resi / dance "," Happy New Ears "at New Year Day and so on. Over the years, the emphasis is increasing between the interaction between all these paths, the possibilities of residence and network that the presence of the artists can create.
What’s people reaction to yours events? I personally have seen several concerts here over the years and have always found the theater sold out, even if the proposals were not .. so easy...

About the music, we have built an audience over the years and I can say with pride that "Risonanze" got an European dimension [ Wire speaks about us, etc.] people who comes to our theater knows that pur quality is high, which in contemporany art is very important. We have, in addition to fans of dance and contemporary theater, a large public of university students, very curious about new linguistic and expressive experiences. I shall say that the public reacts in different ways, it pay a lot of attentino and it’s always respectful, even if they can develop their own opinion and this is for us a great result, we live in a era of or great indifference or blind and enthusiastic cult to everything is sold the “cult’s” logo.

Since 2003, Risonanze and La Costruzione del Suono have joined the Theater, would you like to talk us about these two historical events? I was still a university student when I went to hear their concerts to IUAV and they were always nice experience .... perhaps we met in one of those occasions ...

As I mentioned, "Risonanze" was born before we get the Theater’s managment, we worked inside the IUAV and we felt it was natural to find a "home" that would ensure continuity and development. riguarda La Costruzione del Suono, developing a roadmap artistic workshop about music and new technologies, was linked to the Centro Culturale Candiani and it had, in spite of what it was maybe perceived today [perhaps because the place did not have at those times of a great benefit from the public] a great success, with concerts of artists like Mouse on Mars or Otomo Yoshihide, but also seminars with students who have called from all over Europe. There is no doubt that in many “Risonanze”’s proposals we can find tension and the reflections of that experience.

How do you think that this global economic crisis will hit with the Theater’s programming? Are there any warning signs from sponsors?

The situation is difficult in any industry and culture among those is the who suffer most, although, paradoxically, I think this is precisely the time to push, because only from culture can be sent inputs to change, grow, compete. The Council for Cultural Production of the Municipality, as well as that of the Province, over the years have shown great sensitivity in supporting our work: clearly the crisis greatly affects the municipality funds, but I hope that throught a costant dialogue with our interlocutors, we can find together the ways to not bring down the quality and the numbers of our projects.

What’s your opinion about the market crisis of the discografic industry with the transition from digital downloading in mp3 and all this new scenario?

This is a question that would require long and not easy answer: let’s say that the crisis now appears to me as inevitable and perhaps that we should have been able to notice that before. Let's say you shall have a chat with a 18 years old boy to see the end of years of beliefs: music as we have conceived it, in terms of an object, myth, religion, will no longer exist. New technologies, such as in the past with other revolutions, are always a challenge and I am eager to dive into what they bring. The market for CDs, as well as that of vinyl, will be quickly and progressively marginalized, but not eliminated. The music still needs to remove a series of old behaviours that, in good or bad faith, plague her.

What have to do an artist that would like to play in the Theater?? What do you ask to the artists?

We get dozens of proposals each week, of all types, from the most inaccessible rockstar to the impossibile block of flats’singer! Over the years We have developed a network of relationships of hight trust and quality, as well as an our artistic profile, but we are always curious to hear new things. Those interested can send a CD to our address found on the web. By artists I ever expect to be surprised, I do not like much those who do not take risks and unfortunately this happens more often than many people think, even in the most talented musicians.