sabato 28 novembre 2015

Ruben Mattia Santorsa in Concerto, Napoli 4 dicembre


MASTER-CLASS col chitarrista LUCIO MATARAZZO / Bari, 5-6-7 Dic. 2015

CONCERTO E MASTER - CLASS(corsi di perfezionamento chitarristico)
col chitarrista 

LUCIO MATARAZZO

Bari,  5 - 6 - 7  Dicembre  2015
 
   
 
 
--- Per la prima volta assoluta a Bari! ---

Master-Class
 :  6 - 7  Dicembre
 2015 
Corso di perfezionamento chitarristico
per solisti, ensemble, formazioni da camera,
effettivi e/o uditori

 

Per Informazioni :Associazione Culturale e Musicale De Falla - Bari
Tel: 347.60.52.769  ;  Fax: 080.099.99.10


Concerto
 : Sabato 5 Dicembre
 2015  ore 20.30 
Presso Nicolaus Hotel & Events - BARI
Orchestra di Chitarre De Falla , direttore Pasquale Scarola
solista Lucio Matarazzo
in " SPAGNA E SUD AMERICA"

venerdì 27 novembre 2015

La musica di Sir Richard Bishop


Tangier Session è l’ultimo disco in solo realizzato da Sir Richard Bishop, chitarrista, improvvisatore, compositore statunitense, membro fondatore del gruppo Sun City Girls. L’ascolto di questa sua ultima, ottima, fatica discografica uscita per l’etichetta indipendente Drag City, rappresenta l’occasione per fare due chiacchiere sulla sua musica e sul suo stile chitarristico, riascoltando un paio di altri suoi lavori del passato.
Cominciamo con Improvika, cd uscito nel 2004 per la Locust Music, il suo secondo lavoro dopo Salvator Dalì, prodotto nel 1998 per la Revanant Records di John Fahey. Questo disco si compone di nove brani interamente strumentali (Bishop non canta mai), nove brani basati sull’improvvisazione, elemento strettamente caratterizzante lo stile del nostro chitarrista. Improvika definisce già lo stile del nostro uomo: improvvisazioni estremamente curate basate su strutture modali che attingono pienamente al blues afroamericano, alla musica indiana e a quella araba. Sono evidenti le origini libanesi di Bishop e l’uso estensivo di accordature aperte. E’ un bel disco che segnala al mondo la presenza di un nuovo chitarrista caratterizzato da uno stile molto personale e unico, che allo stesso tempo, si inserisce pienamente nella tradizione di Basho e di Fahey.



While My Guitar Violently Bleeds esce nel 2007 per la Locust , ed ha un carattere decisamente diverso da Improvika, sono tre brani dalla struttura più estesa per chitarra elettrica e acustica caratterizzati non solo dalle improvvisazioni modali ma anche da loop, drones e noises vari. E’ un salto di qualità verso una musicalità più contemporanea e di avanguardia che tuttavia ben si integra con i precedenti ascolti: la chitarra di Bishop non solo sanguina violentemente, ma anche ringhia e digrigna i denti scorrendo su corde affilate, non è un disco semplice, la sperimentazione qui si fa più audace e l’atonalità è una costante.



E arriviamo all’ultima fatica: Tangier Session, uscito quest’anno per la Drag City. Le sonorità qui sono più vicine a quelle di Improvika, ma sono più mature, sono passati più di dieci anni e i due dischi testimoniano i notevoli progressi fatti da Bishop nell’arricchire il proprio vocabolario e lessico musicale.
Allo stesso tempo questo disco è anche qualcosa di più: è una sorta di storia d’amore tra un uomo e il suo strumento, tra un musicista e la sua chitarra. Qualcosa che si pone tra un racconto di X File e l’Amarcord di Fellini. Nel corso delle sue peregrinazioni attraverso il mondo, a Genova, porto di mare italiano, Bishop scova questa chitarra, uno strumento sicuramente vintage in un piccolo negozio perso nei caruggi della città, se ne innamora, la compra e la porta con se fino a Tangeri, in Marocco, dove nella tranquilla solitudine di una casa locale riesce a trovare la quiete, la concentrazione e la giusta ispirazione per creare le musiche che registrerà, così, di getto con una rudimentale strumentazione per questo nuovo album. Dalle dita e dal plettro di Bishop esce un suono caldo e allo stesso puro, pulito, nitido e così bello all’ascolto, dall’incontro con questo strumento di cui si sa solo che ha circa un secolo di vita alle spalle e che era stata venduta da un distributore della Georgia, tale C. Bruno & Sons, nascono brani che sono il risultato di continue ibridazioni tra musica del medio oriente, flamenco, musica gitana, folk americano, musica classica, jazz e quant’altro possa riuscire a esprimere la creatività di Sir Richard Bishop. Per lui, mescolare stili e perseguire esperienze musicali non comuni o fuori da “normali” percorsi turistici terzomondisti è diventato un vero e proprio stile di vita. E' stato socio fondatore dei Sun City Girls, un trio che saputo scolpire un vero e proprio percorso attraverso la scena internazionale creando una improvvisazione ai confini tra rock, jazz, world, punk e musica sperimentale in una forma onnicomprensiva catturata da 50 album, cassette e video di concerti per oltre 26 anni, a partire dal 1979. Condendo le loro leggendarie performance con continui riferimenti al misticismo, alla religione, agli UFO, al ritualismo e al teatro Kabuki ... riflettendo la loro disinibita gamma musicale.

Personalmente ritengo che con Tangier Session Bishop sia riuscito ad alzare ancora un po’ più in su il livello qualitativo delle sue incisioni discografiche riuscendo a raggiungere e a eguagliare l’altra intensità e quello “stream of consciousness” creativo che riesce sempre a sprigionare nei suoi concerti. Uno dei migliori dischi del 2015.

giovedì 26 novembre 2015

Sir Richard Bishop - The Rotunda, Philadelphia 4/12/2015 on Blog Chitarra e Dintorni


Richard Bishop is an American composer, guitarist and singer best known for his work with the Sun City Girls. He styles himself Sir Richard Bishop.

mercoledì 25 novembre 2015

Una Serata con Mr. Bream - An Evening with Mr. Bream: Dances of Dowland

25 novembre 2015: Dances of Dowland

Ancora Dowland, ancora il liuto. Bream continua a alternarsi tra musica contemporanea e musica rinascimentale-barocca. I sedici brani che fanno parte di questo disco sono tutti pezzi del grande virtuoso rinascimentale inglese, tutti piccoli capolavori ormai entrati di diritto nella storia della grande musica.


November 25, 2015: Dances of Dowland

Even Dowland, still the lute. Bream continues to alternate between contemporary and Renaissance-Baroque music. The sixteen songs played in this record are all pieces by the great virtuoso English Renaissance, all small masterpieces now entered by law in the history of great music.

Radio Podcast

martedì 24 novembre 2015

Sir Richard Bishop Live in Italy Tarcento Villa Moretti 10 05 2014 on Blog Chitarra e Dintorni


Richard Bishop is an American composer, guitarist and singer best known for his work with the Sun City Girls. He styles himself Sir Richard Bishop.

lunedì 23 novembre 2015

The music of Sir Richard Bishop


Tangier Session is the last SOLO record realized by Sir Richard Bishop, American guitarist, improviser, composer, founding member of the band Sun City Girls. Listening to his latest, excellent, recording effort produced by the indie label Drag City, it’s the opportunity to talk about his music and his guitar style, listening again to a couple of his older records.
Let's start with Improvika, cd released in 2004 for the Locust Music, his second job after Salvador Dali, produced in 1998 for the Revanant Records of John Fahey. This record consists of nine songs entirely instrumental (Bishop never sings), nine songs based on improvisation, element closely characterizing the style of our guitarist. Improvika already defines the style of our man: extremely smart improvisations based on modal structures that fully draw on the African American blues, Indian and the Arabian music. We are read in this record Bishop’s Lebanese origin and the extensive use of open tunings. It 'a good record that indicates to the world the presence of a new guitarist characterized by a very personal and unique style but, at the same time, fully embedded in the tradition of Basho and Fahey.


 While My Guitar Violently Bleeds is realized in 2007 for Locust, and has a character very different from Improvika, here we have three songs from the largest structure for electric and acoustic guitar characterized not only by the modal improvisations but also by loops, drones and various noises. It's a quantum leap towards a more contemporary and avant-garde style that, however well integrated with previous plays: his guitar not only bleeds violently, but also snarls and gnashes his teeth sliding on sharp ropes, not an easy record: experimentation here becomes more daring and atonality is a constant.




And then we get the last effort: Tangier Session, released this year by Drag City. The sounds here are closer to Improvika, but they are more mature, it's been more than ten years and these two albums testify to the significant progress made by Bishop in enriching his vocabulary and musical lexicon.
At the same time this record is also something more: it is a kind of love story between a man and his instrument, between a musician and his guitar. Something that arises between an X-File story and Amarcord movie by Fellini. In the course of his wanderings through the world, in Genoa, Italian seaport, Bishop found this guitar, an instrument definitely vintage in a small shop lost in the small streets of this city, he falled in love with her, he bought it and carried with him up to Tangier in Morocco, where in the quiet solitude of a local house he could find peace, concentration and inspiration to create the music that he recorded, casting rudimentary instruments, for this new album. From the fingers and plectrum Bishop gets a warm and the same time pure sound, clean, clear and so beautiful to listen, by the encounter with this instrument, that we only know that was made nearly a century ago and had been sold by a distributor of Georgia, such C. Brown & Sons, he creates songs that are the result of his continuous hybridization between music of the Middle East, flamenco, gypsy music, American folk, classical, jazz, etc. For him, to mix uncommon styles and musical backgrounds pursued outside "normal" tourist routes has become a real lifestyle. He was a founding member of the Sun City Girls, a trio that managed to carve a real journey through the world stage by creating, through improvisation, a continuous border between rock, jazz, world, punk and experimental music in a form encompassing captured 50 albums, cassettes and videos of concerts for over 26 years, starting in 1979. Mixing their legendary performance with constant references to mysticism, religion, UFOs, ritualism and the Kabuki theater ... reflecting their uninhibited musical range.

I personally think that with Tangier Session Bishop was able to raise a little more the quality of his recordings, reaching and matching the high intensity and the creative "stream of consciousness" that he always managed to give off in his concerts . One of the best albums of 2015.

giovedì 19 novembre 2015

Bill Frisell Solo at Dazzle Restaurant and Lounge Denver Colorado 1/19/14 on Blog Chitarra e Dintorni


William Richard "Bill" Frisell (born March 18, 1951) is an American guitarist, composer and arranger. One of the leading guitarists in jazz since the late 1980s, Frisell's eclectic music touches on progressive folk, classical music, country music, noise music and more. He is known for using an array of effects to create unique sounds from his instrument.




mercoledì 18 novembre 2015

Una Serata con Mr. Bream - An Evening with Mr. Bream: 20Th Century Music


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18 novembre 2015: 20Th Century Music

20Th Century Music è forse il disco più importante della imponente produzione discografica di questo grande chitarrista, prodotto anch'esso nel 1966, mantiene a distanza di quasi 50 anni ancora intatto tutto il suo fascino e la sua modernità. Le musiche di Reginald Smith Brindle, Benjamin Britten, Frank Martin, Hans Werner Heinze e Heitor Villa-Lobos qui registrate hanno saputo superare la prova del tempo per diventare pilastri del repertorio chitarristico moderno.

November 18, 2015: 20th Century Music

20th Century Music is perhaps the most important record of impressive discography of this great guitarist, also produced in 1966, it maintains after nearly 50 years intact all its charm and its modernity. Music by Reginald Smith Brindle, Benjamin Britten, Frank Martin, Hans Werner Heinze and Heitor Villa-Lobos recorded here have been able to stand the test of time to become the pillars of the modern guitar repertoire.

Radio Podcast

mercoledì 11 novembre 2015

Una Serata con Mr. Bream - An Evening with Mr. Bream: Lute Music from the Royal Courts of Europe


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8 Novembre 2015: Lute Music from the Royal Courts of Europe

Julian Bream inaugura il 1966 con un nuovo disco di musiche per liuto. La sua ricerca all'interno delle biblioteca di tutta Europa porta alla luce un nuovo interessante repertorio, questa volta basato sulle musiche per le reali corti europee: lo ascolteremo eseguire musiche di Simone Molinaro, Peter Phillips, John Dowland, Alonso Mudarra, Wojciech Dlugoraj, Hans Neusidler.....e molti altri

8 November 2015: Lute Music from the Royal Courts of Europe

Julian Bream inaugurates 1966 with a new album of music for lute. His research within the library across Europe brings to light a new and interesting repertoire, this time based on the music for the royal courts of Europe: we will listen to him performing music by Simone Molinaro, Peter Phillips, John Dowland, Alonso Mudarra, Wojciech Dlugoraj, Hans Neusidler ..... and many more

Radio Podcast

domenica 8 novembre 2015

sabato 7 novembre 2015

Interview with Paul Bowman by Andrea Aguzzi, third part (made in genuary 2011)



Interview with Paul Bowman, first part
Interview with Paul Bowman, second part

I have, sometimes, the feeling that in our times music’s history flows without a particular interest in its chronological course, in our discoteque before and after, past and future become interchangeable elements, shall this be a risk of a uniform vision for an interpreter and a composer? The risk of a musical "globalization"?

I have no idea what trends are prevalent in today’s new music scene. There was, according to musicologist Joseph Strauss, the illusion that serial music dominated the academic scene in the U.S. in the 1950’s and 1960’s. However, the majority of composers at that time were writing tonal music. So now with the infusion of rock and rap, I guess it’s anything goes. So how can one with authority discount this new style, except if you’re an established composer from an earlier time/style who can see the folly in it. But composers now have it really difficult to find a way to distinguish themselves and make a big name for themselves. It’s sort of like in Germany with the opera art form being dominated by “Regietheater” - directors taking enormous liberties with an opera story plot to fit their vision, which is often at odds with audiences.

Let’s talk about marketing. How much do you think it’s important for a modern musician? I mean: how much is crucial to be good promoters of themselves and their works in music today?

Though improvisers may have more performing opportunities in clubs and other “non traditional” concert spaces - and someone can make a career playing the electric guitar with this type of music - the new-music classical guitarist has to be creative in finding performing opportunities. The guitar societies unfortunately have a museum mind-set. So do the guitar festivals. And most other instrumentalist’s still don’t think the guitar is a serious enough instrument. So I rely on contacts with composers and institutions for my performing concerts. There are some managers/agents, but most of the real legwork is done by the artist.

What do you think about the discographic market crisis, with the transition to digital downloading in mp3 and all this new scenario?

It’s human nature to download things illegally, just like it is human nature to have university students plagiarize their papers and research - items they find on the web all because of the availability that the internet affords. This has unfortunately tainted research so that no real research happens. It used to be also that the waiting for a recording to come into a store would heighten ones expectations and one would value that recording more.

Please tell us five essential records, to have always with you .. the classic five discs for the desert island ...

“400 Years of Classical Guitar” by Arlirio Diaz; any of Segovia’s recordings from the 1920’s and 30’s; “Selling England by the Pound” by Genesis; “Tales from Topographic Oceans” by Yes; my 12 C.D. box set.


What are your five favorite scores?

Le Marteau sans Maître by Pierre Boulez, Piano Preludes by G. Ligeti; Kurz Schatten II by Brian Ferneyhough; Changes by Elliott Carter and Sequenza XI per chitarra sola by Luciano Berio.

With who would you like to play? What kind of music do you listen to usually?

I would like to play with the JACK String Quartet – I think these young guys are tremendous in what they are doing for New Music. I think as long as Boulez is conducting, it would be a great experience to work with Ensemble Intercontemporain, as well as collaborate with the composers at IRCAM. As far as what music I hear, it’s very difficult for me to just engage in “casual” listening. I enjoy the silence of nature from where I live! I also had one of the most profound experiences in silence while performing in the premiere concert of the new Conrad Prebys Concert Hall at U.C. San Diego. The acoustician was Dr. Cyril Harris.

Your next projects? When we will see you playing in Italy?

As I mentioned, I am performing with flutist Harvey Sollberger in February. After that, I will be working on a solo program of transcriptions. Specifically, there is an excellent transcription of Brahms’ Hungarian Folk Dances, as well as transcriptions of Janacek piano pieces. An interesting piece to look at is the fugue from Haydn’s Creation. I would like to learn all the music really well and record this program by the end of this year (2011). In the meantime, living here on many acres in the rural mountains of western North Carolina, I will be a gentleman farmer for at least a year or two – do my projects, as well as to write and defend my dissertation. I would love to have my box set published. There are separate pieces that are published on different labels. However, every one knows it is enormously difficult these days to publish a C.D. project. On my website, one can listen to some great pieces - (www.paul-classicalguitarist.com). As far as teaching, I would be happy to be a guitar professor nearby and not have to move from my pristine, idyllic location! As for Italy, Mr. Tallini mentioned about inviting me to perform at a guitar festival in Rome that he was organizing, but I never heard back from him. I would like to return to Italy, as the musical life is wondrous!

A last question …. the Blog is read by several students .. any good advices to give them?

Find your voice and follow through with your convictions.

This is really the last question .. which is more a reflection: Luigi Nono said "Other thoughts, other noises, other sounds, other ideas. When we listen to, we often try to find ourselves in others. To find our mechanisms, system, rationalism, in the other. And this is a quite conservative violence. "... Now .. does experimentation free ourselves from the burden of having to remember?

Absolutely.

Thank you very much, Paul!

Festival Corde d'Autunno 2015 secondo appuntamento

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Appuntamenti del Festival - Centro Asteria piazza Carrara 17.1 Milano










 
 





sabato 7 novembre 2015

ore 15:00 Mostra di liuteria 
Francesco De Gregorio - Daniele Marrabello - Stefano Moccetti - Fabio Zontini -Angelo Vailati 
ore 14:00 - 19:00 Masterclass Massimo Lonardi & Lorenzo Micheli
ore 15:00  Incontro sulla nuova musica scritta per chitarra classica 
musicisti: Andrea Monarda - Carlo Mattiuzzo
musiche di: Claudio Ambrosini, Giorgio Gaslini, Terry Riley, Alessando Solbiati e Giorgio Colombo Taccani.

 
domenica 8 novembre 2015 
 
ore 15:00 Mostra di liuteria 
Francesco De Gregorio - Daniele Marrabello - Stefano Moccetti - Fabio Zontini -Angelo Vailati 
ore 17:10 prova comparata degli strumenti esposti
ore 18:00 Concerto duo Massimo Lonardi & Lorenzo Micheli
clicca per il programma
domenica 13 dicembre 2015
 
Concerto partecipanti Master Musica da Camera
 

Quartetto di chitarre
Luca Battioni, Thomas Ettorre, Gianluigi Ubezio, Mirko Regazzoni

Duo Italiano
Silvia Bontempi (violino) Stefano Sanzogni (chitarra)

Duo Colona-Ricci
Lydia Colona (clarinetto) Tommaso Ricci (chitarra)

venerdì 6 novembre 2015

Intervista con Rüdiger Krause di Andrea Aguzzi



La prima domanda è sempre quella classica: come è iniziato il tuo amore e il tuo interesse per la chitarra e quali strumenti suoni o hai suonato?
Mio padre era solito suonare strumenti diversi. Uno di loro era una chitarra archtop di color bordeaux con die fori di risonanza a forma di goccia. Poiché questo tipo di chitarra mi sembrava essere piuttosto comune, sono sempre stato affascinato dalle chitarre classiche. Mi sembravano molto più esotiche.La mia chitarra preferita è una Fender Stratocaster del 1983. Mi è stata regalata quando avevo 15 anni E' la chitarra chiamata Carla. Le mie chitarre acustiche sono realizzati da Hanika (classica), Larrivee (acustica) e Lakewood (baritona).

Qual è stata la tua formazione musicale, con quali insegnanti hai studiato e che impressione hanno lasciato nella tua musica?
Mio padre mi ha insegnato come suonare semplice accordi e come improvvisare con la scala pentatonica. Mi ha anche detto, che è meglio prendere tempo e rilassarsi mentre si improvvisa un assolo. Mio padre ha lavorato come psicologo, non come musicista. Sono andato a scuola di musica a Magdeburgo negli anni '80 e ho studiato chitarra jazz a Dresda dal 1991 al 1998. Il mio insegnante di Dresda era Ralph Beutler. Aveva un sacco di pazienza con me e mi ha dato tutto il tempo e lo spazio di cui avevo bisogno per lavorare su miei progetti personali. Ho preso alcune singole lezioni a New York con Ben Sher che mi ha insegnato alcune importanti nozioni di base per la la chitarra solista e Mike Stern, che ha ascoltato alcune mie improvvisazioni e ha scritto un paio di esercizi che mi hanno aiutato molto per arricchire le mie improvvisazioni.

Quanto tempo hai impiegato per registrare il tuo ultimo cd "A Guitar named Carla"? Mi sembra quasi il progetto di una vita, sapendo quanto ti piace la musica di Carla Bley e quanto ti ha influenzato ...

Il processo inizia sempre con l'ascolto. Quindi potrei dire che ho iniziato a preparare A Guitar named Carla" quasi 30 anni fa. In realtà, ho iniziato a organizzare la musica di Carla per le chitarre nella primavera del 2013, due anni prima che il CD fosse finito. Ho iniziato a registrarlo nel maggio 2013 presso il A Trane Studio Berlin. In 3 giorni in maggio e giugno ho registrato sette pezzi. Nel mese di agosto ho trascorso una settimana a New York e ho fatto una sessione di registrazione di 2 ore nel pomeriggio del 13 agosto con Carla Bley e Steve Swallow al Peter Karl Studios. Abbiamo registrato cinque tekes di "Lawns". Nel Settembre 2013 sono tornato a Berlino, col tecnico del suono Jörg Surrey ho preso cura del mix, fatto alcune altre registrazioni e ha aggiunto alcune sovraincisioni. Ci sono alcune frasi in loop nella mia performance dal vivo e ho pensato che fosse meglio per dare più vita in queste frasi suonarle istantaneamente su una traccia separata invece di utilizzare il Looper in Studio. Il 31 Ottobre 2013 ho registrato Ida Lupino, il 4 Dicembre 2013 ho registrato Funnybird Song. Nel gennaio 2014 ho registrato
Reactionary Tango e ha apportato alcuni missaggi. Nel Dicembre 2014 ci siamo incontrati per alcuni cambiamenti nel mix finale. Il mastering è stato fatto il 9 Marzo 2015.

Nel libretto che accompagna il tuo cd si parla di tempi della DDR, come erano quei tempi? Voglio dire quanto era difficile ascoltare e suonare jazz?
Non era difficile. Il sistema della DDR aveva sempre paura delle voci critiche. D'altra parte i leader socialisti hanno cercato di mostrarsi come parte di un movimento progressista. Il Jazz è sempre stato collegato con lo sfruttamento della gente di colore negli Stati Uniti. Era molto più facile per dei comunisti accettare il jazz strumentale piuttosto che canzoni rock basate sui desideri, che non era possibile soddisfare stando dietro a muri e recinzioni.La scena Jazz nella DDR aveva un sacco di grandi musicisti e molti jazzisti di fama internazionale hanno suonato da noi. C'era un sacco di jazz trasmesso in radio. In quasi tutti i settori della DDR spesso era anche possibile ascoltare la radio della germania occidentale.Devo ammettere che la DDR che io conosco era quela degli anni ‚80. Ci sono stati momenti molto più difficili per i musicisti e gli amanti della musica negli anni Sessanta.

Che significato ha l'improvvisazione per la tua ricerca musicale? Pensi che sia possibile parlare di improvvisazione per la musica classica o dobbiamo rivolgersi ad altri repertori come il jazz, la musica contemporanea, ecc?

L'improvvisazione ha sempre fatto parte della creazione della musica. A mio parere è difficile tracciare la linea tra l'improvvisazione e la composizione. E‘ stato detto che J.S. Bach sia stato un improvvisatore sorprendente e ha improvvisato un sacco nello sue composizioni. Tutte le cadenze nei concerti classici davano spazio per il solista di improvvisare, questo fino a quando qualcuno ha deciso di mettere tutto per iscritto. E così sempre più questa pratica si è persa nella musica classica.
Tutti gli assoli famosi di chitarra, sassofono o di pianoforte assoli storia della musica rock sono iniziati con una improvvisazione. David Gilmour, per esempio, ha dovuto praticare tutti i famosi assoli di chitarra dei Pink Floyd per i suoi spettacoli dal vivo. Le improvvisazioni che ha suonato in Comfortably Numb o in Shine On You Crazy Diamond sono diventati parte della composizione, proprio come le cadenze scritte nella musica classica.
I musicisti jazz che improvvisano sui loro pezzi preferiti, ancora e ancora, per anni sviluppano una sorta di un concentrato delle loro idee. Che potrebbe essere molto più di una composizione, più di quanto noi pensiamo.

Qual è il ruolo del "errore" nella tua visione musicale? Per "errore" intendo una procedura errata, un'irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e sorprese inaspettate

Molte persone non pensano che sia buona parlare una lingua straniera con un accento particolare. I tedeschi cercano di parlare inglese come gli inglesi o americani. Ma ci piace ascoltare le persone francesi o italiane (!) che parlano inglese o tedesco con il loro accento affascinante. Credo che, ognuno dovrebbe essere a posto con il suo stile particolare. Non siamo diventati artisti per copiare qualcuno. Miles non sarebbe diventato questo musicista unico se fosse stato in grado di copiare Dizzy. Django Reinhard ha dato ai chitarristi una nuova direzione con il suo handicap sulla mano sinistra. C'è un sacco di errori che amo nei miei dischi preferiti.

Parliamo di Marketing. Quanto pensi sia importante per un musicista dei nostril tempi? Voglio dire, quanto pensi sia importante essere buoni promotori di se stessi?

Penso sia importante. Vorrei essere capace di promuovere meglio la mia musica.

A proposito di dischi preferiti, quali sono i tuoi dischi TOP, i tuoi 5 dischi da avere sempre con se, i cinque dischi da ascoltare sull’Isola Deserta?

J.S.Bach – Mass in B minor
John Lennon – Walls And Bridges
Carla Bley – live!
L.v.Beethoven – Piano Concerto No.5
Charlie Haden Quartet West – Always Say Goodbye

Credo che Kind Of Blue e qualche disco dei Beatles si dovrebbero trovare sempre su ogni isola deserta che si rispetti ;)

 E i tuoi cinque spartiti preferiti?

Michael Kamen – Brazil
Bernard Hermann – The 7th Voyage of Sinbad
Thomas Newman - The Shawshank Redemption
Ennio Morricone - Once Upon A Time In America

Aggiungerei anche grande musica per film come:
The Last Waltz – The Band
Amadeus – Mozart
The Wall – Pink Floyd

Con chi ti piacerebbe suonare? Che musica ascolti di solito? 

Vorrei suonare con il batterista Jim Keltner e il suonatore di tuba Howard Johnson e poi con qualsiasi musicista sconosciuto che mi sorprenda con nuove idee e sicuramente Carla e Steve.
Per la musica direi i miei preferiti di sempre: Bach, Beethoven, Beatles, Bley, Miles, Gil Evans, Billy Joel, Pat Metheny, Pink Floyd.
Ma c’è un sacco di musica e di musicisti interessanti in giro e cerco di ascoltare musica nuova ogni volta che posso.

I tuoi prossimi progetti? Quando ti vedremo suonare in Italia?


Sto pensando di registrare un secondo album in solo con mie composizioni. E di suonare ancora con il mio Trio "Electric Krause".Per quanto riguarda l'Italia, ho preso contatto con il direttore di Alto Adige Jazz Festival. Spero di portare la mia chitarra di nome Carla in un sacco di ottimi posti in Italia. Sono sempre aperto per qualsiasi suggerimento!