giovedì 3 marzo 2016

Recensione di Codice a Barre di Oronzo Persano e Andrea Epifani, L'Arca del Blues, 2015



Sospensione. Mi sembra sia questa la parola più adatta per definire le musiche contenute in questo "Codice a Barre", uscito nel 2015 per L'Arca del Blues e suonato dal giovanissimo e  promettente chitarrista Andrea Epifani.
Non è la prima volta che i percorsi (musicali) del compositore salentino incrociano quelli (digitali) del Blog Chitarra e Dintorni, era già successo col cd "Ero alle Porte Dell'Est. Forse" e nel nostro precedente incontro ero rimasto profondamente colpito dal linguaggio musicale del Maestro Persano, avevo parlato di una "metafisica personale" che ritrovo con piacere anche in questo nuovo lavoro.
Le musiche di Persano hanno una capacità assolutamente personale di creare e mantenere un'originale sospensione, quasi che non risentano minimamente né della forza di gravità né dei confini fisici dello spazio e del tempo: le note che entrano e escono dai suoi brani sembrano mantenere un sustain che non appartiene allo strumento classico, ingannando l'orecchio dell'ascoltatore.
Persano scava a fondo sfruttando e portando al limite le possibilità timbriche dello strumento definendo una quiete musicale riflessiva, intensa e allo stesso tempo congelata nell'attimo dell'esecuzione: il suo è un suono con una forte componente spaziale che sa occupare sia lo spazio fisico delimitato dal nostro orecchio che il non spazio della nostra mente e dei nostri pensieri.
Un ottimo lavoro. Davvero bravo il giovane Andrea Epifani. Ne vorrei ancora, grazie.


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