sabato 4 giugno 2016

CHIUSO CLOSED


Cari amici, Vi comunico che il Blog Chitarra e Dintorni chiude: da oggi potrete seguirmi nel nuovo Blog NEUGUITARS: https://neuguitars.com/

Dear Friends, I'm glad to inform you that Blog Chitarra e Dintorni is closed: please follow me on my new Blog NEUGUITARS: https://neuguitars.com/


lunedì 2 maggio 2016

my last book Visionary Guitars Chatting with Guitarist on Blog Chitarra e Dintorni


Dear friends, 

http://www.lulu.com/shop/andrea-aguzzi/visionary-guitars-chatting-with-guitarists/paperback/product-22594009.html

I'm very proud to present you my last book: Visionary Guitars Chatting with Guitarist. Twelve interviews with Noël Akchoté,Magnus Andersson, Lucia D’Errico, Davide Ficco, Hans Jürgen Gerung, Scott Johnson, Seth JoselHeike MatthiesenAmanda Monaco, Pablo Montagne, Joe Morris and Marco Oppedisano . Foreword by Miguel Copon. .. you can buy it now (paper format and Ebook) on Lulu.com. You will find it also on Amazon.com, Barnes and Noble, Kindle, Nook, iBooks an many others. I hope you will like it.

Paper format http://www.lulu.com/shop/andrea-aguzzi/visionary-guitars-chatting-with-guitarists/paperback/product-22594009.html

Ebook
http://www.lulu.com/shop/andrea-aguzzi/visionary-guitars/ebook/product-22648893.html

You can find it on Amazon too:

Amazon.it
Amazon.com
Amazon.co.uk
Amazon.de
Amazon.fr
Amazon.jp








ISBN
9781326586935



Pubblished
5 marzo 2016
Language
English
Pages
190

domenica 1 maggio 2016

Il mio nuovo libro "Chitarre Visionarie conversazioni con chitarristi alternativi"


E' davvero con molto piacere che vi comunico che il mio nuovo libro "Chitarre Visionarie conversazioni con chitarristi alternativi" è finalmente disponibile in vendita sul sito di youcanprint.it in formato cartaceo a questo link

Questo libro è il risultato di due anni di lavoro trascorsi nell'intervistare quindici chitarristi conosciuti nel corso di questi sette anni di attività come blogger per il mio Blog Chitarra e Dintorni.

Poter frequentare musicisti come Paolo Sorge, Florindo Baldissera, Simone Massaron, Paolo Angeli, Elena Càsoli, Elia Casu, Vittorino Nalato, Gisbert Watty, Dora Filippone, Alessandra Novaga, Marco Cappelli, Maurizio Grandinetti, Donato D'Antonio, Eugenio Becherucci e Arturo Tallini è stato per me fondamentale per la mia crescita personale, sia dal punto di vista musicale che umano. Sono persone davvero speciali di cui ho imparato ad apprezzare la musica, le idee, l'istinto, il pensiero e la piacevole compagnia. Il titolo “Chitarre Visionarie” riflette proprio questo loro atteggiamento “visionario” nei confronti della loro musica e dei loro strumenti: indipendentemente dal fatto che si tratti di musica, classica, contemporanea, rinascimentale, jazz, avanguardia, blues ciascuno di loro si distingue per il particolare e innovativo approccio nei confronti della chitarra e per il libero, a tratti anarcoide, pensiero musicale.
Per mettere meglio in risalto queste loro caratteristiche ho scelto di fare solo domande aperte lasciando loro il massimo spazio possibile, si tratta in gran parte di domande indirette, come quelle dedicate all'improvvisazione (mia personale ossessione) o all'ambiente culturale in cui vivono. In altri casi sono state poste a tutti loro le stesse domande, come quelle sui generi musicali, su Zappa, sulla “trans-genericità” della chitarra e su Adorno. Come risultato ho spesso ottenuto 15 risposte diverse per ciascuno di loro, tutte ugualmente coerenti, interessanti e sincere.
Rileggendo più volte queste risposte mi sono sorpreso nel tracciare altri collegamenti e connessioni inaspettate tra chitarre, personalità e idee radicalmente diverse tra loro e credo che il risultato finale sia un libro che può presentare diverse modalità di lettura e che alla fine metta in risalto il pensiero creativo di ciascuno di loro.
Il risultato di tutto questo lavoro è un libro autoprodotto di 200 pagine, copertina retinata, carta avorio, con la gentile prefazione di Enrico Bettinello, Direttore del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia. Le immagini in copertina sono opera del Maestro Gianfranco Lai.



sabato 30 aprile 2016

XXIX International Competition of Music Performance ”Rovere D'Oro”


Il XXIX Concorso Internazionale di Esecuzione Strumentale ”Rovere D'Oro”e Giovani Talenti, aperto a tutte le classi strumentali, apre le iscrizioni con una nuova veste. 

http://www.roveredoro.org/it/

The XXIX International Competition of Music Performance ”Rovere D'Oro” and Young Talents, open to all instruments, change his look and open now the applications . 

http://www.roveredoro.org/it/

venerdì 29 aprile 2016

Masterclass dal 31 di Luglio all'8 di Agosto 2016 all' Europäische Akademie für Musik und Darstellende Kunst di Montepulciano Palazzo Ricci



Sono aperte le iscrizioni per la Masterclass dal 31 di Luglio all'8 di Agosto 2016 all' Europäische Akademie für Musik und Darstellende Kunst di Montepulciano Palazzo Ricci. Bellissima occasione di fare musica, approfondire gli studi, ascoltare concerti (a prezzi contenuti) nella bellissima cittadina toscana.
From 31st of July to 8th of August. free places avalaible fpr the Masterclass at the Europäische Akademie für Musik und Darstellende Kunst Palazzo Ricci in the heart of the historic hill town of Montepulciano in the southern part of Tuscany.
Inexpensive accommodation can be arranged in the town both for you and for persons accompanying you directly by the partner agency.

martedì 26 aprile 2016

DUE CHITARRE PER UNIRE IL MONDO di Francesco Stumpo


DUE CHITARRE PER UNIRE IL MONDO
Look at the Big Birds: World Music for Young Guitarists
di Dusan Bogdanovic

Francesco Stumpo

Nel 2011 ho avuto la fortuna di incontrare Dusan Bogdanovic, nell’occasione, sapendo del suo interesse per le musiche del mondo, gli diedi una copia di un mio libro di melodie calabresi che ho trascritto dal repertorio orale del paese di Mesoraca. Dopo qualche mese il grande compositore e chitarrista mi ha chiesto di poter utilizzare una di quelle melodie per una sua antologia per due chitarre di world music, destinata ai giovani chitarristi: sarebbe stata la rappresentante italiana della raccolta, successivamente mi ha mandato la sua elaborazione.
Qualche settimana fa mi ha contattato la bravissima chitarrista sevigliana Carmen Alvarez, dicendomi che il maestro Bogdanovic le aveva dato il mio riferimento in quanto autore di un’analisi dei suoi Six pièces enfantines. La musica per l’infanzia di Bogdanovic è l’argomento su cui lei si sta da tempo interessando, così mi ha chiesto di poterne prendere visione. Tra le altre cose, mi ha detto che nel 2014, insieme al chitarrista, Francisco Bernier, anch’egli di Siviglia, ha registrato una raccolta per due chitarre per giovani chitarristi, per l’etichetta Contrastes Music Records, con brani di world music di Bogdanovic. Così mi ha mandato il link per ascoltare su Spotify questo lavoro. Scorro le tracce e dopo un po’ comincio a pensare: vuoi vedere che….”. Infatti, alla ventisettesima traccia c’è … Vaju me ‘nzuru! Grande, piacevole sorpresa! Raddoppiata quando Carmen mi ha inviato il CD e sulle note di copertina ho letto: “gentilmente donata dal musicologo e chitarrista ………”.
Si tratta di una raccolta di ventotto brani originali per due chitarre, usciti anche in forma cartacea per Les Éditions Doberman-Yppan, basati su melodie popolari di tutto il mondo ed elaborati dal compositore con il suo stile, magistrale e inconfondibile: un vero e proprio distillato di world music sapientemente pensato e realizzato. Come dicevo, l’interesse di questo grande maestro per la musica etnica è noto, oltre che da lui espressamente dichiarato. Come egli indica nel suo bellissimo libro teorico “Ex Ovo”, uno sguardo attento e competente alle musiche del mondo è una delle strade che un compositore contemporaneo può percorrere per uscire dalle “perplessità”. Anche in questa raccolta didattica viene fuori il suo personalissimo stile e la sua conoscenza dei repertori etnici, trattati a volte con mezzi musicali che sottendono anche la sua puntigliosa conoscenza del contrappunto e dell’armonia classica.
I brani sono idealmente divisi per aree geografiche, ma anche per vicinanza stilistica. Oltre a fornire una panoramica completa delle musiche del mondo, il lavoro è utile anche per avvicinare i chitarristi e non al vasto repertorio, compreso quello di dimensioni molto più ampie, di questo autore che ha fatto del sincretismo musicale, inteso sia in senso storico, sia geografico, il fondamento del suo raffinatissimo ed affascinante linguaggio. Scrive lo stesso compositore “Come risultato, questa raccolta è probabilmente l’opera più amichevolmente utilizzabile che abbia scritto fino ad oggi”. Sono dei brani brevi e gustabilissimi, a volte hanno il sapore dell’aforisma musicale: finito di ascoltarne uno, rimane la voglia di ascoltarlo e riascoltarlo ancora, grazie anche alla intensa ed insieme leggera e brillante esecuzione di Carmen Alverez, eccellente interprete anche votata alla didattica chitarristica, e di Francisco Bernier, bravissimo interprete, vincitore, tra l’altro del prestigioso Concorso “Michele Pittaluga”. Sono tutti brani estremamente ispirati e motivati, nati in un momento di grande creatività dell’autore che nella nota di copertina del CD ci dice che sono stati dettati essenzialmente da due dati: il suo interesse per la musica etnica, appunto, e la nascita del figlio Theodor. Come ho avuto modo di scrivere in altra sede, quando Bogdanovic scrive per l’infanzia, riesce a calarsi fino in fondo nella psicologia infantile, quasi a recuperare egli stesso quella dimensione. Ma, specialmente oggi, non è trascurabile il messaggio di unità e universalità, che può dare solo la musica, unendo un brano calabrese ad una melodia russa, piuttosto che un canto nordamericano ad un gamelan balinese. Tuttavia non manca nel lavoro una dimensione che lega i diversi momenti storici, altro tema che sta molto a cuore all’autore della Jazz Sonata. Così nella raccolta troviamo anche due trascrizioni del repertorio classico come l’inno luterano A Mighty Fortress – Germania e Spring Song – Polonia, brano trascritto dalla raccolta “Polisch songs Op. 74 di Frederic Chopin. Inoltre ci pone di fronte all’irrisolto enigma musicologico delle origini della musica, con l’elaborazione del notissimo L’Epitaffio di Sicilo-Grecia, e con due melodie africane: la prima Look at the Big Birds! – Namibia, che da anche il nome alla raccolta, e il secondo Ewe Songdance – Ghana.
Oltre che per i chitarristi, la raccolta può essere utile anche per l’educazione all’ascolto delle musiche del mondo nella scuola di base. Immaginiamo questo gioco: stampiamo una mappa del mondo da internet, poi con delle matite colorate diciamo agli studenti di segnare la parte del mondo da cui proviene il brano che stanno ascoltando.
Come si vede ce n’è proprio per tutti, un lavoro dunque che non può passare inosservato, se non altro per la sola piacevolezza del suo ascolto.





Ecco l’elenco completo dei brani:

1. A Mighty Fortress – Germany
2. A Sad Song – Azerbaijan
3. Anna Loved One by One... – Danemark
4. Arirang – Korea
5. Balinese Dance – Indonesia (Bali)
6. Baluchestan Dance – Iran
7. Epitaph to Seikilos – Greece
8. Ewe Songdance – Ghana
9. Farewell to You – Hawaii, USA
10. Fish Faronika – Slovenia
11. For He’s a Jolly Good Fellow – English
12. Gander in the Pratie Hole – Ireland
13. I’d Love to be a Farmer – Macedonia
14. I’m a Happy Swiss boy – Switzerland
15. In the Summertime – Russia
16. Little Monk – China
17. Look at the Big Birds! – Namibia
18. Mountain Harp – Ecuador
19. Mukô Yokochô – Japan
20. Navajo Song – Navajo, USA
21. Next to my Blonde – France
22. Old Folks at Home – USA
23. Rachel – Sepharad, Israel
24. Šano, Sweetheart – Serbia
25. Spring Song – Poland
26. Two Guys from Brac – Dalmatia, Croatia
27. Vaju me ‘nzuru – Italy (Calabria)
28. When I Went to Bembasa – Bosnia


giovedì 24 marzo 2016

Intervista a Ariel Elijovich di Andrea Aguzzi su Blog Chitarra e Dintorni


http://ariel-elijovich.jimdo.com/

La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il tuo amore e 'interesse per la chitarra e con quali strumenti suoni o hai suonato?

Sì, sono nato figlio di musicisti. Mia madre è una grande pianista argentina e mio padre è un eccellente violinista. Entrambi musicisti classici. Così sono stato introdotto alla musica classica, anche prima di nascere. Ho avuto la possibilità di provare entrambi gli strumenti -violino e Piano- molto giovane, ma non sono stato “agganciato” da nessuno loro. Prima ancora di prendere in considerazione la chitarra classica, io volevo suonare la chitarra elettrica. Così, mio padre disse che dovevo studiare prima la chitarra classica in modo da poter imparare "correttamente". Ho studiato per un anno e mezzo (fino all'età di 9 anni) e poi ho smesso. Credo di essere stato davvero un fastidio per la mia insegnante, Irma Costanzo. Non ho mai studiato più di un paio di minuti al giorno. A tredici anni ho avuto la mia prima chitarra elettrica, una Mustang Fender del 1969 (ce l’ho ancora), e ha iniziato a studiare chitarra jazz.
Ma all'età di 17 anni ho pensato che sapevo meglio quello che volevo dallo studio dell’interpretazione classica - Sono cresciuto seguendo diversi eccellenti esecutori che suonavano tutti i grandi compositori e ho deciso di creare il mio "linguaggio" e così ho deciso di tornare alla chitarra classica. Per quanto riguarda ciò che è che amo della chitarra devo dire che prima di tutto è la qualità del suo suono. Penso che sia stato il gancio “definitivo” per chiunque con qualsiasi strumento: devi amare il suono che si può produrre. Mi piace come suona la chitarra. Amo le possibilità della chitarra per creare dei bei suoni. E mi piace anche il fatto che ci sia un contatto così diretto tra le mani ed i suoni. Ho suonato il maggior numero possibile di strumenti su cui ho potuto mettere le mani, ma sempre in modo amatoriale.

Parliamo del tuo ultimo disco “Hivern Florit, dove suoni le musiche di Joaquín Turina, Angelo Gilardino, Reginald Smith Brindle, Heitor Villa-Lobos, Benjamin Britten e Manuel de Falla, perché hai scelto questi compositori e come?




Ebbene, tutti i pezzi inclusi nel "Hivern Florit" hanno molto a che fare con la mia storia come chitarrista. Alcuni di loro, come "El Polifemo de oro", li ho eseguiti in diversi concerti fin da quando ero un giovane studente. "Polifemo" era in realtà il mio primo pezzo "contemporaneo, non tonale". Considero questa composizione come alcune delle pagine più importanti scritte per chitarra nel 20 ° secolo.
Il Nocturnal di Britten è senza dubbio una pietra miliare nel repertorio di tutte le età. Un’opera profonda e poetica che mi ha profondamente toccato fin dalla prima volta che l’ho sentito. Un'opera d'arte che, come la migliore arte, confronta il performer e il pubblico con il essenza della vita e della morte, l’amore e la disperazione, la passione e il dolore. La Sonata di Turina è, a mio parere, uno dei pezzi più importanti del repertorio spagnolo. Ho studiato o eseguito in concerto tutte le opere di Turina e mi sento molto vicino al suo stile e al suo linguaggio.
Villa-Lobos era, naturalmente, un'altra pietra miliare per la chitarra e, anche se la Suite Populaire in sé non è considerato da molti come uno dei suoi pezzi più importanti, io credo che i suoi diversi choros siano alcuni dei pezzi più “classy” ma i scritti per la letteratura per chitarra. Così gentili e vivi, così pieni di quel mix tra il Brasile e l'Europa, e presentano una buona sfida per creatività . Il pezzo di Falla è, come il Nocturnal, un gioiello unico creato da un compositore incredibile. Due pagine con una tale potenza descrittiva che rappresentano un campo di gioco sorprendente per l'esplorazione dello strumento.
Ho conosciuto la Sonata Nro 2 di Gilardino in uno dei corsi estivi a cui ho partecipato quando vivevo in Italia, studiando con Angelo e Luigi Biscaldi tra il 1999 e il 2006. Mi sono immediatamente innamorato del pezzo. E 'un lavoro molto complesso, pieno di colore. Io amo la musica di Angelo e lui e Luigi sono figure molto importanti per me. Ho pensato che fosse il caso di includere questa Sonata impegnativa e meravigliosa. In tutto, ho registrato questo composizioni perché penso di avere qualcosa di nuovo o di interessante o di diverso da dire con ciascuna di esse. Alcune volte i ritmi sono molto diverse da altre versioni, a volte è una questione di diteggiature della mano sinistra che producono un fraseggio completamente differente. Ho fatto una buona ricerca al loro interno per capire che cosa era che volevo dire ed è così che "Hivern Florit" è venuto alla luce. Questo è il mio primo CD da solista così ho pensato che doveva caratterizzare la musica che è stata davvero significativa per me. Il disco è dedicato a tutti i miei maestri, Irma Costanzo, Eduardo Isaac, Luigi Biscaldi e Angelo Gilardino.

Tu sei un membro di Nuntempe Ensemble dedicato alla musica contemporanea, come sta andando con il quartetto? Il vostro disco "String Machine " è stato un grande cd, che ci puoi dire a riguardo?



Stiamo andando piuttosto bene, grazie! Nuntempe Ensamble è "one of a kind" in Argentina e uno dei pochi quartetti di America Latina dedicati esclusivamente alla musica contemporanea. Lavoriamo attivamente e costantemente chiediamo nuove commissioni ai compositori per nuove opere. Per lo più compositori latinoamericani, ma non solo. Naturalmente abbiamo anche suonato opere già scritte che consideriamo importante (come Haas, Oehring, Furrer e molte altre opere, non solo i quartetti), ma soprattutto ci piace ingrandire il "repertorio" con nuovi pezzi. "String Machine" è stato il nostro secondo CD, ma il primo seguendo questo "manifesto". In questo Cd abbiamo suonato un'opera giovanile di Eblis Alvarez, un compositore colombiano sensazionale che risiede a New York e si dedica al minimalismo psichedelico, e quattro opere di compositori argentini, tutti loro prime registrazioni e dedicate a noi. Al giorno d'oggi stiamo seriamente progettando il nostro terzo Cd. Abbiamo un sacco di nuovo materiale, sia per chitarre elettriche che per chitarre classiche e non vediamo l'ora di trovare in studio e registrare. Alcuni dei nuovi compositori con cui abbiamo lavorato sono Juan Carlos Tolosa, Franco Bridarolli, Diego Taranto, Sebastian Pozzi Azzaro, Cecilia Pereyra (con un secondo pezzo), Pablo Ortiz, Tomás Gueglio, Javier Bravo, Arthur Kampela, Siamo alla ricerca della possibilità di suonare in tour al di fuori dell'Argentina, se qualcuno è interessato!

Che cosa significa l'improvvisazione per la ricerca musicale? Pensi che sia possibile parlare di improvvisazione per la musica classica o dobbiamo rivolgersi ad altri repertori come il jazz, la musica contemporanea, ecc?

Beh, sai che ci sono due tipi di esecutori di musica classica. Quelli che sono completamente impegnati dall'idea del testo e quelli che amano "andare con il flusso". Benedetto Michelangeli potrebbe, forse, essere un esempio del primo tipo, provando ogni passaggio fino a quando non suona esattamente "come si deve" e Martha Argerich, dall'altro estremo, con interpretazioni tempestive e fresche di un pezzo ogni volta nuovo. Credo che l'improvvisazione durante lo studio di un pezzo sia una grande idea. L'improvvisazione è l'esplorazione continua di nuove frontiere e come tale è un "must do" per chiunque nel percorso di cercare di diventare un buon musicista. Ma penso anche che per me funziona bene poi scegliere, tra queste esplorazioni, le cose che io sento rendere di più la bellezza del pezzo, che trasmettono nel miglior modo possibile, esattamente quello che penso il pezzo significchi. Naturalmente c'è un po 'di improvvisazione sempre perché si deve sentire l'umore e la poesia del momento in cui si suona in concerto, sempre. Ma soprattutto lascio l'improvvisazione per il momento creativo di studiare. Le improvvisazioni hanno anche una buona dose di importanza per me quando si cerca di risolvere alcune difficoltà tecniche. Usare l'improvvisazione in un spartito per superare una difficoltà in cui la difficoltà stessa sta come un "motiv" permette di avere un miglior  controllo sullo spartito. Durante la riproduzione di musica contemporanea, l'improvvisazione è molte volte richiesta dalle composizioni stesse, ma, cosa ancora più importante nella musica da camera, per le improvvisazioni bisogna avere regole chiare (fornite dal compositore o fissati da soli) a meno che non si sta andando verso qualcosa di veramente caotico o spontaneo. Si richiede un ascolto pieno e presente di ciò che sta accadendo, e l'abilità di reagire istantaneamente così, è una grande pratica per tutti noi.

Qual è il ruolo del "errore" nella tua visione musicale? Per "errore" Voglio dire una procedura non corretta, un'irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e sorprese inaspettate ...

L'errore è una cosa che di solito ognuno cerca di evitare e, in generale di nascondere sotto al tappeto quando succede. Cerco di ridurre gli errori il più possibile perché penso che siano legati al discorso musicale, ma essi saltano fuori durante gli studi e nei concerti. Durante gli studi è bello avere un errore, perché ogni errore porta le informazioni che danno la sua stessa soluzione. E 'un grande gioco intellettuale per cercare di capire tutte le informazioni che un errore può offrirci per risolvere qualcosa ed diventare un musicita migliore. Mentre sto eseguendo, beh ... sono un essere umano. Preferisco correre rischi con le mie prestazioni e non rendermi la vita facile. Ma soprattutto, credo, quando si mette tutto te stesso in ogni nota le piccole cose che possono andare storte passano in gran parte inosservate per il pubblico. È sempre lo scopo di qualcosa ma anche fa parte della vita accettare ciò che succede e cercare di dare sempre il meglio.

Parliamo di marketing. Quanto pensi che sia importante per un musicista moderno? Voglio dire: quanto è fondamentale per essere dei buoni promotori di se stessi e delle propie opere nella musica di oggi?

Bene, non sono mai stato veramente bravo in questo. Lo so che è importante fare in modo da poter condividere il mio lavoro perché è quello che so fare meglio. Non credo che sia davvero un obiettivo impostare se stessi per diventare "conosciuto". Io cerco sempre di fare la migliore musica che posso e condividerlo in tutti i modi a mia disposizione (social media ad esempio), senza dover cambiare la persona che sono. Non credo nel gioco del "repertorio orecchiabile" o vestirsi in un modo speciale. C'è un sacco di persone che suonano davvero bene oggi e sono contento per questo. E tutti lo facciamo perché è divertente, è una esperienza che cresce, che permette di godere il mondo in un modo speciale, una possibilità che poche persone hanno in questi giorni. Voglio dire, la riproduzione di musica è la migliore ricompensa in sé. Se avete la possibilità di suonare per un pubblico più grande ogni volta, è grande. Ma soprattutto arrivare a conoscere persone, come te, e condividere e imparare dagli altri. Ti ho visto intervistare Elliot Simpson nonmolto tempo fa. Che musicista incredibile! Era in Argentina qualche mese fa e ho organizzato un piccolo concerto ed una masterclass per lui a casa mia, è stato fantastico e abbiamo avuto colloqui meravigliosi e serate e cene. Ecco, questo è ciò che la musica è per me. Io non sono un bambino prodigio, io non sono un vincitore del concorso multiplo. Sono un musicista onesto che cerca di condividere tutto quello che so con chi vuole ascoltare. Sono contento per ogni occasione che ho per farlo.

Ci dici  cinque dischi essenziali, per avere sempre con te .. i classici cinque dischi per l'isola deserta?

Di tutti i generi? Questo è difficile ... Credo che uno sarebbe Martha Argerich, ho un cdcase di 4 dischi con concerti per pianoforte, tra cui Ravel, Prokovief, Schumann, Chopin e di più (questo è uno. Spero che non sia barare). La seconda sarebbe YES - Close to the Edge. E uno degli album della mia infanzia e ci sono davvero affezionato. Davvero un fan YES! Ho un disco del Quartetto Borodin con tutti i quartetti per archi di Tchaikovsky, più Souvenir de Florence, che è un pezzo che amo. Anche Verklärte Nacht per Shönberg. Ho una bella versione dalla Julliard SQ e questo è il quarto quindi credo che l'ultimo dovrebbe essere il White Album dei Beatles o qualche jazz come EST (Esbjorn Svenson Trio) o magari un po' di Gismonti. E 'davvero difficile da dire. Lied von Erde di Mahler lotterebe bene per il suo posto nel mio sacco.

Quali sono i tuoi cinque spartiti preferiti?

Questa è anche una domanda molto difficile a cui rispondere. In un certo senso, i miei spartiti preferiti sono quelli che ho registrato in "Hivern Florit". Ma ci sono spartiti che coinvolgono anche la musica da camera, ... ho avuto la straordinaria opportunità di suonare in "Index of Metals" di Fausto Romitelli due anni fa ed è diventato subito uno dei preferiti. Amavo anche essere una parte di "Les Espaces Acoustiques" di Gerard Grisey. Il quartetto di chitarre di Haas è un pezzo che ho trovato estremamente interessante da suonare e studiare. "Salut fur Cadwell" di Lachenmann.... C'è un sacco di musica all'orizzonte ... !!

Con chi ti piacerebbe giocare? Che tipo di musica ascolti di solito?

Io ascolto tutto ciò che viene a portata di mano. Mi piace ascoltare i miei colleghi e scoprire nuovi pezzi o modi di suonare. Mi piace ascoltare la musica contemporanea e sperimentale. Ascolto anche molta musica da camera, jazz, rock degli anni '70 e '80. Anche se, ci sono anche momenti che non voglio ascoltare nulla. Solo un po 'di tempo in silenzio.

Con chi mi piacerebbe suonare ... non so se ho capito bene la domanda. Se ho una sorta di "eroe" mi piacerebbe suonare con? ... Forse sarebbe Julian Bream. In caso contrario, mi piace suonare con il maggior numero di buoni musicisti come posso. Penso che sia parte del processo di condivisione e di apprendimento. Non si sa mai chi starai suonando il prossimo anno! Questa è parte della bellezza! Devo dire che mi piace suonare nei Nuntempe, che è una fonte di apprendimento continuo e spero che andrà avanti per molti anni, ma ho avuto anche un sacco di divertimento suonando con Leandro Savelón, un batterista jazz per il suo Cd " Cebador"e sono aperto a tutti i tipi di esperienze musicali che coinvolgono musica interessante.

I suoi prossimi progetti?

Oltre a registrare il terzo CD con Nuntempe, mi piacerebbe davvero fare un tour negli Stati Uniti e in Europa con "Hivern Florit". E' un progetto per i prossimi due anni, ci sto già lavorando. Anche tornare in Italia per suonare è un desiderio che seguo da molti anni. Sto anche lavorando a qualche nuovo repertorio solistico e voglio suonare con Sergio Catalán, una flautista argentina davvero eccezionale per mettere insieme una serie di pezzi tra Takemitsu, Haug, Gandini e altro ancora. D'altra parte, ho insegnato in numerosi corsi e festival in Argentina e non vedo l'ora di continuare tale attività e forse estenderla ad altri paesi in America Latina e in seguito, ho anche raccogliere tutte i miei scritti per quanto riguarda tecnica, interpretazione e apprendimento che ho condiviso nel mio blog per gli ultimi tre anni. Devo aggiungere alcune delle miei più recenti scoperte, ordinarli e completarli e poi di un libro nuovo su come suonare la chitarra emergerà.


mercoledì 23 marzo 2016

Una Serata con Mr. Bream - An Evening with Mr. Bream: Villa-Lobos

23 marzo 2016: Villa-Lobos

Secondo disco monografico per Heitor Villa-Lobos: qui Bream esegue i 12 Studi per Chitarra e la Suite popoulaire brésilienne

March 23, 2016: Villa-Lobos

Second monographic record for Heitor Villa-Lobos: here Bream plays his 12 Studies for Guitar and Suites popoulaire brésilienne

Radio Podcast

lunedì 21 marzo 2016

Interview with Ariel Elijovich by Andrea Aguzzi on Blog Chitarra e Dintorni




The first question is always the classic one: how does it start your love and interest for guitar and what instruments do you play or have you played?

Yes, I was born the child of musicians. My mother is a great argentinian pianist and my father is an excellent violinist. Both classical. So I was introduced to classical music even before being born. I had the chance to try out both instruments -violin and piano- very young, but I wasn't hooked by them. Before I even considered the classical guitar I wanted to play electric guitar. So, my father said to study first classical guitar so that I could learn "properly". I studied for one year and a half (till I was 9) and quit. I think I was really an annoyance to my teacher, Irma Costanzo. I never studied more than a couple of minutes per day. At thirteen I got my first electric guitar, a Mustang Fender '69 (I still have it), and started learning jazz.
But at age 17 I thought I was much better knowing what I wanted from classical interpretation - I was brought up around very good performers playing all the great composers - than creating my own "language" and so I decided to return to the classical guitar. Regarding what it is that I love of guitar I must say first the qualities of its sound. I think that's the definitive hook for anybody with any instrument: you have to love the sound you can produce. I love how the guitar sounds. I love the possibilities of the guitar to make beautiful sounds. And i also love the fact that there's such a direct contact between the hands and the sounds. I have played as many instruments as i could get my hands on but always in a amateur way.

Let's talk about you last record HIVERN FLORIT, you play music by Joaquín Turina, Angelo Gilardino, Reginald Smith Brindle, Heitor Villa-Lobos, Benjamin Britten and Manuel de Falla, why did you choose these composers and how?



Well, all of the pieces included in "Hivern Florit" have a lot to do with my history as a guitar player. Some of them, like "El Polifemo de oro", I have performed in concerts on and off since I was a young student. "Polifemo" was in fact my first "contemporary, non tonal" piece. I consider these compositions some of the most important pages written for guitar from the 20th Century.
Britten's Nocturnal is without doubt a milestone from the repertoire of all ages. A work so deep and poetic that deeply moved me from the first time I heard it. A work of art that, as the best art, confronts the performer and the public with the essence of life and death, love and despair, passion and grief. Turina's Sonata is, in my opinion, one of the most important pieces from the spanish nationalism. I have studied or performed in concert all of Turina's works and I feel very close to his style and language.
Villa-Lobos was, of course, another milestone for the guitar and, though the Suite Populaire itself is not considered by many one of his most important pieces, I think the different choros are some of the most classy literature for guitar ever written. So gracious and alive, so full of that mix between Brasil and Europe, and they present a good challenge to creativity. De Falla`s piece is, as the Nocturnal, a unique jam from an incredible composer. Two pages with such a descriptive power and such an amazing playfield for the exploration of the instrument.
I became acquainted with Gilardino's Sonata nº2 in one of the summer courses I participated when i was living in Italy, studying with Angelo and Luigi Biscaldi between 1999 and 2006. I immediately fell in love with the piece. It's a very complex work, full of color. I love Angelo's music and he and Luigi are very important figures to me. I thought it was due to include this challenging and wonderful Sonata. In all, i recorded this compositions because i think i had something new or interesting or different to say with each of them. Sometimes tempos are really different from other version, sometimes it's a matter of left hand fingerings producing a complete different phrasing. I did a good search within to understand what it was that i wanted to say and that's how "Hivern Florit" came to existence. This is my first solo CD so i thought it had to feature music that has been really meaningful to me. This is dedicated to all my teachers, Irma Costanzo, Eduardo Isaac, Luigi Biscaldi and Angelo Gilardino .

You are a member of Nuntempe Ensamble devoted to contemporary music, how is going with the quartet? Your record ""String Machine" was a great record, can you tell us about it?




We are doing really well, thanks! Nuntempe Ensamble is "one of a kind" in Argentina and one of the few quartets of Latinamerica dedicated exclusively to contemporary music. We actively and constantly comission composers for new works. Mostly latinoamerican composers but not only. Of course we also play already written works that we consider important (like Haas, Oehring, Furrer and many other works, not only quartets) but mostly we like to enlarge the "repertoire" with new pieces. "String Machine" was our second Cd but the first one following this "manifest". In that Cd we featured one early work by Eblis Alvarez, a colombian sensational composer nowadays in NY dedicated to psychedelic minimalism, and four works by argentinian composers, all of them first recordings and dedicated to us. Nowadays we are seriously planning for our third Cd. We have a lot of new material, both for electric and for classical guitars and we look forward to getting to the studio and record. Some of the new composers we have been working with are Juan Carlos Tolosa, Franco Bridarolli, Diego Taranto, Sebastian Pozzi Azzaro, Cecilia Pereyra (with a second piece), Pablo Ortiz, Tomás Gueglio, Javier Bravo, Arthur Kampela, We are looking for a chance to tour outside of Argentina, if anyone is interested!

What does improvisation mean for your music research? Do you think it’s possible to talk about improvisation for classical music or we have to turn to other repertories like jazz, contemporary music, etc.?

Well, you know that there are two types of classical music performers. The ones that are fully committed to the idea of the text and the ones that like to "go with the flow". Benedetto Michelangeli would, maybe, be the first type, rehearsing each passage until it sounds exactly "as it should" and Martha Argerich on the other extreme, with tempestive and fresh interpretations of a piece every time and again. I think improvisation during the study of one piece is a great idea. Improvisation is the constant exploring of new boundries and as such it's a "must do" for anybody in the path of trying to become a good musician. But i also think for me it works well then to choose, among such explorations, the things that i feel render the most the beauty of the piece, that convey in the best way possible exactly what i think the piece means. Of course there's a little improvisation always because you always have to feel the mood and poetry of the moment when you play in concert. But mostly i leave improvisation to the creative moment of studying. Improvisations also have a good deal of importance for me when trying to solve some technical difficulty. To use the passage where the difficulty lies as a "motiv" for improviation allows you to fully grow a control over the passage. When playing contemporary music, improvisation is many times required by the compositions themselves but, more importantly in chamber music, the improvisations need to have clear rules (given by the composer or set by yourself) unless you are going for something really chaotic or spontaneous. It does require a full and present listening of what's happening, and the abillity to react instantly so, it's a great practice for all of us.

What’s the role of the “Error” in your musical vision? For “error” I mean an incorrect procedure, an irregularity in the normal operation of a mechanism, a discontinuity on an otherwise uniform surface that can lead to new developments and unexpected surprises...

The error is something that usually everybody tries to avoid and generally sweep under the carpet when it happends. I try to reduce errors as much as possible because i think they get in the way of the musical speech but they are bound to happend while studying and in performance. While studying it's great to have a mistake, because every mistake carries the information for it's own solution. It's a great intellectual game to try to understand all the information that a mistake can offer to you in order to solve something and became a better player. While i'm performing, well... i'm human. I prefer to take risks with my performances and that doesn't make it easy. But mostly, i think, when you put all of yourself in every note the little things that may happend go mostly undetected for the public. You always aim for something but also, it's a part of life to accept that which happends and make the most of it.

Let’s talk about marketing. How much do you think it’s important for a modern musician? I mean: how much is crucial to be good promoters of themselves and their works in music today?

well, i never was really good at that. I know it's important.I do like very much to share my work because it's what i do best. I don't think it's really a goal to set for yourself to become "known". I'll always try to do the best music i can and share it in all the ways available to me (social media wise), without having to change the person i am. I don't believe in playing the "catchy repertoire" or dressing in a special way. There's a lot of people playing really well today and i'm glad for that. And we all do it because it's fun, it's a growing experience, it allows you to enjoy the world in a special way that few people can these days. I mean, playing music is the best reward in itself. If you have the chance to play for bigger audiences each time, that's great. But mostly i get to know people, like you, and share and learn from the others. I saw you interviewedElliot Simpson not long ago. Amazing player! He was in Argentina a few months back and I organized a small concert and a masterclass for him at my place which was excelent and we had wonderful talks and evenings and dinners. So that's what music is about for me. I'm not a child prodigy, i'm not a multiple contest winner. I'm an honest musician trying to share everything i know with those who want to listen. I'm glad for every opportunity i have to do that.

Please tell us five essential records, to have always with you .. the classic five discs for the desert island

All genres? That's difficult... i guess one would be Martha Argerich, I have a 4 disc CDcase with Piano Concertos including Ravel, Prokovief, Schumann, Chopin and more (That's one. I hope it's not cheating). The second one would be Yes - Close to the Edge. It's one of the albums from my childhood i'm really attached to it. Really a YES fan! I have a Borodin quartet record with all Tchaikovsky quartets for strings plus Souvenir de Florence, which is a piece that i love. Also Verklärte Nacht by Shönberg. I have a nice version by the Julliard SQ and that's four so i guess the last should be either the White Album by the Beatles or some jazz like EST (Esbjorn Svenson Trio) or maybe some Gismonti. It's really difficult to say. Mahler's Lied von Erde also would make a good fight for it's place in my sack

What are your five favorite scores?

This is also a very difficult question to answer. In a way, my favorite scores are the ones that i recorded in "Hivern Florit". But favorite scores also involving chamber music,... i had the amazing opportunity to play in "Index of Metals" by Fausto Romitelli two years ago and it instantly became a favorite. I also loved to be a part of "les Espaces Acoustiques" of Gerard Grisey. Haas' guitar quartet is a piece that i found extremely interesting to play and study. Lachenmann's "Salut fur Cadwell". There's a lot of music in the horizon...!!

With who would you like to play? What kind of music do you listen to usually?

I listen everything that comes at hand. I like to listen to my collegues and discover new pieces or ways of playing. I love listening contemporary or experimental music. I also listen a lot of chamber music, jazz, rock from the 70s and 80s. Though, there are also times i don't want to listen to anything. Just a little time of silence.

With whom I'd like to play... I don't know if I understand correctly the question. If i have a sort of "hero" I'd love to play with?... maybe that would be Julian Bream. Otherwise, I enjoy playing with as many good musicians as i can. I think it's part of the process of sharing and learning. You never know who you are gonna end up playing with next year! That's part of the beauty of it! I have to say that i love playing with Nuntempe, which is a source of continuos learning and i hope it'll go on for many years, but i also had a lot of fun playing with Leandro Savelón, a jazz drummer for his Cd "Cebador" and i'm open to all kind of musical experiences involving interesting music.

Your next projects?

Besides recording the third Cd with Nuntempe, i would really like to tour the USA and Europe with "Hivern Florit". It's a project for the next two years i'm already working on. Going back to Italy to play has been a well kept desire for many years now. I am also working on some new solo repertoire and we have to get together with Sergio Catalán, a really outstanding argentinian flute player to put together a set of pieces including Takemitsu, Haug, Gandini and more. On the other side, i have been teaching in many courses and festivals in Argentina and i'm looking forward to continuing that activity and maybe extending it to other countries in Latinamerica and further, I also have to collect all the writtings regarding techinique, interpretation and learning i have been sharing in my blog for the past three years. I have to add some of my most recent discoveries, order and complete them and then a new book about playing the guitar will emerge.