venerdì 8 gennaio 2010

Ensemble Frame: Galleria Fotografica prima parte




giovedì 7 gennaio 2010

Ensemble Frame: Corinna Canzian



Nata a Conegliano (TV) nel novembre 1987, nell'ottobre 2006 ottiene il Diploma Accademico di Primo Livello in Violino con il massimo dei voti e la lode sotto la guida del M° Giancarlo Nadai, presso il Conservatorio "G. Tartini" di Trieste. Dal 1996 al 2006 ha frequentato annualmente il Corso di Perfezionamento di Violino "La Scuola di Venezia" presso l'Associazione Musicale "Toti dal Monte" di Solighetto (TV), tenuto dai Maestri Giancarlo Nadai, Michele Lot e Massimo Belli. Ha inoltre studiato con i maestri Ivan Rabaglia, Renato Zanettovich, Mauro Rossi. Attualmente si sta perfezionando presso l'Accademia di Musica di Pinerolo (TO) sotto la guida del M° Dora Schwarzberg e del M° Adrian Pinzaru. A 12 anni debutta come solista nella Chiesa di Vivaldi a Venezia. Svolge intensa attività concertistica sia in Italia sia all'estero, collaborando regolarmente (anche in veste di solista) con la Piccola Orchestra Veneta (dir. M° G. Nadai), l'Orchestra della Venezia Orientale (dir. M° D. Doni), l'Orchestra da Camera del Friuli Venezia Giulia (dir. M° R. Gessi), la Nuova Orchestra da Camera "F. Busoni" di Trieste (dir. M° M. Belli), l'Offerta Musicale di Venezia (dir. M° R. Parravicini), l'Orchestra Filarmonia Veneta "G.F. Malipiero" (dir. M° S. Romani), l'Orchestra d'Archi Italiana, l'Orchestra Sinfonica "San Marco" di Pordenone (dir. M° T. Forcolin), la Trasimeno Festival Orchestra (dir. M° A. Hewitt) e l'orchestra da camera Notte Veneziana (dir. M° S. M. Vianello); nel 2006 è stata anche componente del gruppo "Rondò Veneziano" (dir. M° G. P. Reverberi) come primo violino solista. Ha inoltre suonato sotto la direzione dei maestri Giampaolo Maria Bisanti, Luciano Borin, Felix Carrasco, Michal Dworzynski, Roberto Fantinel, Flavio Florence, Michail Jurowski, Nino Lepore, Stefano Mazzoleni, Mario Pagotto, Marco Paladin, Marco Podda, Carlo Rebeschini, Donato Renzetti, Wilfred Tachezi, Walter Themel. Ha partecipato a vari concorsi nazionali/internazionali, conseguendo brillanti risultati: nel 2000 Diploma di Merito alla V Rassegna nazionale E.S.T.A.-ITALIA a Fiesole (FI), 2° premio al 1° Concorso Internazionale Valsesia - Musica Juniores 2000 di Scopello (Vercelli), nel 2002 Diploma di Merito al 6° Concorso Internazionale per Giovani Strumentisti di Povoletto (UD), nel 2003 3° premio al Concorso nazionale di esecuzione pianistica e violinistica di Schio (VI). Dal 2007 si esibisce in duo con la pianista Chiara Opalio, seguendo corsi di perfezionamento sotto la guida del Trio Altenberg (Amiram Ganz, Claus Christian Schuster e Alexander Gebert) presso l'Accademia Pianistica Internazionale "Incontri col Maestro" di Imola (BO) e l'Accademia di Musica di Pinerolo (TO). Insieme hanno vinto il 1° premio assoluto al 4° Concorso nazionale di esecuzione pianistica e violinistica di Schio (VI), il 1° premio assoluto al 2° Concorso nazionale "Musica Insieme" di San Donà di Piave (VE) e il 1° premio al 16° Concorso nazionale "Riviera della Versilia" intitolato a "D. Ridolfi" di Viareggio (LU).

Intervista con l'Ensemble Frame quarta parte


Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?


Qui si aprirebbe un discorso infinito sull’ermeneutica e sulla filologia… ti basti sapere che riteniamo questo processo una cosa molto positiva. Per dirla con Gadamer, l’atteggiamento ermeneutico deve avvicinarci al passato, non creare un baratro col presente. T. S. Eliot vedeva passato e presente in continuo dialogo: non solo i capolavori del passato influenzano il pensiero presente, ma anche ogni capolavoro scritto oggi ridefinisce tutta la storia che l’ha preceduto. L’Odissea di Omero non può essere oggi la stessa quale era prima di Ulysses di Joyce. E lo stesso vale per la musica: quello che ci interessa degli autori del passato è il pensiero che riesce ad attraversare i secoli rimanendo attuale. La filologia è uno strumento utile, ma non dobbiamo dimenticare che siamo uomini che hanno attraversato due guerre mondiali, scrivono alla luce elettrica e respirano una miscela di gas ben diversa da quella dell’epoca di Bach o Mozart. Voler ascoltare e suonare le opere del passato pensando di prescindere da questo non è ancora errore: è assurdità.

Come vedete la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario?

La disponibilità pressoché infinita di materiale che si è avuta grazie all’avvento di internet è una grande risorsa. Risorsa che però andrebbe gestita con intelligenza e rispetto.


Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli vi sentite di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Quattro cose: curiosità, passione, determinazione e, soprattutto, grande disponibilità all’ascolto. L’ascolto degli altri e di se stessi, oltre che un momento indispensabile nella formazione “curriculare” di ogni musicista, dovrebbe diventare un vero e proprio atteggiamento nei confronti di ogni manifestazione del mondo.


Quali sono i vostri prossimi progetti? Su cosa state lavorando?

Le idee e i progetti sono veramente tantissimi. Il progetto più lungimirante è TALEA, un laboratorio a lungo termine che vede la collaborazione con compositori al fine di creare, come dice il nome, un ”innesto” del nuovo sull’antico, in cui le forme del passato si evolvono e si schiudono in un universo nuovo attraverso un flusso continuo, che abbatte ogni barriera temporale. La prima espressione di TALEA sarà realizzata con due eventi in novembre e dicembre di quest’anno, che propongono musiche di autori italiani ispirate a composizioni di autori cinquecenteschi di area italiana.
Altro punto fondamentale nel nostro lavoro è la necessità che le nostre performances siano veri e propri spettacoli caratterizzati da un “continuum” sonoro. L’ esperienza di questo prima fase di lavoro ci ha infatti fatto comprendere come l’ ascolto di un concerto inteso come una successione di pezzi chiusi non rappresenti la condizione ideale di ascolto della musica contemporanea. Questo perché abbiamo la necessità di contestualizzare sempre di più le nostre performances a seconda del luogo e del momento in cui vengono proposte. In questo modo, ogni progetto è una sorta di “spazio aperto” che si nutre di sempre nuove risorse e, grazie alle stretta collaborazione con i compositori, propone continue e diverse soluzioni dal punto di vista esecutivo.


Un grande in bocca al lupo!

Empedocle70

mercoledì 6 gennaio 2010

6^ Edizione del Seminario di interpretazione chitarristica tenuto dal M° Frédéric Zigante


6^ Edizione del Seminario di interpretazione chitarristica tenuto dal M° Frédéric Zigante c/o la Civica Scuola di Musica di Castellaneta (TA) Italia.

Le date:
-20,21 Marzo
-11,12,13 Giugno
-1,2,3,4,5 Settembre

I costi Corso Zigante:
tutto il corso: 50 Euro di Iscrizione + 350 Euro (corso) TOT: 400 Euro
singoli seminari: 50 Euro di Iscrizione + 120 Euro (seminario) TOT: 170 Euro

Nelle stesse date dei seminari di Zigante anche il Maestro Antonio Rugolo terrà delle master class.
I costi Corso Rugolo:
tutto il corso: 50 Euro di Iscrizione + 120 Euro (corso) TOT: 170 Euro
singoli seminari: 50 Euro di Iscrizione + 40 Euro (seminario) TOT: 90 Euro



Per ulteriori chiarimenti o informazioni potete contattare lo 3924602405.

Ensemble Frame: Anna D'Errico



Si diploma con lode nel 2001 al Conservatorio "B. Marcello" di Venezia, con Giorgio Lovato. Si perfeziona con maestri quali Eugenio Bagnoli, Giuliana Gulli, Nino Gardi, Joaquin Achucarro, Rudolph Buchbinder, F. Thiollier, H. Shelley. Sta seguendo una brillante carriera sia come solista che come camerista; tiene recitals in importanti teatri e Festival internazionali, tra cui il Lucerne Festival, la Carnegie Hall, il Peter J. Sharp Theatre di New York, la Philarmonie di Essen, il Mozarteum di Salisburgo, il Teatro La Fenice di Venezia, la Mito Art Tower in Giappone, e suona in tournées in Europa e negli Stati Uniti. Ha suonato come solista con l'Orchestra del Teatro "La Fenice" di Venezia e con l'Orchestra di Padova e del Veneto. Realizza un'incisione dedicata a F. Schubert, autore che ha portato in tournée con recitals monografici. Interessata al repertorio moderno e contemporaneo, instaura una stretta collaborazione con numerosi compositori, presentando diverse opere in prima esecuzione assoluta e collaborando con vari ensembles. Si perfeziona con Hideki Nagano e Sebastien Vichard, pianisti dell'Ensemble Intercontemporain, e suona al Lucerne Festival, alla Philarmonie di Essen, alla Mito Art Tower in Giappone, alla Carnegie Hall e al Julliard Theatre di New York sotto la direzione di Pierre Boulez, eseguendo anche il capolavoro del grande compositore Sur incises per 3 pianoforti, 3 percussionisti e 3 arpe, per il quale il New York Times has esaltato la "rare combination of reckless abandon and polished professionalism" dell'ensemble. Per Intrasonus Festival suona in duo con Uli Fusenegger, contrabbassista di Klangforum. Incide in prima assoluta un ciclo di composizioni per pianoforte a quattro mani ispirate a poesie della stessa Anna D'Errico (Ars Publica edizioni). E' selezionata come membro della prestigiosa International Ensemble Modern Academy a Francoforte. Con l'Ensemble IEMA è invitata a prendere parte a numerosi progetti musicali sia a Francoforte che in tournées europee. E' stata invitata a tenere masterclasses negli Stati Uniti, al St. Norbert College di Green Bay, Wisconsin, e all'University of Minnesota Duluth. E' stata docente di pianoforte presso il Conservatorio di Foggia. E' pianista dell'ensemble di musica contemporanea "FramEnsemble".

Intervista con l'Ensemble Frame terza parte


Ho visto che avete nel vostro repertorio anche Serenata per un Satellite di Bruno Maderna, questo pezzo del 1969, scritto su un grandissimo foglio con diversi pentagrammi messi in posizione non orizzontale e non in ordine, è un gioco di combinazioni che lascia all’esecutore libera possibilità rendendolo uno degli esempi più famosi di musica aleatoria. Che scelte avete operato per poter suonare questo pezzo? Avete tenuto presente il percorso musicale scelto da Claudio Ambrosini nella sua trascrizione del 1985?


Le nostre scelte nell’interpretazione di Serenata per un Satellite sono nate esclusivamente dalle indicazioni poste in partitura; abbiamo fatto affidamento sulla musicalità, fantasia e virtuosismo degli esecutori, cercando di collegarci a ciò che ha animato l’esperienza musicale di Maderna. Rifarci ad un’altra esecuzione avrebbe significato tradire in qualche modo il carattere libero e improvvisativo (“ma…! con le note scritte”, come indica Maderna) del brano.


Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?


Al giorno d’oggi essere ottimi musicisti non basta più. Promuovere con convinzione i propri progetti è una necessità. In realtà era così anche in passato. Pensiamo a Wagner…


Quale significato ha l’improvvisazione nella vostra ricerca musicale? Si può tornare a parlare di improvvisazione in un repertorio così codificato come quello classico o bisogna per forza uscirne e rivolgersi ad altri repertori, jazz, contemporanea, etc? Inoltre, si sente spesso parlare di improvvisazione, a volte di improvvisazione aleatoria nell’ambito della musica contemporanea a volte confondendola con l’azione e il gioco della casualità come per Cage… e lo stesso Derek Bailey ci teneva a distinguere tra chi suona improvvisando e chi suona musica improvvisata… voi improvvisate? E come?


Come tu sottolinei bisogna innanzitutto distinguere bene tra alea e improvvisazione. Come aspetti della creatività musicale di oggi – ma non solo – siamo interessati ad entrambi. L'improvvisazione per il musicista è uno strumento fondamentale, una chiave di volta che deve poter essere in grado di svincolarsi dagli stereotipi e dagli stilemi di genere per poter aprire degli spazi nuovi di intervento ed acquisire un senso ed una direzione.


Frank Zappa nella sua autobiografia fece una dichiarazione di intenti un po’ sconcertante: Se John Cage per esempio dicesse “Ora metterò un microfono a contatto sulla gola, poi berrò succo di carota e questa sarà la mia composizione”, ecco che i suoi gargarismi verrebbero qualificati come una SUA COMPOSIZIONE, perché ha applicato una cornice, dichiarandola come tale. “Prendere o lasciare, ora Voglio che questa sia musica.” È davvero valida questa affermazione per definire la musica contemporanea?


L’esperienza di Cage rappresenta un caposaldo della musica del ‘900, ma non può definire la musica di oggi; da un lato perché, pur la sua eco facendosi sentire fino ai nostri giorni, costituisce ormai una fase storica del percorso creativo; dall’altro perché le esperienze musicali contemporanee sono così varie che andare alla ricerca di una definizione che le racchiuda tutte sarebbe impossibile. In ogni caso abbiamo constatato che l’“artigianato” rappresenta ancora una parte importantissima nel lavoro dei compositori contemporanei.

martedì 5 gennaio 2010

Ensemble Frame: Michela Caser



Diplomatasi a pieni voti presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia nel 2000 prosegue gli studi in Ungheria dove studia presso l'istituto Doppler di Budapest sotto la guida del M° Bàlint. Si diploma successivamente a Firenze, presso la scuola musicale "il Trillo" sotto la guida del M° Marasco e nel 2009 consegue la Laurea al Biennio di Secondo livello al Conservatorio "F. Venezze" di Rovigo seguita dal M° Daniele Ruggeri (flauto dell'Ex Novo Ensemble) con il massimo dei voti con lode. Sotto la guida dello stesso M° Ruggieri si sta specializzando in musica contemporanea. Ha inoltre partecipato a numerose Masterclass tenute dai M° Guiot, M° Gerard, M° Formisano, M° Larrieau , M° Cambursano, M° Simeoli (per l'ottavino). Nel 2004 è risultata idonea come flautista titolare dell'Orchestra Giovanile dell'Accademia delle Arti e dello Spettacolo del Teatro Alla Scala di Milano, mentre nel 2005 ha conseguito il Diploma di perfezionamento flautistico dell'Accademia Internazionale di Imola sotto la guida dei M° Balint e del M° Valentini. Numerose le affermazioni in concorsi solistici di carattere Nazionale ed Internazionale. Ha collaborato con le "Soliste dell'Ensemble Femminile Internazionale" sotto il patrocinio del Teatro la Fenice di Venezia. Si è esibita in importanti teatri, tra i quali il Teatro Alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Coccia di Novara, Teatro "Vittoriale" a Gardo ed in prestigiose sale, quali la sala degli Arazzi a San Giorgio, la sala concerti del Conservatorio di Torino per L'Accademia Corale "Stefano Tempia", l'Auditorium Pollini di Padova. Ha suonato per gli Amici della Musica di Vicenza, di Mogliano Veneto, di Vittorio Veneto e, in ambito internazionale, per l'ambasciata italiana in Ungheria (Budapest), in Turchia (Ankara, Smirne), a Innsbruck (Austria), a Salamanca (Spagna), all'Arena di Pola e al XX Festival Musicale di Peralada (Spagna). Dal 2004 al 2008, selezionata dal M° Riccardo Muti, ha collaborato attivamente con l'Orchestra Giovanile "L. Cherubini" da lui fondata e diretta, sotto la direzione del M° Riccardo Muti e direttori ospiti, tra i quali il M° Wayne Marshall. Nel 2006 risulta idonea per il posto di I° flauto nell'Orchestra dell'Università degli studi di Milano. In ambito orchestrale sono inoltre da segnalare collaborazioni come primo, secondo flauto e ottavino con l'Orchestra giovanile "Fedele Fenaroli", "Rome Philarmonic Orchestra", l'Orchestra giovanile "J. Futura", la "New Art Symphonic Orchestra", la Filarmonia Veneta "G.F.Malipiero". Affianca l'attività concertistica con quella di insegnamento presso la Scuola di musica "W. Ferrari" di Venezia, le associazioni "La Sordina" a Favaro Veneto e "Iris" a Marcon. In formazioni cameristiche, suona stabilmente nel duo "Anemos" (flauto e chitarra), in duo con la pianista Anna D'Errico, nel quintetto a fiati "Mercuria" ed è flautista dell'ensemble di musica contemporanea "FramEnsemble".

Gilbert Imperial in concert 18 gennaio Berna

Gilbert Impérial, final recital

18.01.2010 - 8pm GrosseKonzertSaal

Hochschule der Kunst Bern, Papiermuhlestr. 13/d

Uros Rojko (1954), Micro-ostinati for guitar and clarinet (2002)

I Senza rubato
II Con spirito
III Agitato Molto
avec Valentina Struceli, clarinette

Jacques Wildberger (1922-2006), Los pajarillos no cantan für gitarre (1987)

Hans Werner Henze (1926), Drei Märchenbilder für zwei gitarren (1979)

I Pastorale
II Arietta
III Notturno
avec Virginia Arancio, guitare

George Crumb (1929), Mundus Canis for guitar and percussions (1998)
I Tammy
II Fritzi
III Heidel
IV Emma - Jean
V Yoda
avec Samuel Forster, percussions

Augustin Barrios Mangoré (1885-1944), Julia Florida

avec une guitare de Miguel Simplicio (Barcelona 1928)

Fausto Romitelli (1963-2004), Trash TV Trance for solo e-guitar (2004)

Fausto Romitelli, Prof. Bad Trip, lesson I (1998)

Flute, Agnes Wass
Clarinette, Valentina Struceli
Piano, Natalia Koziarz
Violin, Ivona Krapikaite
Viola, Claudia Mulas
Cello, Fulvia Mancini
Percussions, Samuel Forster
Roman Lerch/ Beat Müller, Electronik

Ensemble Frame: Lucia D'Errico



Nata nel 1982 a Mestre, ha intrapreso lo studio della chitarra sotto la guida del M° Roberto Vettorello. Allieva del M° Tommaso De Nardis, si è diplomata a pieni voti nel 2007 presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia.
Da sempre interessata all'approfondimento dei più svariati linguaggi e alle loro possibili reciproche interazioni, ha studiato composizione sotto la guida del M° Riccardo Vaglini e del M° Margherita Parise, lingue e letterature straniere presso l'università di Ca' Foscari, dove ha conseguito una laurea a pieni voti con lode; i suoi interessi extramusicali includono il cinema e le arti grafiche.
Come interprete ha preso parte a diversi festival e concerti, tra cui spiccano l'esecuzione dell'opera "Signor Goldoni" di Luca Mosca, rappresentata in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia nel 2007, il Brinkhallin Summer Festival 2009 di Turku (Finlandia), il festival chitarristico "Castelnuovo-Tedesco" 2004 Città di Treviso, la rassegna "Compositori al B. Marcello" indetta dal conservatorio di Venezia. È co-fondatrice del gruppo FramEnsemble col quale diffonde e promuove il repertorio contemporaneo collaborando direttamente con eminenti compositori italiani e non solo.
Ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi, tra cui il concorso internazionale "Città di Casarza Ligure" (primo premio 2002), il concorso nazionale "Città di Ortona" (primo premio 2006), il concorso "Giulio Rospigliosi" (secondo premio 2007). Ha frequentato corsi di perfezionamento con i Maestri Elena Casoli, Zoran Dukic, Carlos Molina e Vladislav Blaha.
Affianca all'attività di interprete quella di didatta; in questa veste, oltre a ricoprire cattedre in scuole statali e parificate, ha collaborato per diversi anni col M° De Nardis all'interno del conservatorio di Venezia.
Con l'associazione "Musici Mojanesi" si occupa della promozione della cultura musicale nella città di Mogliano Veneto, con particolare attenzione alle giovani generazioni. L'associazione vanta una vasta attività che include il concorso internazionale di composizione "Call for Scores" e un'opera di diffusione della musica nelle scuole del territorio. Con l'associazione Intrasonus di Mestre collabora a progetti su scala internazionale per creare scambi e legami con i più prestigiosi ensemble di musica contemporanea del mondo (fra cui Klangforum Wien, Ensemble Alternance e molti altri) ed è responsabile dei progetti educativi.
E' iscritta al biennio di specializzazione in lingua e letteratura inglese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.

Intervista con l'Ensemble Frame seconda parte


Da appassionato di musica elettronica ho molto apprezzato la vostra citazione di Gilles Deleuze e Felix Guattari “L’universo, il cosmo è fatto di ritornelli: la questione della musica è quella di una potenza di deterritorializzazione che attraversa la natura, gli animali, gli elementi tanto quanto l’uomo”, ne sono rimasto sorpreso dato le loro teorie non sono molto apprezzate in ambito accademico mentre invece sono alla base di due etichette discografiche come la Sub Rosa e la Mille Plateux, territorio fertile per appassionati di ambient e suoni particolari, come mai questa citazione e pensate che anche la musica contemporanea possa attingere alle speculazioni di questi due filosofi (il corpo senza organi, i rizomi…)?


Riassumere la complessità del pensiero di Deleuze e Guattari in poco spazio non è certo impresa facile… Al di là comunque della grandissima influenza che il questi due filosofi hanno avuto nel campo strettamente musicale, in particolare riguardo alla musica elettronica e al minimalismo, il lato a nostro avviso più affascinante della loro indagine è il superamento del dualismo - sull’onda niciana - che descrive in maniera pregnante la condizione moderna. La sostituzione del corpo-albero col rizoma, l’estensione dell’arte al mondo animale, vegetale e minerale, sono espressioni di quello che potrebbe essere l’atteggiamento - se ci passi il termine! - “morale” dell’artista e dell’uomo di oggi. L’arte diventa un modo di indagare (e accettare) il reale a prescindere dal suo valore, ricolloca il sé su un piano di uguaglianza rispetto all’altro da sé, abbatte le gerarchie e tramite l’estetizzazione porta all’accoglienza e alla comprensione di ogni fenomeno. E’ un modo di vedere il mondo, un ambito dell’indagine conoscitiva tanto valido quanto quello scientifico.


Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea. Come musicisti e chitarristi quanto ritenete che ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz?


Al giorno d’oggi la ricerca sulle potenzialità espressive degli strumenti diventa talmente estrema che un discorso come quello di Berlioz non è più attuale. Il compositore non ha più bisogno di essere strumentista per cimentarsi con un dato mezzo, ma lavora con lo strumentista e spesso adatta la difficoltà e l’espressività del brano ad un determinato esecutore, non solo ad un determinato strumento.


Berio nel suo saggio “Un ricordo al futuro” ha scritto: “…Un pianista che si dichiara specialista del repertorio classico e romantico, e suona Beethoven e Chopin senza conoscere la musica del Novecento, è altrettanto spento di un pianista che si dichiara specialista di musica contemporanea e la suona con mani e mente che non sono stati mai attraversati in profondità da Beethoven e Chopin.” Voi suonate un repertorio contemporaneo ma venite da studi classici… vi riconosce in queste parole?


Questa affermazione sottende la sensazione che la musica contemporanea costituisca un “corpo estraneo” rispetto alla storia della musica. Per noi non è così: ogni spartito, proveniente da qualsiasi epoca e da qualsiasi parte del mondo, merita lo stesso rispetto e la stessa curiosità. Sul fatto che più esteso è il campo di conoscenza storica della musica più un musicista ha una ricchezza dalla sua, non possiamo ovviamente non essere d’accordo.


continua domani...

lunedì 4 gennaio 2010

Intervista con l'Ensemble Frame prima parte


La prima domanda è sempre quella classica: come è nato FramEnsemble?


Frame è nato dalla volontà di un gruppo di musicisti di proporre musica nuova e di creare spettacoli in cui possano coesistere le più svariate forme della creatività umana.


Come mai lo spiccato interesse verso il repertorio contemporaneo?


Francesco Pavan, il direttore, è anche compositore. E’ naturale dunque un forte interesse per la ricerca compositiva dei nostri giorni. Per quanto riguarda gli altri componenti del gruppo, pensiamo che il lavoro in collaborazione coi compositori stimoli la creatività e consenta di esplorare il proprio strumento alla ricerca di nuove tecniche esecutive; tecniche il cui interesse non si limita all’espansione del repertorio di “effetti” idiomatici, ma consente di uscire da rischiosi cliché e mettere in continua discussione il proprio punto di vista. Cosa che riteniamo vitale per un musicista, per un artista. Inoltre sentiamo il desiderio di dar voce a un repertorio che nel cursus di studi di un musicista italiano molto spesso non trova spazio. La musica contemporanea è molto spesso presentata da meri “esecutori” più che da veri e propri interpreti!


Quali sono i compositori con cui collaborate e come sono nati questi contatti?

Le nostre collaborazioni dirette sono state con Antonio Agostini, Ada Gentile, Mauro Cardi, Silvia Colasanti, Natalie Fey Yen Herres, Panayiotis Kokoras, Francesco Pavan, Marcela Pavia, Biagio Putignano, Roberto Rusconi, Francesco Telli. Alcuni di essi, come Cardi e Putignano, sono stati contattati in seguito al desiderio di inserire in programma dei loro brani. Altre collaborazioni nascono da commissioni specifiche da parte del nostro gruppo, anche tramite il concorso internazionale di composizione “Call for Scores” indetto dall’Associazione “Musici Mojanesi” di Mogliano Veneto, quest’anno giunto alla sua quinta edizione con un livello artistico e una partecipazione davvero sorprendenti. Il 21 novembre eseguiremo il brano vincitore, “Delirium” per pianoforte, flauto e violoncello del compositore greco Panayiotis Kokoras. Nella stessa performance saranno presentati in prima assoluta anche brani commissionati dal nostro gruppo a Davide Anzaghi, Sonia Bo, Francesco Maggio, Paolo Rotili e Carla Rebora.


Ho notato la vostra attenzione dedicata alla chitarra sia con il progetto Contrasti sia per Vampyr!, come sono nate queste due proposte e come è stato scelto il repertorio?

La chitarra, sia acustica che elettrica, è uno strumento vivo, ancora nel pieno della sua evoluzione. Ha contagiato il pianeta con la sua popolarità e trasversalità, e, a dispetto di quanto si possa pensare, piace molto ai compositori.
Contrasti è nato con l’idea di dare una prospettiva “di scorcio” alla musica nuova; tre prime esecuzioni e un brano del 2003 sono stati accostati a due classici della letteratura per flauto e chitarra del ‘900; ma i contrasti più interessanti che emergono dal programma sono proprio quelli fra compositori coevi. E non parliamo solo dei contemporanei: dall’accostamento dei due autori classici, Margola e Castelnuovo-Tedesco, è emerso come pur nascendo da un ambito affine, molto legato alla tonalità/modalità, i due brani si muovano su territori quasi opposti: autunnale, remissivo, quasi dolcemente negativo Margola; solare, affermativo, vitalistico persino nei momenti più struggenti Castelnuovo-Tedesco.
Vampyr! è un progetto che sta prendendo forma, e nasce da una fascinazione nei confronti della chitarra elettrica. E’ uno strumento che abbiamo già usato in ensemble, e in maniera del tutto “classica” (se ci perdoni la banalità della definizione); eppure è spesso difficile anche solo osservare una chitarra elettrica senza subire l’influenza dell’enorme retaggio culturale e sociale, di ribellione, di trasgressione che questo strumento – volente o nolente – si porta appresso. E’ una suggestione che anima anche l’ispirazione di alcuni degli autori in programma.


continua domani

Ensemble Frame; Francesco Pavan (direttore)



Diplomato col massimo dei voti in pianoforte presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia, presso lo stesso istituto ha conseguito i diplomi in musica corale e direzione di coro, composizione e la specializzazione di II° livello in Discipline Musicali con il massimo dei voti Ha partecipato al corso di perfezionamento pianistico “Hortus Niger” 1999 in Croazia e nello stesso anno ha preso parte come compositore al seminario internazionale “Il Canto di Metastasio” tenutosi a Venezia.
Si è perfezionato in pianoforte presso la Fondazione S. Cecilia di Portogruaro - Venezia (2000 - 2001) ed ha preso parte alla masterclass di pianoforte tenuta a Venezia da Walter Krafft (2001). Ha partecipato al 41° Internazionalen Ferienkurse für Neue Musik 2002 in Darmstadt (Germania) frequentando le lezioni di T. Hosokawa, I. Mundry, T. Murail, E. Nunes, R. HP Platz e W. Rihm. Ha p
reso parte come compositore alla masterclass tenuta dal Klangforum Wien durante la 50° Biennale Musica di Venezia.
Durante “Compositori a confronto” 2002 e 2003 (Reggio Emilia) ha seguito i seminari di S. Bussotti, G. Manzoni, N. Sani, A. Solbiati, G. Taglietti e G. Verrando. Ha studiato direzione d’orchestra presso l’ Accademia Internazionale della Musica di Milano sotto la guida di Emilio Pomàrico (2003 -2005) e nel luglio 2007 ha seguito il corso di perfezionamento in direzione d’orchestra tenuto da Donato Renzetti presso l’Accademia Musicale Pescarese.
Sue opere sono state commissionate ed eseguite dal XXIX° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano (SI), Astra Music (Melbourne - Australia), Trelleborg International Piano Festival (Svezia), Brinkhallin Summer Festival (Finlandia), Biennale Musica di Venezia, Orchestra da Camera Fiorentina, Ensemble l’Arsenale, BKA Theater di Berlino, Duo Castaldini – D’Errico, Quartetto Novecento, Teclas Ensemble.
E’ coautore ed esecutore delle musiche del monologo di D. Villatico “Voi che ascoltate” (Venezia, Teatro La Fenice - 2005).
Nel maggio 2005 ha diretto al Festival Internazionale di musica contemporanea Ring - Ring di Belgrado per il progetto “Sonora” di Cematitalia.
E’ direttore dell’ Orchestra Giovani Musicisti Veneti e fondatore e direttore del FramEnsemble.
Le sue composizioni sono edite da Aliamusica Records, Bayard – Nizet, ArsPublica e Sconfinarte.

Contatti:
francescopavan@framensemble.it
francescopavan@inwind.it

Speciale Ensemble Frame


Frame è un gruppo fondato da musicisti determinati nel proporre la musica nuova con il desiderio di creare e promuovere spettacoli in cui possano coesistere le più svariate forme della musica e dell’arte.

Michela Caser (flauto)
Chiara Parolo (clarinetto)
Corinna Canzian (violino)
Martina Bertoni (violoncello)
Lucia d'Errico (chitarra)
Fabio Puricelli (chitarra)
Enrico Bertelli (percussioni)
Anna d'Errico (pianoforte)
Francesco Pavan (direttore)


Website: FramEnsemble

domenica 3 gennaio 2010

Recensione di Grondona plays Asturias music by Albeniz, Stradivarius 2009


I musicisti sono come degli esploratori, dei pathfinders come ne esistevano una volta, i Livingstone, gli Stanley e anche gente come Bonatti, capaci di prendere in mano delle mappe scritte per loro da qualche geografo del passato, mappe da interpretare, da decifrare, da esplorare e da cui tornare per portarci una nuova rappresentazione del territorio.
Vi sembra una idea strana? Provate a pensare allo spartito musicale come a una mappa e al compositore come al geografo che la realizza e al musicista come all’esploratore che si avventura con in mano questa mappa, questo spartito e che torna raccontando il territorio che ha esplorato, che ha suonato per noi.
A ogni nuova esecuzione, a ogni nuova interpretazione si svela davanti a noi un nuovo territorio, una nuova rappresentazione dello spartito, che è testo e mappa assieme allo stesso tempo, linea guida per il musicista che lo deve seguire e allo stesso tempo svelare secondo il proprio gusto, la propria personalità, la propria esperienza.
Quante volte abbiamo sentito suonare Asturias? Quante volte ci siamo domandati, ancora? Perché questa domanda, che poi non è solo rivolta ad Asturias? Éerchè, a volte, succede che un musicista riesca a dare di una musica una rappresentazione di tale bellezza ed eleganza che questa nuova rappresentazione dello spartito diventi non solo un punto di riferimento ma questa uno nuovo canone stilistico a cui si sente l’obbligo, implicito o esplicito, di conformarsi. E’ successo con Segovia e succederà ancora. E’ come se di fronte a questa versione manchino le forze, manchi il coraggio di cercare nello spartito, nella mappa una nuova rappresentazione, un nuovo percorso per esplorare un territorio che in quanto visitato da torme di turisti si crede ormai esausto nelle sue possibilità. E’ questa forse la grande differenza tra un vero musicista (l’esploratore) e il semplice turista (il banale interprete): il coraggio, la cultura, l’intelligenza musicale ed emotiva di saper guardare lo spartito con occhi e sensibilità nuove, la capacità di esplorare in una nuova direzione, di segnare un nuovo percorso, di mostrare e rappresentare le cose in una nuova prospettiva, forse, di creare una nuova estetica e una nuova etica.
E’ per questo che non posso non ringraziare il Maestro Grondona che in collaborazione con la bravissima Laura Mondiello ha deciso di regalarci in chiusura del 2009 questo omaggio alla musica di Isaac Albeniz in occasione del centenario della sua morte. Il Maestro riesce anche in questa occasione a dare un saggio della sua arte, interpretando in modo squisito le musiche di Albeniz riuscendo nel miracolo di regalarci nuove interpretazioni e nuovi percorsi di ascolto di queste musiche che sono tra le più suonate in assoluto dai chitarristi classici. Come sempre suonando le Torres originali, equipaggiate con le nuove corde realizzate da Aquila Corde, i due chitarristi suonano dodici brani (tra cui la celeberrima Asturias) dimostrando ai pigri e agli sconfitti che per chi vuole fare queste mestiere di musicista non serve una mentalità da turista ma da esploratore e che anche nelle mappe e negli spartiti più conosciuti o suonati si possono trovare nuove vie, nuovi percorsi, riuscendo ad uscire dai soliti cliché e dai soliti stereotipi.
Alla fine, forse, come in una storia di Borges, il geografo e l’esploratore si troveranno ad esaminare un’unica mappa su cui sono rappresentate tutte le mappe dell’universo, a quel punto forse tutte le musiche diventeranno una musica sola, o forse, un solo suono …. non so.
Un grande disco registrato in maniera ineccepibile da Davide Piva e masterizzato da Andrea Dandolo e con una grafica e una packaging bellissimo curato dalla bravissima Patrizia Peruffo. Cinque Stelle!

Empedocle70

sabato 2 gennaio 2010

Recensione di Liriche su Verlaine, Y Despues di Bruno Maderna, Stradivarius

Maderna


«Questa città è bellissima e io finirei per lasciarmi prendere dal suo fascino, diventerei pigro» Corto Maltese.


Nell’arte la continuità è nemica della possibilità, l'uomo non è una creatura perfetta e nella dialettica con la ricerca spasmodica della perfezione, che è fonte inesauribile di nuove energie creative, egli deve stare sempre attento a bilanciare il cammino, a dosare i suoi cali di tensione, cercare di valorizzarli come slanci funzionali dentro un totale ben calibrato. Per questo gli artisti che lasciano pochi segnali di sé hanno l'aura dell'enigma che li accompagna, soprattutto, si intende, quando quei segnali sono qualcosa di speciale. Se poi uno che nasce a Chioggia, vicino a Venezia e decide di concludere la sua parabola umana e artistica morendo a Darmstadt, luogo simbolo negli anni Cinquanta dell'avanguardia e della sperimentazione, nonché cenacolo attorno al quale si riunivano Boulez, Pousseur, Berio, Nono, Stockhausen, Cage, Messiaen e strumentisti come Gazzelloni, Tudor, Caskel, qualcosa diveramente speciale lo deve aver avuto dentro e trasmesso a chi ha avuto la fortuna di averlo vicino. Maderna a Darmstadt c'era arrivato nel 1951 sull’onda di una rifulgente fama di direttore d'orchestra, fama che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera e ne avrebbe, a tratti, addirittura oscurato e messo in sottordine lo status di compositore, e aveva saputo ben presto conquistare la stima del dottor Strinecke, l'organizzatore delle giornate musicali, che prese a invitarlo tutti gli anni e gli affidò l'incarico di fondare il famoso Kammer-Ensemble. Sin da bambino Maderna si era ritrovato nello scomodo ruolo dell'enfánt prodige, la sua attitudine alla musica era manifesta e, complice l'assenza di un nucleo familiare protettivo, rischiò di divenire un fenomeno da baraccone.

Grazie al mecenatismo della signora Manfredi, sarta, antiquaria, dotata di una certa cultura e soprattutto ricca, Maderna undicenne incomincia studi adeguati a sostenerne il talento, per arrivare, dopo la trafila dei conservatori (Milano, Venezia, Roma) a incontrare Malipiero e Scherchen, dei quali sarà allievo negli anni Quaranta (malgrado il disagio di una parentesi bellica vissuta in prima persona: la campagna di Russia, la Resistenza, il campo di concentramento).

Il decennio post-bellico significò per Maderna il consolidarsi di un fruttuoso rapporto sia con Luigi Nono (il quale era da tempo affascinato dal modo in cui il compositore veneziano viveva la musica: «Maderna non insegnava ricette, non distribuiva cataloghi di metodi, evitava soprattutto di insegnare se stesso o di insegnare un'estetica») sia con Berio, con il quale nel '55 avrebbe fondato lo Studi di Fonologia della Rai di Milano. La sua figura e le sue opera, travolte negli anni Ottanta dalla montante marea dei neotonalismo e dei neoromanticismo, sono ben lontane dall'essere state ricollocate al loro giusto posto.

Darmstadt e la sua scuola possono essere (e in parte lo sono) simboli discutibili, ma non tutto quello che ne è uscito è condannabile aprioristicamente ed è indubbiamente vero che la ricerca musicologica che lo riguarda abbia fatto qualche passo sostanzioso e abbia svelato i suoi moduli compositivi, ma ciò che conta è quanto, di un autore, si può pubblicamente ascoltare. A tal proposito non si può che accogliere con soddisfazione questo disco della Stradivarius che vede rappresentato un repertorio poco conosciuto e degno di alta considerazione: si tratta delle Liriche su Verlaine, del Concerto per piano e Concerto per oboe n.2 eseguiti dall’Orchestra Sinfonica di Milano “G.Verdi” diretta dal Maestro Sandro Gorli e dell’unica opera esclusiva per chitarra composta da Maderna: Y Después per chitarra a 10 corde, dedicata al chitarrista Narciso Yepes e qui eseguito dalla bravissima Elena Càsoli.

Su questo brano concentro la mia attenzione vista anche la natura del Blog. Come dicevo, Y Después rimane l’unico lavoro solistico dedicato alla chitarra, che passa attraverso Narciso Yepes, la chitarra a dieci corde, la Spagna, l'Andalusia, il Poema di Garcia Lorca, per incontrare la forza primordiale del cante jondo. Y Después ripercorre le strade dei conto andaluso, del popolo gitano, nelle quali Moderno incontra i gesti della chitarra flamenca, i rasgueodos, le scale rapide e aggressive, gli accenti e i ritmi, ma ritrova soprattutto un canto puro, monodico, originario. Alla purezza della linea melodica che più volte torna a cantare, solitaria, nelle regioni più acute dello strumento si contrappone lo spessore verticale delle masse accordali, che sfruttano la potenza delle dieci corde, mentre rapide articolazioni percorrono tutto lo spazio della tastiera.

Utilizzando le corde gravi non come semplici bordoni, ma come corde tastate alla pari delle prime sei, Moderno costruisce sulla tastiera complesse successioni di accordi e armonie sino a questo lavoro mai udite da unachitarra, sonorità e cluster cupe e laceranti che rivelano tutta la forzaracchiusa nel guscio della chitarra.Un ascolto non facile la musica di Maderna, con quelle sonorità particolari e originali che benché il materiale di partenza appaia sconosciuto e alieno, potrebbe risvegliare più di una coscienza, pigro è ascoltatore dei nostri tempi e si sa che, come conclude Corto Maltese melanconico sullo sfondo della splendida Basilica di San Marco «Venezia sarebbe la mia fine».

Empedocle70

giovedì 31 dicembre 2009

Ipazia: programma radiofonico dedicato alla musica per chitarra contemporanea


Care Amiche e cari Amici,

è con molto piacere che Vi presentiamo una nuova iniziativa del Blog Chitarra e Dintorni Nuove Musiche: Il programma radiofonico Ipazia, dedicato alla musica per chitarra contemporanea, in onda sulla web radio della netlabel Laverna, che gentilmente ci ospita e con cui nel corso dell'anno promuoveremo una continua collaborazione anche per altri progetti.

La prima puntata di Ipazia viene dedicata a una monografia della chitarrista Elena Càsoli.

Il programma è ascoltabile in streaming sulla web radio della Laverna quattro volte al giorno ai seguento orari:

- 11.00
- 14.00
- 19.00
- 23.00

è inoltre disponibile anche la playlist sul programma:

La web radio di Laverna viene da oggi direttamente collegata col blog.
Spero che la cosa Vi faccia piacere ... e che la ascolterete e seguirete in tanti!

Tanti Auguri di Felice Anno Nuovo a Voi e alle Vostre Famiglie!

Empedocle70

Ipazia Prima Puntata: Elena Càsoli playlist



"Di tutti i cambiamenti di lingua che deve affrontare il viaggiatore in terre lontane, nessuno eguaglia quello che lo attende nella città di Ipazia, perchè non riguarda le parole ma le cose."

Italo Calvino, Le Città Invisibili

Playlist della prima puntata di Ipazia, programma in onda sulla web radio di Laverna.net, dedicato alla musica di Elena Càsoli.

Musiche:

1) L'Apparizione di Tre Rughe di Roberto Doati - CD StrongStrangeStrings, Stradivarius 2002
2) Electric Counterpoint di Steve Reich - CD StrongStrangeStrings, Stradivarius 2002
3) Spiegelkontakfabrik di Maurizio Pisati - CD StrongStrangeStrings, Stradivarius 2002
4) 45' for a speaker di John Cage - Huis aan de Werf, Utrecht, April 2, 2000
6) Changes di Elliott Carter - CD Changes Chances, Stradivarius 2006
7) Y Después di Bruno Maderna - CD Bruno Maderna Liriche su Verlaine - Y Después, Stradivarius 2002
8) Canzona felina e campagnola da "Minette: Canti e rimpianti amorosi" di H.W. Henze - CD H.W. Henze Works for two Guitars, DG 1999
9) Die Welt da "Memorias de El Cimarròn for two guitarist" di H.W. Henze - CD H.W. Henze Works for two Guitars, DG 1999
10) Pastorale da "Drei Marchenbilder aus der Oper Pollicino" di H.W. Henze - CD H.W. Henze Works for two Guitars, DG 1999
11) Quando le montagne si colorano di rosa di Stefano Scodanibbio - CD My new address, Stradivarius 2004
12) Allegro da Capricci di Yoichi Sugiyama - CD Shin On, LARecords 1999
13) Casoleia di Hans Joachin Hespos - CD Saitenfestival 2006, Hochschule der Künste Bern

Musiche in sottofondo:

- Coldmill di Enrico Coniglio - Laverna26
- Diggi Palace Hotel di Gigi Masini - Laverna20
Il programma può essere ascoltato in streaming sulla web radio della netlabel Laverna, successivamente potrà essere scaricato dal Podcast in fase di allestimento.

Link utili:

Igor Stravinsky - Ragtime

mercoledì 30 dicembre 2009

CONCERTO dell’EnsemBLe CHAQUE OBJET


CommEnto
musicale
allA
mostra
di
Brunivo
BuTTarelli
I
LUOGHI
DEL
TEMPO

CONCERTO dell’EnsemBLe CHAQUE OBJET

Pablo Montagne Chitarra Acustica,Elettrica Baritona,Percussioni
Adolfo La Volpe Chitarra Elettrica,Acustica,Banjo,Oggetti
Francesco Massaro Sax Baritono,Clarinetto,Flauti,Oggetti

Museo Diotti
Casalmaggiore, Via Formis 17

domenica 10 gennaio 2010, ore 17
ingresso libero

Igor Stravinsky: Fanfare for a New Theatre, per due trombe

martedì 29 dicembre 2009

Igor Stravinsky: Scherzo à la russe (1943/1944)