domenica 14 dicembre 2008

Museo Zauli: Un probabile umore dell’idea QUATTRO SCULTORI DEL DOPOGUERRA: FONTANA, LEONCILLO, VALENTINI, ZAULI


Un probabile umore dell’idea

QUATTRO SCULTORI DEL DOPOGUERRA:
FONTANA, LEONCILLO, VALENTINI, ZAULI

A cura di Flaminio Gualdoni
Catalogo Silvana Editoriale


OPENING

GALLERIA BIANCONI MILANO giovedì 6 novembre ore 18.00-21.00
MUSEO CARLO ZAULI FAENZA sabato 29 novembre dalle ore 18.30


Galleria Bianconi, Via Fiori Chiari 18, Milano

07 novembre – 25 novembre 2008

dal mar alla dom 10.30-13.00/14.00-19.00;
lun solo su app
tel 02 7200703


Museo Carlo Zauli, Via Croce 6, Faenza
30 novembre – 29 dicembre 2008
dal mar al ven 15.00-18.00; sab e dom 10.00-13.00/15.00-18.00;
lun chiuso
tel 0546 22123


La Galleria Bianconi e il Museo Carlo Zauli sono lieti di presentare la mostra "Un probabile umore dell’idea. Quattro scultori del dopoguerra: Fontana, Leoncillo, Valentini , Zauli”, curata da Flaminio Gualdoni e corredata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

La mostra si inserisce come uno dei momenti principali della nuova stagione artistica della Galleria Bianconi che mira ad estendere la propria indagine sull’arte moderna e contemporanea dando vita ad una serie di progetti tesi da un lato ad approfondire un‘analisi critico - storica sulle arti visive del secondo ’900, dall’altro a scoprire come alcune caratteristiche dell’arte di tale periodo si riflettano oggi sull’opera di giovani contemporanei.
Si tratta di un ambizioso progetto il cui carattere marcatamente storicistico e quasi istituzionale è sottolineato dalla co-partecipazione del Museo Carlo Zauli di Faenza anch’esso sede - dal 29 novembre al 29 dicembre - dell’evento; scelta legata sia al fatto che il Museo è dedicato ad uno dei protagonisti della mostra, ma soprattutto connessa al forte valore simbolico della città di Faenza, epicentro professionale comune a tutti e quattro gli artisti.

La mostra ruota intorno a quattro grandi scultori nel periodo del dopoguerra, Fontana, Leoncillo, Valentini , Zauli e mostra il filo doppio che li lega, partendo proprio dal suo titolo “Un probabile umore dell’idea”.
La particolare definizione di Emilio Villa sulla vicenda dell’arte italiana nel secondo dopoguerra esprime quell’idea di scultura che unisce i quattro grandi maestri: la ricerca di una scultura non più prigioniera dei propri protocolli formali, scaturita da un diverso rapporto con la materia, che si trasforma in vitale alito poetico, per offrire uno spaccato, sia eterogeneo che armonioso, della scultura del secondo ‘900.
Nel passaggio tra gli anni ’50 e ’60 vengono a confronto due generazioni risolutive le quali si pongono la questione della ricerca di “una scultura necessaria e capace di farsi corpo plastico dotato di senso” e che superi la definizione martiniana di “Scultura Lingua Morta”.
Da qui nasce l’idea del confronto proposto dalla mostra fra Fontana, Leoncillo, Valentini e Zauli.
La mostra esplora il percorso che muove dalla lezione dei due grandi maestri, Fontana con il suo rapporto di profonda intimità con la materia, d’una complicità quasi erotica, e Leoncillo che sa vedere un nuovo oggetto nella materia trasformata con stratificazioni, solchi e strappi, che in realtà sono quelli del nostro essere più intimo. Attraverso le loro opere, il percorso espositivo porta in evidenza il substrato necessario e fondante che negli anni ’60 porta all’opera di Nanni Valentini e Carlo Zauli, che pur fedeli al linguaggio della terra, determinano schiusure decisive nel dibattito scultoreo, alla ricerca di quelle “forme, colori e materiali che possano suscitare direttamente un’emozione”.

In mostra, tra gli altri, pezzi molto significativi come Concetto Spaziale (1962) di Fontana, un inedito, mai pubblicato e presentato per la prima volta in una mostra, l’evocativo San Sebastiano (1963) di Leoncillo, il concettuale Cubo (1976) di Valentini e il fluente e oscuro Arata (1976) di Zauli.

La mostra, è accompagnata da due speciali eventi.
Il 19 novembre il concerto dell'Open DUO Around presso la Galleria Bianconi alle ore 19.00.
La coppia Open Duo collabora già da tempo con realtà appartenenti al mondo delle Arti Visive, esibendosi con consuetudine, fra l'altro, presso importanti Musei d'Arte italiani, come la GAM di Torino. Open Duo, composto dai musicisti Donato D'Antonio alla chitarra e Roberto Noferini al violino, propone per l'occasione brani di Ibert, Paganini, Ravel, Bartok, Aki, Piazzola.
Il 1 dicembre alle 0re 19.00 la conferenza di Flaminio Gualdoni presso il Museo Carlo Zauli.

2 commenti:

MCZ Museo Carlo Zauli ha detto...

ciao sono cristina del museo carlo zauli
grazie per il link!

Empedocle70 ha detto...

Piacere mio Cristina, siamo felici di collaborare con voi! Avvisateci delle vostre iniziative che informeremo i lettori del Blog!