giovedì 26 settembre 2013

Recensione di Black Woman di Sonny Sharrock, Atlantic Recording, 2000



Questo disco, ristampa del disco di vinile prodotto Vortex Records nel 1967, è stata realizzata dalla Rhino combinandola assieme al disco di Wayne Henderson People Get Ready, ed è la prima incisione accreditata direttamente al leggendario Sonny Sharrock.
Chitarrista del tutto fuori dai canoni e dalle mode, fiero alfiere della prima ondata del free jazz e uno dei pochissimi chitarristi da essa investita, Sharrock è sempre stato materia per appassionati dedito all’occulto della sei corde.
Famoso per la sua apparizione, non accreditata, su A Tribute to Jack Johnson di Miles Davis, Sharrock in realtà da grande voleva fare il sassofonista, colpa dell’ascolto a 19 anni di John Coltrane nell’album A kind of Blue. Si può dargli torno? No assolutamente, peccato per quei problemi di asma che gli impedirono lo studio dello strumento, indirizzandolo, per nostra fortuna, sulla sei corde jazz, cosa che non gli impedì di considerarsi sempre "a horn player with a really fucked up axe." http://www.martinos.org/~reese/joetest/articles/articles_v01_j.html ]
Ascoltare oggi questo disco equivale a un tuffo nel passato: è esattamente figlio di quell’epoca di sperimentazione free in cui tutto veniva contaminato, adulterato, masticato e rigenerato. Sharrock non ricopre un ruolo di primo piano pur essendo il titolare del disco, la parte del leone la svolge la voce di sua moglie Linda Sharrock che percorre in tutti i sensi I brani, sforzandosi di superare I limiti concessole da madre natura attingendo a tutto il campionario possibile di vocalizzi, intonazioni e giochi dalla tradizione jazz, gospel e rhythm blues. La chitarra di Sharrock qui mostra già le caratteristiche comunque del suo stile e I debiti di parentela col fraseggio di Coltrane, torrenziale, distorta, satura e agressiva ma allo stesso tempo creativa, innovativa, esuberante e fuori dai canoni vicenti all’epoca e se teniamo conto delle date di incisione in grado di mostrare un nuovo corso della chitarra.
Penso sia possibile un confronto con Hendrix, mostrando come Sharrock potesse esibire tranquillamente un suo stile personalissimo e indipendente, che però purtroppo, forse anche a causa del suo carattere schivo, non ha dato seguito a seguaci e imitatori.
La sua discografia non è facilmente accessibile: poche ristampe per un personaggio così di culto ma vi invito a scoprirlo: una chitarra così fa solo che bene.

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