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giovedì 23 maggio 2013

Video: Charlie Christian - Charlie Christian live in small club

Video: Charlie Christian - Seven Come Eleven

Review of Genius of Electric Guitar by Charlie Christian




Charlie Christian has been one of the first great guitarists jazz and he has influenced a generation of jazz guitarists in ‘40 and ’50, people like Tiny Grimes, Barney Kessel, Herb Ellis, Wes Montgomery and George Benson. He began his musical career playing the piano, but after having become a student of Eddie Durham he started to play the guitar, he was discovered as a young talent by John Hammond and in 1939 he was invited to play for the clarinettist Benny Goodman playing in his Sextet for two years before dying for tuberculosis at the age of 25. To understand the importance of this musician we must consider that in the '20 and '30 the guitar was almost always bound to assignments of accompaniment and only in exceptional cases as a  soloist. Charlie Christian was one of the craftsmen of the change introducing electric guitar, an archtop, and original ideas, succeeding in opening new frontiers for the jazz.
Christian understood the possibilities of amplification and thanks to the electric sound he discovered a new, strong sound, almost similar to the sax, and above all a new style. This cd represents a sort of his stylistic manual, in these sixteen traces flows all of his love for his instrument. His model seems to be the sound and the style of the sax, Christian uses effective sequences of riff and monodic sentences, creating musical ideas that for many years will be motive for inspiration for several guitarists, from Wes Montgomery to George Benson.. The passages are loads of melody, from the rhythmics linear and free from excesses or virtuosities, and at the same time, easy to listen.
The people who play with him are all skilled musicians: Benny Carter (alto saxophone), George Auld, Lester Young (tenor saxophone), Cootie Williams, Buck Clayton, Harry James (trumpet), Jack Teagarden (trombone), Benny Goodman (clarinet), Lionel Hampton (vibraphone), Count Basie, Fletcher Henderson, Johnny Guarnieri, Dudley Brooks, Ken Kersey, Jess Stacy (piano), Freddie Green (guitar) Artie Bernstein, Walter Page (bass), Nick Fatool, Jo Jones, Harry Jaeger, Dave Tough, Gene Krupa (drums). All of them heavy champions for that kind of jazz.
I suggest this record to everybody, the reprint is very cheap (I have paid it 5 euro) and every single note is worth, also because the cd practically picks up the whole repertoire of this artist and is in commerce in different editions. The historical one is from CBS jazz, the Sony it has reprinted it in the '80, but I can’t exclude other variations.
Charlie Christian died to alone in the 1942, 26 years old. Who knows what kind of music he would have been able to play for us …. but this is another history.. and we will never know it.

mercoledì 11 luglio 2012

Guitars Speak: la chitarra jazz di Charlie Christian






Questa sera ore 21 su Radio Voce della Speranza: la chitarra jazz di Charlie Christian

Charlie Christian è stato più volte indicato come il "padre della chitarra elettrica". Padre effettivo o solo leggendario, non so. Di sicuro Christian è stato un grande innovatore e un pioniere nel genere riuscendo a conferire alla chitarra un ruolo solista da cui era stata fino ad allora tenuta lontana. Rendiamo omaggio alla sua figura di grande musicista con una puntata dedicata al suo jazz.



domenica 8 luglio 2012

Mercoledì sera ore 21 su Radio Voce della Speranza: la chitarra di Charlie Christian






Mercoledì sera ore 21 su Radio Voce della Speranza: la chitarra jazz di Charlie Christian

Charlie Christian è stato più volte indicato come il "padre della chitarra elettrica". Padre effettivo o solo leggendario, non so. Di sicuro Christian è stato un grande innovatore e un pioniere nel genere riuscendo a conferire alla chitarra un ruolo solista da cui era stata fino ad allora tenuta lontana. Rendiamo omaggio alla sua figura di grande musicista con una puntata dedicata al suo jazz.



giovedì 7 giugno 2012

Charlie Christian - Solo Flight

Recensione di Genius of Electric Guitar di Charlie Christian



Charlie Christian è stato uno dei primi grandi chitarristi jazz e ha influenzato una generazione di chitarristi jazz negli anni 40 e 50 come Tiny Grimes, Barney Kessel, Herb Ellis, Wes Montgomery e George Benson. Iniziò la sua carriera musicale suonando il pianoforte, ma dopo essere diventato un allievo di Eddie Durham cominciò a suonare la chitarra, venne scoperto giovanissimo da John Hammond e nel 1939 fu invitato a provare per il clarinettista Benny Goodman suonando nel suo Sestetto per due anni prima di morire di tubercolosi all’età di 25 anni. Per capire l’importanza di questo musicista dobbiamo considerare che negli anni '20 e '30 la chitarra veniva quasi sempre rilegata a compiti di accompagnamento e in casi eccezionali, da solista. Charlie Christian fu uno degli artefici del cambiamento presentandosi con una chitarra elettrica, una archtop, e idee originali, riuscendo ad aprire nuove frontiere per il jazz, che fino a quegli anni non aveva dato grande considerazione allo strumento privilegiando strumenti solisti come il piano o i fiati.
Christian capì le possibilità di amplificazione dello strumento, e grazie al suono elettrico scoprì una timbrica inedita, robusta, quasi simile a quella di un sax tenore, e soprattutto un nuovo stile di  fraseggio. Questo disco rappresenta una sorta di suo manuale stilistico, in queste sedici tracce scorre tutto il suo amore per il suo strumento, punto focale intorno a cui si è sviluppata in sintesi tutta la sua carriera circoscritta discograficamente tra il 1939 e il 1941, quando scomparve prematuramente. Il suo modello sembra essere il suono e lo stile del sax, Christian utilizza sequenze efficaci di riff e di frasi monodiche, il tutto in un modo totalmente privo di ogni compiacimento o leziosità che per molti anni saranno motivo d'ispirazione per tantissimi chitarristi, da Wes Montgomery a George Benson.. I brani sono carichi di melodia, dalle ritmiche lineari e liberi da eccessi o virtuosismi per una forma di jazz godibilissima anche per chi ritiene che “il jazz è difficile da ascoltare”.
Chi suona con lui è come minimo al suo livello: Benny Carter (alto saxophone), George Auld, Lester Young (tenor saxophone), Cootie Williams, Buck Clayton, Harry James (trumpet), Jack Teagarden (trombone), Benny Goodman (clarinet), Lionel Hampton (vibraphone), Count Basie, Fletcher Henderson, Johnny Guarnieri, Dudley Brooks, Ken Kersey, Jess Stacy (piano), Freddie Green (guitar) Artie Bernstein, Walter Page (bass), Nick Fatool, Jo Jones, Harry Jaeger, Dave Tough, Gene Krupa (drums). Tutti pesi massimi del jazz all’epoca.
Disco consigliatissimo a tutti, la ristampa è a prezzi semplicemente banali (l’ho pagata 5 euro) e vale ogni singola nota, anche perché il cd (il titolo è sempre lo stesso anche se le copertine hanno immagini diverse) raccoglie praticamente tutto il lavoro dell'artista e si trova in commercio in diverse edizioni. La casa storica era la CBS jazz, la Sony l'ha rieditato negli anni '80, ma non sono da escludere altre varianti.
Charlie Christian morì a soli 26 anni, nel 1942. Chissà cosa avrebbe potuto darci ancora … ma questa è un’altra storia .. e non lo sapremo mai.