mercoledì 19 agosto 2015

Recensione di "solos bimhuis" di Joe Morris, Relative Pitch Records LLC, 2015



Facciamo un po' di ordine:

- 1995 No Vertigo, Leo Records
- 2000 Singularity, AUM Fidelity
- 2015 solos bimhuis, Relative Pitch Records LLC

Tre dischi per solo chitarra, tre capolavori per un musicista geniale, innovativo e mai fermo sulle sue posizioni. Periodicamente, metodicamente Joe Morris prende la sua chitarra, rigorosamente acustica, e ne ricava un flusso di pensieri, idee, proposti in questo caso col suo ultimo cd "solo bimhuis" sotto forma di sei brani registrati il 18 ottobre 2013 e il 2 ottobre 2014 al Bimhuis in Amsterdam, struttura/teatro/luogo dedicato alla musica improvvisata con una storia che continua fin dal 1974.
Morris è probabilmente il chitarrista numero uno per quanto riguarda la chitarra free, con una produzione discografica semplicemente imponente di cui questi tre dischi in solo rappresentano, a mio avviso, la punta di un imponente e sommerso iceberg creativo. Ho sempre considerato come i dischi in solo come dei momenti molto particolari nella carriera di un musicista, momenti molti intimi e di assoluta libertà, dove poter suonare e agire senza i  compromessi che il suonare con altre persone necessariamente richiede. Nel caso di Morris la possibilità di ascoltarlo in tre diversi momenti con tre diversi cd permette di cogliere le sottili e costanti dinamiche evolutive che da sempre animano il suo desiderio di portarsi sempre sui confini, sulla frontiera di una musica in continua espansione e esplorazione. In questo "solos bimhuis" Morris preferisce esplorare strutture ritmiche complesse e discontinue con continue variazioni e cambi di tensione utilizzando le possibilità offerte dalla sua archtop acustica. Il risultato è un classico "clean sound" le cui variazioni non sono date dall'uso di effetti ma dal modo diretto con cui Morris interagisce col suo strumento. Quando semplicità è sinonimo di complessità. Molto bella la foto nella cover del cd.

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