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giovedì 11 dicembre 2014
martedì 21 agosto 2012
Review of In the Grass by Marc Ducret e Bobby Previte, enja 1998
Italian Translation
Marc Ducret, guitar, and Bobby Previte, drums, are two among the most interesting, productive and revered musician/composers/improvisors of the contemporary/modern jazz. We have the pleasure to listen to them in duo in a record “In the Grass” characterized by a bloody and vivacious sound.
The opening track, “Fifty is a hundred, a hundred is a thousand...” shows very well the "angolar" and distorted style and the fluid and elastic touch of the electric guitar of Ducret while Previte approaches to the his hard and effective rhythm also the sound of electronic keyboards.
In "Very Handy" Ducret loosens the sound of his guitar through rapid, sudden, torrential solos, while in "Du Du Du" he chooses an head to head against the fanciful polyrhythmic structures of Previte that becomes almost furious in "Walking In The Dust."
So these two musicians bite very hard, In the Grass is a record that shows sweat and passion, Ducret knows how to extract sharp and acute sounds from his electric instruments and Previte decidedly refuses to be left in an angle, you can really feel that these two are having a good time and that they know how to draw the best from their collaboration. Beautiful cd, away from so many intellectualisms but surely well played and without any allowance to easy falls of style. Hard and pure. Exceelnt!
Small note for the guitar fetishists: in this record Ducret also plays a fretless and a baritone guitar, always electric.
lunedì 20 agosto 2012
Recensione di In the Grass di Marc Ducret e Bobby Previte, enja 1998
Marc Ducret, chitarrista, e Bobby Previte, batterista, sono due tra i più interessanti interpreti del jazz contemporaneo. Qui abbiamo il piacere di ascoltarli in duo in un disco dal suono sanguigno e vivace.
Il brano di apertura “Fifty is a hundred, a hundred is a thousand...” mette ben in mostra lo stile “spigoloso” e distorto della chitarra elettrica di Ducret dal tocco fluido e elastico mentre Previte accosta alla sua ritmica inciva e efficace anche il suono di tastiere elettroniche.
In “Very Handy” Ducret scioglie il suono della sua chitarra attraverso rapidi, improvvisi, torrenziali assoli, mentre in “Du Du Du” sceglie un testa a testa contro le fantasiose strutture poliritmiche di Previte che diventano quasi furiose in “Walking In The Dust”.
Insomma i due ci danno dentro, In the Grass è un disco che sa di sudore e di passione, Ducret sa estrarre suoni taglienti e lancinanti dalla sua elettrica e Previte rifiuta decisamente di farsi mettere in un angolo, si sente che i due si divertono e che sanno trarre il meglio dalla loro collaborazione. Bel disco, lontano da tanti intellettualismi ma sicuramente ben suonato e senza nessuna concessione a facili cadute di stile. Duri e puri. Bravi!
Piccola nota per i feticisti: in questo disco Ducret suona anche una chitarra fretless e una baritone, sempre elettriche.
giovedì 14 giugno 2012
Recensione di Detail, di Marc Ducret Winter & Winter 1996
Marc Ducret è un chitarrista francese, classe 1957, che si è imposto nella variegata scena dell’avanguardia grazie ai lavori fatti con Tim Berne e al suo raffinato approccio musicale caratterizzato dalla dissonanza ed un funk di base distorto in un originale miscuglio di cromatismo e atonalità. Finora Ducret ha pubblicato due albums in solitudine, uno per chitarra acustica "Detail", piena dimostrazione del suo stile, e l'altro per chitarra elettrica "Un certain malaise", che rimanda allo stile del chitarrista Sonny Sharrock, ma in un contesto stilistico decisamente più personale e con grande attenzione verso la ricerca.
Detail è un disco eccellente e Ducret potrebbe essere definito come una via di mezzo tra Sharrock e Nels Cline dei Wilco. Fondamentalmente appartiene a quella categoria di musicisti formatisi nell'area di New York venuti dopo il movimento degli anni ottanta, imbevuti sia delle moderne teorie provenienti dalla musica colta, sia nel mondo del free jazz, sia nell’avanguardia più radicale (Cline, Frisell, Torn, etc.).
La sua peculiarità è il saper aver creato una nuova possibilità per la libera improvvisazione parzialmente slegata dai contenuti atonali che caratterizzano ad esempio Derek Bailey. Ducret fa sentire le use origini jazz e swing, ha un approccio diverso con la melodia privilegiandola al pari del contenuto percussivo delle sue musiche.
In questo disco suona la chitarra acustica senza l’uso di effetti o pedaliere digitali, esplorando tutte le possibilità dinamiche del suo strumento. Stilisticamente Ducret privilegia la forma della ballata, frammentandola e decodificandola però in un maelstrom di riff e di accordi spezzati e frantumati, con abbozzi di assoli nei quali stoppa il più possibile il sustain delle corde dando, in un certo senso, delle informazioni “puntuali” a forma di mosaico.
Bellissima come sempre la confezione del cd, adoro il design della Winter & Winter.
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