giovedì 14 giugno 2012

Recensione di Detail, di Marc Ducret Winter & Winter 1996




Marc Ducret è un chitarrista francese, classe 1957, che si è imposto nella variegata scena dell’avanguardia grazie ai lavori fatti con Tim Berne e al suo raffinato approccio musicale caratterizzato dalla dissonanza ed un funk di base distorto in un originale miscuglio di cromatismo e atonalità. Finora Ducret ha pubblicato due albums in solitudine, uno per chitarra acustica "Detail", piena dimostrazione del suo stile, e l'altro per chitarra elettrica "Un certain malaise", che rimanda allo stile del chitarrista Sonny Sharrock, ma in un contesto stilistico decisamente più personale e con grande attenzione verso la ricerca.
Detail è un disco eccellente e Ducret potrebbe essere definito come una via di mezzo tra Sharrock e Nels Cline dei Wilco. Fondamentalmente appartiene a quella categoria di musicisti formatisi nell'area di New York venuti dopo il movimento degli anni ottanta, imbevuti sia delle moderne teorie provenienti dalla musica colta, sia nel mondo del free jazz, sia nell’avanguardia più radicale (Cline, Frisell, Torn, etc.).
La sua peculiarità è il saper aver creato una nuova possibilità per la libera improvvisazione parzialmente slegata dai contenuti atonali che caratterizzano ad esempio Derek Bailey. Ducret fa sentire le use origini jazz e swing, ha un approccio diverso con la melodia privilegiandola al pari del contenuto percussivo delle sue musiche.
In questo disco suona la chitarra acustica senza l’uso di effetti o pedaliere digitali, esplorando tutte le possibilità dinamiche del suo strumento. Stilisticamente Ducret privilegia la forma della ballata, frammentandola e decodificandola però in un maelstrom di riff e di accordi spezzati e frantumati, con abbozzi di assoli nei quali stoppa il più possibile il sustain delle corde dando, in un certo senso, delle informazioni “puntuali” a forma di mosaico.
Bellissima come sempre la confezione del cd, adoro il design della Winter & Winter.

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