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mercoledì 1 ottobre 2014
Guitars Speak: Massabon, Piero Bittolo Bon’s Lacus e Brio!
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Questa sera alle 21 su Radio Voce della Speranza ascolteremo una puntata dedicata al jazz più sperimentale con la presenza e l'ascolto di tre cd: "Suora", nuova uscita discografica del duo Massabon, ovvero Simone Massaron e Piero Bittolo Bon. Ritroviamo questi musicisti anche in Piero Bittolo Bon’s Lacus Amoenus, cd di ribollente jazz, prodotto dalla label italiana indipendente Long Song Records. Sempre della Long Songs ascolteremo un altro duo, loro sono croati si chiamano Brio e il loro disco è un vero concentrato di energia.
http://radiovocedellasperanza.it/
This evening at 21 on Radio Voce della Speranza we will listen to an episode dedicated to experimental jazz with the presence and listening to three CDs: "Suora," the new album release of the duo Massabon, Simone Massaron and Piero Bittolo Bon. We will find these musicians also in Piero's Bittolo Bon Lacus Amoenus, seething jazz cd, produced by the Italian independent label Long Song Records. Always a Long Song' cd, we will listen to another duo, they are Croats and are called Brio and their record is a real bundle of energy.
venerdì 26 settembre 2014
Review of “The Sauna Session” by Piero Bittolo Bon’s Lacus Amoenus ft. Peter Evans, Long Song Records, 2014
“A sweaty
summer session of radical free music!” So quotes the note
accompanying this CD characterized by an unusual and beautiful
graphics, made by the talented Lucia D'Errico, this time quoted not
as a guitarist but for her psychedelic graphic style: bright colors,
curious design, even a red cat equipped with one eye and an
anatomical representation of a smiling minimal human body.
For this cd Piero Bittolo Bon has decided to move the band, Peter Evans (trumpet), Simone Massaron the guitars, Glauco Benedetti tuba) and Tommaso Cappellato (drums), in a studio equipped with sauna (or in a sauna equipped with a recording studio ) in the hope that the Finnish vapors obtained by throwing water on the hot stones would improve concentration and permit high peaks of creativity in which his associates have long since become accustomed.
The result rewards definitely the choice of this steamy and hot free jazz sauna: it is a real musical session defined by high intensity and temperature. All the musicians struggle very hard giving a hot performance, in particularly the “brass area” supported by the thrust generous and tenacious percussion by Cappellato and the guitar inventions by Massaron.
Yet another quality choice by our italian Long Song Records, another certificate from the Italian jazz. Go on, Piero! Never Stop!
giovedì 25 settembre 2014
Recensione di “The Sauna Session” di Piero Bittolo Bon’s Lacus Amoenus ft. Peter Evans, Long Song Records, 2014
“A
sweaty summer session of radical free music!” Così
cita la nota che accompagna questo Cd dalla grafica tanto insolita
quanto bella, opera della bravissima Lucia D’Errico, questa volta
in veste non di chitarrista ma di grafica dallo stile psichedelico e
lisergico: colori accesi, disegni curiosi, perfino un gatto rosso
attrezzato con un occhio solo e una rappresentazione anatomica del
corpo umano minimal sorridente.
Per
questo cd Piero Bittolo Bon ha ben pensato di trasferire la band
(Peter Evans alla tromba, Simone Massaron alla chitarre, Glauco
Benedetti alla tuba e Tommaso Cappellato alla batteria) in uno studio
attrezzato a sauna (o in una sauna attrezzato a studio di
registrazione) nella speranza che i vapori finlandesi ottenuti
gettando acqua sulle pietre roventi migliorassero la concentrazione e
innalzassero i picchi di creatività a cui i suoi sodali ci hanno da
tempo ormai abituati.
Il
risultato premia sicuramente la scelta saunistica: si tratta di una
vera e propria session musicale ad alta intensità e temperatura. Ci
danno tutti dentro di gusto, in particolare i fiati che fanno da
“lame apripista” musicali coadiuvati dalla spinta generosa e
tenace delle percussioni di Cappellato e dalle invenzioni di
Massaron.
Ennesima
scelta di qualità da parte della nostrana Long Song Records,
ennesimo attestato da parte del jazz italiano. Avanti
sempre così, Piero.
lunedì 8 settembre 2014
Recensione di Suora (White Edition) di Massa Bon (Simone Massaron e Piero Bittolo Bon) 2014
Se non ricordo male nel recensire il loro precedente cd “Suede fist, iron glove” mi ero spinto fino a citare, nel bagaglio e nel background culturale del dinamico duo Massa Bon, i cabarettisti veronesi Gatti del Vicolo Miracoli e lo spirito ebraico newyorkese. Come devo interpretare allora questo nuovo lavoro intitolato ”enigmaticamente” Suora?
La questione è di ardua decifrazione data la natura stessa del Duo, composto da Simone Massaron (qualunque tipo di chitarra, cordiera, scogliera amalfitana e effettistica varia) e Piero Bittolo Bon (qualunque tipo di sax, tubatura, idraulica acustica e effettistica varia), musicisti avvezzi a frequentare qualunque forma di libera improvvisazione destrutturata condita con un robusto senso dell’umorismo e da una certa civettuola vena intellettuale che rendono la musica quasi concreta che esce dai loro strumenti meno ostica e più lieve di tanto cerebralismo contemporaneo purtroppo fine a se stesso.
A cosa conduce quindi questo titolo? Provo a elencare alcune possibilità nella speranza che l’ascolto ripetuto delle musiche possa darmi poi la risposta tanto desiderata:
1) Alla fine ci siamo .. come tanti altri musicisti prima di loro anche per i Massa Bon è arrivato il momento di una svolta eucaristica-religiosa, con possibile ritiro in convento per meditare una nuova musica-mistica-curativa sull'onda del nuovo risveglio religioso promosso da Papa Francesco …
2) Il titolo inneggia forse al boom mediatico di un’altra Suora … tale Suor Cristina, battezzata e promossa agli altari dal quadrumvirato (in se scarsamente mistico e anche poveramente luciferino) J-AX-Cocciante-Pelù-Carrà … forse il Duo ha voluto salire sul carro ecumenico-mediatico per produrre musica per nuovi oratori?
3) Forse ci sono … nulla di tutto questo: si tratta ancora del buon, caro, vecchio, spirito ebraico newyorkese. Il Duo ha saputo un’altra volta miscelare con umorismo, creatività e spirito helzapoppiano un mix di musiche, situazioni, intrecci esplorando le possibili combinazioni offerte dai limiti timbrici, melodici, armonici e ritmici che la loro strumentazione consente e che la loro consumata amicizia permette di espandere ulteriormente per via di quel sesto senso che musicisti come loro sanno sviluppare nel corso di una carriera ormai decennale, fatta di incontri, prove, riprove, esplorazioni, tentazioni e conversioni, perché no, mistiche.
Difficile distinguere ragionevolmente all’interno di un calderone musicale fatto da numerosi brani tutti collegati tra loro e dove si intrecciano melodie stonate, ballate blues per marziani vagabondi, suonate di sax al chiaro di luna, pedaliere ed effetti steampunk lanciati a tutto vapore. Ma il tutto è un gazpacho musicale divertente, ironico e impegnativo all’insegna della libera fantasia e del “lasciateci fare che tanto di male non ne facciamo”.
Davvero bravi, e bene hanno fatto i Sentieri Selvaggi a reclutarli per una scorribanda musicale in quel di Milano … di loro dopo si sono perse le tracce, recenti avvistamenti li hanno colti in Veneto e in Umbria ma da qualche giorno non ho più loro notizie … pare che però che la barba di Bittolo Bon è stata recentemente avvistata in un monastero dalle parti del Monte Athos .. mentre Massaron sembra sia seduto di fronte a una parete bianca meditando in zazen .. vi farò sapere …
mercoledì 14 settembre 2011
martedì 13 settembre 2011
Piero Bittolo Bon & His Original Pigneto Stompers: Mucho Acustica

Avevo già avuto a che fare con il senso dell’umorismo di Piero Bittolo Bon in occasione dell’ascolto del suo lavoro in duo con Simone Massaron “Massa Bon”, ero quindi già preparato a brani dal titolo curioso e a folate devianti di sassofoni lanciati a tutto vapore. Non ne sono rimasto deluso, Piero è un grande musicista e i suoi Pigneto Stompers, nome improbabile dietro cui si nascondono Simone Massaron alle chitarre, Federico Scettri alla batteria (sul canale sinistro), Massimiliano Sorrentini sempre alla batteria ma sul canale destro, coaudiuvati dal mitico basso elettrico “colemaniano” di Jamaaladeen Tacuma, sono partner formidabili, affiatati e carichi al punto giusto.
Free jazz, in salsa blues veneziana – milanese con aggiunte di funky torrido e condidi da una ritmica dal groove micidiale. Disco fantastico di musica rigorosamente improvvisata ad alta gradazione alcolica.
Come scrive lo stesso Jamaaladeen Tacuma nelle note del disco “Music is a Universal Language” e indipendentemente dalle origini geografiche e dalla formazione culturale dei musicisti qui impegnati il risultato è davvero notevole, ve ne consiglio l’ascolto dopo un paio di spritz veneziani per meglio predisporre le orecchie al favoloso cocktail di suoni e di note da cui sarete felicemente investiti.
Tra l’altro mentre scrivo questa recensione apprendo che sembra che il Comune di Venezia abbia messo al bando il free jazz con una ordinanza apposita indicando nelle cause i possibili effetti nocivi delle dissonanze musicali in esso contenute … forse una rappreseglia contro la chitarra magistrale di Massaron nel brano “The Day Sandro Bondi Stood Still”? Contro il sax torrido “Stoppani Stomp”? Nessuno lo sa, ma “Tamarrow Is The Question”e quindi lanciamo una “Tsar Bomba” e ascoltiamo il disco a tutto volume per le calli di Venezia! Da qualche parte Ornette Coleman sorride .. in modo armolodico ovviamente….
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