giovedì 14 gennaio 2010

Divertimento Ensemble in concerto 2010


17.01.2010

Monza / Teatro Villoresi
Ore 17,00 concerto

Mauricio Kagel – Episoden, Figuren, per fisarmonica
Mauricio Kagel – Variété, Concert spectacle für Artisten und Musiker

Divertimento Ensemble
Ideazione e realizzazione scenica, Bustric
Corrado Rojac, fisarmonica
Sandro Gorli, direttore

.........................................................................................................................


25.01.2010

Milano / Teatro Franco Parenti
Ore 21 concerto

Mauricio Kagel – Episoden, Figuren, per fisarmonica
Mauricio Kagel – Variété, Concert spectacle für Artisten und Musiker

Divertimento Ensemble
Ideazione e realizzazione scenica, Bustric
Corrado Rojac, fisarmonica
Sandro Gorli, direttore

.........................................................................................................................


10.02.2010

Milano / Palazzina Liberty
Ore 20,30 incontro con Elena Casoli e Gabriele Manca
Ore 21,15 concerto

Fausto Romitelli - Solare
Elliot Carter – Shard
Aldo Clementi – Fantasia per liuto
Gabriele Manca – In flagranti
Tao Yu – Panegyric to the Pipa
Maurizio Pisati - Sette Studi

Elena Casoli, chitarra acustica e liuto

.........................................................................................................................


13.02.2010

Monza / Teatrino di Corte della Villa Reale
Ore 20,15 incontro con Maurizio Pisati e Gabriele Manca
Ore 20,45 Rondòvino
Ore 21,15 concerto

Domenico Scarlatti/Maurizio Pisati – Due Sonate
Elliot Carter – Shard
Aldo Clementi – Fantasia per liuto
Gabriele Manca – In flagranti
Tao Yu – Panegyric to the Pipa
Domenico Scarlatti/Maurizio Pisati – Due Sonate

Elena Casoli, chitarra acustica e liuto

.........................................................................................................................


27.02.2010

Monza / Teatrino di Corte della Villa Reale
Ore 20,15 incontro con Pasquale Corrado, Federico Gardella e Paolo Perezzani
Ore 20,45 Rondòvino
Ore 21,15 concerto

Claude Debussy – Syrinx, per flauto
Claude Debussy - Rapsodia, per sassofono e pianoforte
Richard Galliano - Viaggio, per sassofono e pianoforte
Ned Rothenberg - Maceo, per sassofono
Albert Roussel - Sérénade, per flauto, violino, viola, violoncello e arpa
Pasquale Corrado – Archipeloghis, per sassofono e ensemble (commissione Divertimento Ensemble 2010)
Paolo Perezzani - Novità, per ensemble (commissione Divertimento Ensemble 2010)
Federico Gardella – Livre d'arabesques, per oboe e ensemble (commissione Divertimento Ensemble 2010)

Divertimento Ensemble
Lorenzo Missaglia, flauto
Luca Avanzi, oboe
Mario Marzi, sassofono
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte
Sandro Gorli, direttore

.........................................................................................................................


03.03.2010

Milano / Palazzina Liberty
Ore 20,30 incontro con Pasquale Corrado, Federico Gardella, Paolo Perezzani e Alessandro Solbiati
Ore 21,15 concerto

Pasquale Corrado – Archipeloghis, per sassofono e ensemble (commissione Divertimento Ensemble 2010)
Paolo Perezzani - Novità, per ensemble (commissione Divertimento Ensemble 2010)
Armando Gentilucci – Le Clessidre di Dürer, per ensemble
Federico Gardella – Livre d'arabesques, per oboe e ensemble (commissione Divertimento Ensemble 2010)
Alessandro Solbiati - Verso, per ensemble

Divertimento Ensemble
Mario Marzi, sassofono
Luca Avanzi, oboe
Sandro Gorli, direttore

.........................................................................................................................


13.03.2010

Monza / Teatrino di Corte della Villa Reale
Ore 20,15 incontro con Yann Robin e Fabien Lévy
Ore 20,45 Rondòvino
Ore 21,15 concerto

Yann Robin – Phigures, per ensemble
Fabien Lévy – A propos, per ensemble
Ludwig van Beethoven - Sonata in do magg. op. 102 n. 1, per violoncello e pianoforte
Robert Schumann - Quintetto in mi bemolle maggiore op. 44
Allegro brillante
In modo d'una marcia
Scherzo: molto vivace
Allegro ma non troppo

Divertimento Ensemble
Relja Lukic, violoncello
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte
Sandro Gorli, direttore

.........................................................................................................................


17.03.2010

Milano / Palazzina Liberty
Ore 20,30 incontro con Luca Antignani, Sandro Gorli, Fabien Lévy, Yann Robin e Martino Traversa
Ore 21,15 concerto

Sandro Gorli – Altri Canti, per ensemble
Yann Robin – Phigures, per ensemble
Martino Traversa – Manhattan Bridge, per ensemble
Luca Antignani – In-canto, per ensemble
Fabien Lévy – A propos, per ensemble

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

.........................................................................................................................


10.04.2010

Monza / Teatrino di Corte della Villa Reale
Ore 20,15 incontro con i compositori
Ore 20,45 Rondòvino
Ore 21,15 concerto

Frédéric Chopin – Polacca in sol minore KKIIa n. 1
Frédéric Chopin – Polacca in sol diesis minore KKIVa n. 3
Frédéric Chopin – Andante spianato e Polacca brillante op. 22

Tre Partiture selezionate attraverso la prima edizione del concorso riservato agli allievi di composizione dei Conservatori e degli Istituti Musicali parificati italiani.

Maria Grazia Bellocchio, pianoforte

Concerto realizzato con il contributo di Donatella Gulli in ricordo di sua madre Enrica Cavallo Gulli

.........................................................................................................................


11.04.2010

Milano / Palazzina Liberty
Ore 17,45 incontro con i compositori
Ore 18,30 1°concerto
Ore 20,00 rinfresco
Ore 20,30 incontro con i compositori
Ore 21,15 2°concerto

Progetto giovani
Il pianoforte


Dodici Partiture selezionate attraverso la prima edizione del concorso riservato agli allievi di composizione dei Conservatori e degli Istituti Musicali parificati italiani.

Maria Grazia Bellocchio, pianoforte

Concerto realizzato con il contributo di Donatella Gulli in ricordo di sua madre Enrica Cavallo Gulli

.........................................................................................................................


17.04.2010

Monza / Teatrino di Corte della Villa Reale
Ore 20,15 Incontro con Andrea Cazzaniga e María Eugenia Luc
Ore 20,45 Rondòvino
Ore 21,15 concerto

La recente produzione musicale spagnola

David Del Puerto - Advenit
Gabriel Erkoreka – Izaro
María Eugenia Luc - Red
Jorge Fernández Guerra - Espace brisé
Fernandez Guerenabarrena - Zorion
Caesar Camarero - Reverso 2

Ensemble Kuraia (Bilbao)
Andrea Cazzaniga, direttore

In collaborazione con l’Instituto Cervantes di Milano

.........................................................................................................................


21.04.2010

Milano / Palazzina Liberty
Ore 20,30 incontro con Andrea Cazzaniga e María Eugenia Luc
Ore 21,15 concerto

La recente produzione musicale spagnola

David Del Puerto - Advenit
Gabriel Erkoreka – Izaro
María Eugenia Luc - Red
Jorge Fernández Guerra - Espace brisé
Fernandez Guerenabarrena - Zorion
Caesar Camarero - Reverso 2

Ensemble Kuraia (Bilbao)
Andrea Cazzaniga, direttore

In collaborazione con l’Instituto Cervantes di Milano

.........................................................................................................................


08.05.2010

Monza / Teatrino di Corte della Villa Reale
Ore 20,15 presentazione del volume “Musica Corpo Espressione” di Carlo Serra
Ore 20,45 Rondòvino
Ore 21,15 concerto

Arnold Schönberg – Pierrot lunaire op. 21
Luciano Berio – Sequenza per flauto
Luciano Berio – Folk songs

Divertimento Ensemble
Lorenzo Missaglia, flauto
Alda Caiello, soprano

in collaborazione con il VII Corso di direzione d’orchestra - Il repertorio per ensemble dal primo Novecento a oggi

.........................................................................................................................


10.05.2010

Milano / Teatro Dal Verme
Ore 20,30 Incontro con Gillo Dorfles e Giovanni Bertelli
Ore 21,15 concerto

Arnold Schönberg – Pierrot lunaire op. 21
Giovanni Bertelli – novità (commissione Divertimento Ensemble 2010)
Luciano Berio – Folk songs

Divertimento Ensemble
Soprano, Alda Caiello

In collaborazione con il 7° Corso di Direzione d'Orchestra e la Fondazione Mazzotta, nell'ambito degli eventi collaterali alla mostra di Palazzo Reale "Gillo Dorfles Pittore"

.........................................................................................................................


22.05.2010

Monza / Teatrino di Corte della Villa Reale
Ore 20,15 incontro con i tre compositori vincitori degli Incontri Internazionali per giovani compositori “Franco Donatoni”
Ore 20,45 Rondòvino
Ore 21,15 concerto

J. Brahms - Sonata n. 3 in re minore op. 108, per violino e pianoforte
Allegro
Adagio
Un poco presto e con sentimento
Presto agitato

Tre partiture selezionate dagli Incontri Internazionali per giovani compositori “Franco Donatoni”

Divertimento Ensemble
Lorenzo Gorli, violino
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte
Sandro Gorli, direttore

in collaborazione con il Centre culturel français de Milan e con gli Incontri Internazionali per giovani compositori “Franco Donatoni”

.........................................................................................................................


26.05.2010

Milano / Palazzina Liberty
Ore 20,30 incontro con Raphaèle Biston, Stéphane Borrell e con i tre compositori vincitori degli Incontri Internazionali per giovani compositori “Franco Donatoni”
Ore 21,15 concerto

Raphaèle Biston – Surfaces, per ensemble
Stéphane Borrell - Anachronie, per ensemble
Tre partiture selezionate dagli Incontri Internazionali per giovani compositori "Franco Donatoni"

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

in collaborazione con il Centre culturel français de Milan e con gli Incontri Internazionali per giovani compositori "Franco Donatoni"

.........................................................................................................................


07.06.2010

Milano / Palazzina Liberty
Note di amicizia
Omaggio a Feanco Donatoni nel 10° anniversario della scomparsa
Solisti del Divertimento Ensemble

Intervista con Luca Mosca, terza parte


Quest’estate al Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano è stata suonata la sua composizione NOTE DEL GUANCIALE. OMAGGIO A SEI SHONAGON per cinque strumenti, ce ne vuole parlare? Non è la prima volta che nelle sue composizioni mostra un certo interesse per l’oriente e per il Giappone…




In realtà non uso mai citazioni né materiale vero e proprio della musica giapponese. Ma mi lascio suggestionare dalla sua essenzialità, dal fascino timbrico e dalla purezza adamantina che ha in essa il frammento.

Parlando di compositori innovativi, che ne pensa di John Zorn, dei suoi studi Book of Heads e della scena musicale downtown newyorkese così pronta ad appropriarsi e a ricodificare di qualunque linguaggio musicale, dall’improvvisazione, al jazz, alla contemporanea, al noise, alla musica per cartoni animati?



Nel caso di John Zorn trovo che la sua spericolatezza sia un punto di forza, ma anche un rischio di sconfinare nel caos, nella mancanza di rigore. E così alcuni pezzi mi piacciono molto, altri li trovo non riusciti.

Come vede la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario?

Penso si tratti di problemi di mercato che, nel bene e nel male, riguardano ben poco la musica contemporanea.


Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?


Penso che in tutti i tempi i musicisti abbiano dovuto confrontarsi con la committenza perché la loro musica venisse eseguita. Nel mio caso ho cercato di dedicare il maggior tempo possibile alla composizione e di mantenere con i committenti i rapporti di correttezza e rispetto reciproco necessari per svolgere il mio lavoro.


Ci consigli cinque dischi per lei indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta… Che musiche ascolta di solito?

Ascolto soprattutto Schubert, Sciarrino, Beethoven, Prokofiev, Chopin, Kurtag, Donatoni, Castiglioni, Puccini, Schumann, Bach, Mozart, Ravel, Brahms, Ligeti, Stravinsky! Consiglio vivamente il cofanetto con l'opera omnia di Stravinsky diretta da lui.

Quali sono invece i suoi cinque spartiti indispensabili e qual è la sua composizione a cui è più legato?


Le mie composizioni a cui sono più legato sono le opere America e Signor Goldoni, il ciclo di canzoni per voce, violino e violoncello Words to Score a Rhyme e le Note del guanciale per flauto, viola, chitarra, vibrafono e pianoforte. In realtà sono legato a quasi tutte le cose che ho scritto, e qualsiasi scelta, anche quella che ho appena fatto, sarà sempre arbitraria.

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli si sente di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?


Fare il musicista può essere un'esperienza che investe tutta la propria vita o un mestiere come qualsiasi altro. Nel primo caso bisogna avere tanto entusiasmo e tanta passione, e anche spirito di sacrificio e forza di volontà.

Con chi le piacerebbe suonare e chi le piacerebbe suonare? Quali sono i suoi prossimi progetti? Su cosa sta lavorando?

Mi piacerebbe moltissimo lavorare con Cecilia Bartoli, se lei decidesse un giorno di fare musica contemporanea. Sto lavorando a un'opera comica da camera dal titolo Il frustino di Brunilde, dove viene parodiato Richard Wagner.

Grazie Maestro!


Empedocle70

un sentito grazie a Virginia Arancio per aver creato le possibilità per questa intervista.

mercoledì 13 gennaio 2010

Intervista con Luca Mosca, seconda parte


Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?




Quello che temo è che si consideri tutta la musica, ma in generale tutte le arti, su un'unica scala di valori. Resto dell'opinione che sia importantissimo rendersi conto che Sciarrino e Sting non sono la stessa cosa, che Bacon e Tex Willer non sono la stessa cosa, che Kundera e Stephen King non sono la stessa cosa. Sono tutti degni di considerazione e fanno parte della complessità del mondo, ma esercitano i loro mestieri in maniera radicalmente diversa e i frutti del loro lavoro non possono essere messi sullo stesso piano, perché questo piano non esiste.

Luciano Berio ha scritto “la conservazione del passato ha un senso anche negativo, quanto diventa un modo di dimenticare la musica. L’ascoltatore ne ricava un’illusione di continuità che gli permette di selezionare quanto pare confermare quella stessa continuità e di censurare tutto quanto pare disturbarla”, che ruolo possono assumere la musica e i compositori contemporanei in questo contesto?

I mezzi di comunicazione e l'educazione musicale ostacolano aspramente la maturità dell'ascoltatore, col rischio che il compositore si trovi sempre meno stimolato a cercare soluzioni personali. E' fondamentale cogliere l'insegnamento della musica del passato in cui i grandi compositori raccoglievano tutti gli stimoli esterni, ma li incanalavano rigorosamente in uno stile del tutto individuale, unico.

Quale significato ha l’improvvisazione nella sua ricerca musicale? Si può tornare a parlare di improvvisazione in un repertorio così codificato come quello classico o bisogna per forza uscirne e rivolgersi ad altri repertori, jazz, contemporanea, etc?

La primissima fase del mio lavoro consiste in improvvisare al pianoforte, ed è da questa che traggo la maggior parte del materiale che uso. Solo successivamente subentra il lavoro razionale, anche fatto a tavolino. E' infine per me indispensabile la verifica di tutto quello che scrivo attraverso il suono del mio strumento.

Nel 1968 Derek Bailey chiese a Steve Lacy di definire in 15 secondi la differenza tra improvvisazione e composizione, la risposta fu “In 15 secondi la diferenza tra composizione e improvvisazione è che nella composizione uno ha tutto il tempo di decidere che cosa dire in 15 secondi, mentre nell’improvvisazione uno ha 15 secondi” .. lei si ritrova in questa definizione, oppure Lacy ha esagerato in arguzia e ironia?


La risposta è deliziosa e calzante, tenendo presente però che nell'improvvisazione di Lacy o nell'improvvisazione di Picasso o di qualsiasi altro grande artista c'è a sovrintendere tutta la loro straordinaria esperienza precedente.

Il 20 Gennaio 2005 al Teatro Fondamenta Nuove è andato in scena una specie di "autoritratto" musicale dedicato alla sua produzione pianistica, che ricordo ha di quella serata?

Quella sera, come ogni volta che eseguo la mia musica, ho sentito tensione, gioia, paura, liberazione e, infine, consapevolezza di fare una cosa in cui credo da sempre.

continua domani...

martedì 12 gennaio 2010

Intervista con Luca Mosca, prima parte


La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il suo amore e interesse per la musica e come mai lo specifico interesse per il pianoforte?



Come per molti musicisti della mia generazione, il primissimo interesse fra i 13 e i 15 anni è stato per il Progressive Rock inglese dei primi anni '70. Ho cominciato con un complesso dove suonavo l'organo elettronico.

Come è nato il suo interesse verso il repertorio contemporaneo e quali sono le correnti stilistiche nella quale lei si riconosce maggiormente?



Nel 1973 ho seguito tutto un festival di 11 serate consecutive che si svolse alla piccola Scala di Milano. Ebbi allora l'occasione di scoprire Stockhausen diretto da se stesso, Boulez suonato da Pollini, Amore e Psiche di Sciarrino e tante altre musiche affascinanti. In quel momento decisi che avrei fatto il compositore


So che lei ha studiato con Salvatore Sciarrino e Franco Donatoni, .. che ricordi ha di loro, dei loro insegnamenti, della loro poetica musicale?


Donatoni, con cui studiai all'inizio per tre anni, mi diede gli strumenti essenziali per comporre, e una serie di stimoli a leggere e conoscere musica in funzione della creazione musicale. Di Sciarrino sono rimasto molto amico e lo considero il più grande compositore di oggi. Come maestro fu fondamentale soprattutto per l'approfondimento del timbro e della forma, e anche per aprirmi a trecentosessanta gradi a tutte le arti.

Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea. Lei come compositore per chitarra ritiene quanto ritiene che ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz?


Scrivere per chitarra, come scrivere per voce e per pianoforte, è una delle cose più impegnative che un compositore possa affrontare. In tutt'e tre i casi, per immedesimarsi nello strumento, occorrono molto tempo e una buona esperienza forgiata attraverso una quantità di errori iniziali. Ovviamente è comunque difficile scrivere anche per archi, fiati o percussioni, ma resta il fatto che in casi come quello della chitarra c'è una difficoltà di approccio tecnico maggiore.

Come affronta da compositore il difficile compito di scrivere per strumenti che non suona o ensemble che non conosce a fondo?



Sbagliando si impara parecchio. Chi non impara dagli errori non sarà mai un buon compositore. Una volta acquisita la conoscenza della tecnica e delle possibilità timbriche degli strumenti, ci si deve immedesimare nel suono e sentire dentro di sé di volta in volta tutte le voci possibili. E' altrettanto importante il lavoro con gli strumentisti, da cui ho spesso imparato tanto.

Quale approccio segue per comporre? Usa il computer o preferisce un approccio più “tradizionale”? Scrive su pentagramma o ricorre a altre sistemi come diagrammi, disegni etc.?



Compongo al pianoforte e scrivo la partitura con la matita, e certamente con la gomma.

Berio nel suo saggio “Un ricordo al futuro” ha scritto: “.. Un pianista che si dichiara specialista del repertorio classico e romantico, e suona Beethoven e Chopin senza conoscere la musica del Novencento, è altrettanto spento di un pianista che si dichiara specialista di musica contemporanea e la suona con mani e mente che non sono stati mai attraversati in profondità da Beethoven e Chopin.” Lei … si riconosce in queste parole?


Assolutamente sì. Sono sacrosante



..continua domani

lunedì 11 gennaio 2010

Duplice lutto nel mondo del tango di Pat Ferro



Si è appresa tardi, e con grande dolore nel mondo del tango, la morte di Osvaldo Zotto. La notizia è stata data dell'Agenzia di notizie della Repubblica Argentina TELAM

http://www.telam.com.ar/vernota.php?tipo=N&idPub=173842&id=334785&dis=1&sec=1

"Murió el bailarín de tango Osvaldo Zotto"

é morto in Buenos Aires, a 46 anni d’età, ci hanno informato i suoi collaboratori. Suo fratello Miguel Angel Zotto ha interrotto la tournee in Europa e ieri notte era in viaggio verso Buenos Aires.

Con lui partono per l'ultimo saluto al grande ballerino, molti amici e maestri argentini ora in tournée, come Pablo Garcia con lui nella compagnia di danza TangoX2, a Venezia dal 27 gennaio prossimo.

Aveva festeggiato da poco il suo personale ventennale nel mondo del tango, che lo aveva portato a viaggiare ed insegnare quest'arte, grande patrimonio culturale, in tutto il mondo.

http://www.youtube.com/watch?v=5fP3dHZBVPE


La notizia ha lasciati increduli i numerosi affezionati di questo ballo, considerando che, solo pochi giorni prima, un altro grande ballerino Alberto "Tete" Rusconi, uno dei più grandi milongueros ancora esistenti, grande protagonista del tango argentino contemporaneo, aveva lasciato numerosi fans.

Eccellente rappresentante dell’epoca d’oro del tango, aveva cominciato a ballare a all’età di 14 anni, frequentando le milongas porteñas per oltre 50 anni.

Nel 1994 fu scelto dalla grande coreografa Pina Bausch come maestro per il suo spettacolo dedicato al tango, "Nur Du".

http://www.youtube.com/watch?v=7AUW0K9tKMI

Pat Ferro

Luca Mosca: le musiche

Musica per strumento solo

• 24 preludi op. 16 per pianoforte (1983)
• Ragtime op. 28 per pianoforte (1986)
• Seconda sonata op. 29 per pianoforte (1986)
• Studi op. 36 per pianoforte (1987)
• Sei bagatelle op. 17 per arpa (1988)
• Tre canzoni veneziane op. 57 per chitarra (1991)
• Ninna Nanna per chitarra (1995)
• Terza sonata op. 76 per pianoforte (1995)
• Rime arabe per pianoforte (1996)
• Undici studi per chitarra (2000)
• Variazione su un tema di Diabelli per pianoforte (2000)
• I giorni e le notti per pianoforte (2002)
• Otto momenti musicali per bayan (2005)

Musica da camera

• Dieci pezzi infantili op. 3 per fagotto e pianoforte (1977)
• Visite d'amore op. 13 per 2 pianoforti (1977-1981)
• Otto miniature op. 10 per quintetto di fiati (1982)
• Quintetto op. 12 per quartetto d'archi e pianoforte (1983)
• Secondo trio op. 23 per clarinetto, violoncello e pianoforte (1983)
• Visite d'amore II op. 26 per 2 pianoforti (1985)
• Visite d'amore III op. 27 per 2 pianoforti (1985)
• Cinque piccoli pezzi op. 32 per oboe e pianoforte (1986)
• Il castello interiore op. 40 per 5 percussionisti (1989)
• Quarto trio op. 48 per pianoforte, violino e violoncello (1989)
• Tema e variazioni op. 49 per quintetto di fiati (1989)
• Terzo trio op. 42 per pianoforte, violino e violoncello (1989)
• Trio quinto op. 60 per pianoforte, violino e violoncello (1992)
• Musica notturna op. 63 per gruppo strumentale (1993)
• Pezzi barocchi per 2 clavicembali o 2 pianoforti (1993)
• Storie di Maghrebinia op. 65 per oboe e violino (1993)
• Nove piccoli pezzi op. 71 per 13 strumenti (1995)
• Sonatina op. 74 per violino e pianoforte (1995)
• Valses sentimentales op. 73 (hommage à Franz Schubert) per 7 strumenti (1995)
• Variazioni op. 72 per flauto e chitarra (1995)
• Cinque ballate op. 77 per corno inglese e pianoforte (1996)
• Davanti alla legge per 2 oboi e voce recitante ad libitum, dal racconto di Franz Kafka (1996)
• Per Niccolò (Trio n. 8) per oboe, violino e clarinetto basso (1997)
• Sesto trio per flauto, violino e viola (1997)
• Settimo trio per flauto, chitarra e vibrafono (1997)
• Suite di danze (dai virginalisti inglesi per 4 chitarre (1997)
• Ottetto per 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni (1998)
• Quintetto per pianoforte, flauto, clarinetto, violino e violoncello (1998)
• Trio n. 9 per flauto, violoncello e pianoforte (1999)
• Masques per voce recitante e 14 strumenti, testo di Vittorio Sermonti (2000-2001)
• Note del guanciale per flauto, viola, chitarra, vibrafono e pianoforte (2002),
• Rondò brillante per 8 strumenti (2002)
• Sei danze per accordeon e pianoforte (2002)
• Sinfonia concertante n. 3 per 9 strumenti barocchi (2002)
• Decimo trio per sax tenore, vibrafono e pianoforte (2003)
• Duo concertante per vibrafono e pianoforte (2003)
• Sette rose più tardi per 8 strumenti (2003)
• Canto XVIII dell'Inferno per ensemble (2004)
• Ritratto (su una serie di Petrassi per 14 strumenti (2004)
• Trio n. 12 per flauto, violino e pianoforte (2004)
• Trois morceaux per flauto, oboe, violino, violoncello, vibrafono e arpa (2005)

Musica vocale

• Trenta novellette op. 38 per voce e pianoforte (1987)
• Trenta novellette op. 41 per voce, pianoforte e orchestra (1987)
• Canzoni crudeli op. 44 per voce e pianoforte, testi di Isidore Lucien Ducasse, conte di Lautréamont (1992)
• Dreifaltigkeitslied per coro e orchestra, testo di Meister Eckhart (2001)
• Concerto - sei liriche per soprano e ensemble, testo di Gianluigi Melega (2003)
• A lie in high C per tenore e 7 strumenti, testo di Gianluigi Melega (2004)
• An ode to Ludwig Wittgenstein per soprano e 10 strumenti, testo di Gianluigi Melega (2004)
• Words to score a rhyme per voce femminile, violino, violoncello e pianoforte, testo di Gianluigi Melega (2004)
• Down by the delta cantata per coro e orchestra, testo di Gianluigi Melega (2005)
Musica orchestrale (con o senza solisti) [modifica]
• Terzo concerto op. 25 per pianoforte e orchestra (1985)
• Quindici divertimenti op. 53 per oboe e orchestra (1990)
• Quarto concerto op. 56 per pianoforte e orchestra (1991)
• Tre pezzi op. 55 per orchestra (1991)
• Undici poemetti op. 61 per orchestra (1991)
• Fantasia op. 62 per chitarra e archi (1992)
• Tre notturni op. 59 per 12 fiati, percussioni e contrabbasso (1992)
• Sinfonia concertante op. 64 per violino, viola e archi (1993)
• Cinque racconti orientali op. 67 per oboe, violino e archi (1994)
• Cinque ballate op. 78 per oboe e orchestra (1995)
• Concerto in due movimenti per flauto e orchestra (1998-1999)
• La passeggiata improvvisa per orchestra (1999)
• Tredici fantasie per violino e orchestra (1999)
• Una mano piena di ore per grande orchestra (2003)

Opere teatrali

• Nove frammenti op. 68 opera da camera in un atto, libretto del compositore da Franz Kafka (1995)
• Peter Schlemil singspiel, libretto di Maria del Pilar Garcia Colmenarejo da Adalbert von Chamisso (1997)
• America opera da camera, libretto di Maria del Pilar Garcia Colmenarejo da Franz Kafka (1998)


• K opera da camera, libretto di Maria del Pilar Garcia Colmenarejo da Franz Kafka (2000)
• Trilogia della solitudine opera in due atti, libretto di Pilar Garcia da Franz Kafka (2000)
• Mr. Me opera comica in un atto, libretto di Gianluigi Melega (2003)
• Signor Goldoni, opera, libretto di Gianluigi Melega, settembre 2007

Luca Mosca: Monografia

Biografia
Le musiche


Intervista con Empedocle70
parte prima
parte seconda

parte terza

Luca Mosca: Biografia


Ha compiuto gli studi al Conservatorio G. Verdi di Milano dove si è diplomato in pianoforte, in clavicembalo e in composizione; suoi docenti sono stati Eli Perrotta, Antonio Ballista, Marina Mauriello, Salvatore Sciarrino e Franco Donatoni.



È attivo come pianista e clavicembalista, proponendo spesso in concerto programmi composti prevalentemente da musica contemporanea, autori del novecento storico e sue musiche.
Come pianista ha inciso per la CGD gli Études di Claude Debussy, oltre a musiche di vari autori romantici.
Vive e lavora a Venezia, dove è docente presso il conservatorio "Benedetto Marcello".

Compositore decisamente prolifico, sin dalla giovane età si è ritrovato sulla ribalta internazionale, avendo avuto esecuzioni in molte sedi e manifestazioni quali la Biennale di Venezia, Milano Musica, Musica nel nostro tempo a Milano, Pomeriggi musicali a Milano, Piccola Scala, Bologna Festival, Orchestra regionale toscana, Teatro Massimo di Palermo, Radio France, Centre Pompidou di Parigi, Festival Musica di Strasburgo, WDR di Colonia, Auditorium Nacional de Madrid, Wien Modern a Vienna, oltreché in numerosi concerti in tutta Europa.
Dopo avere inizialmente subito delle influenze dai suoi insegnanti, ben presto Mosca si affrancò da esse per raggiungere una sua strada personale. Trascorso un periodo postmoderno, approdò ad un linguaggio personale e riconoscibile, basato su un uso pressoché costante del totale cromatico dove la componente ritmica è di primaria importanza, spesso unita ad un utilizzo decisamente virtuosistico di voci e strumenti.

Dalla fine degli anni Novanta Mosca si interessa sempre di più al teatro musicale, in questo campo sono da citare le opere "Peter Schlemil" (1997), "K. Trilogia della solitudine" (2000) e "Mr. Me" (2003), opera comica in un atto, nella quale non è difficile notare nel suo protagonista ("Mr Minestrony", che si dedica alla politica dopo essersi occupato di spettacolo) una mordace satira di Silvio Berlusconi e del suo governo.

Le sue opere sono edite da Suvini Zerboni (Milano).

domenica 10 gennaio 2010

Ensemble Frame: Chiara Parolo


E' nata a Padova il 26 Ottobre 1986. A 14 anni ha iniziato lo studio del clarinetto con il maestro Federico Ranzato II° Clarinetto dell'Orchestra della Fenice di Venezia. Il 18 Settembre 2006 si è diplomata con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Adria con il maestro Guido Arbonelli con il quale ha superato anche l'esame di 5° anno col massimo dei voti. Ha seguito diverse masterclasses di Corrado Orlando, Conti, Picciati, Masi ecc. In duo con la pianista Renata Benvegnù ha partecipato a numerose rassegne Nazionali e Internazionali in tutta Italia (Olbia, Padova, Torino, Adria, Mestre, Udine,Roma,Salerno) e ha vinto, nel febbraio 2004, il I° Premio al 10° Concorso Nazionale di musica da camera di Grosseto e il III° premio al Concorso Nazionale di Fusignano/RA. Nel febbraio 2004 e nel maggio 2006 vince la borsa di studio riseravata ai migliori studenti al Concorso "Rosita e Ferrante Mecenati" del Conservatorio di Adria. Dall'ottobre 2005 segue con la pianista Renata Benvegnù i corsi di musica da camera tenuti dal M° Pier Narciso Masi presso l'Accademia di Imola. Sta approfondendo lo studio di tutte le varie tipologie di clarinetti (Clarinetto in La, in Mib e Clarinetto Basso) e della musica contemporanea. Ha un'intensa attività concertistica sia in duo che con altre formazioni come il trio o il quartetto di clarinetti. Nel giugno del 2005 si è esibita con il maestro Giudo Arbonelli per un seminario di musica contemporanea presso l'Arts Academy di Roma, interpretando brani inediti di musica contemporanea per clarinetto solo. Fondatrice dell'Associazione "Orchestra Giovanile della Saccisica" ,di cui ricopre la carica di Vice-Presidente, ha inaugurato il 20 gennaio 2007 con la pianista Renata Benvegnù e il Maestro Pier Narciso Masi una stagione concertistica che ospita grandissimi artisti e musicisti. Nell'anno scolastico 2005/06 collabora come insegnante con l'Accademia della Cultura e delle Arti di Padova e la Scuola Musicale di Conselve. Il 3 aprile 2006 tiene alla Sala Puccini di Milano un concerto con la pianista Renata Benvegnù per la Società dei concerti di Milano. Il 6 aprile 2006 risulta vincitrice del Concorso " La Fabbrica delle Note":concorso riservato ai migliori allievi dei Conservatori del Triveneto, indetto da Unindustria di Padova. In onore del 250° anno dalla nascita di Mozart con Guido Arbonelli e altri giovani clarinettisti del Nord Italia ha creato e partecipato ad una serie di concerti in suo onore che prevedevano un programma particolare :dal solista al sestetto. Dal 26 gennaio 2007 insegna clarinetto presso l'Istituto comprensivo di Porto Tolle (RO). In occasione dello scambio Erasmus tra il conservatorio di Malaga e quello si Adria è stata scelta per eseguire un brano di musica contemporanea-elettronica e cl.basso del compositore Luis Alfonso Torres Mancilla. Il 15 Giugno 2007 esegue l'Elegia for Danny di Ciro Scarponi proprio a Perugia all'interno di un concerto al lui dedicato. Ciro Scarponi è mancato il 5 ottobre 2006 ed è stato uno dei clarinettisti di musica contemporanea più noti a livello mondiale. Negli ultimi anni di vita si è dedicato anche alla composizione. In questo campo appunto merita segnalazione il brano per clarinetto e archi Elegia per Danny in memoria di Danny Purcell, giovane vittima di un una rarissimo morbo; brano che gli valse, nel 2003, il primo premio al concorso di composizione indetto dall'Orchestra sinfonica di Sanremo. E' vincitrice (secondo premio ex-equo), nel luglio 2007, del Primo concorso internazionale di interpretazione di musica contemporanea " Fernando Mencherini". Nel settembre 2007 si diploma con il massimo dei voti e il Master all'accademia di Imola in Musica da camera con la pianista Renata Benvegnù. Dall'estate 2007 è intensamente impegnata nell'attività concertistica sia come solista che in duo con Renata Benvegnù: Ferrara, Lucera, Foggia, Varese, Pordenone, Sori ecc. sono state le mete più frequentate del duo in questi mesi. E' stata organizzatrice del "I° Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale Città di Piove di Sacco" che ha visto iscritti più di 160 partecipanti.

Ensemble Frame: Fabio Puricelli



Si diploma brillantemente in chitarra classica presso il Conservatorio di musica "F. E. Dall'Abaco" di Verona sotto la guida del M° Massimo Scattolin. Prosegue gli studi perfezionandosi presso la SommerAkademie Mozarteum di Salisburgo, in Austria, per due anni consecutivi esibendosi alla WienerSaal come solista al concerto finale dei migliori studenti. Segue i corsi di perfezionamento presso l'Accademia Chitarristica "F. Tarrega" di Pordenone. Studia con musicisti di chiara fama internazionale quali: David Russell, Carlos Bonell, Frank Bungarten. Svolge un'intensa attività didattica presso scuole pubbliche e private oltre che attività concertistica sia come solista che in formazioni cameristiche spaziando nel repertorio dalla musica antica sino al Novecento. É presidente dell'Associazione Culturale "Quattro Note" che organizza ogni anno il "Conegliano International Guitar Festival", evento che avvicina musicisti da tutta Europa.

Ensemble Frame: Galleria Fotografica terza parte




sabato 9 gennaio 2010

Ensemble Frame: Enrico Bertelli



(Montebelluna (TV - ITA) 29/08/1984 - ) Percussionista, Musicologo (performance)

Coinvolto e interessato alla Musica Contemporanea, con una particolare enfasi sul repertorio degli strumenti a percussione. Un ricco background che unisce agli aspetti teorici della musica, studiati durante il percorso universitario, quelli strumentali ottenuti attraverso lo studio Conservatoriale e i numerosi master class. Dopo essersi trasferito in Gran Bretagna lavora in stretto contatto con compositori, investigando le possibilità degli strumenti a percussione e cercando di eliminare le convenzioni della performance e i limiti tecnici degli strumenti. Un buon esempio ne è il duo Percatronics, col compositore Jack White, dove le percussioni incontrano la musica elettronica in uno scambio biunivoco. Profondamente convinto dell'importanza della informed performance (performance practice), affronta con costanza ciascun pezzo dal punto di vista del musicologo e del performer. Tale dualità è indispensabile per una migliore comprensione della composizione e rende possibile una comunicazione col pubblico che, oltre alle note, si avvale spesso e volentieri delle parole.

Qualifiche Accademiche:
2007: MA in Performance Studies - Cardiff University School of Music. (Distinction).
2006: TARS - Dottore in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo - Università Ca`Foscari (Venezia - ITALY). 110/110L (con lode) (3y UG - FT). 2006: Diploma in Strumenti a Percussione - Conservatorio F.E. dall`Abaco di Verona (ITALY). 10/10. (8y UG - FT).
2004: Borsista Erasmus alla Cardiff University School of Music.

Masterclass e Insegnanti: Ruud Wiener (vibrafono), Igor Lesnik (multi-percussione), Jasmin Kolberg (marimba), Matteo di Francesco (marching band) alle Giornate della Percussione at the Conservatorio `G.B. Pergolesi` in Fermo (ITALY). Michael Burritt (marimba) dalla Northwestern University (Evanston - IL). Insegnanti e Referenti: Chris Brannick (multi-percussione e musica Ghanese), Michael Skinner (tecniche orchestral e tamburo Basilese, rudimenti e visuals DCI) entrambi alla Guildhall School of Music and Drama (Londra).

Ultime performance e Competizioni:
(* percussionista principale)
2006/2007: Cardiff University *Chamber Orchestra; *Contemporary Music Group; *Cardiff Collective New Music Ensemble; Percatronics Duo col compositore Jack White, *City of Cardiff Big Band Solista nei concerti lunch-time della CU Music Society.
2006: Secondo Premio Concorso del Teatro Filarmonico di Verona (ITALY).
2001 to 2006: Orchestre Giovanili *Ecce Gratum e *La Réjouissance, Wind Band *Francesco Visentin con esecuzioni in qualità di solista e registrazioni televisive.

Pubblicazioni:
Scrive regolarmente per Finnegans (Trimestrale di Arte Contemporanea) e per l'Ass Cult Impero Bizantino.

Esperienza Lavorativa Rilevante:
2007: Assistente del Direttore Artistico Brake Drum Percussion Ensemble.
2007: Hesse Student at the Aldeburgh Art and Music Festival.
2004-2006: Teatro in Villa (Treviso - ITA).

Ulteriori Conoscienze:
Lingue: Italiano e Inglese (accademici), Latino (scritto), Francese (base). IT: conoscienza avanzata di Windows OS e Microsoft Office, Mac OSx, eccellenti capacità dattilografiche . Patente B Europea.

Ensemble Frame: Galleria Fotografica seconda parte







venerdì 8 gennaio 2010

Ensemble Frame: Martina Bertoni



Dopo aver concluso gli studi classici presso il conservatorio "A. Steffani" di Castelfranco Veneto, sotto la guida del M° W. Vestidello, si è dedicata alla sperimentazione.
Ha seguito workshop e masterclass in Italia ed all'estero soprattutto nell'ambito dell'improvvisazione con Erik Friedlander, Rohan De Saram, M. Meir, D. Lupu.
Ha collaborato e collabora attualmente con numerose realtà teatrali italiane.
Ha partecipato come turnista alla realizzazione di numerosi album per artisti italiani e stranieri (Operator, S. Endrigo, Bruno Lauzi, Tinkara, S. Ianne, E. De Angelis, D. Shea, etc.).
Da anni lavora con Teho Teardo per cui ha suonato in diverse colonne sonore per il cinema e la TV (Il Divo, regia di P. Sorrentino, musiche di Teho Teardo, Quo vadis baby?, regia di G. Chiesa, musiche di Teho Teardo, La ragazza del lago, regia di A. Molaioli, musiche di Teho Teardo, L'amico di famiglia, regia di P. Sorrentino, musiche di Teho Teardo, Lavorare con lentezza, regia di G. Chiesa, musiche di Teho Teardo, Il fuggiasco, regia di A. Manni, musiche di Teho Teardo, Denti, regia di G. Salvatores).
Sempre con Teho Teardo ha dato vita al progetto Modern Institute, che coniuga il mondo dell'elettronica con le sonorità acustiche del violoncello e delle chitarre) e di cui è uscito nel marzo 2006 l'abum "excellent swimmer" per l'etichetta Expanding records (UK).
E' violoncellista dei Clobeda's, trio d'archi e percussioni il cui repertorio coniuga elementi di musica etnica e popolare a elementi di minimalismo e improvvisazione.
Con Mauro Costantini (pianoforte) e Federico Luciani (percussioni) ha dato via al Trio Gurtu, progetto di rivisitazione in chiave latin jazz di standars e composizioni originali

Ensemble Frame: Galleria Fotografica prima parte




giovedì 7 gennaio 2010

Ensemble Frame: Corinna Canzian



Nata a Conegliano (TV) nel novembre 1987, nell’ottobre 2006 ottiene il Diploma Accademico di Primo Livello in Violino con il massimo dei voti e la lode sotto la guida del Maestro Giancarlo Nadai, presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Ha inoltre studiato con i maestri Michele Lot, Massimo Belli, Ivan Rabaglia, Renato Zanettovich, Mauro Rossi, Trio Altenberg, Ilya Grubert e, presso l’Accademia Chigiana di Siena, Giuliano Carmignola. Attualmente si sta perfezionando presso l’Accademia di Musica di Pinerolo (TO) sotto la guida dei Maestri Dora Schwarzberg e Adrian Pinzaru.

Dopo il debutto appena dodicenne nella Chiesa di Vivaldi a Venezia, intraprende una carriera concertistica sia in Italia sia all’estero (Spagna, Germania, Svizzera, Austria, Slovenia, Croazia, Tunisia) collaborando regolarmente anche in veste di solista con diverse orchestre, tra cui Piccola Orchestra Veneta, Orchestra della Venezia Orientale, Orchestra da Camera del Friuli Venezia Giulia, Nuova Orchestra da Camera “F. Busoni” di Trieste, Offerta Musicale di Venezia, Orchestra Filarmonia Veneta “G.F. Malipiero”, Orchestra d’Archi Italiana, Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, Orchestra Sinfonica "San Marco" di Pordenone, Trasimeno Festival Orchestra e orchestra da camera “Notte Veneziana”; nel 2006 collabora con il gruppo “Rondò Veneziano” come primo violino solista. Suona sotto la direzione di maestri del calibro di Mario Brunello, Renaud Capuçon, Aldo Ceccato, Michal Dworzynski, Flavio Florence, Bruno Fontaine, Angela Hewitt, Michail Jurowski, Mario Pagotto, Marco Podda, Donato Renzetti, Gian Piero Reverberi, Danilo Rossi, Wilfred Tachezi, Sonig Tchakerian, Walter Themel.

Fin da bambina partecipa a vari concorsi nazionali e internazionali, conseguendo brillanti risultati. Negli ultimi anni si è distinta nella musica da camera, esibendosi in duo con la pianista Chiara Opalio e ottenendo in questa formazione diversi primi premi assoluti (Schio 2007, San Donà 2007, Viareggio 2007).

Partecipa con il pianista Riccardo Bozolo al 5° Concorso Internazionale di Schio – 2009, dove la loro esecuzione della Sonata n. 2 per violino e pianoforte di Almerigo Girotto conquista il premio speciale “Vicenza - Città del Palladio”. Nello stesso concorso viene insignita del premio speciale “Fondazione Infinity – Korea” in riconoscimento delle sue doti musicali-artistiche, grazie al quale nel prossimo settembre 2010 sarà ospite a Seul per una tournée che la vedrà esibirsi come solista con orchestra.

Il suo repertorio spazia dall’estro della musica rinascimentale e barocca (con uso di strumenti originali) alle sperimentazioni di quella contemporanea (collaborando, sin dalla fondazione, con il Framensemble diretto F. Pavan); inoltre partecipa a diverse incisioni discografiche e registrazioni per RadioRAI.

Da qualche anno si dedica con passione ed entusiasmo all’insegnamento strumentale presso alcuni istituti musicali di Treviso.

Suona un violino Carlo Mazzei, 1922.

Intervista con l'Ensemble Frame quarta parte


Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?


Qui si aprirebbe un discorso infinito sull’ermeneutica e sulla filologia… ti basti sapere che riteniamo questo processo una cosa molto positiva. Per dirla con Gadamer, l’atteggiamento ermeneutico deve avvicinarci al passato, non creare un baratro col presente. T. S. Eliot vedeva passato e presente in continuo dialogo: non solo i capolavori del passato influenzano il pensiero presente, ma anche ogni capolavoro scritto oggi ridefinisce tutta la storia che l’ha preceduto. L’Odissea di Omero non può essere oggi la stessa quale era prima di Ulysses di Joyce. E lo stesso vale per la musica: quello che ci interessa degli autori del passato è il pensiero che riesce ad attraversare i secoli rimanendo attuale. La filologia è uno strumento utile, ma non dobbiamo dimenticare che siamo uomini che hanno attraversato due guerre mondiali, scrivono alla luce elettrica e respirano una miscela di gas ben diversa da quella dell’epoca di Bach o Mozart. Voler ascoltare e suonare le opere del passato pensando di prescindere da questo non è ancora errore: è assurdità.

Come vedete la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario?

La disponibilità pressoché infinita di materiale che si è avuta grazie all’avvento di internet è una grande risorsa. Risorsa che però andrebbe gestita con intelligenza e rispetto.


Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli vi sentite di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Quattro cose: curiosità, passione, determinazione e, soprattutto, grande disponibilità all’ascolto. L’ascolto degli altri e di se stessi, oltre che un momento indispensabile nella formazione “curriculare” di ogni musicista, dovrebbe diventare un vero e proprio atteggiamento nei confronti di ogni manifestazione del mondo.


Quali sono i vostri prossimi progetti? Su cosa state lavorando?

Le idee e i progetti sono veramente tantissimi. Il progetto più lungimirante è TALEA, un laboratorio a lungo termine che vede la collaborazione con compositori al fine di creare, come dice il nome, un ”innesto” del nuovo sull’antico, in cui le forme del passato si evolvono e si schiudono in un universo nuovo attraverso un flusso continuo, che abbatte ogni barriera temporale. La prima espressione di TALEA sarà realizzata con due eventi in novembre e dicembre di quest’anno, che propongono musiche di autori italiani ispirate a composizioni di autori cinquecenteschi di area italiana.
Altro punto fondamentale nel nostro lavoro è la necessità che le nostre performances siano veri e propri spettacoli caratterizzati da un “continuum” sonoro. L’ esperienza di questo prima fase di lavoro ci ha infatti fatto comprendere come l’ ascolto di un concerto inteso come una successione di pezzi chiusi non rappresenti la condizione ideale di ascolto della musica contemporanea. Questo perché abbiamo la necessità di contestualizzare sempre di più le nostre performances a seconda del luogo e del momento in cui vengono proposte. In questo modo, ogni progetto è una sorta di “spazio aperto” che si nutre di sempre nuove risorse e, grazie alle stretta collaborazione con i compositori, propone continue e diverse soluzioni dal punto di vista esecutivo.


Un grande in bocca al lupo!

Empedocle70

mercoledì 6 gennaio 2010

6^ Edizione del Seminario di interpretazione chitarristica tenuto dal M° Frédéric Zigante


6^ Edizione del Seminario di interpretazione chitarristica tenuto dal M° Frédéric Zigante c/o la Civica Scuola di Musica di Castellaneta (TA) Italia.

Le date:
-20,21 Marzo
-11,12,13 Giugno
-1,2,3,4,5 Settembre

I costi Corso Zigante:
tutto il corso: 50 Euro di Iscrizione + 350 Euro (corso) TOT: 400 Euro
singoli seminari: 50 Euro di Iscrizione + 120 Euro (seminario) TOT: 170 Euro

Nelle stesse date dei seminari di Zigante anche il Maestro Antonio Rugolo terrà delle master class.
I costi Corso Rugolo:
tutto il corso: 50 Euro di Iscrizione + 120 Euro (corso) TOT: 170 Euro
singoli seminari: 50 Euro di Iscrizione + 40 Euro (seminario) TOT: 90 Euro



Per ulteriori chiarimenti o informazioni potete contattare lo 3924602405.

Ensemble Frame: Anna D'Errico



Si diploma con lode nel 2001 al Conservatorio "B. Marcello" di Venezia, con Giorgio Lovato. Si perfeziona con maestri quali Eugenio Bagnoli, Giuliana Gulli, Nino Gardi, Joaquin Achucarro, Rudolph Buchbinder, F. Thiollier, H. Shelley. Sta seguendo una brillante carriera sia come solista che come camerista; tiene recitals in importanti teatri e Festival internazionali, tra cui il Lucerne Festival, la Carnegie Hall, il Peter J. Sharp Theatre di New York, la Philarmonie di Essen, il Mozarteum di Salisburgo, il Teatro La Fenice di Venezia, la Mito Art Tower in Giappone, e suona in tournées in Europa e negli Stati Uniti. Ha suonato come solista con l'Orchestra del Teatro "La Fenice" di Venezia e con l'Orchestra di Padova e del Veneto. Realizza un'incisione dedicata a F. Schubert, autore che ha portato in tournée con recitals monografici. Interessata al repertorio moderno e contemporaneo, instaura una stretta collaborazione con numerosi compositori, presentando diverse opere in prima esecuzione assoluta e collaborando con vari ensembles. Si perfeziona con Hideki Nagano e Sebastien Vichard, pianisti dell'Ensemble Intercontemporain, e suona al Lucerne Festival, alla Philarmonie di Essen, alla Mito Art Tower in Giappone, alla Carnegie Hall e al Julliard Theatre di New York sotto la direzione di Pierre Boulez, eseguendo anche il capolavoro del grande compositore Sur incises per 3 pianoforti, 3 percussionisti e 3 arpe, per il quale il New York Times has esaltato la "rare combination of reckless abandon and polished professionalism" dell'ensemble. Per Intrasonus Festival suona in duo con Uli Fusenegger, contrabbassista di Klangforum. Incide in prima assoluta un ciclo di composizioni per pianoforte a quattro mani ispirate a poesie della stessa Anna D'Errico (Ars Publica edizioni). E' selezionata come membro della prestigiosa International Ensemble Modern Academy a Francoforte. Con l'Ensemble IEMA è invitata a prendere parte a numerosi progetti musicali sia a Francoforte che in tournées europee. E' stata invitata a tenere masterclasses negli Stati Uniti, al St. Norbert College di Green Bay, Wisconsin, e all'University of Minnesota Duluth. E' stata docente di pianoforte presso il Conservatorio di Foggia. E' pianista dell'ensemble di musica contemporanea "FramEnsemble".

Intervista con l'Ensemble Frame terza parte


Ho visto che avete nel vostro repertorio anche Serenata per un Satellite di Bruno Maderna, questo pezzo del 1969, scritto su un grandissimo foglio con diversi pentagrammi messi in posizione non orizzontale e non in ordine, è un gioco di combinazioni che lascia all’esecutore libera possibilità rendendolo uno degli esempi più famosi di musica aleatoria. Che scelte avete operato per poter suonare questo pezzo? Avete tenuto presente il percorso musicale scelto da Claudio Ambrosini nella sua trascrizione del 1985?


Le nostre scelte nell’interpretazione di Serenata per un Satellite sono nate esclusivamente dalle indicazioni poste in partitura; abbiamo fatto affidamento sulla musicalità, fantasia e virtuosismo degli esecutori, cercando di collegarci a ciò che ha animato l’esperienza musicale di Maderna. Rifarci ad un’altra esecuzione avrebbe significato tradire in qualche modo il carattere libero e improvvisativo (“ma…! con le note scritte”, come indica Maderna) del brano.


Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?


Al giorno d’oggi essere ottimi musicisti non basta più. Promuovere con convinzione i propri progetti è una necessità. In realtà era così anche in passato. Pensiamo a Wagner…


Quale significato ha l’improvvisazione nella vostra ricerca musicale? Si può tornare a parlare di improvvisazione in un repertorio così codificato come quello classico o bisogna per forza uscirne e rivolgersi ad altri repertori, jazz, contemporanea, etc? Inoltre, si sente spesso parlare di improvvisazione, a volte di improvvisazione aleatoria nell’ambito della musica contemporanea a volte confondendola con l’azione e il gioco della casualità come per Cage… e lo stesso Derek Bailey ci teneva a distinguere tra chi suona improvvisando e chi suona musica improvvisata… voi improvvisate? E come?


Come tu sottolinei bisogna innanzitutto distinguere bene tra alea e improvvisazione. Come aspetti della creatività musicale di oggi – ma non solo – siamo interessati ad entrambi. L'improvvisazione per il musicista è uno strumento fondamentale, una chiave di volta che deve poter essere in grado di svincolarsi dagli stereotipi e dagli stilemi di genere per poter aprire degli spazi nuovi di intervento ed acquisire un senso ed una direzione.


Frank Zappa nella sua autobiografia fece una dichiarazione di intenti un po’ sconcertante: Se John Cage per esempio dicesse “Ora metterò un microfono a contatto sulla gola, poi berrò succo di carota e questa sarà la mia composizione”, ecco che i suoi gargarismi verrebbero qualificati come una SUA COMPOSIZIONE, perché ha applicato una cornice, dichiarandola come tale. “Prendere o lasciare, ora Voglio che questa sia musica.” È davvero valida questa affermazione per definire la musica contemporanea?


L’esperienza di Cage rappresenta un caposaldo della musica del ‘900, ma non può definire la musica di oggi; da un lato perché, pur la sua eco facendosi sentire fino ai nostri giorni, costituisce ormai una fase storica del percorso creativo; dall’altro perché le esperienze musicali contemporanee sono così varie che andare alla ricerca di una definizione che le racchiuda tutte sarebbe impossibile. In ogni caso abbiamo constatato che l’“artigianato” rappresenta ancora una parte importantissima nel lavoro dei compositori contemporanei.

martedì 5 gennaio 2010

Ensemble Frame: Michela Caser



Diplomatasi a pieni voti presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia nel 2000 prosegue gli studi in Ungheria dove studia presso l'istituto Doppler di Budapest sotto la guida del M° Bàlint. Si diploma successivamente a Firenze, presso la scuola musicale "il Trillo" sotto la guida del M° Marasco e nel 2009 consegue la Laurea al Biennio di Secondo livello al Conservatorio "F. Venezze" di Rovigo seguita dal M° Daniele Ruggeri (flauto dell'Ex Novo Ensemble) con il massimo dei voti con lode. Sotto la guida dello stesso M° Ruggieri si sta specializzando in musica contemporanea. Ha inoltre partecipato a numerose Masterclass tenute dai M° Guiot, M° Gerard, M° Formisano, M° Larrieau , M° Cambursano, M° Simeoli (per l'ottavino). Nel 2004 è risultata idonea come flautista titolare dell'Orchestra Giovanile dell'Accademia delle Arti e dello Spettacolo del Teatro Alla Scala di Milano, mentre nel 2005 ha conseguito il Diploma di perfezionamento flautistico dell'Accademia Internazionale di Imola sotto la guida dei M° Balint e del M° Valentini. Numerose le affermazioni in concorsi solistici di carattere Nazionale ed Internazionale. Ha collaborato con le "Soliste dell'Ensemble Femminile Internazionale" sotto il patrocinio del Teatro la Fenice di Venezia. Si è esibita in importanti teatri, tra i quali il Teatro Alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Coccia di Novara, Teatro "Vittoriale" a Gardo ed in prestigiose sale, quali la sala degli Arazzi a San Giorgio, la sala concerti del Conservatorio di Torino per L'Accademia Corale "Stefano Tempia", l'Auditorium Pollini di Padova. Ha suonato per gli Amici della Musica di Vicenza, di Mogliano Veneto, di Vittorio Veneto e, in ambito internazionale, per l'ambasciata italiana in Ungheria (Budapest), in Turchia (Ankara, Smirne), a Innsbruck (Austria), a Salamanca (Spagna), all'Arena di Pola e al XX Festival Musicale di Peralada (Spagna). Dal 2004 al 2008, selezionata dal M° Riccardo Muti, ha collaborato attivamente con l'Orchestra Giovanile "L. Cherubini" da lui fondata e diretta, sotto la direzione del M° Riccardo Muti e direttori ospiti, tra i quali il M° Wayne Marshall. Nel 2006 risulta idonea per il posto di I° flauto nell'Orchestra dell'Università degli studi di Milano. In ambito orchestrale sono inoltre da segnalare collaborazioni come primo, secondo flauto e ottavino con l'Orchestra giovanile "Fedele Fenaroli", "Rome Philarmonic Orchestra", l'Orchestra giovanile "J. Futura", la "New Art Symphonic Orchestra", la Filarmonia Veneta "G.F.Malipiero". Affianca l'attività concertistica con quella di insegnamento presso la Scuola di musica "W. Ferrari" di Venezia, le associazioni "La Sordina" a Favaro Veneto e "Iris" a Marcon. In formazioni cameristiche, suona stabilmente nel duo "Anemos" (flauto e chitarra), in duo con la pianista Anna D'Errico, nel quintetto a fiati "Mercuria" ed è flautista dell'ensemble di musica contemporanea "FramEnsemble".

Gilbert Imperial in concert 18 gennaio Berna

Gilbert Impérial, final recital

18.01.2010 - 8pm GrosseKonzertSaal

Hochschule der Kunst Bern, Papiermuhlestr. 13/d

Uros Rojko (1954), Micro-ostinati for guitar and clarinet (2002)

I Senza rubato
II Con spirito
III Agitato Molto
avec Valentina Struceli, clarinette

Jacques Wildberger (1922-2006), Los pajarillos no cantan für gitarre (1987)

Hans Werner Henze (1926), Drei Märchenbilder für zwei gitarren (1979)

I Pastorale
II Arietta
III Notturno
avec Virginia Arancio, guitare

George Crumb (1929), Mundus Canis for guitar and percussions (1998)
I Tammy
II Fritzi
III Heidel
IV Emma - Jean
V Yoda
avec Samuel Forster, percussions

Augustin Barrios Mangoré (1885-1944), Julia Florida

avec une guitare de Miguel Simplicio (Barcelona 1928)

Fausto Romitelli (1963-2004), Trash TV Trance for solo e-guitar (2004)

Fausto Romitelli, Prof. Bad Trip, lesson I (1998)

Flute, Agnes Wass
Clarinette, Valentina Struceli
Piano, Natalia Koziarz
Violin, Ivona Krapikaite
Viola, Claudia Mulas
Cello, Fulvia Mancini
Percussions, Samuel Forster
Roman Lerch/ Beat Müller, Electronik

Ensemble Frame: Lucia D'Errico



Nata nel 1982 a Mestre, ha intrapreso lo studio della chitarra sotto la guida del M° Roberto Vettorello. Allieva del M° Tommaso De Nardis, si è diplomata a pieni voti nel 2007 presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia.
Da sempre interessata all'approfondimento dei più svariati linguaggi e alle loro possibili reciproche interazioni, ha studiato composizione sotto la guida del M° Riccardo Vaglini e del M° Margherita Parise, lingue e letterature straniere presso l'università di Ca' Foscari, dove ha conseguito una laurea a pieni voti con lode; i suoi interessi extramusicali includono il cinema e le arti grafiche.
Come interprete ha preso parte a diversi festival e concerti, tra cui spiccano l'esecuzione dell'opera "Signor Goldoni" di Luca Mosca, rappresentata in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia nel 2007, il Brinkhallin Summer Festival 2009 di Turku (Finlandia), il festival chitarristico "Castelnuovo-Tedesco" 2004 Città di Treviso, la rassegna "Compositori al B. Marcello" indetta dal conservatorio di Venezia. È co-fondatrice del gruppo FramEnsemble col quale diffonde e promuove il repertorio contemporaneo collaborando direttamente con eminenti compositori italiani e non solo.
Ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi, tra cui il concorso internazionale "Città di Casarza Ligure" (primo premio 2002), il concorso nazionale "Città di Ortona" (primo premio 2006), il concorso "Giulio Rospigliosi" (secondo premio 2007). Ha frequentato corsi di perfezionamento con i Maestri Elena Casoli, Zoran Dukic, Carlos Molina e Vladislav Blaha.
Affianca all'attività di interprete quella di didatta; in questa veste, oltre a ricoprire cattedre in scuole statali e parificate, ha collaborato per diversi anni col M° De Nardis all'interno del conservatorio di Venezia.
Con l'associazione "Musici Mojanesi" si occupa della promozione della cultura musicale nella città di Mogliano Veneto, con particolare attenzione alle giovani generazioni. L'associazione vanta una vasta attività che include il concorso internazionale di composizione "Call for Scores" e un'opera di diffusione della musica nelle scuole del territorio. Con l'associazione Intrasonus di Mestre collabora a progetti su scala internazionale per creare scambi e legami con i più prestigiosi ensemble di musica contemporanea del mondo (fra cui Klangforum Wien, Ensemble Alternance e molti altri) ed è responsabile dei progetti educativi.
E' iscritta al biennio di specializzazione in lingua e letteratura inglese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.

Intervista con l'Ensemble Frame seconda parte


Da appassionato di musica elettronica ho molto apprezzato la vostra citazione di Gilles Deleuze e Felix Guattari “L’universo, il cosmo è fatto di ritornelli: la questione della musica è quella di una potenza di deterritorializzazione che attraversa la natura, gli animali, gli elementi tanto quanto l’uomo”, ne sono rimasto sorpreso dato le loro teorie non sono molto apprezzate in ambito accademico mentre invece sono alla base di due etichette discografiche come la Sub Rosa e la Mille Plateux, territorio fertile per appassionati di ambient e suoni particolari, come mai questa citazione e pensate che anche la musica contemporanea possa attingere alle speculazioni di questi due filosofi (il corpo senza organi, i rizomi…)?


Riassumere la complessità del pensiero di Deleuze e Guattari in poco spazio non è certo impresa facile… Al di là comunque della grandissima influenza che il questi due filosofi hanno avuto nel campo strettamente musicale, in particolare riguardo alla musica elettronica e al minimalismo, il lato a nostro avviso più affascinante della loro indagine è il superamento del dualismo - sull’onda niciana - che descrive in maniera pregnante la condizione moderna. La sostituzione del corpo-albero col rizoma, l’estensione dell’arte al mondo animale, vegetale e minerale, sono espressioni di quello che potrebbe essere l’atteggiamento - se ci passi il termine! - “morale” dell’artista e dell’uomo di oggi. L’arte diventa un modo di indagare (e accettare) il reale a prescindere dal suo valore, ricolloca il sé su un piano di uguaglianza rispetto all’altro da sé, abbatte le gerarchie e tramite l’estetizzazione porta all’accoglienza e alla comprensione di ogni fenomeno. E’ un modo di vedere il mondo, un ambito dell’indagine conoscitiva tanto valido quanto quello scientifico.


Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea. Come musicisti e chitarristi quanto ritenete che ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz?


Al giorno d’oggi la ricerca sulle potenzialità espressive degli strumenti diventa talmente estrema che un discorso come quello di Berlioz non è più attuale. Il compositore non ha più bisogno di essere strumentista per cimentarsi con un dato mezzo, ma lavora con lo strumentista e spesso adatta la difficoltà e l’espressività del brano ad un determinato esecutore, non solo ad un determinato strumento.


Berio nel suo saggio “Un ricordo al futuro” ha scritto: “…Un pianista che si dichiara specialista del repertorio classico e romantico, e suona Beethoven e Chopin senza conoscere la musica del Novecento, è altrettanto spento di un pianista che si dichiara specialista di musica contemporanea e la suona con mani e mente che non sono stati mai attraversati in profondità da Beethoven e Chopin.” Voi suonate un repertorio contemporaneo ma venite da studi classici… vi riconosce in queste parole?


Questa affermazione sottende la sensazione che la musica contemporanea costituisca un “corpo estraneo” rispetto alla storia della musica. Per noi non è così: ogni spartito, proveniente da qualsiasi epoca e da qualsiasi parte del mondo, merita lo stesso rispetto e la stessa curiosità. Sul fatto che più esteso è il campo di conoscenza storica della musica più un musicista ha una ricchezza dalla sua, non possiamo ovviamente non essere d’accordo.


continua domani...

lunedì 4 gennaio 2010

Intervista con l'Ensemble Frame prima parte


La prima domanda è sempre quella classica: come è nato FramEnsemble?


Frame è nato dalla volontà di un gruppo di musicisti di proporre musica nuova e di creare spettacoli in cui possano coesistere le più svariate forme della creatività umana.


Come mai lo spiccato interesse verso il repertorio contemporaneo?


Francesco Pavan, il direttore, è anche compositore. E’ naturale dunque un forte interesse per la ricerca compositiva dei nostri giorni. Per quanto riguarda gli altri componenti del gruppo, pensiamo che il lavoro in collaborazione coi compositori stimoli la creatività e consenta di esplorare il proprio strumento alla ricerca di nuove tecniche esecutive; tecniche il cui interesse non si limita all’espansione del repertorio di “effetti” idiomatici, ma consente di uscire da rischiosi cliché e mettere in continua discussione il proprio punto di vista. Cosa che riteniamo vitale per un musicista, per un artista. Inoltre sentiamo il desiderio di dar voce a un repertorio che nel cursus di studi di un musicista italiano molto spesso non trova spazio. La musica contemporanea è molto spesso presentata da meri “esecutori” più che da veri e propri interpreti!


Quali sono i compositori con cui collaborate e come sono nati questi contatti?

Le nostre collaborazioni dirette sono state con Antonio Agostini, Ada Gentile, Mauro Cardi, Silvia Colasanti, Natalie Fey Yen Herres, Panayiotis Kokoras, Francesco Pavan, Marcela Pavia, Biagio Putignano, Roberto Rusconi, Francesco Telli. Alcuni di essi, come Cardi e Putignano, sono stati contattati in seguito al desiderio di inserire in programma dei loro brani. Altre collaborazioni nascono da commissioni specifiche da parte del nostro gruppo, anche tramite il concorso internazionale di composizione “Call for Scores” indetto dall’Associazione “Musici Mojanesi” di Mogliano Veneto, quest’anno giunto alla sua quinta edizione con un livello artistico e una partecipazione davvero sorprendenti. Il 21 novembre eseguiremo il brano vincitore, “Delirium” per pianoforte, flauto e violoncello del compositore greco Panayiotis Kokoras. Nella stessa performance saranno presentati in prima assoluta anche brani commissionati dal nostro gruppo a Davide Anzaghi, Sonia Bo, Francesco Maggio, Paolo Rotili e Carla Rebora.


Ho notato la vostra attenzione dedicata alla chitarra sia con il progetto Contrasti sia per Vampyr!, come sono nate queste due proposte e come è stato scelto il repertorio?

La chitarra, sia acustica che elettrica, è uno strumento vivo, ancora nel pieno della sua evoluzione. Ha contagiato il pianeta con la sua popolarità e trasversalità, e, a dispetto di quanto si possa pensare, piace molto ai compositori.
Contrasti è nato con l’idea di dare una prospettiva “di scorcio” alla musica nuova; tre prime esecuzioni e un brano del 2003 sono stati accostati a due classici della letteratura per flauto e chitarra del ‘900; ma i contrasti più interessanti che emergono dal programma sono proprio quelli fra compositori coevi. E non parliamo solo dei contemporanei: dall’accostamento dei due autori classici, Margola e Castelnuovo-Tedesco, è emerso come pur nascendo da un ambito affine, molto legato alla tonalità/modalità, i due brani si muovano su territori quasi opposti: autunnale, remissivo, quasi dolcemente negativo Margola; solare, affermativo, vitalistico persino nei momenti più struggenti Castelnuovo-Tedesco.
Vampyr! è un progetto che sta prendendo forma, e nasce da una fascinazione nei confronti della chitarra elettrica. E’ uno strumento che abbiamo già usato in ensemble, e in maniera del tutto “classica” (se ci perdoni la banalità della definizione); eppure è spesso difficile anche solo osservare una chitarra elettrica senza subire l’influenza dell’enorme retaggio culturale e sociale, di ribellione, di trasgressione che questo strumento – volente o nolente – si porta appresso. E’ una suggestione che anima anche l’ispirazione di alcuni degli autori in programma.


continua domani

Ensemble Frame; Francesco Pavan (direttore)



Diplomato col massimo dei voti in pianoforte presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia, presso lo stesso istituto ha conseguito i diplomi in musica corale e direzione di coro, composizione e la specializzazione di II° livello in Discipline Musicali con il massimo dei voti Ha partecipato al corso di perfezionamento pianistico “Hortus Niger” 1999 in Croazia e nello stesso anno ha preso parte come compositore al seminario internazionale “Il Canto di Metastasio” tenutosi a Venezia.
Si è perfezionato in pianoforte presso la Fondazione S. Cecilia di Portogruaro - Venezia (2000 - 2001) ed ha preso parte alla masterclass di pianoforte tenuta a Venezia da Walter Krafft (2001). Ha partecipato al 41° Internazionalen Ferienkurse für Neue Musik 2002 in Darmstadt (Germania) frequentando le lezioni di T. Hosokawa, I. Mundry, T. Murail, E. Nunes, R. HP Platz e W. Rihm. Ha p
reso parte come compositore alla masterclass tenuta dal Klangforum Wien durante la 50° Biennale Musica di Venezia.
Durante “Compositori a confronto” 2002 e 2003 (Reggio Emilia) ha seguito i seminari di S. Bussotti, G. Manzoni, N. Sani, A. Solbiati, G. Taglietti e G. Verrando. Ha studiato direzione d’orchestra presso l’ Accademia Internazionale della Musica di Milano sotto la guida di Emilio Pomàrico (2003 -2005) e nel luglio 2007 ha seguito il corso di perfezionamento in direzione d’orchestra tenuto da Donato Renzetti presso l’Accademia Musicale Pescarese.
Sue opere sono state commissionate ed eseguite dal XXIX° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano (SI), Astra Music (Melbourne - Australia), Trelleborg International Piano Festival (Svezia), Brinkhallin Summer Festival (Finlandia), Biennale Musica di Venezia, Orchestra da Camera Fiorentina, Ensemble l’Arsenale, BKA Theater di Berlino, Duo Castaldini – D’Errico, Quartetto Novecento, Teclas Ensemble.
E’ coautore ed esecutore delle musiche del monologo di D. Villatico “Voi che ascoltate” (Venezia, Teatro La Fenice - 2005).
Nel maggio 2005 ha diretto al Festival Internazionale di musica contemporanea Ring - Ring di Belgrado per il progetto “Sonora” di Cematitalia.
E’ direttore dell’ Orchestra Giovani Musicisti Veneti e fondatore e direttore del FramEnsemble.
Le sue composizioni sono edite da Aliamusica Records, Bayard – Nizet, ArsPublica e Sconfinarte.

Contatti:
francescopavan@framensemble.it
francescopavan@inwind.it

Speciale Ensemble Frame


Frame è un gruppo fondato da musicisti determinati nel proporre la musica nuova con il desiderio di creare e promuovere spettacoli in cui possano coesistere le più svariate forme della musica e dell’arte.

Michela Caser (flauto)
Chiara Parolo (clarinetto)
Corinna Canzian (violino)
Martina Bertoni (violoncello)
Lucia d'Errico (chitarra)

Fabio Puricelli (chitarra)
Enrico Bertelli (percussioni)
Anna d'Errico (pianoforte)

Francesco Pavan (direttore)
Intervista
- quarta parte

Galleria Fotografica
- prima parte
- seconda parte
- terza parte

Website: FramEnsemble

domenica 3 gennaio 2010

Recensione di Grondona plays Asturias music by Albeniz, Stradivarius 2009


I musicisti sono come degli esploratori, dei pathfinders come ne esistevano una volta, i Livingstone, gli Stanley e anche gente come Bonatti, capaci di prendere in mano delle mappe scritte per loro da qualche geografo del passato, mappe da interpretare, da decifrare, da esplorare e da cui tornare per portarci una nuova rappresentazione del territorio.
Vi sembra una idea strana? Provate a pensare allo spartito musicale come a una mappa e al compositore come al geografo che la realizza e al musicista come all’esploratore che si avventura con in mano questa mappa, questo spartito e che torna raccontando il territorio che ha esplorato, che ha suonato per noi.
A ogni nuova esecuzione, a ogni nuova interpretazione si svela davanti a noi un nuovo territorio, una nuova rappresentazione dello spartito, che è testo e mappa assieme allo stesso tempo, linea guida per il musicista che lo deve seguire e allo stesso tempo svelare secondo il proprio gusto, la propria personalità, la propria esperienza.
Quante volte abbiamo sentito suonare Asturias? Quante volte ci siamo domandati, ancora? Perché questa domanda, che poi non è solo rivolta ad Asturias? Éerchè, a volte, succede che un musicista riesca a dare di una musica una rappresentazione di tale bellezza ed eleganza che questa nuova rappresentazione dello spartito diventi non solo un punto di riferimento ma questa uno nuovo canone stilistico a cui si sente l’obbligo, implicito o esplicito, di conformarsi. E’ successo con Segovia e succederà ancora. E’ come se di fronte a questa versione manchino le forze, manchi il coraggio di cercare nello spartito, nella mappa una nuova rappresentazione, un nuovo percorso per esplorare un territorio che in quanto visitato da torme di turisti si crede ormai esausto nelle sue possibilità. E’ questa forse la grande differenza tra un vero musicista (l’esploratore) e il semplice turista (il banale interprete): il coraggio, la cultura, l’intelligenza musicale ed emotiva di saper guardare lo spartito con occhi e sensibilità nuove, la capacità di esplorare in una nuova direzione, di segnare un nuovo percorso, di mostrare e rappresentare le cose in una nuova prospettiva, forse, di creare una nuova estetica e una nuova etica.
E’ per questo che non posso non ringraziare il Maestro Grondona che in collaborazione con la bravissima Laura Mondiello ha deciso di regalarci in chiusura del 2009 questo omaggio alla musica di Isaac Albeniz in occasione del centenario della sua morte. Il Maestro riesce anche in questa occasione a dare un saggio della sua arte, interpretando in modo squisito le musiche di Albeniz riuscendo nel miracolo di regalarci nuove interpretazioni e nuovi percorsi di ascolto di queste musiche che sono tra le più suonate in assoluto dai chitarristi classici. Come sempre suonando le Torres originali, equipaggiate con le nuove corde realizzate da Aquila Corde, i due chitarristi suonano dodici brani (tra cui la celeberrima Asturias) dimostrando ai pigri e agli sconfitti che per chi vuole fare queste mestiere di musicista non serve una mentalità da turista ma da esploratore e che anche nelle mappe e negli spartiti più conosciuti o suonati si possono trovare nuove vie, nuovi percorsi, riuscendo ad uscire dai soliti cliché e dai soliti stereotipi.
Alla fine, forse, come in una storia di Borges, il geografo e l’esploratore si troveranno ad esaminare un’unica mappa su cui sono rappresentate tutte le mappe dell’universo, a quel punto forse tutte le musiche diventeranno una musica sola, o forse, un solo suono …. non so.
Un grande disco registrato in maniera ineccepibile da Davide Piva e masterizzato da Andrea Dandolo e con una grafica e una packaging bellissimo curato dalla bravissima Patrizia Peruffo. Cinque Stelle!

Empedocle70

sabato 2 gennaio 2010

Recensione di Liriche su Verlaine, Y Despues di Bruno Maderna, Stradivarius

Maderna

English Version

«Questa città è bellissima e io finirei per lasciarmi prendere dal suo fascino, diventerei pigro» Corto Maltese.


Nell’arte la continuità è nemica della possibilità, l'uomo non è una creatura perfetta e nella dialettica con la ricerca spasmodica della perfezione, che è fonte inesauribile di nuove energie creative, egli deve stare sempre attento a bilanciare il cammino, a dosare i suoi cali di tensione, cercare di valorizzarli come slanci funzionali dentro un totale ben calibrato. Per questo gli artisti che lasciano pochi segnali di sé hanno l'aura dell'enigma che li accompagna, soprattutto, si intende, quando quei segnali sono qualcosa di speciale. Se poi uno che nasce a Chioggia, vicino a Venezia e decide di concludere la sua parabola umana e artistica morendo a Darmstadt, luogo simbolo negli anni Cinquanta dell'avanguardia e della sperimentazione, nonché cenacolo attorno al quale si riunivano Boulez, Pousseur, Berio, Nono, Stockhausen, Cage, Messiaen e strumentisti come Gazzelloni, Tudor, Caskel, qualcosa diveramente speciale lo deve aver avuto dentro e trasmesso a chi ha avuto la fortuna di averlo vicino. Maderna a Darmstadt c'era arrivato nel 1951 sull’onda di una rifulgente fama di direttore d'orchestra, fama che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera e ne avrebbe, a tratti, addirittura oscurato e messo in sottordine lo status di compositore, e aveva saputo ben presto conquistare la stima del dottor Strinecke, l'organizzatore delle giornate musicali, che prese a invitarlo tutti gli anni e gli affidò l'incarico di fondare il famoso Kammer-Ensemble. Sin da bambino Maderna si era ritrovato nello scomodo ruolo dell'enfánt prodige, la sua attitudine alla musica era manifesta e, complice l'assenza di un nucleo familiare protettivo, rischiò di divenire un fenomeno da baraccone.

Grazie al mecenatismo della signora Manfredi, sarta, antiquaria, dotata di una certa cultura e soprattutto ricca, Maderna undicenne incomincia studi adeguati a sostenerne il talento, per arrivare, dopo la trafila dei conservatori (Milano, Venezia, Roma) a incontrare Malipiero e Scherchen, dei quali sarà allievo negli anni Quaranta (malgrado il disagio di una parentesi bellica vissuta in prima persona: la campagna di Russia, la Resistenza, il campo di concentramento).

Il decennio post-bellico significò per Maderna il consolidarsi di un fruttuoso rapporto sia con Luigi Nono (il quale era da tempo affascinato dal modo in cui il compositore veneziano viveva la musica: «Maderna non insegnava ricette, non distribuiva cataloghi di metodi, evitava soprattutto di insegnare se stesso o di insegnare un'estetica») sia con Berio, con il quale nel '55 avrebbe fondato lo Studi di Fonologia della Rai di Milano. La sua figura e le sue opera, travolte negli anni Ottanta dalla montante marea dei neotonalismo e dei neoromanticismo, sono ben lontane dall'essere state ricollocate al loro giusto posto.

Darmstadt e la sua scuola possono essere (e in parte lo sono) simboli discutibili, ma non tutto quello che ne è uscito è condannabile aprioristicamente ed è indubbiamente vero che la ricerca musicologica che lo riguarda abbia fatto qualche passo sostanzioso e abbia svelato i suoi moduli compositivi, ma ciò che conta è quanto, di un autore, si può pubblicamente ascoltare. A tal proposito non si può che accogliere con soddisfazione questo disco della Stradivarius che vede rappresentato un repertorio poco conosciuto e degno di alta considerazione: si tratta delle Liriche su Verlaine, del Concerto per piano e Concerto per oboe n.2 eseguiti dall’Orchestra Sinfonica di Milano “G.Verdi” diretta dal Maestro Sandro Gorli e dell’unica opera esclusiva per chitarra composta da Maderna: Y Después per chitarra a 10 corde, dedicata al chitarrista Narciso Yepes e qui eseguito dalla bravissima Elena Càsoli.

Su questo brano concentro la mia attenzione vista anche la natura del Blog. Come dicevo, Y Después rimane l’unico lavoro solistico dedicato alla chitarra, che passa attraverso Narciso Yepes, la chitarra a dieci corde, la Spagna, l'Andalusia, il Poema di Garcia Lorca, per incontrare la forza primordiale del cante jondo. Y Después ripercorre le strade dei conto andaluso, del popolo gitano, nelle quali Moderno incontra i gesti della chitarra flamenca, i rasgueodos, le scale rapide e aggressive, gli accenti e i ritmi, ma ritrova soprattutto un canto puro, monodico, originario. Alla purezza della linea melodica che più volte torna a cantare, solitaria, nelle regioni più acute dello strumento si contrappone lo spessore verticale delle masse accordali, che sfruttano la potenza delle dieci corde, mentre rapide articolazioni percorrono tutto lo spazio della tastiera.

Utilizzando le corde gravi non come semplici bordoni, ma come corde tastate alla pari delle prime sei, Moderno costruisce sulla tastiera complesse successioni di accordi e armonie sino a questo lavoro mai udite da unachitarra, sonorità e cluster cupe e laceranti che rivelano tutta la forzaracchiusa nel guscio della chitarra.Un ascolto non facile la musica di Maderna, con quelle sonorità particolari e originali che benché il materiale di partenza appaia sconosciuto e alieno, potrebbe risvegliare più di una coscienza, pigro è ascoltatore dei nostri tempi e si sa che, come conclude Corto Maltese melanconico sullo sfondo della splendida Basilica di San Marco «Venezia sarebbe la mia fine».

Empedocle70