giovedì 6 giugno 2013

Recensione di Quah di Jorma Kaukonen, BMG 2003



Jorma è un grande, una leggenda, una montagna del rock e del fingerpicking blues. Basterebbe un nome e la sua carriera sarebbe già fin troppo significativa: Jefferson Airplane. Basterebbe solo questo per entrare nell’immortalità che di regala la storia.
Ma Jorma è anche e soprattutto altro. Jorma è una chitara acustica, è il fingerpicking, Jorma adora i Reverendo Gary Davis, Jorma è uno che vuole suonare e che al di là degli hippy, al di là di “peace and love” vuole fare una cosa sola: suonare.
Nel 1974, dopo aver lasciato i Jefferson, pubblica il  primo album a nome Jorma Kaukonen, una gemma scintillante di nome Quah. Produce Jack Casady, altro ex membro dei Jefferson Airplane. Quah è un disco di altri tempi, praticamente solo voce e chitarra, buona la prima e via e contiene Genesis, una delle ballate più belle di sempre e altri classici come Police dog blues,I'll be alright, Song for the North Star e I Am the Light of This World sempre del Rev Gary Davis. Inutile che affanniate: questo disco è semplicemente perfetto, non ha punti deboli e trasuda talento, semplicità, onestà e coerenza a ogni solco.
La mia edizione è quella ristampata nel 2003 con l’aggiunta di 4 inediti: Lord Have Mercy (Kaukonen), No Mail Today (Blind Johnny Davis), Midnight In Milpitas (Kaukonen) e Barrier. In questo caso gli inediti aggiungono poco a un disco di per se perfetto, ma fanno sempre piacere. Disco storico, è vero, ma quanto c’è da imparare in questi solchi di quasi 40 anni fa, se è già indispensabile per chiunque voglia suonare la chitarra acustica e il fingerpicking blues, credo sia comunque obbligo nel bagaglio culturale di ogni chitarrista. Jorma dimostra una competenza e una fluidità meravigliose, da imitare e copiare.
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