venerdì 4 ottobre 2013

Recensione di The Sleepwalker di Massimo Spano Rural Electrification Orchestra, Improvvisatore Involontario, 2013


 

A ascoltare un disco così direi che il jazz italiano non gode di buona salute ... scoppia di ottima salute. Disco sonnambulo per la Rural Electrification Orchestra (nome in se già geniale) di Massimo Spano per l'ottimo collettivo Improvvisatore Involontario. Ma come fa il jazz italiano ad andare avanti in questi tempi bui? Collettivo sembra essere la parola magica, gioco di squadra, affiatamento, supporto reciproco non solo nelle note degli strumenti ma anche e soprattutto nella produzione e promozione discografica.
E così che nascono dischi così, scusate se cito uno a uno i musicisti coinvolti: Massimo Spano (basso elettrico, contabbasso), Matteo Marongiu (contrabbasso), Maurizio Piasotti (tromba), Marcello Carro (sax contralto, soprano), Alessandro Angiolini (sax tenore), Francesco Sangiovanni (sax baritono), Maurizio Floris (sax basso), Roberto Migoni (batteria) e Elia Casu (chitarra).
Una orchestra rurale va bene ma compatta, con un amalgama saldo e elettricamente ben carburata e carica con un muro di fiati che dialoga incessantemente con una chitarra dai bordi taglienti e nervosi su una base ritmica pulsante di batteria e contrabbassi. Una orchestra dalla formazione insolita è vero ma che lavora a tutto vapore, con sincerità operaia e contadina e la ruvida affidabilità del trattore che fa bella mostra nella bellissima copertina del cd, opera di Laura Ciranna, che è giusto citare perché per me è la migliore cover del 2013.
State leggendo il Blog Chitarra e Dintorni quindi concludo citando l'ottimo lavoro della chitarra di Elia Casu, i suoi assoli in Green Street e in Canto del Vento sono da manuale.

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