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mercoledì 23 ottobre 2013

Download Podcast: i Dialogos di Juan Carlos Laguna e Norio Sato

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Disco prezioso di musica contemporanea questo realizzato in duo dal messicano Juan Carlos Laguna e dal giapponese Norio Sato. Due musicisti profondamente diversi tra loro che interpretano musiche di compositori contemporanei Giappone e messicani in un amalgama quanto mai curioso e stimolante. Puntata imperdibile per chi ama la musica di Toru Takemitsu.


This evening we will listen to a valuable record of contemporary music that made ​​by the Mexican Juan Carlos Laguna and Japanese Norio Sato. Two musicians who play in widely styles passages by Japanese and Mexican contemporary composers creating an  ever curious and inspiring amalgam. A must episode for those who love the music of Toru Takemitsu.

FORLÌ: 104,5 Mhz

(Forlì, Cesena e Ravenna)

Via Curiel 53 - 47100 Forlì
Telefono & Fax 0543 414312
forli@radiovocedellasperanza.it



domenica 20 ottobre 2013

Guitars Speak terzo anno: i Dialogos di Juan Carlos Laguna e Norio Sato



Mercoledì sera alle 21 su Radio Voce della Speranza

Disco prezioso di musica contemporanea questo realizzato in duo dal messicano Juan Carlos Laguna e dal giapponese Norio Sato. Due musicisti profondamente diversi tra loro che interpretano musiche di compositori contemporanei Giappone e messicani in un amalgama quanto mai curioso e stimolante. Puntata imperdibile per chi ama la musica di Toru Takemitsu.

Wednesday evening at 9 PM on Radio Voce della Speranza

Wednesday evening we will listen to a valuable record of contemporary music that made ​​by the Mexican Juan Carlos Laguna and Japanese Norio Sato. Two musicians who play in widely styles passages by Japanese and Mexican contemporary composers creating an  ever curious and inspiring amalgam. A must episode for those who love the music of Toru Takemitsu.

FORLÌ: 104,5 Mhz

(Forlì, Cesena e Ravenna)

Via Curiel 53 - 47100 Forlì
Telefono & Fax 0543 414312
forli@radiovocedellasperanza.it







mercoledì 14 ottobre 2009

Chitarra e koto nella cultura giapponese

18° Festival di Milano Musica
TORU TAKEMITSU
Percorsi di Musica d’Oggi 2009
Giovedì 15 ottobre 2009, 0re 20.30
Villa Reale, Sala da Ballo-via Palestro 16
Chitarra e koto nella cultura giapponese
Elena Càsoli, chitarra
Kyoko Kawamura, voce e koto
Introduzione di Renato Meucci
Toru Takemitsu, Equinox (1984)per chitarra
Toshio Hosokawa, Koto-utaper koto e voce
Toru Takemitsu, In the woods (1995)per chitarra
Yatsuhashi Kengyo , Rokudan-no-shirabe (dan-mono)
Studio in sei parti" per koto
Yatsuhashi Kengyo, Shiki-no-kyoku (kumi-uta) “Quattro per koto e voce"
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

domenica 9 agosto 2009

18° Festival di MIlano Musica 24 settembre 8 novembre



On line il programma del 18° Festival di Milano MusicaDal 24 settembre all'8 novembre si svolgerà il Festival di Milano Musica. La novità di questa 18° edizione riguarda la struttura del Festival in cui accanto alla sezione monografica, quest'anno dedicata al compositore Toru Takemitsu (Tokyo, 1930-1996), figura chiave nella vita culturale giapponese e sulla scena internazionale della musica contemporanea, cui ha contribuito con centinaia di composizioni, si affiancheranno i tradizionali "Percorsi di musica d'oggi".




Il 18° Festival di Milano Musica, il cui progetto è stato elaborato da Andrea Pestalozza, presenta da quest’anno una nuova struttura: una monografia dedicata a un compositore, accostata ai tradizionali Percorsi di musica d’oggi, con nuove proposte senza vincoli tematici.
Toru Takemitsu (Tokyo 1930-1996) è stato, e forse ancora è, il compositore giapponese per antonomasia, noto, amato ed eseguito in tutto il mondo. È stato una figura chiave nella vita culturale giapponese e sulla scena internazionale della musica contemporanea, cui ha contribuito con centinaia di composizioni. Intellettuale poliedrico oltre che compositore di genio, appassionato di cinema, ha scritto 93 colonne sonore di film, di cui ne verranno presentati alcuni con la regia di Kurosawa e Teshigawara, ed è stato autore di una decina di libri fra cui testi di estetica e di poetica musicale ma anche un giallo e un libro di ricette…
«Questi due mondi, l'oriente e l'occidente, talvolta mi circondano con dolcezza, ma più spesso mi lacerano». Nel corso della sua vita Takemitsu entra in contatto con le forme più significative della cultura europea del ‘900: Debussy, Messiaen, Stockhausen, Cage, Xenakis. Curioso e attento assorbe i vari vocabolari senza mai perdere di vista la propria meta. Si interessa all’elettronica. Il programma, con concerti sinfonici e da camera, ci invita a conoscere il suo universo sonoro: «Nel nostro mondo esistono il silenzio e un suono senza limiti. Scrupolosamente, voglio scolpire quel suono con le mie mani sino ad arrivare ad un singolo suono. E questo suono avrà abbastanza forza da potersi confrontare con il silenzio.» Il Festival si chiuderà con il Requiem di Takemitsu, l’opera ammirata da Stravinskij, e con il capolavoro di Hosokawa in prima italiana, Voiceless Voice in Hiroshima, una sorta di Canto sospeso giapponese.
Nei Percorsi, tre gruppi per la prima volta ospiti di Milano Musica: l’Ensemble Scharoun dei Berliner Philharmoniker, il Trio di Parma e il Quartetto di Cremona, con programmi che accosteranno il repertorio classico a lavori di giovani compositori. Al live electronics, da sempre al centro delle scelte del Festival, verrà dedicata una serata con lavori per strumento solista o voce ed elettronica di cinque compositori: Boulez, Francesconi, Manzoni, Stroppa, Tadini. Due i recital pianistici: Gregorio Nardi in un originale programma da Carter a Kodaly, ed Emanuele Arciuli che debutterà al Teatro alla Scala con musiche dedicate alla notte di Schumann, Liszt, Sciarrino, l’iperbole pianistica delle Night Fantasies di Elliott Carter e Bartók. Béla Bartók sarà inoltre protagonista della prova generale (che il Teatro alla Scala offre agli abbonati di Milano Musica) del concerto della Filarmonica, diretta da Pierre Boulez, con Maurizio Pollini.
Tutte le serate saranno registrate da RAI Radio Tre.

http://www.milanomusica.org/

mercoledì 10 dicembre 2008

Recensione di La musica di Toru Takemitsu di Peter Burt di Empedocle70



BURT Peter


La musica di Toru Takemitsu


BMG RICORDI 2003


pp.263


Questo è senz’altro un libro eccellente e indispensabile per chiunque voglia avvicinarsi e cercare di capire la musica di Toru Takemitsu. Per esplicita scelta dell’autore, il libro prende in esame solo le composizioni che il musicista giapponese ha destinato alla sala da concerto, tralasciando la produzione per il cinema, per la radio e in generale relative ad un repertorio più leggero. Il punto centrale dell’analisi svolta da Peter Burt sembra essere l’integrazione tra le diverse visioni culturali, quella occidentale e quella giapponese svolta da Takemitsu e come punto di partenza per la sua analisi è il collocare le idee del compositore giapponese in un quadro più ampio di relazione storiche, sociali ed ambientali. Il libro infatti inizia focalizzando lo sguardo sul modo in cui il Giappone negli ultimi tre secoli ha affrontato il rapporto con l’Occidente, evidenziando le strutture portanti della cultura giapponese, sulla base della teoria coniata dallo storico Arnold Toynbee che spiega i tipi di pensiero "progressivo" o "ricettivo" presenti nel paese con le espressioni "erodesca" e "zelotista": il primo si riferisce al tentativo di conoscere ed applicare le strategie dell’avversario, il secondo mira a mettere in campo con scrupolosa esattezza la propria tattica arroccandosi così in posizioni tradizionali. Burt si serve di queste due opposte visioni “strategiche” per descrivere l’evoluzione della musica di Takemitsu: dal periodo degli studi della musica occidentale in cui il compositore quasi rinnega le proprie origini, ai contatti con John Cage e al conseguente recupero della sua radice giapponese fino al tentativo di integrare le due tradizioni.
Burt ipotizza che il rifiuto della tradizione giapponese da parte di Takemitsu, almeno in una fase iniziale, sia riconducibile all'associazione della musica giapponese alla cultura militarista, all’estetica totalitaristica da regime che era stato imposto in Giappone, così come in Italia e Germania. E' in questo humus culturale che cresce Takemitsu, che assume grandi dosi di musica occidentale sotto forma di Debussy, Messiaen, Franck, Fauré, riconosciuti tutti come modelli del compositore giapponese. Eppure con il passare del tempo non solo si ammorbidisce la sua posizione nei confronti della musica tradizionale, assimilata inconsciamente sottopelle (ad esempio attraverso l'utilizzo di strutture pentatoniche tipicamente tradizionali), ma anche approcciando le tendenze più legate all'avanguardia che in Europa sta ricostruendo la tabula rasa lasciata dalla guerra. In particolare l'interesse di Takemitsu si concentra sulla musica elettronica e sulla musica concreta, vissuta quest'ultima come vettore di associazioni descrittive, che guideranno il compositore direttamente alla maturazione di capacità spendibili con buoni esiti anche in campo cinematografico. Le esperienze nelle radio e con il gruppo Jikken Kobo individuano una storia ancora poco nota dalle nostre parti, di recente esplorata in modo arguto e divertente da Julian Cope all’inizio del suo libro Japrocksampler.
La carriera di Takemitsu viene qui ricostruita in 12 tappe-capitoli: il Requiem, le avventure seriali, le esplorazioni timbriche, l'indeterminazione cageinana, modernismo/pentatonia/tonalità, un oceano senza Oriente e Occidente. Ogni capitolo contiene dettagliate analisi musicologiche, melodiche e armoniche e confronti accurate tra le diverse opere e i diversi periodi compositivi attraversati da Takemitsu e le opere dei compositori a cui lui guardava come modelli (Messiaen in particolare), guidando il lettore attraverso la carriera e il percorso musicale del compositore giapponese. Completano il lavoro un catalogo delle opere e una bibliografia molto dettagliate.
Uno punto di rammarico, a mio avviso, la totale mancanza di una discografia e in particolare di qualche consiglio su quale incisione ascoltare. Possibile che a un super esperto come Peter Burt sia mancato il coraggio di dirci quali dischi di Takemitsu vale la pena acquistare?


Empedocle70



Video: Rain Tree - Toru Takemitsu