lunedì 9 marzo 2015

Recensione di Light Shadows of Ideas del Trio Chitarristico di Bergamo, M.A.P., 2013


Non deve essere stato facile l'inizio del Trio Chitarristico di Bergamo, vado a memoria ma non credo che il repertorio tradizionale abbondi di opere per trio di chitarra ... mi ricordo solo il Trio per chitarre (Rondo für drei Gitarren) di Paul Hindemith. Certo le trascrizioni possono aiutare ma in effetti è pur vero che il repertorio in questo ambito è decisamente limitato. Necessario quindi allargarne i limiti attingendo ad autori contemporanei che da diverso tempo si stanno dimostrando prodighi e generosi nei confronti del nostro strumento preferito. Sembra ormai accantonata da tempo per quanto riguarda la chitarra classica (avanzo invece ancora seri dubbi per la chitarra elettrica) la famosa frase di Berlioz secondo cui comporre per chitarra classica è difficile perché per farlo bisogna essere innanzitutto chitarristi. il repertorio contemporaneo ha da tempo abbracciato e scelto la chitarra come suo punto di riferimento. Ne è una ulteriore testimonianza questo cd intitolato "Light Shadows fo Ideas" dal nome di una composizione di Giorgio Mirto, presente al suo interno.
Innanzitutto segnalo come la formazione bergamasca composta da Luca Bertocchi, Marco Monzio Compagnoni e Mario Rota abbia realizzato abbia realizzando un cd "trasversale" tutto di autori italiani, tutti viventi, e con un'età di nascita che va dal 1957 di Franco Cavallone, autore di "Metropolitan Sonatina" composto specificatamente nel 2013 per il Trio e dove il nome Sonata va interpretato come il concetto di "sonar assieme", al 1977 di Marco de Biasi autore del più rigoroso e seriale "Eires" composto per il Trio Nahual e pubblicato nel 2009.
Altri brani presenti sono: il "Capriccio", originariamente composto per il Trio Donizetti, del 1992, brano in cui si riflettono le esperienze dodecafoniche del compositore Antonio Brena, le "Voci dell'anima", anch'esso dedicato al Trio Donizetti a opera del compositore e chitarrista Dario Caruso, "Su Bentu" composto da Giorgio Mirto e ispirato dai venti di Maestrale, Scirocco e Tramontana che spazzano i mari della Sardegna. Giorgio Mirto firma anche il brano in tre parti "Open Space" che apre il cd. Last but not least "Valse Road Dream" del chitarrista e compositore bergamasco Andrea Nosari.
La mia personale opinione sul disco è che si tratti di un ottimo lavoro, interessante non solo per la bravura degli interpreti ma per la ricchezza del repertorio proposto, tutte opere di autori italiani e per trio, una cosa che spero non mancherà di attirare l'interesse del pubblico e di altri interpreti.
Solo una nota a chiusura: forse Berlioz non aveva poi così tanto torto, con l'eccezione di Antonio Brena tutti i compositori presenti nel disco sono a loro volta anche chitarristi....


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