martedì 14 ottobre 2014

Recensione di Genteel di Giacomo Fiore



English Version

Suona in modo davvero gentile e piacevolmente melodico Giacomo Fiore, genovese trasferitosi negli Stati Uniti per seguire il suo amore per la chitarra studiando con David Tanenbaum dopo aver iniziato con Armando Corsi (chitarrista tanto geniale quanto poco stimato nel nostro paese, per chi non lo conoscesse suggerisco di ascoltare i dischi dal vivo di Ivano Fossati).
Fiore realizza un disco particolare accostando assieme colori, luci, ombre e onde musicali molto diverse tra loro, spazia dalle rinascimentali Ricercare IV e dalla Fantasia XXXIII di Francesco di Milano alla Sonata in La Maggiore di Domenico Scarlatti, alle danze mediterranee Stefania e Tarantella di Pasquale Taraffo, ai Beatles di Yesterday e In my Life, ai manoscritti per liuto di un anonimo quanto geniale autore scozzese, alle contemporanee A Dance for Muriel e di Morel e ai bellissimi Sakura Variation di Yocoh e alla struggente interpretazione di Farewell to Stromness di Peter Maxwell Davies ( di cui abbiamo parlato nella recensione di British Guitar Music di Graham Anthony Devine) che mi hanno riportato alla mente i ricordi di un viaggio alle Orcadi di tanto, troppo tempo fa.
Giacomo Fiore dimostra con questo cd autoprodotto e acquistabile su cdbaby di avere una notevole padronanza stilistica del suo strumento, non solo in ambito classico e contemporaneo ma anche folk e pop a dimostrazione di un vasto repertorio di interessi e di una visione onnivora della chitarra. Ancora bravo, lo ascolteremo presto in radio su Guitars Speak.
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