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venerdì 20 marzo 2015

Silvia Cignoli in concerto

Programma del concerto SIMC di domenica 22 marzo 2015, ore 17, nella Dimora Storica di Villa Oliva, a Cassano Magnago (Varese).


domenica 1 giugno 2014

Silvia Cignoli in concerto - Auditorium Ottava Nota, Milano


7 giugno alle 21.00
Auditorium Ottava Nota via Marco Bruto, Milano

PROGRAMMA:
Fernando Mencherini (1949-1997)
Undo
Per chitarra classica

Dan di Maggio (1969*)
Eluska
Per chitarra classica
Prima esecuzione assoluta

Fausto Romitelli (1963-2004)
Trash Tv Trance
Per chitarra elettrica

Simone Fontanelli (1961*)
…che move il sole e le altre stelle;
Tanto per cominciare;
Per chitarra classica

Luca Valli (1985*)
La vecchia chitarra del fado dei mari pieni di pericoli
Per chitarra elettrica ed elettronica

Justin Lèpany (1980*)
Bruxelles per chitarra elettrica e tape
Per chitarra elettrica ed elettronica
Prima esecuzione italiana

Steve Reich (1936*)
Electric Counterpoint (III) per chitarra elettrica e tape
Per chitarra elettrica ed elettronica

Silvia Cignoli è una chitarrista di Milano. La sua ricerca è volta principalmente alla musica contemporanea, lavora da anni a stretto contatto con i compositori nell’esplorazione dell’universo sonoro del suo strumento, la chitarra. Da sempre appassionata di arte, segue inoltre diversi progetti in cui approfondisce l’esperienza di legame con altre forme d’arte.

0289658114 3388576271
info@ottavanota.org 

lunedì 3 febbraio 2014

Download Podcast : Silvia Cignoli in concerto



L'appuntamento mensile di Guitars Speak Live è dedicato alla chitarrista milanese Silvia Cignoli, per un live interamente dedicato alla musica contemporanea.

The monthly event of Guitars Speak Live is dedicated to the guitarist Silvia Cignoli, for a live entirely devoted to contemporary music.
Programma/Program:

1) Francesco Zago (1972*), Brachilogia 2 per flauto-ottavino e chitarra elettrica (Antilia duo; Cinzia Cruder, ottavino e Silvia Cignoli, chitarra)

2) Giorgio Colombo Taccani (1961*) , Antilia  per ottavino e chitarra classica (Antilia duo; Cinzia Cruder, ottavino e Silvia Cignoli, chitarra)

3) Gilberto Bosco (1946*), Melisma per flauto e chitarra classica (Antilia duo; Cinzia Cruder, ottavino e Silvia Cignoli, chitarra)

4) Eric Chasalow (1955*)‘Scuse me per chitarra elettrica ed elettronica

5) Astor Piazzolla (1921-1992) , Histoire du tango per flauto e chitarra classica (Antilia Duo; Cinzia Cruder, flauto; Silvia Cignoli, chitarra)

domenica 2 febbraio 2014

Guitars Speak Live : Silvia Cignoli in concerto


In onda domenica sera alle 21 su Radio Voce della Speranza/ On air sunday evening at 9 PM on Radio Voce della Speranza

L'appuntamento mensile di Guitars Speak Live è dedicato alla chitarrista milanese Silvia Cignoli, per un live interamente dedicato alla musica contemporanea.

The monthly event of Guitars Speak Live is dedicated to the guitarist Silvia Cignoli, for a live entirely devoted to contemporary music.
 
Programma/Program:
1) Francesco Zago (1972*), Brachilogia 2 per flauto-ottavino e chitarra elettrica (Antilia duo; Cinzia Cruder, ottavino e Silvia Cignoli, chitarra)
2) Giorgio Colombo Taccani (1961*) , Antilia  per ottavino e chitarra classica (Antilia duo; Cinzia Cruder, ottavino e Silvia Cignoli, chitarra)
3) Gilberto Bosco (1946*), Melisma per flauto e chitarra classica (Antilia duo; Cinzia Cruder, ottavino e Silvia Cignoli, chitarra)
4) Eric Chasalow (1955*)‘Scuse me per chitarra elettrica ed elettronica
5) Astor Piazzolla (1921-1992) , Histoire du tango per flauto e chitarra classica (Antilia Duo; Cinzia Cruder, flauto; Silvia Cignoli, chitarra)

FORLÌ: 104,5 Mhz

(Forlì, Cesena e Ravenna)

Via Curiel 53 - 47100 Forlì
Telefono & Fax 0543 414312
forli@radiovocedellasperanza.it



 

sabato 7 settembre 2013

Secondary Colours Inspire Me More Than Primary One di Silvia Cignoli on AlchEmistica Netlabel



La nostra piccola netlabel sta poco a poco raccogliendo nuovi consensi e collaborazioni. E' la volta di Silvia Cignoli, giovane chitarrista classica votata alla musica contemporanea. Il suo “disco” per AlchEmistica “secondary colours inspire me more than primary ones” , titolo che riflette il suo interesse per la pittura e per le arti figurative. Silvia riesce in questa realise a unire tra loro due repertori diversi e apparentemente inconciliabili, quello classico espresso dal brano "Il Trovatore" di J. K. Mertz e quello contemporaneo composto dai tre brani di Simone Fontanelli, Francesco Zago e Andrea Tremolada, che AlchEmistica ha il piacere e l'onore di presentare in anteprima assoluta grazie alla liberatoria concessa dagli autori e dall'interprete in via assolutamente esclusiva nei confronti della S.I.A.E. Un gesto di grande generosità e di grande impegno artistico: “secondary colours inspire me more than primary ones” ci ricorda a ogni nota che la musica, quella suonata con passione, intelligenza e creatività non ha bisogno di essere divisa in generi. Il resto è solo merce.

Free Download e libero ascolto su: http://www.alchemistica.net/releases/alfd003.html

lunedì 27 agosto 2012

irid. visual concert_ la musica trova la propria immagine


Fondazione-Milano_Sfumato+nome pos.gifmilano civica scuola di musicain collaborazione con miticiregione lombardia
irid.
visual concert_ la musica trova la propria immagine
una serata di musicaprime esecuzionimusica elettronica
video in tempo realevideo mappingperformance, proiezioni
5 settembre 2012 h. 21.00 Auditorium Lattuada
Corso di Porta Vigentina 15/a - Milano 
ingresso libero fino a esaurimento posti

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un progetto di Silvia Cignoli e Andrea Tremolada, fra i vincitori del bando MITiCi 2012 
con il sostegno di Milano Civica Scuola di Musica - Fondazione Milano®
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MITiCi - Parco dei Talenti Creativi è un progetto di Fondazione Milano® nato nel 2009 grazie al cofinanziamento di Fondazione Cariplo, al sostegno economico della Provincia di Milano e al contributo del programma Lombardia Eccellentedella Regione Lombardia. Scopo dell’iniziativa è offrire ai giovani, nel campo delle arti performative e dei nuovi linguaggi multimediali, l’opportunità di realizzare le proprie opere, di farle conoscere e di confrontarsi nello stesso tempo con l’attuale sistema produttivo attraverso un festival/vetrina annuale in cui vengono presentati video, performance, opere musicali, progetti social, installazioni, spettacoli teatrali, tutto nel segno della creatività e della libertà espressiva.
In questo contesto, e attraverso la formula delle piccole performance e delle interazioni video, nasce irid., visual concert premiato per l'alta componente di sperimentazione musicale.

irid. porta avanti un discorso sulla multimedialità e sull'interazione fra i diversi medium artistici. Lo spettacolo si concentra infatti su due temi cari alle avanguardie: le "sinestesie” artistiche (convergenze dei linguaggi verso il terreno comune della performance, dell'azione scenico-musicale) e il confronto e interazione tra suono tradizionale, sound elettronico e ibridazioni tecnomultimediali.


con
Silvia Cignoli _ chitarre
 
Cinzia Cruder _ flauto e ottavino
Matteo a Marca _ sax 
Roberta de Stefano _ performer
musiche 
Andrea Tremolada _ Rituals I
Giorgio Colombo Taccani _ Antilia
Luca Valli _ La vecchia chitarra del fado dei mari pieni di pericoli
Maria Teresa Treccozzi _ Hydraj 
Tristan Murail _ Tellur 
Francesco Zago _ Brachilogia 2 
Andrea Tremolada _ Intentions
Nadir Vassena _ In Tempore Belli 
Andrea Tremolada _ Nightly (night fragments) 
Fausto Romitelli _ Trash Tv Trance 
Video e proiezioni a cura di
Roberto Mucchiut, Andrea Carlotto, Ezio Taeggi, Andrea Aguzzi, Paolo Botta, Ettore Tripodi

http://www.facebook.com/iridensemble
http://irid.altervista.org/
http://www.fondazionemilano.eu/musica/

sabato 14 luglio 2012

irid. visual concert


irid.
visual concert



un progetto di Silvia Cignoli e Andrea Tremolada in collaborazione con
MITiCi e con Milano Civica Scuola di Musica - Fondazione Milano®
invito alla rappresentazione
5 settembre 2012 h. 21.00
Auditorium Lattuada - Corso di Porta Vigentina 15/a
ingresso libero su prenotazione:
http://irid.eventbrite.com
Silvia Cignoli, chitarra classica ed elettrica
Cinzia Cruder, flauto e ottavino
Matteo a Marca, sax contralto e tenore
Roberta de Stefano, attrice e performer
Musiche di:
K. Ritter, A. Tremolada, G. C. Taccani, M. Treccozzi, L. Valli, T. Murail, F. Zago, N. Vassena, F. Romitelli
Video e proiezioni a cura di:
R. Mucchiut, A. Aguzzi, A. Carlotto, E. Taeggi
http://www.facebook.com/iridensemble
http://irid.altervista.org/


silvia.cignoli@hotmail.it

sabato 2 giugno 2012

Concerto della classe di chitarra elettrica e improvvisazione di Francesco Zago, Civica Scuola di Musica di Milano

venerdì 8 giugno 2012 ore 18.30





venerdì 8 giugno 2012 ore 18.30


Auditorium di Villa Simonetta, via Stilicone 36, Milano


Eric Chasalow, ’Scuse me!, per chitarra elettrica ed elettronica
Brian Eno, Music for Airports (1/2), per chitarra elettrica, flauto e pianoforte
Andrea Tremolada, Rituals, per chitarra elettrica e sassofono
Nick Didkovsky, I Kick My Hand, per chitarra elettrica
Francesco Zago, Brachilogia, per chitarra elettrica, flauto e ottavino
Luca Valli, La vecchia chitarra del fado del mare pieno di pericoli, per chitarra elettrica ed elettronica
Maria Teresa Treccozzi, Soprappensiero, studio n. 2, per chitarra elettrica
Steve Reich, Electric Counterpoint (I e III movimento), per chitarra elettrica ed elettronica

Silvia Cignoli, chitarra elettrica
Pietro Magnani, chitarra elettrica
Cinzia Cruder, flauto
Matteo a Marca, sassofono
Francesco Zago, pianoforte

domenica 4 settembre 2011


CON UNDICI OCCHI LA LEGGENDA DEL PONTE E DEL DIAVOLO
di Valeria Francese, regia di Elisabetta Carosio, supervisione drammaturgica Rocco Manfredi, con Andrea Romano, musiche di Silvia Cignoli, spettacolo coordinato da Antonio Pizzicato Il testo illustra uno dei miracoli compiuti da San Colombano: la costruzione del ponte di Bobbio che ha permesso che il Santo raggiungesse questo paese e ne evangelizzasse le genti. L’edificazione fu messa in opera dal diavolo che scese a patti con il Santo: promise a quest’ultimo una rapida costruzione, in una sola notte, in cambio della prima anima che avesse attraversato il ponte. Il santo truffò il diavolo, perché accettò sapendo che il Bene si abbassa al Male solo per farne un poi un trampolino di lancio. Si trattava solo di aspettare. E quando il giorno arrivò ed il ponte fu ultimato con tutti i suoi undici archi, ancora oggi così suggestivi nella loro irregolarità che rimandano alla diversa altezza dei diavoli costruttori, il diavolo ed il Santo aspettarono la prima vita passare. Fu un cane, animale che insegna all’uomo come si può essere fedeli sulla terra, che prese a passeggiare sul ponte. Ecco lo scambio era avvenuto ma nessuna anima era stata venduta al diavolo ed il Bene aveva trionfato. Il diavolo sparì irato e minaccioso e Bobbio conobbe da quel giorno la parola di Dio.

venerdì 18 marzo 2011

Intervista a Silvia Cignoli, quarta parte


Con chi ti piacerebbe suonare e chi ti piacerebbe suonare? Quali sono i tuoi prossimi progetti? Su cosa stai lavorando?

I pezzi che desidero maggiormente suonare non sono ancora stati scritti: mi vedo dentro la musica di oggi a prestare le mie mani a chi crea musica ora. Fra i pezzi già composti però mi vengono in mente subito due titoli: “Professor Bad Trip” di Fausto Romitelli e le “Quattro Danze Macabre” di Nadir Vassena. Inoltre spero di avere presto a che fare con musiche di Giorgio Colombo Taccani e Fabio Vacchi.
Per quanto riguarda il mio progetto più imminente sto cominciando a organizzare il mio recital
di fine master (interamente su brani contemporanei, uno di questi in fase di scrittura), che sarà
composto da una serie di performance interdisciplinari tante quanti sono i pezzi che suonerò. Per ogni brano ho pensato a qualcosa che potesse distogliere lo spettatore dalla sensazione di dover assistere a un concerto inteso in modo tradizionale, ma che comunque avesse un legame forte col pezzo. Ci saranno attori, video, proiezioni, cura del gesto e dei movimenti dei musicisti, cura delle luci e utilizzo del buio e dei costumi.
Dopo quest’ultimo, intenso, anno di Master credo che avvertirò la necessità di sviluppare o
riprendere aspetti che fino ad ora non ho avuto il tempo di coltivare: mi piacerebbe studiare un minimo di recitazione e riprendere a lavorare un po’ anche con l’immagine.
Continuerò sicuramente a portare avanti il Duo Antilia con Cinzia Cruder ma parallelamente vorrei cominciare a formare una squadra di persone con intenti simili ai miei per proseguire a lavorare su progetti interdisciplinari, cosa che ho sempre sentito di voler fare.

Dato che ci scambiamo spesso le letture .. cosa stai leggendo adesso e cosa ci consigli?

In questo momento sto leggendo “Le figure della musica” di Sciarrino.
Fra i libri che consiglierei c’è sicuramente “Lo spirituale nell’arte” di Kandinskj, un libro secondo me di importanza capitale scritto da un pittore illuminato, rivoluzionario, ma che parla a tutti gli artisti.
Letture indimenticabili sono inoltre i saggi di Paolo Repetto, in particolare “La Visione dei Suoni”, raccolta di articoli che trattano dei parallelismi profondi fra compositori e pittori o architetti, raccontati con delicatezza e grandissima poesia.
Altre letture che consiglio sono: “Il resto è rumore” di Alex Ross, “Il paesaggio sonoro” di Murray Shafer, “Musicofilia” di Oliver Sacks, “Musica e Pittura” (Shoenberg e Kandinskj).

Ultima domanda: Roberto Freak Antoni, il cantante degli Skiantos, ha scritto una volta un libro intitolato “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti” … tanti chitarristi italiani, specialmente se interessati alla musica contemporanea si sono da tempo trasferiti all’estero e lì hanno avviato una carriera impensabile in Italia .. pensi di seguire le loro orme?

Al momento i miei legami lavorativi e di studio si tendono fra Milano e Lugano. Non ho intenzione, per ora, di trasferirmi in via stabile all’estero, poiché sento di non aver esaurito le mie possibilità qui. Ma mi piacerebbe lavorare in Svizzera e rimango aperta a qualsiasi possibilità.

Ultimissima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

Si fa musica principalmente per necessità interiore.
La seconda e la terza domanda sono assimilabili: il posto di chi fa musica nella società contemporanea è ovunque: come schematizza Kandinsky, la società può essere rappresentata come un triangolo suddiviso in diversi fasci orizzontali in cui si collocano rispettivamente le persone con diversi livelli di consapevolezza. Esso rappresenta la vita spirituale della società. In ogni sua fascia sono presenti gli artisti, ma se il loro prodotto è di contenuto impuro o non elevato può far precipitare un livello superiore ad uno inferiore: non per forza questo triangolo avrà un movimento di ascesa, anzi ci sono periodi di decadenza spirituale, ovvero di staticità artistica, in cui gli artisti tendono a riprodurre gli stessi oggetti o le stesse idee. E’ il caso per esempio di molta musica commerciale, la cui banalità e i cui contenuti scontati relegano le persone delle fasce inferiori del triangolo a uno stato basso di consapevolezza, senza dar loro la possibilità di salire a un livello superiore del triangolo.
Rispettare sterilmente le tecniche tradizionali dà luogo a opere d’arte vuote, come anche stravolgerle inutilmente. Gli artisti hanno quindi una grande responsabilità verso se stessi e verso la società, perché, come dice Kandinsky, del loro pane spirituale la società si nutre, perché ne sono lo specchio profondo.

Grazie Silvia!
Empedocle70

giovedì 17 marzo 2011

Intervista a Silvia Cignoli, terza parte


Più che una domanda .. questa è in realtà una riflessione: Luigi Nono ha dichiarato “Altri pensieri, altri rumori, altre sonorità, altre idee. Quando si ascolta, si cerca spesso di ritrovare se stesso negli altri. Ritrovare i propri meccanismi, sistema, razionalismo, nell’altro. E questo è una violenza del tutto conservatrice.” … ora .. la sperimentazione libera dal peso di dover ricordare?

Esattamente per quanto succede nel rapporto con il passato (non possiamo prescindere da esso, dalla sua memoria conscia o inconscia), dal rapporto con la forma figurativa in arte (non possiamo creare nulla, neanche la forma più astratta, che non fondi le proprie radici nella nostra memoria immaginativa), anche la sperimentazione più ardita in musica è soggetta a una certa connessione con le reminescenze storiche, psicologiche, filosofiche, sociologiche, emotive del passato. Quindi ricordare è implicito anche nell’atto di una creazione contemporanea. La differenza è quella che i compositori di oggi sono maggiormente consapevoli della loro scelta di guardare oppure di slegarsi dal passato.
Ciò di cui parla Nono sembra più riferirsi a un certo tipo di atteggiamento che riguarda spesso le persone che si raffrontano con i linguaggi contemporanei. Riguarda principalmente coloro che credono che la musica debba essere in un determinato modo, debba divertire, intrattenere, rilassare, debba essere riconoscibile e riconosciuta e, quindi, rassicurante.
Ma la vera contraddizione sta nel fatto che c’è molto di più di noi stessi nell’arte contemporanea che in quella del passato. C’è tutto quello che noi siamo ora, nella nostra epoca. C’è tutto quello che di noi stessi riusciamo a vedere poiché quasi per definizione l’Arte è uno specchio su di noi. E questo emoziona, stordisce, incanta, affascina. Allora perché molte persone, anche musicisti, hanno questo rifiuto nei confronti dei linguaggi contemporanei se proprio in questi più che in altri essi si potrebbero riconoscere? La risposta potrebbe essere: perché in questi si potrebbero riconoscere. E il riconoscersi, il guardare a fondo dentro se stessi, implica fatica. Inoltre, per citare nuovamente Sciarrino, in ogni innovazione è presente una dose di trasgressione, e questo spaventa, perché automaticamente “aggredisce” le certezze di chi la recepisce. Non a caso un’enorme quantità di artisti del passato furono incompresi o sottovalutati nella loro epoca. Inoltre per le opere della contemporaneità ci deve essere, da parte di chi le recepisce, un maggiore senso critico, il coraggio di credere o non credere nel valore di una determinata opera, sopra la quale la storia, il giudizio degli esperti, il vissuto dell’uomo non hanno ancora fatto il loro corso. Per fare questo non è necessario altro, secondo me, che avere mente, orecchie e cuore aperti.

Qual è il ruolo dell’Errore nella tua visione musicale? Dove per errore intendo un procedimento erroneo, un’irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e inattese sorprese...

Errore può essere un’interferenza, due o più elementi che prima erano in gioco e poi arrivano a scontrarsi, in una collisione che genera nuova materia.
E’ proprio l’Errore materia prima per la creazione della musica Glitch, che basa la propria costruzione sull’utilizzo di errori digitali e analogici.
Coloro che hanno esperienza di improvvisazione sanno bene quanto da un errore possa nascere una nuova via creativa, e quanto questo possa dare una svolta al corso di un’esecuzione.

Parliamo di marketing. Quanto pensi che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?

Penso che sia molto importante essere in grado di autopromuoversi, poter quindi indirizzare in modo efficace le informazioni su chi siamo e cosa facciamo a chi pensiamo possa essere interessato. A farlo bene, insomma, può diventare un vero e proprio lavoro. Il problema è però che spesso non siamo preparati a farlo.

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli ti senti di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Non so se mi sento nella condizione di dare consigli, tuttavia trovo, a un certo punto del proprio percorso, particolarmente importante chiedersi che ruolo si ha o si vuole avere rispetto a ciò che si è scelto di fare, e che apporto si può dare, nel proprio piccolo, alla musica, al di là del proprio, naturale, desiderio di successo. Penso che trovare una risposta a queste domande sia indispensabile per chiunque voglia intraprendere una carriera artistica.
Inoltre cercare sempre di valorizzare la propria originalità, evitare il rischio di appiattimento generato da certi ambienti chitarristici chiusi, dal continuo riproporre i soliti pezzi di repertorio, dalla smania di vincita dei concorsi che, come spesso sappiamo, premiano maggiormente musicisti tecnicamente perfetti ma senz’anima.

continua domani