venerdì 9 novembre 2007

Roberto Fabbri al GT Ragazzi

Concorso di Chitarra Francesco Jalenti Terni 24-11-2007

CONCORSO DI CHITARRA "FRANCESCO JALENTI" Terni, 24 novembre 2007

Cat. I nati dal 01/01/1994 in poi: programma libero della durata max di 7 min.
Cat. II nati dal 01/01/1990 in poi: programma libero della durata max di 12 min.
Cat. III senza limiti di età: programma libero della durata max di 25 min.

Quota d'iscrizione per tutte le categorie: euro 30.00, da versare sul c/c postale n. 77651511 Causale: Concorso Chitarristico "F. Ialenti" (da inviare entro il 20/11/2007) Istituto Briccialdi Terni via del tribunale, 22 – 05100 Terni

Commissione giudicatrice del concorso :
Presidente: Mario Ialenti,
Commissari:Angelo Barricelli,Marco Cianchi,Roberto Fabbri.

CLASSIFICHE E PREMI:

Cat. I e II . votazione non inferiore a 95/100: diploma l° premio e targa; . votazione non inferiore a 90/100: diploma 2° premio; - votazione non inferiore a 85/100: diploma 3° premio; - a tutti gli altri partecipanti: diploma di partecipazione .- i vincitori assoluti di ciascuna categoria, ossia coloro che avranno ottenuto il punteggio assoluto più alto (non essendo previsti ex aequo) riceveranno una chitarra Guitarreros con custodia; - tutti coloro che avranno raggiunto una votazione superiore a 95 p. riceveranno un accordatore elettronico; - tutti coloro che avranno raggiunto una votazione superiore a 85 p. riceveranno una muta di corde La Bella e delle pubblicazioni Carisch.
Cat. III - sezione concertisti:
I CLASSIFICATO - diploma l° premio e targa; . chitarra classica Ramirez con custodia; . concerto con rimborso spese nella stagione concertistica dell'Istituto Briccialdi; . accordatore elettronico; . tre mute di corde La Bella; . abbonamento per un anno alla rivista Chitarre;. pubblicazioni Carisch.
II CLASSIFICATO . diploma 2° premio e targa; . accordatore elettronico; . tre mute di corde La Bella; . abbonamento per un anno alla rivista Chitarre; . pubblicazioni Carisch.
III CLASSIFICATO . diploma 3° premio e targa; . accordatore elettronico; . tre mute di corde La Bella; . abbonamento per un anno alla rivista Chitarre; . pubblicazioni Carisch.

Scheda di iscrizione:CENTRO STUDI FRANCESCO JALENTI CONCORSO di CHITARRA "FRANCESCO JALENTI" Terni, edizione 2007
"Il sottoscritto nato a ... il ... residenza recapiti telefonici e fax presa visione del relativo bando, chiede l'iscrizione alConcorso Nazionale di Chitarra Francesco Jalenti, per la Categoria (Firma) "
Inviare con la ricevuta del versamento entro il 20/11/2007

http://it.geocities.com/normanczabo/ConcorsoChitarraFIalentiTerni.doc

Norman Czabo

giovedì 8 novembre 2007

ANTONIO DE TORRES: LA CHITARRA DI “CARTA” (di Fabio Zontini)

Con grande piacere abbiamo ricevuto e inseriamo nel blog questo prezioso contributo dell'amico liutaio Fabio Zontini dedicato alla figura e alle chitarre particolari di Antonio de Torres.

“Il liutaio è fermo, in piedi davanti alla finestra, con la lampada ad olio accesa.
E’ sera, non c’è nessuno con lui in casa.
Di nuovo - mi ha colto un’altra volta senza preavviso - ritorna il consueto dolore.
Si fa sempre un impasto di quel dolore; si fa un “pane” di polvere di legno e fatica, stanchezza e preoccupazione, si fa colla che attacca l’aria alla polvere e dopo, un pezzo di legno all’altro.
E’ stato in chiesa, alla recita dei vespri oggi, chino, come sempre, ascoltando la nenia delle vecchine velate di nero, davanti al tabernacolo ed alla sua luce rossa.
Accarezza il legno e non pensa più. Muove le mani e prende il suo scalpello, e poi il pezzo ancora grezzo dentro cui scolpirà, unico pensiero lucido, il manico della sua chitarra.
La colla tira fra i frammenti sparsi, angosciati, di quell’uomo e il ferro dentro la sua mano intaglia nella penombra della sera.
Qualcuno sembra essere tornato a casa ma non bussa alla porta del laboratorio, sa che non deve, se da lì filtra ancora della luce.
Egli va avanti, rimane in piedi per delle ore fino a notte fonda, chi è rientrato ora dorme.
Il lavoro grossolano è quasi terminato, pensa. Manca una parte, manca la cassa, ma stasera il legno non basta più. Ci vuole altro.
E’ stanco il liutaio, nella quiete della sua disperazione, non trova riposo e non lo vuole.
Si volta e prende una tavola di abete - troppo spessa, più sottile voglio farla - sottile come il dolore di questa notte, sottilissima….passa colpi di pialla lenti, precisi.
La cassa, la cassa dentro cui l’ho seppellita, vorrei che non fosse così pesante, vorrei che fosse fatta di carta, come i fogli su cui disegnava…
Prese il fondo e le fasce di cipresso già pronte e le mise da parte….. di carta, di carta!.
Non s’è mai visto.
(Francesca De Taddeo)


Antonio De Torres costruì la chitarra di Cartone nel 1862, negli anni della sua vita che trascorse a Siviglia (1845-1869), dopo la perdita della prima moglie.
Durante questo periodo Torres venne in contatto con le personalità più influenti del suo campo fra cui il chitarrista Arcas che lo spinse a fare della liuteria la sua professione e il musicista Tarrega, giovanissimo ma già di straordinario talento.
Produsse strumenti eccezionali (La ”Leona”, La chitarra “Cumbre”): fra essi la “chitarra Papier Machè” di cui non lasciò spiegazione alcuna.
Non si sa nulla sul motivo che spinse il liutaio a produrre uno strumento tanto particolare e unico nella storia della liuteria, capace di infrangere le regole di costruzione della chitarra e contemporaneamente dimostrare, in forza dell’assenza di queste, la propria straordinaria abilità di costruttore, riuscendo a far suonare persino uno “strumento in cartone”.
Sappiamo che Torres tenne con sè lo strumento fino alla morte: dopo di che la chitarra Papier Machè passò per le mani di Tarrega e Llobet, ed infine giunse agli eredi che nel 1953 la donarono al Museu de la Musica di Barcellona.
Della chitarra di cartone non si avevano, fino a pochi anni fa, testimonianze sonore dirette, perchè
numerose crepe sulla tavola armonica ne impedivano l'uso. L'ultima traccia scritta era rappresentata dalla recensione di Domingo Prat nel suo "Diccionario" : " Questa chitarra ha un suono straordinario per quanto un po’ soffice blando e grave, come ha potuto comprovare l'autore
di questo dizionario suonandola in casa Tarrega".
La chitarra originale ha un diapason di 645 mm e un peso di 1185 grammi.
Il piano armonico è formato da due pezzi non speculari di abete, cosa non consueta oggi ma abbastanza normale ai tempi di Torres, soprattutto per gli strumenti “economici”. L’abete comunque è di ottima qualità di taglio radiale e con venatura piuttosto fitta nella parte centrale.. Un’altra caratteristica anomala riguarda il suo spessore, decisamente sottile, fra i 7 e i 15 decimi di millimetro, meno di quanto non usasse fare nelle altre chitarre, anche se forse nel corso degli anni ha subìto degli interventi di restauro che hanno comportato il suo assottigliamento.
Le fasce sono irrigidite da numerosi pilastrini di cedrella distanti tra loro 7 cm circa, ed il fondo oltre alle solite 3 catene trasversali (di abete) ne porta 3 longitudinali piu basse (di cedrella) a formare una sorta di intelaiatura, in grado di rinforzare adeguatamente il cartone stesso. La cassa dello strumento, seppure piuttosto deformata è integra e compatta. Questo per via delle caratteristiche peculiari del cartone che non avendo venatura non rischia spaccature o crepe.
Il manico è in legno di cedrella, e il tacco è formato da 4 pezzi dello stesso legno. La tastiera è in palissandro indiano mentre il ponticello è in palissandro brasiliano. In generale si ha la sensazione che Torres abbia usato per questo strumento legno di “recupero” eccezion fatta per il piano armonico.
Dopo il restauro ad opera dei fratelli Yague di Barcellona, il M°Stefano Grondona, ha avuto l'occasione di suonarla nuovamente (ed ora è possibile ascoltarla in un brano nel CD allegato al libro scritto con il liutaio Luca Waldner "la Chitarra di Liuteria" nda). Egli ha scritto:
“Straordinario esempio, a nostra conoscenza unico, di chitarra costruita con il cartone, materiale che nega tutte le regole teoriche che in uno strumento musicale andrebbero rispettate […]
Rimane il fatto che questa chitarra è uno strumento di grande e rara bellezza, con gli stessi contenuti artistici e sonori delle altre chitarre di Torres, senza carenze che possano far anche lontanamente pensare che con il legno al posto del cartone potrebbe suonare meglio; anzi, semmai si arriva a pensare il contrario.
E questa è la grande lezione che Torres ci tramanda: qualsiasi materiale, anche di modesta qualità, se scelto, assemblato, plasmato con quella imperscrutabile sensibilità che può fare di un artigiano un artista, può suonare al meglio, senza che in questo si riesca ad intravedere una qualsiasi carenza”



A De Torres: note biografiche
1817 Nasce a La Canada de San Urbano, sobborgo della città di Almeria
1834 inizia a lavorare come falegname a Vera dove si è trasferito con la famiglia.
Il suo nome compare per la prima volta nelle lista dei Carpentieri di quella città nel 1837.
1845 dopo la morte della moglie, della seconda e terzogenita, provato da un lungo periodo di difficoltà economiche si trasferisce a Siviglia in cerca di nuove opportunità
A Siviglia inizia la sua attività di liutaio nella casa al numero 11 di calle Ballestilla probabilmente a partire dagli anni 50.
E’ del 1856 una delle sue chitarre più famose, la Leona
Nel 1858 costruisce la chitarra Cumbre, il suo strumento forse più spettacolare per le sontuose decorazioni per cui fu anche vincitore della medaglia di bronzo all’esposizione di Siviglia del 1858
Nel 1859 costruisce la chitarra che Miguel Llobet (1878-1938)
acquisterà nel 1916 e cinque anni dopo lo strumento per Tarrega (1852-1909).
Alla fine degli anni 60 dell’800 a causa della depressione
economica, all’età di 52 anni, con la seconda moglie, lascia Siviglia e torna ad Almeria dove apre un negozio di porcellane.
1872 insegna il mestiere ad un allievo, Joaquin Alonso.
E’ del 1875 la seconda chitarra della seconda epoca (Se02).
Da quest’anno in poi continuerà il lavoro di liutaio fino alla morte che avverrà nel 1892 a 75 dopo aver costruito circa 300 strumenti.


Bibliogriafia
La chitarra di Liuteria, Stefano Grondona, Luca Waldner – ed. L’officina Del Libro

contatti: zontini@zontiniguitars.com

La Chitarra di cartone di Fabio Zontini


TheGothenburgCombo plays Nagoya Guitars by Steve Reich

mercoledì 7 novembre 2007

Steve Reich • Music for 18 Musicians

Ancora Steve Reich in una interpretazione di una delle sue opere più famose

Antologia de la Guitarra Fantastica


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Inserito originariamente da normanczabo
a cura di Jorge Louis Borgess

ZZ TOP Guitar and Bass

martedì 6 novembre 2007

Electric Counterpoint III - S. Reich

Electric Counterpoint II - S. Reich

Una passione, una chitarra, due geniali "dilettanti"


Articolo liuteria
Inserito originariamente da normanczabo
Una bella storia di amicizia, passione e amore per la musica e la chitarra classica.

"CONTAMINAZIONI", Rassegna di musica popolare a Roma dal 8 novembre

Quinta edizione per "Contaminazioni", la rassegna di concerti organizzata dalla Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma. Quattro le formazioni ospiti di quest'anno che mescolano le suggestioni della musica klezmer, balcanica, araba, persiana e sefardita a quelle della tradizione popolare italiana.
Inaugura la rassegna, l'11 novembre, l'ensemble Laudanova che traendo ispirazione dalle tradizioni musicali mediterranee e orientali riunisce interpreti e compositori di scenari differenti dalla musica classica all'antica, dalla tradizionale alla contemporanea. Tra gli strumenti utilizzati il violoncello, il flauto e la chitarra affiancati a quelli più antichi e tradizionali come il saz, il laud, lo zarb, il daf e l'harmonium.
A seguire, il 17 novembre, il duo Radicanto che presenta un viaggio nella sonorità pugliese da Matteo Salvatore a Enzo Del Re, dai Cantori di Carpino alle ballate salentine. Il terzo concerto è affidato all'Ocra Quartet, un ensemble orientale, che propone un viaggio dal Medio Oriente all'India, dall'America al Salento, guidato da Davide Conte, in veste di moderno cantastorie. Chiude la rassegna il quintetto Prasada, dedicato alla fantasia ebraica che mescola melodie mistiche di derivazione chassidica e canzone da Cabaret dell'Yiddish Theater di Brooklyn degli anni venti.

lunedì 5 novembre 2007

'Acrostici' di Fauvel

Come ha scritto Fausto Bottai, io devo ad un acrostico lo pseudonimo con il quale mi presento in questo blog. Ne approfitto: userò il tema 'acrostico' come pretesto per questo mio primo intervento su 'Chitarra e dintorni'. Penso non occorra spendere molte parole per spiegare ciò che questo termine significa e donde viene. Basta dare un'occhiata qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Acrostico
D'altra parte, chi impostasse un'indagine su questa parola in un qualsiasi motore di ricerca su Internet, si troverebbe immediatamente sommerso.. da una valanga di risposte. In uno dei siti in cui si offrono alcuni esempi di acrostici, ci imbattiamo, guarda caso, in una nostra vecchia conoscenza:
http://www.kore.it/caffe/acro.htm
La lettura di queste 'poesie al quadrato' impone alcune ulteriori riflessioni sul c.d. ungarettismo di Fausto Bottai. Con il testo 'Come affogare in un bicchier d'acqua' eravamo infatti di fronte ad un esempio tipico di parodia letteraria. I giochi poetici di cui sopra sono invece, in modo, direi, 'inquietante', strutturalmente diversi. Si tratta infatti, come confessa l'autore stesso, di testi composti integralmente da autentiche citazioni ungarettiane. Insomma, ci sta parlando un falso Bottai o un vero Ungaretti (o viceversa)? Oppure, detto in altri termini, quanti messaggi sono potenzialmente contenuti nel messaggio originario x di y, se un qualsiasi z si 'diverte' a ricomporre, secondo le regole più o meno arbitrarie della 'ars combinatoria', un messaggio (apparentemente) nuovo, ma in realtà composto da frammenti del vecchio?In questo caso si tratta, ovviamente, e fortunatamente, di un gioco, ma... la storia dell'umanità è piena di eventi che hanno almeno come concausa o pretesto o scusa o giustificazione più o meno strumentale meccanismi che potrebbero sembrare giochi, da un certo punto di vista, ma, se 'presi sul serio', possono far tremare vene e polsi...Restando in tema di acrostici, vi consiglio di dare un'occhiata qui:
http://www.renneslechateau.it/romelechateau/index.php?id=3
laddove, volendo, al di là della lettura della singola pagina, si può spaziare sul tema cui allude l'estensore della nota in questione: l'enigma di Rennes-Le-Chateu, ovvero, due passi in più, ed eccoci nel bel mezzo del mistero del Priorato di Sion (cui nuova popolarità venne dal successo del romanzo di D.Brown 'Il Codice da Vinci'). Ma ancor più mi piace citare il mistero cui allude un altro, indubbiamente più nobile, precedente letterario, quello contenuto nel racconto 'Tlon, Uqbar, Orbis Tertius' di Jorge Luis Borges:
http://www.flickr.com/photos/66142995@N00/306650090/
Qui, poiché la 'cosa segreta' da custodire e tramandare sembrerebbe, fino a prova contraria, del tutto inesistente, beh, paradossalmente, quasi senza volerlo, siamo molto più vicini al VERO di quanto lo siano tanti accaniti cercatori di VERITA'. Quanto a coloro che la VERITA' presumono di averla già in tasca, per carità, non vale manco la pena di parlarne...
Fauvel


p.s. certo l'opera e la figura di Jorge Luis Borges offrono non una, ma molte chiavi di lettura di cui possiamo giovarci anche nell'analizzare il vero-falso Ungaretti di Bottai. Uno dei personaggi dei racconti di Borges non riscrive forse il 'Chisciotte'? E sul pianeta Tlon tutte le opere non sono forse dovute ad un solo autore, atemporale e anonimo? Senza parlare della Biblioteca di Babele, 'i cui scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici' come dire tutti i libri che sono stati, sono, saranno e potrebbero essere scritti.. Di fronte a questo oceano, non dico 'finti' autori di poesiole come Fausto Bottai, ma 'veri' autori di opere letterarie ben più complesse e importanti, in fondo, non sembrano bambini che giocano con le pistole ad acqua?

Different Trains - Steve Reich

Electric Counterpoint I - S. Reich

sabato 3 novembre 2007

Julian Bream suona il liuto davanti a Igor Stravinsky

Un documento video imperdibile per tutti gli appassionati di questo grande Maestro. Julian Bream che suona la Pavan di John Dowland davanti a Igor Stravinsky.

Cliccate su: http://it.youtube.com/watch?v=vuoBpNz6fD8

Probabilmente tratto da un documentario della trasmissione giapponese.

venerdì 2 novembre 2007

Somma Vesuviana: terra di tammorre e tradizioni di Titti Esposito


Tammuriata
Inserito originariamente da normanczabo
Quanti di voi hanno visitato questa piccola cittadina situata sul versante settentrionale del Vesuvio, alle pendici del monte Somma?
Sicuramente in pochi e sicuramente in pochi sono a conoscenza del valore culturale che questa terra ha nell’ambito della musica popolare e della ricerca e ricostruzione del patrimonio folkloristico partenopeo.
Le profonde trasformazioni che negli ultimi cinquant’anni hanno investito il paese, modificandone l’assetto sociale e culturale, sembrano non aver quasi intaccato “il bagaglio folklorico” di Somma Vesuviana; certi riti, certe tradizioni e certe musiche sembrano aver resistito impavidamente alla “modernità” incombente, magari adattandovisi in modo spesso imprevedibile ma conservando in sé gran parte di quella magia primitiva che li ha generati.
Una vera e propria fonte di ricchezza per gli etnomusicologi!
Difatti, ancora oggi, su quella montagna tanto amata dai sommesi, con la quale intrattengono un rapporto di amore quasi carnale, si svolgono riti arcaici e profani, uguali da secoli, fusi in un meraviglioso sincretismo con quelli cattolici.
Così, ballando e cantando al ritmo di tammorre, vere detentrici del linguaggio folklorico, si venera la Vergine Maria, dispensatrice di grazia e misericordia, e si esaltano al contempo sentimenti e passioni della vita quotidiana… la gioia dello stare insieme.
Nelle sfide tra gruppi di cantori nei “canti a figliola” e nelle “fronne” emerge ancora oggi chiaramente la connotazione culturale della tradizione popolare dove la voce ha uno specifico ruolo, proprio in un’epoca in cui secondo il M° Roberto De Simone “la voce ha perso voce”.
Ecco che allora a Somma Vesuviana è possibile sentir risuonare cori e ritmi appartenuti al passato ma che la musica popolare, quella del popolo, trasmessa oralmente di generazione in generazione, rende tuttoggi vivi e vibranti ed esprime e divulga una cultura millenaria.

Titti Esposito

Antologia de la guitarra fantastica


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Inserito originariamente da normanczabo
a cura di Jorge Louis Borgess

giovedì 1 novembre 2007

Frederic Zigante: Recital la recensione di Chitarre febbraio 1987

Abbiamo trovato una recensione di questo bel disco del Maestro Frederic Zigante, allora venticinquenne.


E' della rivista Chitarre nro 11 del febbraio 1987, firmata da Griselda Ponce de Leòn. La potete scaricare e leggere qui:





http://it.geocities.com/normanczabo/zigante-chitarre.pdf

Jacopo da Montaio 2, la vendetta!

Come avrete intuito, sono stato trascinato in questa disavventura (blog sulla 'chitarra virtuale' e altre questioni inerenti alla computer music) dall'amico Fausto Bottai.
Ho anche immediatamente esposto al pubblico ludibrio uno dei miei prodotti di laboratorio, l'mp3 di 'Neve'. Ora.. mi vendico(si fa per dire..)! Poiché mi è stata lasciata carta bianca nella gestione di questa 'rubrica' e poiché anche Fausto Bottai si diletta di computer music, espongo al pubblico ludibrio anche i suoi 'mostriciattoli' elettronici e/o semielettronici. Prima di tutto quelli presenti in questo sito:
http://www.vitaminic.it/artist/fausbott/
e poi un esperimento che Fausto ha compiuto tempo fa grazie alla collaborazione di un chitarrista vero, il suo amico Gennaro Caruso. Di cosa si tratta? Semplicemente di una partitura per due chitarre, di cui una, virtuale, 'suonata' da Fausto (è la parte armonica del pezzo), l'altra, reale, da Gennaro (la parte melodica). Il brano, composto dallo stesso Fausto, s'intitola 'Dunja'...

http://it.geocities.com/normanczabo/dunja.mp3

Jacopo da Montaio