giovedì 13 gennaio 2011

Intervista a Daniele Lazzari di Leonardo De Marchi, terza parte


LDM: Hai registrato il tuo primo cd in ambito cameristico, avvalendoti della collaborazione di una flautista. Che ruolo ha la musica da camera nella tua attività musicale?

DL: La musica da camera torna a periodi nella mia vita. Il dover preparare concerti di musica da camera è un'attività, quando capita, che assorbe tutte le mie energie intellettuali e fisiche. Voglio dire che pur essendo una persona coscienziosa, quando mi capita di suonare con altri è un imperativo per me essere sempre e comunque più preparato possibile, per rispettare quelle scadenze che quando si suona da soli si ha la comodità di organizzare con più tranquillità. Ho suonato in duo con flauto, violino, in duo, trio e quartetto di chitarre, con il pianoforte, in insiemi misti diversi. Ma devo dire che i concerti che ricordo con più affetto sono quelli con i cantanti. I cantanti con i quali ho auto il piacere di esibirmi erano tutte persone fini e sensibili e musicalmente molto preparate. E' proprio in questo modo che ho incominciato ad amare il Canto.
Quando la musica da camera viene fatta ad un livello sufficientemente alto è una magnifica occasione di allargare i propri orizzonti musicali ed umani.

LDM: Che chitarre suoni?

DL: Ho suonato per circa 12 anni su una Antonio Cardenal-Gonzalez dal suono caldo e proiettato. Attualmente suono una chitarra di Kim Hee Hong (Alma Guitar), un liutaio coreano di incredibile talento, famoso in Asia ed in USA, quasi sconosciuto in Europa. Si tratta di una chitarra double-top (doppio abete) dal suono brillante, con un perfetto equilibrio polifonico, uno spettro dinamico più che soddisfacente ed altre qualità che apprezzo. Ho cercato tanto la mia chitarra ideale: sembra che ora l'abbia trovata. E' la chitarra che ho utilizzato nel CD “Classical Guitar Jewels”.

LDM (domanda da chitarristi) Che corde usi?

DL: Quelle che vanno meglio alle mie dita... non mi va di fare pubblicità all'industria di corde! Posso dire solo che quelle che uso, oltre che per il timbro del suono, le scelgo perché durano a lungo, dato che sono pigro quando si tratta di cambiare le corde.

LDM: Quali sono i tuoi progetti musicali a medio-lungo termine?

DL: Attualmente sto preparando la registrazione del prossimo CD da solista. Un altro progetto è quello di realizzare un gruppo cameristico con musicisti ungheresi. Sono arrivato in Ungheria relativamente da poco tempo, per cui sto facendo un po di gavetta, anche se parto da una posizione privilegiata: insegno al Conservatorio e ogni tanto mi capita di dare qualche concerto. Dopo la fatica enorme di iniziare a comunicare in ungherese, lingua difficilissima, sto provando ad inserirmi in quest'ambiente musicale molto vivo e stimolante. I musicisti ungheresi hanno una preparazione musicale molto solida, c'è molto da imparare da loro. Le scuole ungheresi, i conservatori sono molto buoni e conservano un aspetto umano molto importante. I dirigenti, gli insegnanti e gli allievi sono tutti uniti nello sforzo di ottenere il risultato migliore. Inoltre il percorso didattico musicale è perfettamente strutturato e le varie istituzioni didattiche, dalla scuola materna al dottorato dell'Università, sono interconnesse. Una situazione quasi commuovente, per me che vengo dalla poco confortante situazione educativa italiana, che mi da la forza di programmare il mio futuro sulla base di questo lavoro.

continua domani
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