venerdì 8 aprile 2011

Intervista a Matteo Rigotti, quarta parte


Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?

Credo sia fondamentale. La sponsorizzazione di se stessi, la capacità di instaurare rapporti e generare contatti è indispensabile per lo sviluppo della carriera di un musicista. Ormai il livello medio è così alto che nessuno può pensare di chiudersi nel suo guscio e sperare di essere scoperto o cercato: il solo marketing ovviamente, non fa un buon musicista, ma alla fine ognuno di noi deve essere in grado di “poter vendere” il suo prodotto.

Ci consigli cinque dischi per lei indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta.. Che musiche ascolta di solito?

Ascolto prevalentemente musica classica, anche se apprezzo altri generi. Ho una collezione di cd abbastanza fornita, ma se dovessi scegliere solo 5 dischi porterei con me:

Fabrizio De Andrè, Non al denaro non all’amore né al cielo;
Palestrina, Missa L’Homme Armé;
J.S. Bach, St. Matthew Passion, Karl Richter director;
A. Vivaldi, Le quattro stagioni, Giuliano Carmignola Violino, Andrea Marcon Venice Baroque Orchestra;
I. Xenakis, Metastaseis for orchestra;

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli ti sente di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Non credo di essere nella condizione di consigliare qualcuno, posso solo condividere alcune riflessioni che spesso mi capita di fare. Sicuramente al giorno d’oggi e, particolarmente in Italia, non è facile fare il musicista, tanto meno il chitarrista, dal momento che il nostro strumento è ancora visto come “popolare” e normalmente non viene nemmeno considerato per essere inserito in stagioni concertistiche. Tanti sacrifici vengono richiesti a chi vuole raggiungere un certo livello professionale, ma le occasioni per esibirsi per un chitarrista son sempre scarse. Bisogna quindi costruire la propria carriera giorno per giorno, cercando sempre nuovi stimoli, nuovi contatti e nuovi progetti.

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

Personalmente faccio musica perché è il modo che più mi si addice per poter esprimere me stesso. Nella società di oggi, purtroppo, la figura del musicista per lo meno in Italia, non è molto considerata poiché la rilevanza sociale di una persona viene sempre più spesso valutata in base al guadagno che trae dalla sua professione. In realtà, io vedo nel musicista e nell’artista in genere, un elemento indispensabile per la crescita stessa della società. Penso anche alla musica a scuola, come fondamento educativo che insegna all’ascolto e alla collaborazione reciproca e che crea le basi per la diffusione della cultura e per la formazione del pubblico dei concerti del futuro.

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