martedì 24 agosto 2010

Speciale Mauro Storti


E' un immenso piacere avere ospite su questo frequentato e ben riuscito blog, una delle figure di primo piano del panorama chitarristico internazionale: un grande "Maestro" qual è Mauro Storti. Le sue opere didattiche sono adoperate da svariati anni non solo presso i conservatori statali e le scuole di chitarra di casa nostra ma in tutto il mondo.
Questo ci rende tutti orgogliosi e fieri !!!
Oggi parlare di una “Scuola di chitarra" è difficile, nel senso che si potrebbero fare errori di omissione su talune opere didattiche, in particolare dei Maestri dell'Ottocento e di qualche contemporaneo tuttavia, per essere lucidi ed onesti, sposo in pieno il tatto con cui lo stesso Mauro Storti, nella prefazione di alcune sue opere, cita i grandi didatti del passato. Egli è però uno dei nostri autorevoli didatti che ha perfezionato e dato riferimenti scientifico- pragmatici all'arte chitarristica. A mio modesto avviso è sempre stato difficile coniugare la parte "teorica e teoretica" con la creazione di specifici esercizi di tecnica.(parlo da studioso di chitarra e da chitarrista).
Storti ci è riuscito con le sue opere, decondizionando l'iter dell'allievo chitarrista, descrivendo con estrema lucidità, ad esempio, i vari tipi di tocco e le ragioni per la quali le corde si devono affondare.
Per dare qualche numero, il M° Storti ha diplomato in circa 35 anni d'insegnamento oltre 60 allievi, cosa che anche per i non addetti ai lavori la dice lunga sulla sua "Scuola".
Quando ho cominciato a leggere il suo “Trattato di Chitarra”, “L'arte della mano destra” e
“Il dominio delle corde”, per citare tre sole opere (ma ve ne sono molte altre tutte importanti) mi sono subito reso conto della validità dei contenuti e soprattutto della dedizione totale al nostro amato strumento da parte del Maestro.Ho avuto una bella sensazione che è il risultato dell'amore con cui sono state scritte e sono stato immediatamente colto dal desiderio di provare le formule di arpeggi e alcuni esercizi di tecnica monodica e polifonica.
Ciò che di Mauro Storti mi ha colpito “a fior di pelle” sono state la modestia e la serenità con cui si esprime, unitamente ad un mix di alto livello professionale (è merce rara, siamo onesti....). Il Maestro è uno che ha dato e darà tanto ancora al nostro strumento.

Angelo Barricelli

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