giovedì 20 ottobre 2011

Recensione di Autori Vari, La voce contemporanea in Italia, Stradivarius 2011


Quinto volume dedicato dalla Stradivarius alle nuove leve per quanto riguarda il canto e l’uso della voce nella musica contemporanea italiana, sempre nell’ambito della raccolta “times future”. Che dire? Sono rimasto molto sopreso. I brani ben interpretati dal Duo Alterno (Tiziana Scandaletti sopranao e Riccardo Piacentini pianoforte) mi hanno lasciato al primo ascolto decisamente spiazzato. Fino ad ora (ma ammetto un mio scarso interesse “trans generico” per la voce a favore della chitarra e della musica strumentale) alla parola “contemporanea” avevo sempre avviancato voci come Cathy Berberian o Joan La Barbara o comunque una idea di voce usata come strumento in netto contratso con la tradizione operistica. Questo disco invece va in tutt’altra direzione, la voce qui diventa un pretesto per attivare un raccordo con la tradizione operistica e del melodramma e per un abbandono di forme rumoristiche e atonali a favore del gioco della melodia.
Sacrilegio? Abbandono del “sacro” verbo di Darmstadt? Un recupero nostalgico? O forse … può essere che dopo gli eccessi del romanticismo (in un senso) e dell’avanguardia extra colta europea (nell’altro) coloro che si occupano di comporre nuove musiche stiano tornando o meglio mediando veros la “melodia”? Cosa di meglio che farlo attraverso la dolcezza e la tradizione della voce operistica e della tradizione del melodramma italiano? Come spiegare altrimenti le sette “Canzoni d’amore” di Lorenzo Ferrero e la “Canson piemontèisa” e le “Quattro canzone napulitane” di Riccardo Piacentini? Parlar e cantar d’amore non sembrano essere mai stati gli obiettivi della fredda logica sottostante alla dodecafonia e alla musica atonale …
Il Duo non è da solo in questo cd che potremmo tranquillamente rinominare di “canzoni d’amore per musica contemporanea”, lo accompagnano il flauto di Carla Savoldi, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Roberto Giannola e la chitarra elettrica di Virginia Arancio.
Sarà per simpatia di parte per la sei corde elettrica ma proprio il brano di di Victor Andrini “Marcello’s Divertissement” dove la chitarra di Virginia Arancio gioca con e contro il pianoforte e la voce del Duo, apportando un substrato sono distorto nella melodia languida del brano, un elemento di disturbo (ora fa il verso al pianoforte ora alla voce) e allo stesso tempo apportando un elemnto di profondità nel brano. Profondità sonora non proprio riuscita, la registrazione forse più attenta alle qualità e alle dinamiche della voce e del piano non mette ben in risalto la “sporcizia” espressa dalla chitarra elettrica tarpando un po’ le ali della sua dinamica, ma pazienza .. rimane sempre un pezzo interessante che può essere oggetto di studio per coloro che vogliono allargare il proprio repertorio.
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