giovedì 23 febbraio 2012

Recensione di Istunomanika di Paolo Angeli e Takumi Fukushima, Le arti malandrine, 2011


Terza recensione questa settimana per Paolo Angeli, nuovo disco sempre del 2011, questa volta in duo con la violinista giapponese Takumi Fukushima. Paolo ormai lo conosciamo benissimo, vediamo invece chi è questa signora così coraggiosa da duettare con lui. Takumi Fukushima inizia lo studio del violino all'età di 5 anni a Tokio. Si laurea alla Art University Of Osaka e, completata la formazione classica, continua la sua formazione e ricerca musicale esplorando altri generi musicali: rock, jazz, pop, underground. Nel 1989/90 entra a far parte della band nipponica After Dinner, con la quale svolge tournée in tutta Europa. Il gruppo, guidato dalla cantante e compositrice Haco, propone una musica che ingloba il rock d'avanguardia post-Canterbury, in interazione con musica tradizionale giapponese, elettronica sperimentale, melodie cabarettistiche e musica contemporanea.
Nel 91/92 inizia la collaborazione con i Rale - gruppo multietnico (Czech Republic, Japan, France), composto dalla danzatrice Cynthia Phung-Ngoc, Takumi Fukushima, Vladimir Vaclavek e Joseph Ostransky - con il quale incide l'album omonimo (Wolf Music Records). Nel 1993 viene pubblicato Stupeur & Trompette, con il gruppo Armenius (progetto del bassista, cantante e song writer Ferdinand Richard). Nel 94/95 avviene l'incontro con Yolanda Vidal Fernandez ed entra a far parte della compagnia "Kubilai Khan Investigations". Si trasferisce a Montpellier dove instaura una stretta collaborazione nella ricerca musicale degli spettacoli Sol Y Sombra, "Sorrow Love Song" e "Gyrations of barbarous tribes". Contemporaneamente collabora con Massimo Giuntoli (compositore e polistrumentista) al progetto Musici In Complotto e con il gruppo Les Halmas, con cui pubblica Les Halmas Plus One (Rec Rec).
Nel ’96 partecipa al progetto Nuove Musiche Dal Teatro Del Faro (di Stefano Giannotti) e forma il duo con il batterista francese Dominique Lentin. Nell’ultima decade va evidenziata la sua militanza con la rock band franco-nipponico Volapuk. Nella musica di questo quartetto si dispongono intrecci e figurazioni complesse, con sorprendenti esiti timbrici dovuti all’incontro inconsueto tra fiati, archi e percussioni. Con i Volapuk, Fukushima produce due cd e si esibisce continuativamente in tutta Europa fino al 2010, anno di scioglimento della band. Insomma un curriculum di tutto rispetto e, soprattutto “trasversale”, l’ideale per un incontro con Paolo Angeli.
Il disco è interamente registrato “live” e ascoltandolo non si fatica a capire il perché di questa scelta: i due sono abili improvvisatori, abituati a interagire tra loro su un canovaccio, ho a casa un loro concerto registrato credo un paio di anni fa e ho notato che le basi, le strutture adoperate non erano poi così dissimili da quelle che ascoltiamo nel disco mentre completamente diverso l’interplay tra i due musicisti. Per due persone ogni concerto suonato assieme è sicura fonte sia di nuove idee, sia di un continuo miglioramento nell’improvvisazione e nel linguaggio musicale. In questo disco danno sicuramente il meglio di loro, niente trucchi, niente giochetti, niente facili ammiccamenti che a due persone della loro esperienza risulterebbero tanto facili quanto ai più invisibili. Paolo scatena tutti i suoni che la sua portentosa chitarra riesce a generare, la Fukushima gli tiene testa strapazzando il suo violino e cantando in quel modo dolce che tanta cinematografia giapponese ci ha abituato a sentire. Bellissima la ripresa di Nita. Mi resta solo un dubbio: cosa vuol dire Istunomanika?

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