lunedì 2 luglio 2012

John Zorn: Cobra parte 1



Nel lungo periodo che va dal 1974 al 1990 John Zorn dedica gran parte del suo tempo e del suo interesse per la composizione realizzando partiture destinate agli improvvi­satori. Questo corpus musicale rientra nell' ambito dei Game Pieces, un sistema di composizione/ esecuzione in cui confluiscono insegnamenti e istanze elaborate in precedenza da John Cage, Earle Brown, Karlheinz Stockhausen e Cornelius Cardew. L’obiettivo dichiarato è duplice: inserire i musicisti in un sistema com­plesso basato su formati compositivi flessibili e, allo stesso tempo limitare il campo di libertà degli esecutori / interpreti dentro un limite di tempo preciso.
Per fare questo Zorn annota le sue idee su una lavagna, procede lentamente assemblando e soppesando con cura i diversi elementi e cercando di rappresentare un mondo all’interno di ogni pezzo. Tutti questi Game Pieces hanno poi cominciato a vivere una loro esistenza indipendentemente dalla presenza o meno di Zorn alla conduzione dell’ensemble che li deve eseguire, diventando i suoi pezzi più eseguiti in tutto il mondo: Australia, Giappone, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania.
Nonostante questo successo però Zorn si è sempre radicalmente rifiutato di pubblicare le regole sottostanti a questi pezzi, preferendo spiegarle lui stesso durante le prove come parte di una tradizione orale.

Cobra è il Game Pieces più famoso, eseguito e pubblicato. Se ne contano 4 diverse versioni su vinile e cd. Fondamentalmente Cobra è una piccola società, all'interno della quale ogni cittadino, ovvero ogni musicista, trova o cerca di trovare la propria collocazione. A volte diventa uno psicodramma in cui le persone hanno il potere di fare qualcosa. Ed è davvero interessante vedere come alcuni prendono le distanze da questo potere, altri si adattano con docilità alla situazione e fanno tutto ciò che viene loro detto; altri ancora si ribellano e puntano a dominare cercando di assumere il controllo e di avere sempre più potere. In un certo senso rispecchia quello che accade abitualmente in politica. Si tratta di un insieme di regole a cui tutti i musicisti devono rispondere sotto il controllo di un master, un po’ come avviene nei giochi di ruolo (a cui lo stesso titolo del pezzo rimanda). Basilare è quindi il contributo, o meglio la presenza di Zorn che dirige stando in mezzo ai musicisti, eliminando la distanza e lavorando con loro, contrariamente alla prassi usuale di direzione orchestrale prevista nella musica classica. D'altra parte nei Game Pieces non è possibile lasciare i musicisti da soli, è necessario avere una direzione che viene affidata al cosiddetto "suggeritore". È a lui che si rivolgono i musicisti durante la performance chiedendo la "parola" (per alzata di mano). Il musicista scelto dal suggeritore stabilisce un' entrata, corrispondente a una carta che indica una parte del corpo (occhi, naso, bocca, palmo, ecc). il suggeritore mostra la carta agli altri. Tutti eseguono, in base alle regole della carta mostrata. Si va avanti così fino a quando il suggeritore non dice: ok, per oggi basta.




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