lunedì 19 novembre 2012

Recensione di British Guitar Music di Graham Anthony Devine, Naxos 2005




Come scrive giustamente lo stesso interprete nel libretto che accompagna il cd, il mondo della chitarra classica britannico deve molto al grande Julian Bream. Mosso dall’esempio di Segovia, Bream ha rappresentato nella seconda metà del ‘900 un punto di riferimento, un esempio e uno stimolo per i compositori inglesi a produrre nuove musiche per la sei corde classica.
Il cd inizia con le ‘Cinque Bagattelle’ composte da William Walton (1902-1983), dedicate a Malcom Arnold e eseguite la prima volta nel 1972 dallo stesso Bream. Peter Maxwell Davis (1934) ha invece composto ‘Farewell to Stromness’, originariamente pensato per piano e qui arrangiato da Timothy Walker, è una melodia che richiama temi scozzesi per cornamusa e violino tipici della loro tradizione.
‘Elegy’ di Alan Rawsthorne (1905-1971) era rimasta incompiuta alla morte del compositore e completata da Bream. La ‘Sonatina Op. 52’ di Lennox Berkeley (1903-1989) risale al 1957 ed era stata suonata nello stesso anno sempre da Bream. Si tratta di una composizione nella forma tradizionale nella forma sonata che richiama il folk britannico e l’impressionismo francese, forse un retaggio degli studi del compositore con Nadia Boulanger.
Sempre di Berkeley ‘Theme and Variations for Guitar’ scritta nel 1970 per Angelo Gilardino e da lui stesso interpretata nell’anno seguente. I suoi ‘Quatre Pieces pour la Guitare’ risalgono invece al periodo in cui Berkeley studiava a Parigi con la Boulanger, tra il 1937 e il 1932 e dedicati a Segovia. Curiosamente Segovia non ha mai eseguito questi brani, ritrovati tra le sue carte nel 2001.
Chiudono il disco i ‘Five Impromptus’ di Richard Rodney Bennet (1936), compositore eclettico e versatile.
La Naxos conferma la costante attenzione che da tempi non sospetti dedica alla chitarra classica, un ottimo disco dal carattere prevalentemente melodico che potrà essere di spunto per molti chitarristi per ampliare il loro repertorio.
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