venerdì 14 dicembre 2012

Intervista a Lucio Matarazzo, quinta parte

Ci parli del tuo endorsement per la D’Addario, la nota marca di corde per chitarra, e non solo, americana?

Tutto è avvenuto con estrema semplicità. A Koblenz, in Germania, ho incontrato Thomas Offerman, un bravissimo chitarrista che ha abbandonato l’attività concertistica e che ora si occupa della distribuzione europea della D’Addario. Conoscendomi di nome e sapendo quello che era il mio curriculum, mi ha proposto di fare l’endorser per la nota marca di corde, assicurandomi una ampia fornitura di corde all’anno.



Dopo circa due anni mi ha chiesto di fare una video-intervista da pubblicare sul sito ufficiale, ma purtroppo ci siamo sempre incrociati di sfuggita (aereoporti, concerti...), così come l’ultima volta che ci siamo incontrati - se non erro al “Cremona MondoMusica”. Tornato a casa e visto che era da poco uscito un nuovo accordatore prodotto dalla Planet Waves, del gruppo D’Addario, ho fatto un piccolo video di per pubblicizzare il Mini HeadstockTuner, tra l’altro ottimo, lo uso sempre...

Come vedi la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario? Hai aperto anche tu come me una netlabel, qual è il bilancio?

Io credo che oramai il grosso delle attività discografiche abbia preso una direzione da cui non si tornerà indietro.
Spesso faccio un esempio tratto dalla mia vita privata: ho due figlie, una di 21 e l’altra di 17 anni. La prima, che mi prendeva in giro quando ancora ascoltavo gli LP (cosa sono queste “pizze” nere?), masterizzava le sue playlist sui CD. La seconda ha il suo bell’iPod e credo non abbia masterizzato più di due o 3 CD in vita sua....
A distanza di pochissimi anni c’è stata una vera e propria rivoluzione.
Oggi ha senso pubblicare un CD solo per poterne avere un ricavo vendendone ai concerti. La tanto sbandierata “distribuzione internazionale” nei negozi è defunta già da tempo e la maggior parte di coloro che ostentano vendite di migliaia di CD, dicono solo falsità ben sapendo - a proposito di marketing - che è difficile smentirli.

D’altro canto le numerose piattaforme con cui si possono vendere gli album, oramai consentono a tutti, con costi quasi inesistenti, di veicolare le proprie registrazioni ed interpretazioni e di farsi conoscere.
Con la diffusione della musica liquida, dovuta all’abbassamento dei prezzi di vendita, anche le case discografiche hanno capito che questo era un canale molto redditizio per poter distribuire i loro prodotti.
Per quanto riguarda la mia WebLabel, è ancora un po’ presto per poter fare un bilancio, anche tenendo ben presente che è un mercato di nicchia, ma in cui sono già presenti centinaia di migliaia di album.

Cerco di dare anche io come te una certa priorità alla musica contemporanea con album - oltre alla ristampa on-line del bellissimo CD “Blu” di Arturo a cui tu facevi riferimento - che contengono prime esecuzioni, come quello del giovane virtuoso A.Mesirca, i due dedicati alle musiche di A.Franco, ad opera di M.Rivelli ed E.Brignolo, o il bellissimo “Dedication” che racchiude un po’ l’opera che Piero Bonaguri sta portando avanti, facendo avvicinare alla chitarra autori contemporanei di diversissima estrazione...



Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli ti senti di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Bella domanda! Purtroppo è difficile rispondere perché le variabili in gioco sono tantissime.
Quello che mi sentirei di dire è di curare bene la propria preparazione, soprattutto musicale, e leggere moltissima musica, anche non legata al proprio strumento. Ho visto tanti ottimi strumentisti arrancare nella propria attività, ma non conosco musicisti con una preparazione profonda e di spessore che non abbiamo saputo poi trovare una propria strada che, naturalmente, non deve essere per forza quella del concertismo e men che meno del solismo. Io stesso ho avuto e ho poche parentesi solistiche, ho suonato in duo per 22 anni, da quasi 17 in quartetto, ed ora di nuovo in duo, facendo anche tantissima musica da camera nelle formazioni più disparate, dal semplice duo col flauto agli ensemble con strumenti etnici....

Parallelamente però consiglierei di tenere gli occhi aperti su tutto quello che riguarda il vivere quotidiano: non finirò mai di ricordarmi quanto sia stato fortunato ad iniziare ad insegnare in conservatorio molto presto. Ma questo mi è servito non certo per adagiarmi con uno stipendio sicuro - come ho visto purtroppo fare a tanti miei colleghi anche di talento -, ma piuttosto per investire ed avere la serenità e l’indipendenza economica per poter continuare a studiare con calma e ad approfondire tutte le problematiche di questa difficilissima ma bellissima professione...

Consigliaci cinque dischi per te indispensabili, da avere sempre con te... i classici cinque dischi per l‘isola deserta... e quali sono invece i tuoi cinque spartiti indispensabili?

Se ti riferisci alla chitarra, beh, credo che quello con i Concerti di Castelnuovo-Tedesco e di Ponce suonati da Segovia e quello col Nocturnal di Britten e i Drei Tentos di H.Werner Henze suonati da Bream mi basterebbero, mentre per il resto sono un po’ conservatore... i Quartetti op.18 di Beethoven nell’interpretazione del Quartetto Italiano, i concerti di Brahms e di Bartók suonati da Pollini, ma è impossibile scegliere senza lasciare fuori tante interpretazioni importanti e affascinanti....

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Su cosa stai lavorando? Prevedi di ristampare qualche tuo disco .. magari con la tua netlabel…

Sto portando avanti molti progetti e in vari campi. Dal punto di vista concertistico ho da poco fondato un nuovo quartetto legato al mio Magazine, il dotGuitar Quartet, con i miei amici e colleghi G.Allocca e P.Viti e con un mio brillante alunno, M.Tamburrini, col quale ho già fatto numerosi concerti. Molti di questi hanno avuto come protagonista la cantante Marina Bruno, interprete raffinata della melodia colta e popolare napoletana - già protagonista principale nella “Gatta Cenerentola” di Roberto De Simone - con la quale dopo aver portato in giro un programma intitolato “SudAmerica”, stiamo preparando un altro progetto che si intitolerà “Mediterranea” con arrangiamenti di musiche che vanno dalle villanelle napoletane, al fado, alla musica nordafricana, balcanica e greca.







Da poco, dopo la prima esperienza col Concerto di Castelnuovo Tedesco per due chitarre e orchestra di due anni fa, ho iniziato a suonare stabilmente col virtuoso napoletano Aniello Desiderio dando vita al “Virtuoso Duo”. Con lui ho in programma un video, un CD e, per l’anno prossimo, un tour mondiale.




Per quanto riguarda l’attività editoriale, oltre agli sviluppi del Magazine, che l’anno prossimo vedrà ampliata la piattaforma con un corso di chitarra on-line ed una web-TV, ho da poco consegnato all’editore Ut Orpheus i primi 4 volumi della collana di studi e musiche dell‘800 che è da me diretta e che prevede in totale circa 40 volumi.
Sarà una formula molto innovativa su una triplice piattaforma, perché per ogni volume ci sarà la partitura - con una introduzione di Angelo Gilardino - pubblicata da Ut Orpheus, le note di analisi e i consigli per lo studio, pubblicati sulla piattaforma iBook sul sito Apple, e l’album con tutte le registrazioni nella mia etichetta DotGuitar/CD reperibili on-line su iTunes Music Store, Amazon etc.
Recentemente ho presentato questo progetto in anteprima al Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria, durante una conferenza che ho tenuto sul “fenomeno” dotGuitar.
Credo che sia la prima volta al mondo che viene presentato un progetto editoriale con una simile struttura!




Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

Credo che ognuno di noi possa rispondere in maniera diversa a domande simili; posso solo dirti perché ho deciso di essere musicista io. Innanzitutto perché mi piaceva molto esprimermi attraverso la musica, ma allo stesso tempo mi attirava molto anche questo senso di sfida al superamento delle difficoltà che lo strumento pone, una battaglia per una ricerca di perfezione che non si raggiunge mai e che anche quando sembra aversi “toccato”, sparisce rendendoti consapevole di quanto effimero sia il risultato.

Alle altre due domande è difficile dare risposta perché il mondo della musica è molto variegato e quindi anche quello dei musicisti.
So solo che - anche a costo di essere banalmente retorico - se ci fosse più musica e se ci fosse una partecipazione attiva alla musica colta da parte di più persone, vivremmo in una società di sicuro migliore.
Se solo si tenesse in considerazione il fatto che due dei mali peggiori dei nostri tempi, la droga e il razzismo, sono praticamente assenti da questo piccolo mondo - pensiamo ad esempio, per quanto riguarda il razzismo e i conflitti etnici, al miracolo della West Eastern Divan Orchestra organizzata e diretta da D.Barenboim - si capirebbe quanto è importante la cultura e la conoscenza della musica.
Ma oggi siamo tutti sotto una cappa dominata dalla finanza, dalle banche e dalle multinazionali, e si sta perdendo ogni contatto con ciò che l’uomo ha di più profondo: l’anima.
Ecco, in questa riscoperta dell’anima - e quindi anche della persona - la musica attiva potrebbe giocare un ruolo importantissimo. Purtroppo la ostacola una classe dirigente e politica ignorante e corrotta, da cui non ci si può aspettare molto....



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