venerdì 4 luglio 2008

Speciale Cataldo Perri: IL MIO MONDO IN SCENA


IL MIO MONDO IN SCENA

T: Il tuo mondo interiore di Cataldo Perri, la sua vena artistica, la voglie di raccontare ciò che è stato e ciò che è, trovano nel teatro un forte mezzo di comunicazione. Ecco che nasce così “Laura e il sultano”, un viaggio musicale e storico nella memoria delle incursioni turche in Calabria dove racconti le vicende di una giovine di Cariati che , rapita, finisce col divenire la favorita del sultano di Costantinopoli.
Segue poi “Bastimenti”, uno spettacolo che narra della diaspora calabra nelle Americhe in cui tra una tarantella e un tango, racconti le speranze e le attese di milioni di persone partite verso l’incognita di un mondo nuovo.
Come nasce “Bastimenti”?

C: Ho scritto Bastimenti - sogni e chimere sospese fra una tarantella e un tango - nel 2000 ispirandomi alla storia di mio nonno Michele che, partito per l’Argentina nel 1924, ha lasciando nella sua Cariati nonna Marianna e due bambine ad aspettarlo invano per tutta la vita.
Ha dato sue notizie ed ha mandato soldi per dieci anni poi… più nulla.
Le notizie che arrivavano dai compaesani di ritorno parlavano di un uomo vinto che si era perso nei meandri della vita di Buenos Aires. Poi, per nonno Michele il marciapiede di Villaneda fino all’ultima spiaggia dell’etilismo.
Attraverso questa intima storia familiare ho voluto raccontare la storia di chi non ce l’ha fatta , dello sradicamento doloroso, della diaspora nelle Americhe, di quegli “arrivederci” senza certezze … Bastimenti allora è un viaggio nei profumi, nelle immagini e nelle malinconie di un’epoca troppo importante per la nostra identità per essere rimossa e dimenticata in cui tarantelle e tanghi stanno ad indicare la fusione delle memorie mediterranee con le chimere d’Argentina.
In sintesi, sospesa fra questi due universi musicali si è consumata la vicenda esistenziale dei nostri emigranti, legati fortemente alle proprie radici musicali ma attratti inesorabilmente dalla malìa del tango e dalla “vita” tentatrice di Buenos Aires.
A mio nonno e a tutti quelli che come lui non ce l’hanno fatta ho dedicato Bastimenti.


T: Tema principale dell’opera , dunque, è l’immigrazione di ieri. Ed oggi? Come vedi questo fenomeno?
C: Qualche tempo fa in collaborazione con l’associazione Maslow di Crotone , molto impegnata sul fronte assistenza immigrati, ho messo lo spettacolo BASTIMENTI al servizio del dramma delle moderne carrette di mare , cariche di carne umana in schiavitù, ricattata e venduta dalla mafia.
E’ nato così “Bastimenti e carrette di mare” in cui la struttura dello spettacolo rimane intatta fino a dieci minuti dalla fine quando sul video appaiono quelle “precarie carrette di mare” che approdano sulle nostre coste vomitando bambini e donne distrutte, giovani con la dita a forma di V e qualche anziano avvolto in un telo, morto durante la tremenda traversata…
Questo per ricordarci e, soprattutto, ricordare ai nostri giovani che gli occhi di Abdul, di Mohammed, di Fatima sono gli stessi dei tanti Michele, Giovanni, Rocco, che bussarono pieni di speranza alle porte dell’America fine 1800- inizio 900.
Si può e si deve guardare a questo fenomeno con gli occhi e la memoria rivolta al nostro passato,
partendo dal presupposto che non esiste una popolazione, una razza criminale e una civile.
Ci sono dei comportamenti individuali che allorquando sfociano in atti delinquenziali vanno perseguiti secondo il principio di civiltà giuridica della responsabilità individuale.
Immaginiamo un po’ se anche i tedeschi e gli americani avessero giudicato e omologato tutti noi calabresi a quei pochi farabutti mafiosi – ndranghetisti? (Duisburg docet)
Il fenomeno immigrazione va certamente governato , regolamentato , evitare che si formino dei campi indecenti dove l’emarginazione sociale e lo stato di incuria e precarietà diventino miscela esplosiva che a volte sfocia in cieca bestialità.
Alla conferenza finale del progetto “Bastimenti e carrette di mare” ho ipotizzato che forse la civile Europa potrebbe porre fine allo schiavismo, allo sfruttamento mafioso e alle tante morti in mare di tanti disperati organizzando tali viaggi in sicurezza , andando a prendere, magari programmandone il numero in base alle opportunità di lavoro , questi disperati altrimenti vittime del mare o della mafia.








Mp3 Baciala questa terra

2 commenti:

raf ha detto...

Complimenti Cataldo, sei come un faro che illumini il mare della nostra memoria.

Anonimo ha detto...

sei grande cataldo,con la tua musica sai come far accendere in me il ricordo della mia bella cariati che a malincuore ho dovuto lasciare!!!