mercoledì 2 novembre 2011

Recensione di Octal Book Two (2010, Clean Feed Records)


Elliott Sharp fa sul serio quando, nelle note di copertina definisce questa musica 'purely digital' cioè prodotta semplicemente dalle sue dita. Nessun plettro, nessun aiuto dall'elettronica, se si escludono un tocco di riverbero, un po' di compressione e l'utilizzo dell'E-Bow e come fonte di ispirazione dichiarata il libro "Warped Passages" di Lisa Randall sulla fisica post-quantica. Sharp è solo con la sua chitarrabasso ad otto corde costruita da Saul Koll e cavalca a dovere le vibrazioni elettro-acustiche con grande capacità di immaginazione ed eccellente perizia tecnica. Si intuisce tutto il piacere di un musicista che esplora, indaga , scopre nuove strade, nuove possibilità insite in uno strumento nuovo e innovativo. Le sue scorribande strumentali sono eccitanti e frastagliate, adrenaliniche, mai amorfe o inconcludenti. Ogni dettaglio tecnico sembra completamente sotto controllo e il libero fluire della musica riserva sorprese dietro ogni curva, specialmente se si ha il coraggio di ascoltare questa musica a volume alto, lasciandola ben risuonare. Come nel precedente Book One sarebbe meglio da comprendere il mix fra composizione e improvvisazione che sta alla base di questo album, un punto artisticamente interessante e degno di ulteriori sviluppi. Allo stesso tempo rimangono affascinati le tecniche esecutive e l’accordatura (Mib, Sib, Mib, Sib, Mi, Solb, Sib, Mib) di Sharp, un vero maestro nell'arte delle strategie innovative applicate alla rivoluzione delle possibilità meccaniche e timbriche della chitarra: le stratificazioni timbriche mettono sotto una lente di ingrandimento le peculiarità della triade rappresentata dall’esecutore, dallo strumento e dalla amplificazione. E’ una sorta di celebrazione delle potenzialità della chitarra elettrificata nell’ambito della musica creativa e dell’avanguardia che si snoda lungo i sette brani (Graviton the Boson; Revelant; Fluctuation of Horizon; Sequent; Eukaryon; P-branes & D-branes; Inverted Fields) un punto di confronto col quale altre simili opere dovranno necessariamente confrontarsi. Un disco originale e coerente, denso di suggestioni e sempre proiettato in avanti, cose che non possiamo non attenderci da un personaggio dotato di una fortissima personalità come Elliott Sharp.

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