giovedì 22 marzo 2012

Recensione di Behind the Window di Sergio Sorrentino, Setola di Maiale, 2011


Permettetemi una concessione al mio ego: vedersi ringraziare nelle note di un cd non è cosa di tutti i giorni, fa davvero tanto, tanto piacere. Sergio Sorrentino è già noto sia ai lettori del blog che agli ascoltatori di AlchEmistica. E’ un chitarrista davvero in gamba che con grande umiltà e sacrificio sta promuovendo la propria carriera dimostrando una apertura mentale notevole dimostrando di sapersi muovere con disinvoltura tra musica colta, improvvisazioni radicali e repertorio classico.
Qui lo ascoltiamo nelle vesti di improvvisatore, ruolo un po’ insolito per chi proviene dal conservatorio e ancora di più se si pensa che Sorrentino in questo disco suona la chitarra elettrica, preparata di volta in volta con l’aiuto di cavi, oggetti di metallo e di plastica, giocattoli vari.
Suonato, pensato e sognato ascoltando e vedendo la pioggia da dietro una finestra, tutto il disco si lascia ispirare da questo tema: la pioggia può essere portatrice di pace, di una ambient soffice e soffusa (come in Hypnagogic Rain), di tempeste e scariche elettriche (Electric Cloud), di distorsioni spazio temporali (Disto Invocation, Disto Interlude), di echi lontani, quando la pioggi cessa (The End of The Rain), di invocazioni sciamaniche (a Miles Davis).
Un progetto del genere non poteva vedere la luce se non con la casa discografica indipendente Setola di Maiale, attiva fin dal 1993 nel promuovere musiche sperimentali e di ricerca, un gran bel disco che conferma il talento di Sergio Sorrentino e la validità del progetto discografico portato avanti con rigore e coerenza da Stefano Giust.

Grazie ancora Sergio.
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