giovedì 8 marzo 2012

Recensione di Bottom’s Dream del Lieske Spindler Guitars, Challenge Classic, 2011


Duo interessante. Fabian Spindler, tedesco, classe 1975, è uno dei nomi più interessanti tra i giovani chitarristi, vincitore di diverse competizioni internazionali, ha studiato con Ansgar Krause a Colonia e si è perfezionato con Barrueco e Oscar Ghiglia. Wulfin Lieske è un chitarrista/compositore austriaco classe 1956 che oltre alla classica ama cimentarsi anche con la chitarra elettrica e dalla solida e vasta esperienza avendo suonato anche con e per Gidon Kremer, Astor Piazzolla e l’Hilliard Ensemble. Sua è la composizione in quattro movimenti “Bottom’s Dream” che apre questo cd, originariamente pensato come un brano in due parti per chitarra e violoncello commissionato da Adelaide Internationa Guitar Festival nel 2007, è stato poi riarrangiato per due chitarre con l’aggiunta di due movimenti. Composizione dai toni allegri e spigliati, a volte quasi “pop” e dai toni comunque decisamente non “avangarde”.
Che il duo non disdegni comunque di cimentarsi in campi lontani dalla classica diventa evidente nel successivo brano “Good-bye Pork Pie Hat”, un classico, un grande standard del contrabbassitsa e compositore jazz Charles Mingus, un suo omaggio al sassofonista e clarinettista Lester Young, famoso per il suo appasionato lirismo. Un brano non semplice da trascrivere per chitarra essendo stato composto per un ensemble jazz con pianoforte e sax tenore e alto, prima di questa versione conoscevo (per chitarra) quella di Jeff Beck e soprattutto quella per due chitarre acustiche di John renbourn e Stephan Grossman. La versione di Fabian Spindler offre delle soluzioni molto più complesse che cercano di far suonare le due chitarre quasi in contrappunto ma allo stesso tempo mettendo in primo piano la meravigliosa linea melodica che caratterizza da sempre quest brano così struggente. Sulla Tango Suite di Astor Piazzolla, sono già stati spesi fiumi di inchiostro, il punto di riferimento resta sempre la versione dei fratelli Assad, rispetto alla quale forse il duo Lieske Spindler è meno “focoso” ma più melanconico, a volte quasi elegiaco. Bel disco, piacevole ma non noioso.
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