mercoledì 5 settembre 2012

Recensione di Double Sextet / 2x5 di Steve Reich, Nonesuch 2010



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Siamo nel 2010 e all’età di 74 anni Steve Reich non vuole veramente sapere di mollare. Sempre alla ricerca di nuove strade, di nuove possibilità in cui evolvere il proprio personale “processo” musicale questa volta incrocia la strada degli eighth blackbird e dei Bang on a Can.
Questo  “Double Sextet/2x5” contiene la composizione vincente del Pulitzer Price 2009, in cui un sestetto composto da flauto, clarinetto, violino, violoncello, vibrafono e piano si fronteggia con un'identica versione registrata a nastro, una tematica cara a Reich già ben sviluppata con le serie "Counterpoint", "Violin Phase", "Different trains" e “Triple Quartet”, mentre "2x5" del 2008 è composta e suonata dai Bang on a Can, con l’impiego di chitarre e bassi elettrici, batteria e piano e spero rappresenti l’inizio di una nuova possibile evoluzione stilistica di Reich..
Nell’intervista concessa a Tom Cole della NPR in occasione proprio del Premio Pulitzer Reich ha dichiarato: "I'm very glad that this particular piece got it, because I do think it's one of the better pieces I've done in the past few years". "The piece can be played in two ways," continua Reich "Either with 12 musicians or with six playing against a recording of themselves." "It's the idea of writing basically unison canons” … "The same timbre playing against itself, so that when they intertwine, you don't hear the individual voice; you hear the composite. Now, if you have several composites going on at the same time, you really get to an interesting situation, and that's what's going on in Double Sextet."
Ironicamente Reich sottolinea come finalmente, grazie a una nuova generazione di musicisti abituati a strutture musicali come le sue, i suoi pezzi siano diventati patrimonio comune: “Thankfully, a lot of young musicians have not only played all kinds of my pieces, but have played them well," … "It's because they heard them when they were younger. This is the case in all music history. Composers have a real difficulty in that first generation when they are writing these works. But the following generations grow up with it as part of the furniture in the room. So eighth blackbird, and many other groups I'm happy to say, can not only play it, but play it convincingly and enjoy themselves."
Lo stesso discorso si può applicare per i Bang on a Can, importante ensemble aperto specializzato nelle reinterpretazioni di brani di stile "minimalistico" o di altri generi finora trascurati dalla musica “colta” come i brani ambient di Brian Eno e le musiche di Meredith Monk, Don Byron e Thurston Moore. “2x5” è un pezzo che attinge direttamente alle strutture della musica rock dove però la parte ritmica è data dal basso di Robert Black e dal piano di Evan Ziporyn e la batteria interviene sporadicamente per aggiungere “extra energy and a new color” come scrive Reich nelle note del disco. La chitarra di Mark Steward suona un’ottava più alta di quanto potrebbe (viene usato un octave transposer) e aggiunge un suono quasi gamelan al tutto, legando le diverse parti tra loro.
Siamo nel 2012, Reich ha 76 anni … speriamo sia longevo come Elliott Carter!

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