giovedì 25 ottobre 2012

Recensione di Anagramma dei Sonic Youth




I Sonic Youth (i chitarristi e cantanti Thurston Moore e Lee Ranaldo, il batterista Steve Shelley e la cantante e bassista Kim Gordon) sono stati tra le band che hanno saputo segnare lo sviluppo del rock alternativo americano come lo conosciamo oggi, riuscendo a raggiungere, oltre che la notorietà mediatica, una reputazione eccellente come musicisti e divi dell'immaginario alternativo. La loro portata rivoluzionaria si nota anche sul piano prettamente tecnico: i Sonic Youth hanno cambiato il modo di concepire la chitarra elettrica, usandola in modo totale, cioè spingendosi oltre il suo utilizzo ortodosso. Allievi zelanti del compositore Glenn Branca, i chitarristi Moore e Ranaldo suonano lo strumento chitarra nella sua interezza, sfruttandone la componente fisica (corpo, manico, elettronica) tanto quanto quella melodica (note, accordi, scale), arrivando a preparare le chitarre, modificarne l'elettronica, percuoterle con oggetti, cimentarsi in drones e feedback, o - nelle parti melodiche - sperimentare accordature atipiche. La stragrande maggioranza delle loro canzoni è costituita da poche note e semplici accordi, ma suonati con accordature inusuali che contribuiscono (anche grazie a un uso preponderante dell'effettistica) a generare quel suono storto, sgangherato e liquefatto che hanno perfezionato nel corso degli anni.
Nel 1997, non paghi del successo ottenuto dai dischi venduti con la Geffen Records, dimostrano tutta la loro passione per l’esplorazione musicale realizzando la loro casa discografica personale e indipendente la Sonic Youth Records e promuovendo il primo cd, un enigmatico mini-cd cartonato, dal titolo Anagramma (SYR 1). Questo lavoro inaugura un progetto tramite cui esaltare vocazioni sperimentali, favorire pulsioni intellettuali e tuffi avanguardistici senza essere limitati dalle pressioni dell'industria discografica. La critica accolse favorevolmente questa nuova produzione vedendola come un riappropriarsi delle origini e di quell'istinto underground primordiale che aveva animato le loro prime uscite discografiche.
Anagramma si presenta in un cartonato che richiama con evidenza la collana di elettronica avvenirista anni '60 della Philips denominata Prospective 21° Siécle, si tratta di quattro improvvisazioni strumentali che vanno dall'atmosfera da zero gravitazionale della miniatura "Tremens" alla lunga title track che offre un riflessivo riepilogo delle sonorità del gruppo. Poi è la volta di oscillazioni di synth, loop di chitarra e rumore bianco in perlustrazione ("Improvisation ajoutée", "Mieux- de corrosion"), a mostrare il lato più disturbante e astratto del nuovo corso.
Nel tempo la SYR ha avuto fortuna, i nostri hanno dimostrato che ancora una volta Sonic Youth è sinonimo di sperimentazione e discrete vendite, impensabili magari per altre realtà musicali, anche accademiche. Ululati di chitarre distorte, arditi effetti di missaggio, ma soprattutto una buona dose di ispirazione che mantiene i contenuti sempre ad alto livello: Anagramma è un ottimo disco e i Sonic Youth hanno dimostrato di saper (iniziare ad)invecchiare con dignità.

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