lunedì 31 marzo 2014

Intervista al Maestro Giacomo Parimbelli


Maestro facciamo un po’ il punto della situazione? Io l’ho conosciuta come saggista, poi concertista, insegnante, promotore di festival e iniziative culturali legate alla chitarra e ora come curatore di una nuova serie di corde di chitarra per la Dogal … lei decisamente non sa annoiarsi …

Come mai la decisione di collaborare a questo nuovo set di corde e quali sono le sue caratteristiche particolari?

Caro Andrea, innanzitutto ti ringrazio per questa domanda.
Le corde per i chitarristi sembrano un optional esclusivamente legato al volume sonoro desiderato. Poco ci si relaziona invece sulla risposta e fatica-carico dello strumento e delle mani. Nella mia estetica cerco corde leggere, ma sonanti, senza però scordare l’armoniosità.
Con le molte corde di oggi si producono spesso solo suoni metallici, avvicinando di più la sonorità classica a quella folk.
Ebbene queste corde Dogal Infinito in via di perfezionamento continuo vorrebbero accontentare i cercatori di suoni dolci e trattabili.

Come mai la scelta di lavorare con la Dogal? Premesso che da buon veneziano sono contento di questa collaborazione .. la Dogal è una azienda storica in questo campo …

La Dogal si è rivelata l’unica casa cordaia aperta a questa ricerca, che già si distinse con il noto Set Amato. Ragion per cui pensai che non mi avrebbe negato la disponibilità “a cercare la corda ideale”.

Prevedete una fase di test ulteriore per queste corde? La loro messa in commercio sarà accompagnata da qualche promozione e dall’uso di una confezione particolare?

Ti sto rispondendo oggi, sebbene so’ che queste domani stanno sulla mia scrivania già da quasi due anni. Ciò significa che stiamo ancora studiando la corda sognata, ma per ora sono soddisfatto dell’insieme,ovvero della resa chitarra-suonatore-corda. E’ come se il suonatore si intromettesse tra lo strumento chitarra e le corde: due parti molto distinte ed indipendenti l’uno dall’altra, ma al contempo reciprocamente influenzabili.

Una delle questioni annose che ruotano attorno alla chitarra classica è il suo limitato volume di suono in confronto con altri strumenti classici che la rende poco adatta a suonare in ensemble, queste corde possono dare un aiuto in questo senso? Non tanto per il volume di suono quanto per favorire un migliore amalgama musicale?

Caro Andrea, quando un chitarrista inizia a dubitare del volume sonoro, è fuori campo.
Anche la chitarra più intima o minima nel suono, in una sala da musica giusta, la senti.

Ho notato che lei è spesso invitato a suonare e insegnare in Norvegia, come è la situazione culturale laggiù?

Ai norvegesi piace la chitarra classica, a partire da Carulli, cioè senza esagerare con certe oscurità post-novecentesche. Amano la musica douce ed in particolare quella italiana tra ‘600 e primo ‘900.
Quella che suono regolarmente quando siedo davanti a loro.

Qualche tempo fa ci lamentavamo assieme della mancanza di contatti, della difficoltà di un musicista di essere attivo in Italia, come va adesso? La crisi .. la riforma Gelmini … la cultura derisa e umiliata … lo sa che a Venezia un comune cittadino non può più entrare in Conservatorio? .. la porta si apre solo con un badge magnetico … ma che stiamo facendo? Che ci stanno facendo?

Vieni voglia di fare anche noi musicisti come loro: evitare la Siae, comprare in nero, suonare i campanelli la notte presso la casa dei politici e via di questo passo...o mettere le pizze nelle custodie delle chitarre. Ma l’Arte non bisogno di nessun clamore, va avanti pura e sola. Ottima oggi per ritrovare se stessi, ottima per meditare e pregare, ottima per chi non può fare l’eremita a tempo pieno.

Quali saranno le sue prossime iniziative? Su cosa sta lavorando?

Ho di recente scritto un Metodo per chitarra in poesia e un saggio storico sulla dinastia dei Liutai Rovetta… tra un libro e l’altro, proseguo lo studio del repertorio inedito italiano del primo ‘900.

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?


E’ evidente come il Vaticano per i cattolici. La Musica, quella esatta per l’essere umano, fa cantare anche i miei pappagalli quando la suono bene.
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