lunedì 24 marzo 2014

Supernova - Intervista con Arturo Tallini

Caro Arturo … insomma, non ti riesce proprio di stare tranquillo. Non bastava tutto quello che fai già nella tua “normale” attività di concertista a livello mondiale e di insegnante al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, adesso hai lanciato questo nuovo progetto .. ce ne vuoi parlare?

Comincio da una precisazione: non amo le orchestre di chitarre. Supernova è semmai un oggetto sonoro mobile e prismatico: potrei quasi definirla un'iperchitarra, un magma sonoro cangiante il cui fine è dare vita ad un universo sonoro molteplice.
Questo è possibile grazie al livello eccellente di tutti i componenti, che ho contattato lo scorso anno.
Questa idea di “iperchitarra” mi guida sia nella scelta del repertorio sia nelle trascrizioni: quando penso ad un adattamento per l'ensemble, la distribuzione delle parti è sempre 'spaziale' e non strutturata secondo il principio pianistico che prevede registro acuto a sinistra e via via verso destra le altre parti.
Nella Sonata dall'Offerta Musicale BWV 1079, ad esempio, le parti sono distribuite 'a stella' per cui la parte, poniamo, del flauto è affidata alla posizione n. 1 e 5 , le altre alla posizione 2 e 6 e così via; si crea così una sorta di tridimensionalità del suono che conferisce a questo adattamento una profondità molto peculiare.

Per cui riassumiamo: 8 giovani talenti, tutti di età tra i 17 e i 28 anni, provenienti da tutta Italia sotto la tua guida. Cos’hanno in comune tra loro e cosa li spinge a fare squadra?

Hanno in comune senz'altro il livello: sono tutti concertisti, con davanti una carriera e la voglia di arrivare al più alto livello possibile. Credo che ciò che li spinge a fare squadra sia proprio la consapevolezza di un livello alto e senza 'slabbrature' individuali: otto eccellenze per le quali il desiderio è fare musica sapendo di condividere gli stessi obiettivi con il resto del gruppo.

Sai, la cosa che mi ha colpito è la dedizione al repertorio contemporaneo, è vero che la musica contemporanea e di avanguardia ha da sempre avuto un “orecchio” di favore per la chitarra, rilanciandone il repertorio di per sé un po’ angusto, è bello vedere, soprattutto nel nostro paese un simile spirito d’iniziativa per un ensemble così esteso, 9 chitarre classiche è roba che non si è praticamente mai vista, credo che le uniche esperienze in questo senso sia la League of Crafty Guitarists di Robert Fripp, gli ensemble chitarristici di Glenn Branca e Rhys Chatham, l’Enseble Forestare in Canada ….

Si, Robert Fripp, mi ha molto colpito e direi anche ispirato in questa idea....Dici bene, 9 chitarre: in effetti spesso smetto di dirigere l'ensemble e vi entro o suonando o per gestire elettronica. Anche questo fa parte di una mia visione un po' magmatica dell’ensemble. Forse la frequentazione di Cage, Maderna, Stockhausen, Bussotti, che hanno segnato questi ultimissimi anni di carriera, mi hanno aperto alla possibilità e necessità di entrare e uscire dai ruoli: quello di strumentista, quello di interprete e, in questo caso, quello di direttore.

Come mai la scelta di includere In C di Terry Riley?

La scelta è in linea con ciò che ti ho appena detto: InC è un magma sonoro in continuo divenire; non puoi mai sapere cosa diventerà e presume un ascolto totale di ognuno dei membri uno verso l'altro. È come una massa sonora in movimento che si amplia, si muove, si trasforma, si moltiplica ..... Poi, la nostra versione, è arricchita da suoni elettronici che muovo io a mia volta attraverso il computer e da piccoli strumenti a percussione suonati a turno .

Vuoi parlarci del brano composto per voi da Maurizio Pisati?

È un brano, come sempre nel caso della musica di questo geniale amico, di ricca gestualità, giocoso e sempre in contatto con la musica: tutto ciò che Maurizio fa, è in vista di un'espressione di sé, dell'interprete, delle possibilità stesse del materiale. E io (oramai siamo al terzo pezzo scritto su mia richiesta, dopo Guitar Click I e Cha-Hack) mi diverto sempre a infilarci un pizzico di invenzione che credo gli piaccia molto....
I chitarristi ampliano i loro gesti, i loro suoni, il loro essere strumentisti e si fanno persone-suono, si, insomma il loro suono diventa altro dal semplice suono di chitarra.



So che tu hai più di un'esperienza diretta con Electric Counterpoint di Steve Reich .. pensi di eseguirla con SuperNova?

Assolutamente si, è già previsto nelle proposte future; naturalmente in quel caso Supernova sarà integrata da altri chitarristi (2 per la precisione più 2 Chitarre basso)

Parliamo di improvvisazione ... pensi di riuscire a ricavare uno spazio per l'improvvisazione anche in SuperNova? Non credo sia facile per un ensemble di 9 persone ... ma so che ti piacciono le sfide …

Si, è una sfida: a parte Riley, che è già un pezzo improvvisato, e la Serenata per un Satellite, che abbiamo suonato nel nostro debutto, in realtà ho in mente di affrontare Tierkreis di Stockhausen, che suoneremo con il percussionista Gianluca Ruggeri e un DJ, il cui nome è ancora un segreto.....

I vostri prossimi progetti? Esiste la possibilità di ascoltarvi oltre che dal vivo anche in cd?


Un CD è senz'altro nei nostri progetti, non immediati, però: Supernova sarà la fotografia di un oggetto sonoro complesso e denso con un uso accorto della tecnologia. Il progetto artistico più interessante è arrivare a creare una nostra versione di Tierkreis di Stockhausen da una parte, e completare la Sonata BWV 1079 per Flauto, Violino e Cembalo dall'Offerta Musicale di J. S. Bach: ....come dire, L'altra faccia della Spirale, (direbbe Asimov) si, due mondi diversi, separati da secoli eppure uniti da una ricerca che trae dalla poesia e del numero la propria linfa vitale.


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