giovedì 6 marzo 2014

Supernova - Intervista con Gian Marco Ciampa



Quando hai iniziato a suonare la chitarra e perché? Che studi hai fatto e qual è il tuo background musicale? Con che chitarre suoni e con quali hai suonato?

Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo 10 anni vedendo mio fratello strimpellare le canzoni. Ho iniziato  per gioco, chi l'avrebbe mai detto che alla fine sarebbe diventata tutta la mia vita...
A 14 anni sono entrato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma dove mi sono diplomato con il Maestro Arturo Tallini, ma insieme alla chitarra classica ho sempre suonato anche l'elettrica e l'acustica e devo dire che mi è capitato di affrontare davvero tutti i generi, dal rock al metal, dal jazz al punk, fino ad arrivare all'elettronica, genere che coltivo grazie alla mia band, con loro mi diverto anche a "smanettare" con campionatori, synth e drum machine.
Insomma tra un concerto e un concorso di chitarra classica, do sfogo anche agli altri lati della mia personalità, ed ho sempre pensato che affrontare diversi generi musicali sia un vantaggio e serva in tutti i campi: ti apre la mente, ti rende più reattivo, ti abitua a non pensare per schemi e preconcetti chiusi. Tornassi indietro, rifarei le stesse esperienze che ho fatto.
Quali sono state e sono le tue principali influenze musicali?

Ho avuto la fortuna di ascoltare tanta musica di qualità sin da quando ero molto piccolo. I primi, come per molti, sono stati i Beatles poi sono arrivati gli Smashing Pumpkins, i Radiohead per proseguire con Sigur Ros e Mogwai. Ci sarebbero tantissimi artisti da citare perché ho ascoltato, e ascolto tutt’ora, tantissima musica senza distinzione di genere.
Per quanto riguarda la musica classica ovviamente mi sento più vicino al repertorio del Novecento, che poi è quello che cerco di proporre nei miei concerti. Tra tutti gli autori, come attitudine e come modo di pensare la musica, quello che preferisco e al quale mi sento più vicino è Aleksandr Skrjiabin.

Cosa ti ha spinto a entrare in Supernova .. ?

Supernova è un progetto ambizioso e allo stesso tempo molto stimolante. Suonare con dei tuoi coetanei che però sono già ad alto livello nel mondo della musica classica è qualcosa di stupendo: si può lavorare su repertori molto interessanti, c'è uno scambio continuo l'uno con l'altro e non ti nego che è anche molto divertente...alla fine siamo pur sempre dei ragazzi giovani, la voglia di divertirsi c'è sempre!
Sapevo che suonare in otto non sarebbe stato facile, ma adesso il feeling tra di noi sta crescendo e quindi suonare insieme diventa sempre meno difficile e più bello: per tutti noi questi sono momenti di grande crescita, musicale e non.
Insomma in questo caso si può proprio dire che l'unione fa la forza!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Beh per ora tra i tanti concerti da solista con la chitarra classica, i concerti con la mia band “Libra” della quale è da poco uscito il disco, Supernova e le varie scuole dove insegno: non mi annoio di certo!
Non so bene cosa mi riservi il futuro però sicuramente voglio continuare a fare quello che faccio ma sempre a più alto livello è uno degli obiettivi!

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