giovedì 17 febbraio 2011

Intervista a Lucia D'Errico, terza parte


Hai partecipato a diversi corsi e masterclasses di perfezionamento sul repertorio contemporaneo con Elena Càsoli, Marco Cappelli, Zoran Dukic, Carlos Molina, Vladislav Blaha, Helen Sanderson e hai studiato composizione con Riccardo Vaglini. Che ricordi hai di queste masterclass e di questi insegnanti? Chi ti ha colpito di più?

Da ogni incontro si riceve qualcosa, ma di queste esperienze apprezzo gli stimoli umani quanto e più ancora di quelli musicali. Detto questo, ho un bellissimo ricordo dell’incontro con Elena Càsoli. Parlare delle sue doti musicali è qui superfluo; la cosa per cui mi ha colpito è stato il rispetto e la profondità con cui si rapporta alla musica (tutta la musica), al suo lavoro, e a ogni cosa, sì devo dire a ogni cosa. Nella giornata del workshop che ho fatto con lei siamo andati tutti a fare un picnic su un prato di montagna. A un certo punto un enorme ragno si è messo a passeggiare sulla nostra tovaglia: tutti (io per prima) ci siamo alzati con ribrezzo, mentre lei si è chinata e ha raccolto quel ragno come fosse un pulcino! Ecco, ho pensato: se tutti fossimo capaci di comportarci così con le – apparenti – bruttezze che ci circondano, chinarci e prenderle in mano, il mondo non avrebbe tanti problemi. Quest'immagine riassume la grandezza dell'impressione che Elena ha avuto su di me, e forse l'atteggiamento che la rende così profonda e magnetica anche in musica.

Quale significato ha l’improvvisazione nella tua ricerca musicale? Si può tornare a parlare di improvvisazione in un repertorio così codificato come quello classico o bisogna per forza uscirne e rivolgersi ad altri repertori, jazz, contemporanea, etc?

Il mio lavoro si basa per grandissima parte sull’indagine e sulla pianificazione: la tornitura di gesti e suoni, la scultura delle intenzioni. Improvvisare per un interprete può essere pericoloso: quando il lavoro è così difficile, scavare un solco solido dove i movimenti di muscoli e mente si possano incuneare è, almeno per il mio modo di lavorare, fondamentale. Condurre un lavoro parallelo sull’improvvisazione però può dare un vantaggio, e non da poco; quello cioè di sondare la propria immaginazione, la propria spontaneità, andare a verificare cosa la propria memoria muscolare e uditiva va a ripescare per rielaborarlo e riproporlo. Una grande riflessione per qualunque interprete, anche il più classico.

Oltre che alla chitarra classica, ti dedichi anche alla chitarra elettrica e chitarra basso, e ti stai interessando alla musica mediorientale attraverso la conoscenza dell'oud, come mai questo interesse per strumenti fuori dai canoni “classici”? Cosa pensi di suonare con l’oud? Te lo chiedo perché amo molto la musica mediorientale e l’oud e sono dei mondi musicali vastissimi…

Chitarra elettrica e basso sono state due grandi amori adolescenziali – difficile sfuggire al loro fascino a quell’età. Dopo gli studi classici le ho riprese in mano per alimentare la mia voglia di novità e la mia curiosità, e mi servono a ossigenare l’aria un po’ viziata di accademismo che di tanto in tanto sento aleggiare attorno allo strumento classico. E poi il repertorio, soprattutto quello per elettrica, è così bello e ricco che non ho potuto resistere, e proprio in questi mesi lo sto esplorando con gran piacere.
Sono stata folgorata dall’oud quando ho avuto l’opportunità di assistere ad un concerto del virtuoso egiziano Farhan Sabbagh; questa rivelazione di uno strumento così versatile è andata a sposarsi con la mia attrazione per la musica microtonale (un altro dei miei compositori preferiti è Scelsi). E così, dopo aver fatto togliere i tasti ad una mia vecchia chitarra con scarsi risultati, ho ricevuto in regalo un oud sul quale mi sto divertendo. Per ora sto cercando di conoscere la musica mediorientale e dell’area mediterranea, concedendomi qualche incursione nel repertorio medievale. Presto spero di ottenere una tecnica adeguata a proporre questo strumento a qualche compositore per offrire le sue possibilità anche alla creatività europea.

continua domani ...
Posta un commento