giovedì 27 febbraio 2014

Intervista con Andrea De Vitis - Supernova



Quando hai iniziato a suonare la chitarra e perché?
Fin da piccolo mi divertivo ad improvvisare canzoncine e motivetti ascoltati in tv su una piccola tastiera-giocattolo che mi era stata regalata. A 10 anni decisi che era il momento di passare ad uno strumento più serio!

Che studi hai fatto e qual è il tuo background musicale?
Ho iniziato a studiare con Marco Cerroni presso il Collegium Artis di Frascati, dove attualmente svolgo attività didattica, per poi diplomarmi al Conservatorio di Perugia nella classe di Leonardo De Angelis. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, ho arricchito i miei studi musicali frequentando numerose masterclasses: Arturo Tallini, Paolo Pegoraro, Adriano Del Sal, Carlo Marchione, Pavel Steidl, Piero Bonaguri, Hugo Gueller…

Con che chitarre suoni e con cui hai suonato?
Attualmente suono una chitarra del liutaio belga Walter Verreydt e uno strumento del liutaio Mario Grimaldi. Entrambe hanno tavola in abete e fasce-fondo in palissandro indiano; mentre la Grimaldi è di costruzione tradizionale (fan bracing), la chitarra di Walter Verreydt presenta la diversa formula costruttiva del lattice-bracing (tuttavia senza l’aggiunta di materiali diversi dal legno). In passato ho suonato le classiche “chitarrone” spagnole in cedro: la Doble tapa premium del liutaio Contreras II ed il Modelo especial armonico di Antonio Gonzalez Cardenal.

Quali sono state e sono le tue principali influenze musicali?
Le mie influenze derivano soprattutto dai maestri con cui studio: attualmente Paolo Pegoraro, Adriano Del Sal e Arturo Tallini. Inoltre mi interessa molto la prassi esecutiva barocca e l’esecuzione della musica antica su strumenti originali. Al di fuori della musica classica, i miei gusti musicali spaziano dai Dire Straits alla Bossanova…

Cosa ti ha spinto a entrare in Supernova?
Il piacere di suonare con degli amici, l’entusiasmo e la competenza di Arturo Tallini, l’interesse per le possibilità sonore che un ensemble di questo tipo riesce a creare.

Quali sono i tuoi futuri altri progetti?

Il mio progetto attuale è di portare la chitarra in luoghi che solitamente sono destinati ad altre attività artistiche, ad esempio i teatri. Per questo motivo ho ideato uno spettacolo dal nome “Dialoghi in Musica”, con la collaborazione dell’attrice Marina Polla de Luca, che in passato ha lavorato con Carmelo Bene: attraverso un repertorio che spazia da “Platero e io” di Castelnuovo-Tedesco e “Ultima Rara” di Sylvano Bussotti, perseguiamo l’obiettivo della fusione tra la parola e il suono, tra la declamazione poetica e il gesto musicale. “Dialoghi in Musica” ha appena debuttato a Roma per il festival “Casa dei teatri e della drammaturgia contemporanea”.

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