lunedì 24 febbraio 2014

Intervista a Giulia Ballarè - prima parte



Ciao Giulia, benvenuta nel Blog Chitarra e Dintorni. Quando hai iniziato a suonare la chitarra e perché?

Come succede in tante famiglie italiane, anche nella mia si è sempre ascoltata molta musica e di tutti i generi, dalle opere italiane di Verdi e Rossini a Radio Italia... Inoltre i miei genitori hanno sempre partecipato alla vita musicale della parrocchia: mia madre cantava e mio padre suonava proprio la chitarra.
Avendone una in casa, quindi, le sono cresciuta accanto e ad un certo punto fu proprio mio padre ad insegnarmi i primi accordi fino a che, esaurite le sue conoscenze, decise di mandarmi a lezione!

Che studi hai fatto e qual è il tuo background musicale?
All'età di 11 anni fui ammessa al Conservatorio "Guido Cantelli" di Novara, città in cui vivo. Un percorso lungo 12 anni (tradizionale, triennio e biennio di interpretazione): i primi anni del tradizionale con il M° Francesco Biraghi e nove anni sotto la guida del M° Guido Fichtner.
Ebbi la fortuna di ottenere una borsa di studio Erasmus durante l’ultimo anno del triennio d’interpretazione e andai a studiare in Spagna, a Murcia. Lì ho incontrato Carlos Piñana, titolare di una delle poche cattedre di flamenco dei Conservatori spagnoli, cattedre inusuali e rare poiché il flamenco, seppur diffusissimo, è considerato un’arte di strada. Da questo contatto con questo genere di musica spagnola la mia passione per la chitarra è sicuramente aumentata, ma sono anche riuscita ad accrescere e affinare la mia tecnica!

Con che chitarre suoni e con quali hai suonato?
La mia prima chitarra in assoluto è stata quella della mamma, con cui suonava in oratorio. Una volta ammessa in Conservatorio il M° Biraghi mi ha consigliato una Alhambra mod. S.- 3C, sicuramente migliore della chitarra in compensato che avevo e che tuttora la suono sul balcone d'estate..
Dopo avere conseguito l'esame di 5° anno in Conservatorio, il M° Fichtner, come tutti gli insegnanti, ha affrontato il Discorso con la mia famiglia! infatti arrivati a un certo punto degli studi è necessario incominciare a investire molto più denaro nell'acquisto dello strumento: crescono le capacità tecniche e le difficoltà dei brani affrontati e bisogna essere supportati da uno "strumento di Liuteria"; questa era la parola magica che entrava così nel mio vocabolario (e anche nel portafoglio di papà!). Fu così che ordinai una chitarra da Renato Barone, seguendo il consiglio di Guido Fichtner che ne possedeva già una … una bellissima chitarra, che uso ancora adesso per insegnare, ma evidentemente molto fragile perché nel 2005 - stesso anno in cui mi era stata costruita - subì un incidente alla tavola, a causa dell’umidità, incidente subito risolto dal maestro Liutaio.
Durante il Biennio le mie conoscenze andavano sempre più aumentando, e anche le mie esigenze! Mi rendevo conto che non bastava studiare e studiare per delle ore: la Barone, più di quello che già mi dava, non aveva nient'altro.. realizzai di dover cercare qualcos'altro; ho provato tante e tante chitarre finché un colpo di fortuna mi aiutò nella mia ricerca: un annuncio su internet di un collezionista di Ferrara vendeva una Thomas Humphrey del 1999, che a sua volta, dieci anni prima, aveva comprato leggendo un annuncio sul Magazine SEICORDE.
Fu curioso ottenere questa chitarra. Ferrara doveva essere solo la prima tappa della mia ricerca.. ma si rivelò l'ultima: infatti, quando ero solo una ragazzina di 12 anni e suonavo ancora l'Alhambra, sfogliando il Magazine SEICORDE, vidi la recensione di questa strana chitarra: il piano inclinato, il fondo bombato, una rosetta bellissima, ma, soprattutto … costava 24.000.000 di lire!! insomma era solo un sogno, e chi avrebbe mai immaginato che, dopo 10 anni, mi sarei trovata di fronte proprio a quello strumento!

Oggi sono ormai tre anni che suono l' Humphrey e chissà per quanto ancora la suonerò..

.. continua domani


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